{"id":769,"date":"2007-05-10T14:55:46","date_gmt":"2007-05-10T14:55:46","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/05\/10\/usa-iraq-il-pentagono-tent-di-corrompere-i-media-iracheni-prima-dellinvasione\/"},"modified":"2007-05-10T14:55:46","modified_gmt":"2007-05-10T14:55:46","slug":"usa-iraq-il-pentagono-tent-di-corrompere-i-media-iracheni-prima-dellinvasione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/05\/10\/usa-iraq-il-pentagono-tent-di-corrompere-i-media-iracheni-prima-dellinvasione\/","title":{"rendered":"USA-IRAQ: Il Pentagono tent&ograve; di corrompere i media iracheni prima dell&#8217;invasione"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 10 maggio 2007 (IPS) &#8211; Mentre si preparava all&rsquo;invasione dell&rsquo;Iraq nel marzo 2003, il Pentagono progettava la creazione di un &ldquo;Rapid Reaction Media Team&rdquo; (RRMT), allo scopo di assicurarsi il controllo sui principali media iracheni, e di dare una &#039;facciata&#039; irachena ai propri intenti: lo rivela un &ldquo;Libro bianco&rdquo; diffuso questa settimana dall&rsquo;Archivio della sicurezza nazionale (NSA), un gruppo di ricerca indipendente.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Tra le altre voci, il budget prevedeva l&rsquo;assunzione di due &ldquo;consulenti media&rdquo; americani per un compenso di 140.000 dollari ciascuno per sei mesi di lavoro. Altri 800.000 dollari erano destinati ad altri sei &ldquo;consulenti media&rdquo; iracheni per un periodo equivalente.<\/p>\n<p>Sia il dossier che la presentazione in diapositive sono stati redatti da due funzionari del Pentagono &ndash; dell&rsquo;ufficio Special Operations and Low-Intensity Conflict, specializzati, tra le altre cose, in strategie di conflitto psicologico, e l&rsquo;Ufficio Special Plans (OSP) guidato dall&rsquo;allora sottosegretario alla Difesa Douglas Feith &#8211; a met&agrave; gennaio 2003, due mesi prima dell&rsquo;invasione, secondo l&rsquo;analista dell&rsquo;NSA Joyce Battle.<\/p>\n<p>&rdquo;Il piano RRMT si concentra sugli sforzi dei governi Usa e britannico, prima e dopo le ostilit&agrave;, per l&rsquo;elaborazione di strategie, la formazione, e il rapido dispiegamento di un team di esperti di media americani e britannici, insieme ad un altro team di esperti di media iracheni &#8220;scelti di prima mano&#8221;, per veicolare immediatamente all&rsquo;opinione pubblica irachena la notizia della liberazione dell&rsquo;Iraq&rdquo;, sostiene il documento.<\/p>\n<p>Gli esperti iracheni &ldquo;scelti di prima mano&rdquo;, secondo il dossier, dovevano orientare progetti e pianificazioni degli esperti Usa, e aiutarli a &ldquo;selezionare e formare broadcaster e editori iracheni (&ldquo;la facciata&rdquo;) per gli intenti di propaganda informativa della coalizione del governo Usa.<\/p>\n<p>&rdquo;Sar&agrave; come se, dopo un altro giorno di scontri mortali, il popolo nord-coreano spegnesse i televisori la sera, per riaccenderli al mattino e ritrovarsi con i ricchi men&ugrave; della TV sud-coreana trasmessi sui loro schermi come se fossero i loro&rdquo;, si infervora il rapporto, aggiungendo che &ldquo;media nazionali iracheni liberi &lsquo;ricostituiti&rsquo; possono servire da modello per il Medio Oriente, dove la presenza di numerosi media anti-arabi equivale a un&rsquo;arma di distruzione di massa&rdquo;.<\/p>\n<p>Non &egrave; chiaro se il piano sia stato attuato come previsto nel documento, anche se l&rsquo;NSA ha diffuso una verifica contabile dell&rsquo;ispettore generale del Pentagono riguardante una dozzina di contratti non concorrenziali, per un totale di 122,5 milioni di dollari, concessi dal Dipartimento della difesa a tre appaltatori che hanno realizzato attivit&agrave; legate ai media in Iraq dopo l&rsquo;invasione.<\/p>\n<p>Tra gli appaltatori, il Rendon Group e la Scientific Applications International Corporation (SAIC), che avrebbero ricevuto una concessione di 25 milioni di dollari per creare una Rete di media iracheni, i cui scopi sembrano piuttosto simili a quelli delineati nel Libro bianco, ma che sono crollati dopo circa sei mesi, per presunta incompetenza e lotte interne.<\/p>\n<p>La SAIC &egrave; la stessa impresa che ha assunto la responsabile della comunicazione della Banca mondiale Shaha Ali Riza, sembra su richiesta dell&rsquo;allora vicesegretario alla difesa (e attuale presidente della Banca mondiale) Paul Wolfowitz, con il quale la donna aveva una relazione sentimentale. Riza ha lavorato per la SAIC da marzo a maggio 2003, nel team dedicato a &ldquo;Democrazia e governance&rdquo;.<\/p>\n<p>La terza impresa coinvolta nella verifica &egrave; il Lincoln Group, nato cinque anni fa e che, tra le altre attivit&agrave;, sembra abbia sborsato milioni di dollari ai giornali iracheni per la pubblicazione di articoli filo-americani dopo l&rsquo;invasione.<\/p>\n<p>L&rsquo;RRMT era stato concepito come un &ldquo;canale preferenziale&rdquo;, tra la rete di media governativi iracheni e un &ldquo;media iracheno libero&rdquo;, che gli autori del Libro bianco definiscono l&rsquo;obiettivo a lungo termine del programma.<\/p>\n<p>&rdquo;Dopo la cessazione delle ostilit&agrave; &#8211; prosegue il dossier &#8211; la presenza di team di media iracheni, addestrati dagli esperti Usa, pronti a dipingere un nuovo Iraq (dagli iracheni per gli iracheni) con speranze di un futuro prospero e democratico, avr&agrave; un profondo impatto psicologico e politico sulla popolazione irachena&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;La missione sar&agrave; ragguagliare l&rsquo;opinione pubblica irachena sugli intenti e le operazioni della coalizione del governo Usa per stabilizzare l&rsquo;Iraq (soprattutto prevenendo la divisione dell&rsquo;Iraq in tre parti dopo le ostilit&agrave;, e dando agli iracheni una speranza per il futuro)&rdquo;, continua il documento, osservando che l&rsquo;RRMT &ldquo;collocher&agrave; e si interfaccer&agrave; (immediatamente) con il comandante del Comando centrale Usa designato a Baghdad, e comincer&agrave; a pubblicare e a trasmettere alla popolazione irachena le informazioni approvate dal governo Usa&rdquo;.<\/p>\n<p>Il dossier definisce alcuni &ldquo;compiti prioritari&rdquo;, necessari ad allestire l&rsquo;RRMT e le sue operazioni, e a &ldquo;tradurre le linee e gli orientamenti tematici del governo Usa in una campagna di informazione (notizie e intrattenimento)&rdquo;.<\/p>\n<p>Tra i &ldquo;temi e messaggi&rdquo; da diffondere, il Libro mette al primo posto il &ldquo;programma di de-Baathificazione&rdquo;, seguito da &ldquo;servizi sulla storia recente (come &ldquo;Lo zio Saddam&rdquo;, &ldquo;History Channel su Saddam bomb-maker&rdquo; (il &ldquo;bombarolo Saddam&rdquo;), &ldquo;Campi di sterminio&rdquo;, ecc.); &ldquo;Serie sulla democrazia&rdquo;, &ldquo;Ambiente (riabilitazione delle paludi)&rdquo;, &ldquo;Conoscenza delle miniere&rdquo;, &ldquo;Ripresa del petrolio&rdquo;, &ldquo;Giustizia e tematiche legislative&rdquo;, e &ldquo;Criminali di guerra\/Commissione sulla Verit&agrave;&rdquo;; il tutto approvato dal governo Usa.<\/p>\n<p>Il piano elenca poi diversi altri temi da mettere in risalto nelle programmazioni, tra cui &ldquo;prigionieri politici e interviste sulle atrocit&agrave;&rdquo;, &ldquo;i palazzi e l&rsquo;opulenza di Saddam&rdquo;, e &ldquo;disarmo delle armi di distruzione di massa&rdquo;.<\/p>\n<p>Quanto a &ldquo;programmi di intrattenimento e notizie&rdquo;, in cima alla lista figura &ldquo;Hollywood&rdquo;, seguito da &ldquo;Canali di notizie&rdquo;, &ldquo;Donazioni dei paesi arabi&rdquo;, e &ldquo;Sport&rdquo;.<\/p>\n<p>Il progetto sollecita poi la produzione di &ldquo;programmazioni a parte&rdquo;, nel corso del primo mese di occupazione: un processo che prevede di ottenere i diritti su programmi preesistenti, produrre nuovi programmi, assicurandone la traduzione se prodotti in un&rsquo;altra lingua; e preparare prodotti stampati, come la &ldquo;prima edizione del nuovo giornale settimanale iracheno (con diverse sezioni per persone scomparse, notizie sugli sciiti, notizie sui kurdi, notizie sui sunniti, ecc.)&rdquo;.<\/p>\n<p>I due milioni di dollari del budget totale erano destinati quasi interamente ai costi operativi e di infrastrutture per i media, come trasmettitori e studi per radio e televisione, e trasmissioni e ripetitori a microonde.<\/p>\n<p>La presentazione in power point chiedeva che l&rsquo;RRMT &ldquo;identificasse ed esaminasse esperti di media e &lsquo;conduttori&rsquo; iracheni&rdquo;, oltre ad occuparsi della formazione di un gruppo di giornalisti iracheni per costituire lo staff delle nuove reti.<\/p>\n<p>L&rsquo;RRMT doveva poi &ldquo;identificare le infrastrutture dei media da lasciare intatte, e lavorare con il Comando centrale Usa per trovare modi alternativi di disabilitare i media di punta&rdquo;, tra cui, presumibilmente, quei media i cui messaggi non fossero in linea con i temi che il Pentagono intendeva trasmettere.<\/p>\n<p>&ldquo;Evidentemente, il quartier generale della rete satellitare araba al-Jazeera a Baghdad non rientrava tra le &ldquo;infrastrutture dei media da lasciare intatte&rdquo;, ha osservato Battle dell&rsquo;NSA, ricordando l&rsquo;attacco missilistico Usa dell&rsquo;8 aprile 2003 che colp&igrave; l&rsquo;ufficio della rete a Baghdad, uccidendo il giornalista Tariq Ayoub. Il Pentagono aveva ricevuto informazioni dettagliate sulla collocazione degli uffici prima dell&rsquo;invasione, che erano stati segnalati come struttura &ldquo;televisiva&rdquo;.<\/p>\n<p>Anche l&rsquo;ufficio di al-Jazeera a Kabul, situato in un edificio nel centro della citt&agrave;, fu distrutto da due &ldquo;bombe intelligenti&rdquo; durante la campagna aerea Usa in Afghanistan alla fine del 2001. Nell&rsquo;aprile 2004, durante un&rsquo;estesa battaglia a Fallujah riportata da al-Jazeera, il Presidente Usa George W. Bush, incontrando il Primo ministro britannico Tony Blair, sugger&igrave; un attacco contro il quartier generale della rete in Qatar; lo riportano alcune note sui colloqui in seguito trapelate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 10 maggio 2007 (IPS) &#8211; Mentre si preparava all&rsquo;invasione dell&rsquo;Iraq nel marzo 2003, il Pentagono progettava la creazione di un &ldquo;Rapid Reaction Media Team&rdquo; (RRMT), allo scopo di assicurarsi il controllo sui principali media iracheni, e di dare una&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/05\/10\/usa-iraq-il-pentagono-tent-di-corrompere-i-media-iracheni-prima-dellinvasione\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[1,26,30,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-769","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/769","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=769"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/769\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}