{"id":730,"date":"2007-03-13T13:45:18","date_gmt":"2007-03-13T13:45:18","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/03\/13\/cooperazione-africa-il-piano-della-cooperazione-italiana-per-lafrica-occidentale\/"},"modified":"2007-03-13T13:45:18","modified_gmt":"2007-03-13T13:45:18","slug":"cooperazione-africa-il-piano-della-cooperazione-italiana-per-lafrica-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/03\/13\/cooperazione-africa-il-piano-della-cooperazione-italiana-per-lafrica-occidentale\/","title":{"rendered":"COOPERAZIONE-AFRICA: Il Piano della Cooperazione Italiana per l&#8217;Africa Occidentale"},"content":{"rendered":"<p>BAMAKO, 7 marzo 2006 (IPS) &#8211; L&#039;Italia si schiera dalla parte delle donne dell&#039;Africa occidentale nella loro lotta per sovvertire il radicato modello patriarcale, che le priva da sempre dei loro diritti. E lo far&agrave; con un nuovo piano di cooperazione decentrata da realizzare con le organizzazioni femminili locali e un dialogo partecipato con loro, per individuare insieme le azioni pi&ugrave; urgenti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Pi&ugrave; che di un semplice impegno economico &#8211; seppure significativo, visto che entro i prossimi tre anni verranno stanziati 10-15 milioni di euro per i paesi dell&#039;Africa occidentale &#8211; si tratta di una decisione di carattere politico, come ha spiegato la viceministra degli affari esteri con delega alla cooperazione Patrizia Sentinelli.<\/p>\n<p>Primo passo di il rinnovato interesse dell&rsquo;Italia verso l&rsquo;Africa occidentale, una due giorni internazionale organizzata nella capitale del Mali, Bamako, il 2 e 3 marzo: &ldquo;Le donne protagoniste: dialogo tra i paesi dell&rsquo;Africa occidentale e la Cooperazione italiana&rdquo;.<\/p>\n<p>Unica italiana tra le circa mille delegate africane provenienti da Guinea, Mauritania, Burkina Faso, Nigeria, Costa d&rsquo;Avorio, Benin e dallo stesso Mali, la Sentinelli ha annunciato che una delle priorit&agrave; del suo paese &egrave; ascoltare con attenzione le donne africane, candidando l&rsquo;Italia a farsi loro portavoce presso l&rsquo;Unione europea.<\/p>\n<p>&ldquo;I problemi legati all&#039;uguaglianza di genere sono tra le priorit&agrave; dell&rsquo;Italia&rdquo;, ha detto, &ldquo;in particolare in quelle regioni del mondo dove siamo stati poco presenti negli ultimi anni, come i paesi dell&rsquo;Africa occidentale. &ldquo;Gli uffici decentrati della cooperazione di Ouagadougou, in Burkina Faso, e Dakar, in Senegal, costituiranno una nuova &#039;gender task force&#039; per identificare le organizzazioni locali in grado di realizzare progetti di empowerment femminile e iniziative di microcredito per le donne nelle aree rurali. <\/p>\n<p>&ldquo;Come possono le donne africane essere protagoniste del loro futuro, quando la societ&agrave; internazionale e i loro stessi paesi continuano a considerarle vittime da dover assistere?&rdquo;, ha chiesto la viceministra. Nonostante la loro forza e la provata influenza sia nella famiglia che nelle comunit&agrave;, vengono ancora tenute in silenzio.<\/p>\n<p>&ldquo;Il mondo occidentale, i nostri stessi leader, continuano a vederci come povere e mutilate&rdquo;, ha fatto eco Aminata Traor&eacute;, ex ministra maliana della cultura e attuale presidente di Foram (Forum pour un autre Mali). Nota leader no-global, Traor&eacute; ha denunciato la &ldquo;visione europeista&rdquo; della donna africana, e le politiche europee &ldquo;che sono evidentemente contro le donne africane&rdquo;, ha osservato, riferendosi agli Accordi di partnership economica che Bruxelles intende far firmare ai paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) entro la fine dell&rsquo;anno. <\/p>\n<p>Secondo Traor&eacute;, &ldquo;la globalizzazione e le politiche di privatizzazione stanno uccidendo i figli dell&rsquo;Africa e stanno rubando il lavoro alle donne&rdquo;. In un&rsquo;intervista con l&rsquo;IPS, l&rsquo;ex ministra ha spiegato, ad esempio, come la crescente presenza della Cina nel continente dimostri come l&rsquo;Africa sia stata lasciata da sola a fronteggiare le minacce della globalizzazione.<\/p>\n<p>&ldquo;Pechino sta invadendo i nostri mercati&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS, &ldquo;e distruggendo le nostre risorse produttive, in particolare il settore tessile e manifatturiero, dove sono impiegate soprattutto le donne. Stanno uccidendo l&rsquo;intero processo di trasformazione, acquistando i semi di cotone direttamente dagli agricoltori, esportandoli attraverso Gran Bretagna, Germania e Svizzera, e poi copiando i nostri modelli tradizionali grazie alla loro potenza produttiva&rdquo;. <\/p>\n<p>Secondo Traor&eacute;, bench&eacute; l&rsquo;Unione europea sappia chiaramente quanto la Cina sta cambiando le regole del mercato, non intende proteggere l&rsquo;Africa; &ldquo;al contrario, vuole imporci quelle politiche liberiste che ci uccideranno. La libera circolazione di prodotti occidentali finir&agrave; per sopraffare i prodotti locali&rdquo;, ha spiegato.<\/p>\n<p>Cinque anni fa, la Cina ha comprato la Comatex, l&rsquo;industria tessile nazionale. &ldquo;La nostra tecnologia &egrave; obsoleta, e non abbiamo possibilit&agrave; di essere competitivi, ha avvertito Traor&eacute;.<\/p>\n<p>Qui, il cotone significa sopravvivenza, dato che pi&ugrave; di tre milioni di maliani (su 11 milioni di abitanti) lavorano nel settore tessile, che fornisce l&rsquo;8 per cento del Prodotto interno lordo (PIL) e rappresenta il 40 per cento del totale delle esportazioni.<\/p>\n<p>&ldquo;Il capitalismo cinese sta devastando il nostro debole mercato interno&rdquo;, ha detto Traor&eacute; all&rsquo;IPS. &ldquo;In un futuro molto vicino, le donne africane diventeranno le nuove schiave della Cina&rdquo;, ha concluso.<\/p>\n<p>Le donne stanno lottando per conquistare un proprio ruolo nella societ&agrave;, ha detto all&rsquo;IPS Khady Nbao, delegata di Roppa (Reseau des Organisations Paysannes et des producteurs agricoles de l&rsquo;Afrique de l&rsquo;Ouest). &ldquo;All&rsquo;interno di Roppa &#8211; ha spiegato &#8211; abbiamo creato il &lsquo;Coll&egrave;ge des Femmes&rsquo;, un ente formato esclusivamente da donne, per bilanciare l&rsquo;incombente leadership maschile&rdquo;, anche se gli uomini rappresentano il 40 per cento degli agricoltori, e le donne il 60.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo il dovere di difendere i nostri prodotti locali e l&#039; ambiente, che sono il futuro dei nostri figli&rdquo;, ha detto, &#8220;per dare loro l&rsquo;opportunit&agrave; di restare, invece di essere costretti ad emigrare perch&eacute; le loro madri muoiono di fame.<\/p>\n<p>&ldquo;La lotta delle nostre donne per la parit&agrave; di genere va sostenuta, e in modo concreto&rdquo;, ha detto Amadou Toumani Tour&eacute;, presidente della Repubblica del Mali. Alla vigilia delle elezioni presidenziali di aprile, il presidente ha ricordato che i farmaci antiretrovirali sono gratuiti nel suo paese, e che quelli contro la malaria lo diventeranno presto. &ldquo;Venendo qui, l&rsquo;Italia ha dimostrato che vuole ascoltarci, e ci&ograve; significa che abbiamo valori molto simili&rdquo;, ha aggiunto. &ldquo;Nella passione della viceministra Sentinelli ho visto quella tipica di una donna africana&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Le donne africane non hanno solo bisogno di soldi. Ci&ograve; di cui hanno soprattutto bisogno &egrave; essere ascoltate&rdquo;; ha concluso Aminata Traor&eacute;. &ldquo;Se avremo pi&ugrave; donne &lsquo;protagoniste&rsquo; nelle nostre comunit&agrave;, allora saremo in grado di combattere i tab&ugrave; e i pregiudizi di cui siamo vittime&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BAMAKO, 7 marzo 2006 (IPS) &#8211; L&#039;Italia si schiera dalla parte delle donne dell&#039;Africa occidentale nella loro lotta per sovvertire il radicato modello patriarcale, che le priva da sempre dei loro diritti. 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