{"id":744,"date":"2007-03-30T11:02:13","date_gmt":"2007-03-30T11:02:13","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/03\/30\/italia-non-sono-troppo-giovani-per-conoscere-i-loro-diritti\/"},"modified":"2007-03-30T11:02:13","modified_gmt":"2007-03-30T11:02:13","slug":"italia-non-sono-troppo-giovani-per-conoscere-i-loro-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/03\/30\/italia-non-sono-troppo-giovani-per-conoscere-i-loro-diritti\/","title":{"rendered":"ITALIA: Non sono troppo giovani per conoscere i loro diritti"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 30 marzo 2007 (IPS) &#8211; I minori che approdano sulle coste italiane dovranno essere informati, da subito, dei loro diritti. Lo prevede una nuova legge appena approvata dal Ministero dell&#039;Interno.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>L&rsquo;anno scorso, sono sbarcati in Italia circa 160.000 minori non accompagnati, la met&agrave; dei quali provenienti da aree di gravi conflitti, fra cui l&rsquo;Afghanistan e il Corno d&rsquo;Africa. <\/p>\n<p>Sono quindi potenziali richiedenti asilo, ma spesso ignorano completamente i loro diritti. La nuova legge, entrata in vigore all&rsquo;inizio di marzo, gli garantir&agrave; il diritto di conoscere i loro diritti.<\/p>\n<p>&rdquo;La polizia di frontiera e sul territorio dovranno fornire ai minori &#8211; in base alla loro et&agrave; e assistiti da interpreti o mediatori culturali &#8211; tutte le informazioni necessarie sulla richiesta d&rsquo;asilo&rdquo;, dice la nuova legge. Si tratta di un provvedimento richiesto a gran voce e da tempo dalle associazioni per i diritti umani.<\/p>\n<p>Sta rapidamente aumentando il numero dei minori provenienti dall&rsquo;Afghanistan, ha segnalato all&rsquo;IPS il Centro Astalli, il Servizio dei Gesuiti per i rifugiati. Circa la met&agrave; dei 525 minorenni assistiti quest&rsquo;anno dal servizio proviene da questo paese, dopo un viaggio che per qualcuno &egrave; durato anni.<\/p>\n<p>&rdquo;Se al suo arrivo il minore esprime l&rsquo;intenzione di chiedere asilo, deve essere immediatamente consegnato al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), che ha il compito di assistere il minore nel difficile processo d&rsquo;integrazione in un ambiente culturale straniero&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS Marcella Lucidi, sottosegretaria del ministero degli interni.    L&rsquo;assistenza deve essere offerta &ldquo;sia da un punto di vista umano che legale&rdquo;, ha specificato.<\/p>\n<p>&ldquo;Integrazione&rdquo; &egrave; una parola nuova nella policy italiana sui flussi migratori. Un&#039;inversione di tendenza introdotta dal governo Prodi, che l&rsquo;anno scorso aveva fatto dei diritti dei migranti uno degli argomenti di punta della campagna elettorale. <\/p>\n<p>L&rsquo;ex amministrazione di centro destra aveva sempre mantenuto una linea dura nei confronti degli immigrati: con una legge sull&rsquo;immigrazione approvata nel 2002, il governo aveva introdotto una politica restrittiva, che consentiva il rilascio del permesso di soggiorno solo ai lavoratori stranieri con contratto di lavoro.<\/p>\n<p>Imponendo anche una quota annuale sul numero di lavoratori stranieri, e l&rsquo;espulsione per le persone prive di documenti. <\/p>\n<p>Finora, la pratica &egrave; stata quella di trasferire gli immigrati illegali, anche i minori, nei controversi centri di permanenza temporanea (Cpt), il cui accesso non &egrave; consentito a persone singole e giornalisti, e noti per le gravi violazioni dei diritti umani dei detenuti.<\/p>\n<p>Stando alla proposta di riforma, questi centri di detenzione verranno chiusi, a cominciare da quelli di Ragusa e Crotone, in Sicilia.<\/p>\n<p>&rdquo;Il periodo che i minori trascorrono in questi centri, in attesa di essere affidati ai servizi sociali, &egrave; il pi&ugrave; rischioso&rdquo;, spiega Lucidi. &ldquo;Pu&ograve; durare anche mesi, abbastanza perch&eacute; un bambino riesca a scappare, e a scomparire. Non dobbiamo dimenticare che i minori migranti non accompagnati sono tre volte vulnerabili, perch&eacute; sono giovani, stranieri e soli&rdquo;.<\/p>\n<p>La nuova direttiva, ha aggiunto, garantir&agrave; che il minore non venga lasciato solo al suo arrivo. E la procedura per la richiesta d&rsquo;asilo per il minore sar&agrave; accelerata, per assicurarsi che il bambino non scappi, &ldquo;e che non resti intrappolato in nessun tipo di traffico o attivit&agrave; illegale&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;assistenza ai minori nella procedura di richiesta d&rsquo;asilo dovrebbe ridurre l&rsquo;alto numero di richieste che vengono respinte solo perch&eacute; compilate in maniera non corretta.<\/p>\n<p>Secondo Save the Children Italia, filiale dell&rsquo;organizzazione internazionale per i diritti dei minori, questa direttiva indica una nuova consapevolezza da parte delle istituzioni.<\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;opportunit&agrave; concreta, per i minori non accompagnati, di accedere alle procedure per l&rsquo;asilo, nella direzione del pieno riconoscimento dello status di rifugiato&rdquo;, ha detto Carlotta Sami, capo progetto di Save the Children.<\/p>\n<p>Adesso sar&agrave; necessario il supporto legale e culturale di consulenti specializzati, ha aggiunto Sami. &ldquo;Solo con un sostegno e una formazione specifica le istituzioni e le forze di sicurezza possono mettere realmente in pratica questa legge, cos&igrave; che possa diventare uno strumento efficace per tutelare i diritti dei minori&rdquo;. <\/p>\n<p>Amnesty International Italia ha assistito 1.335 minori su un totale di 22.016 migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2006. Il maggior numero di minori non accompagnati proveniva dall&rsquo;Egitto.   L&rsquo;organizzazione ha riferito che molti di loro hanno poi lasciato la Sicilia per raggiungere le citt&agrave; del nord Italia, o si sono diretti verso altri paesi europei in cerca di lavoro, ancor prima di poter essere identificati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 30 marzo 2007 (IPS) &#8211; I minori che approdano sulle coste italiane dovranno essere informati, da subito, dei loro diritti. 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