{"id":73,"date":"2004-03-28T16:31:16","date_gmt":"2004-03-28T16:31:16","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/03\/28\/diritti-umani-argentina-per-non-dimenticare\/"},"modified":"2004-03-28T16:31:16","modified_gmt":"2004-03-28T16:31:16","slug":"diritti-umani-argentina-per-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/03\/28\/diritti-umani-argentina-per-non-dimenticare\/","title":{"rendered":"DIRITTI UMANI: Argentina, per non dimenticare"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 29 marzo 2004 (IPS) &#8211; In questi giorni un gruppo di associazioni per i diritti umani deve decidere le sorti dell&#8217;ESMA, il pi&ugrave; importante centro di tortura della dittatura militare Argentina negli anni tra il 1976 e il 1983<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Mentre andava a lavoro, &egrave; stata prelevata e portata negli scantinati dell&#8217;ESMA (Escuela de Mec&aacute;nica de la Armada) dove si trovavano la stanza delle torture e l&#8217;infermeria&#8221;, si legge nei racconti di due dei pochi sopravvissuti al centro clandestino di detenzione.<\/p>\n<p>La storia di Maria Carmen Moyano, una delle tante prigioniere politiche ad aver partorito durante la detenzione all&#8217;ESMA, &egrave; raccontata in &#8220;Nunca M&aacute;s&#8221;, il rapporto scritto nel 1984 dalla Commissione nazionale per le persone scomparse(Conedep).<\/p>\n<p>La testimonianza &egrave; di Sara Solarz de Osatinsky e di Ana Mar&iacute;a Marti, entrambe recluse all&#8217;ESMA insieme a Maria Moyano, madre di una bambina rapita subito dopo il parto da un sottufficiale; madre e figlia risultano ancora oggi &#8220;desaparecidas&#8221; (scomparse).<\/p>\n<p>Oggi, la Marina militare sta lasciando la sede dell&#8217;ESMA, che le organizzazioni per i diritti umani trasformeranno in un museo per tenere viva la memoria della &#8220;sporca guerra&#8221; contro i veri o sospetti dissidenti.<\/p>\n<p>L&#8217;ESMA, con il suo Centro ufficiali, si trova nel centro di Buenos Aires ed &egrave; uno dei principali simboli della repressione. E&#39; il silenzioso testimone delle torture inflitte a circa 5000 prigionieri politici passati per la scuola della Marina, molti dei quali &#8216;desaparecidos&#8217;. <\/p>\n<p>Le testimonianze dei pochi sopravvissuti sono state raccolte nel rapporto &#8220;Nunca M&aacute;s&#8221;.<\/p>\n<p>Le pressioni delle organizzazioni per i diritti umani hanno costretto il governo a sfrattare la Marina dall&#8217;ESMA e da quei 19 ettari di terreno su cui sorgono 15 edifici. Parte del complesso sar&agrave; trasformato in un museo della memoria, ma le associazioni devono ancora decidere cosa fare con il resto degli edifici.<\/p>\n<p>L&#8217;immensa area apparteneva alla citt&agrave; di Buenos Aires ma fu ceduta alla Marina nel 1924 per la costruzione di una scuola militare. Il complesso, secondo gli accordi, sarebbe tornato alla citt&agrave; una volta esaurita la sua funzione.<\/p>\n<p>Nel 1998, l&#8217;allora presidente Carlos Menem (1989-1999) ha firmato un decreto per la demolizione degli edifici e la creazione di un grande parco, con un monumento dedicato alla &#8220;riconciliazione&#8221; del popolo argentino.<\/p>\n<p>Ma i gruppi per i diritti umani si sono opposti alla demolizione ottenendo una ingiunzione che ha bloccato l&#8217;attuazione del decreto, anche se la Marina ha continuato a occupare gli immobili.<\/p>\n<p>Oggi il governo di centro sinistra di N&eacute;stor Kirchner ha ordinato la restituzione del complesso al comune che da tempo &egrave; schierato con le associazioni per la creazione del museo della memoria.<\/p>\n<p>Il passaggio ufficiale della propriet&agrave; &egrave; avvenuto mercoled&igrave; 24 marzo, giorno del ventottesimo anniversario del colpo di stato che ha dato vita a una delle dittature pi&ugrave; sanguinarie dell&#8217;America Latina.<\/p>\n<p>Secondo i dati ufficiali, le persone &#8216;scomparse&#8217; per mano delle forze di sicurezza sarebbero 9000, mentre per le associazioni la cifra reale &egrave; di 30.000 &#8216;desaparecidos&#8217;.<\/p>\n<p>Kirchner ha promesso ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime che l&#8217;ESMA &#8220;diverr&agrave; un luogo della memoria&#8221;  gestito dalle associazioni per i diritti umani.<\/p>\n<p>L&#8217;unica decisione presa dalle organizzazioni &egrave; di creare un museo della memoria. Il resto &egrave; ancora tutto da decidere.<\/p>\n<p>&#8220;Il museo dell&#8217;Olocausto di Washington D.C. &egrave; stato inaugurato dopo cinque anni di dibattiti e discussioni. Non &egrave; realistico pensare di realizzarlo in quindici giorni&#8221;, ha detto all&#8217;IPS Mabel Gutierrez.<\/p>\n<p>L&#8217;associazione familiari dei detenuti e desaparecidos politici, di cui fa parte Gutierrez, fa parte di Memoria Abierta, una sigla che riunisce altre otto associazioni.<\/p>\n<p>Memoria Abierta, creata per conservare la memoria del terrorismo di stato, ha lavorato su diversi progetti dal 1999. Tra questi, la raccolta di testimonianze orali, documenti scritti e fotografie, e un programma di &#8220;topografia della memoria&#8221;.<\/p>\n<p>I progetti hanno lo scopo di rendere visibili gli oltre 300 centri di detenzione illegale, dove la dittatura ha imprigionato e torturato i prigionieri politici.<\/p>\n<p>Per realizzare il museo dell&#8217;ESMA che fa parte del progetto &#8220;topografia della memoria&#8221;, i familiari dei &#8216;desaparecidos&#8217; hanno messo a disposizione documenti, foto e oggetti personali.<\/p>\n<p>Durante la prigionia, ad alcune detenute che avevano partorito era stato permesso di crescere i loro figli per settimane o anche mesi, per poi essere uccise. I bambini, in seguito, sono stati &#8216;adottati&#8217; dai loro carcerieri o affidati a famiglie vicine al regime.<\/p>\n<p>&#8220;Il museo che vogliamo&#8221; era il titolo della prima conferenza organizzata cinque anni fa da Memoria Abierta per discutere il destino dell&#8217;ESMA con esperti di museologia e associazioni.<\/p>\n<p>Gutierrez ha ammesso: &#8220;Pensavamo di dover aspettare 20 o 30 anni prima di vedere nascere il museo&#8221;.<\/p>\n<p>Memoria Abierta ha gi&agrave; registrato il museo all&#8217;&#8221;International Coalition of Historic Site Museums of Conscience&#8221;, che riunisce una decina di siti in vari paesi del mondo, luoghi emblematici per ricordare genocidi, guerre, oppressioni e discriminazioni.<\/p>\n<p>Le associazioni per i diritti umani non hanno ancora deciso se ripristinare gli edifici cos&igrave; com&#39;erano quando il luogo di detenzione si trovava nel Centro ufficiali, e al momento non hanno trovato un accordo sull&#8217;allestimento e sul tipo di oggetti e fotografie da esporre ai visitatori.<\/p>\n<p>Tutti concordano sul fatto che i terreni e gli edifici debbano essere ripristinati, e nessuno auspica la coesistenza con le forze militari.<\/p>\n<p>I sopravvissuti raccontano di essere stati incatenati, ricordano gli elicotteri con i detenuti che atterravano nella piazza centrale del complesso e i corpi delle vittime inceneriti nei campi sportivi.<\/p>\n<p>&#8220;Sono certo che troveremo un accordo&#8221; ha affermato Gutierrez, riferendosi alle opinioni discordanti sull&#8217;utilizzo degli edifici.<\/p>\n<p>Due settimane fa l&#8217;ammiraglio Juan Godoy ha ammesso per la prima volta che l&#8217;ESMA era &#8220;il simbolo della barbarie&#8221;, dove avvenivano crimini aberranti.<\/p>\n<p>Il presidente ha chiesto alla Marina militare di abbandonare gli edifici utilizzati come scuole di addestramento e di trasferirle in un&#8217;altra zona di Buenos Aires entro la fine dell&#8217;anno, come lo stesso ammiraglio Godoy ha affermato durante una cerimonia pubblica.<\/p>\n<p>Il 19 marzo, Kirchner, che dopo la sua nomina a maggio del 2003 si &egrave; espresso pi&ugrave; volte in difesa dei diritti umani, ha incontrato 30 sopravvissuti durante una visita all&#8217; ESMA.<\/p>\n<p>Mano nella mano, gli ex prigionieri politici, donne e uomini, hanno trattenuto a stento l&#8217;emozione rivedendo il luogo delle loro sofferenze.<\/p>\n<p>Per molti &egrave; stata la prima volta dopo che furono liberati. &#8220;E&#8217; stato come lasciarsi alle spalle una vicenda dolorosa&#8221; ha dichiarato Manuel Franco, che nel 1979 ha passato 46 giorni all&#8217;ESMA.<\/p>\n<p>Secondo le associazioni per i diritti umani circa 100 sopravvissuti vivono in Argentina o all&#8217;estero. Il resto dei detenuti nelle scuole sono &#8216;desaparecidos&#8217;.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo responsabile dell&#8217;ESMA, Emilio Massera, ex membro della giunta militare ed ex ammiraglio, &egrave; ora agli arresti domiciliari per il rapimento dei figli di prigionieri politici.<\/p>\n<p>Nel 1995, l&#8217;ex capitano Adolfo Scilingo ha scioccato l&#8217;opinione pubblica mondiale rivelando che i prigionieri politici venivano gettati vivi in mare, come &egrave; scritto nel libro &#8220;The flight&#8221; del giornalista e attivista Horacio Verbitsky. <\/p>\n<p>L&#8217;ESMA ospitava anche altre attivit&agrave; criminali che hanno accompagnato la dittatura, oltre ai rapimenti, le torture e gli omicidi dei dissidenti, la sottrazione dei beni dei prigionieri politici e la falsificazione dei documenti.<\/p>\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;area c&#8217;era un magazzino dove venivano raccolti i beni, trafugati dalle case dei prigionieri politici, che venivano venduti o divisi tra i militari.<\/p>\n<p>E&#8217; stato ritrovato il materiale che serviva per la falsificazione dei documenti. Vi era inoltre un vero e proprio ufficio &#8220;beni immobili&#8221;, adibito al trasferimento delle propriet&agrave; delle vittime a una compagnia di facciata creata da un gruppo di ufficiali della Marina militare. <\/p>\n<p>Il 26 marzo, ventottesimo anniversario del colpo di stato, i familiari dei sopravvissuti hanno sfilato con le immagini dei &#8220;desaparecidos&#8221; intorno al recinto che circonda l&#8217;ESMA. Sono poi entrati per prendere parte alla cerimonia in cui Kirchner ha formalmente annunciato il nuovo utilizzo della struttura.<\/p>\n<p>La cerimonia si &egrave; conclusa con un concerto dei cantautori argentini Leon Gieco e Victor Heredia e del cantautore spagnolo Joan Manuel Serrat.<\/p>\n<p>L&#8217;evento &egrave; stato il primo passo verso la ricostruzione di un doloroso passato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 29 marzo 2004 (IPS) &#8211; In questi giorni un gruppo di associazioni per i diritti umani deve decidere le sorti dell&#8217;ESMA, il pi&ugrave; importante centro di tortura della dittatura militare Argentina negli anni tra il 1976 e il&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/03\/28\/diritti-umani-argentina-per-non-dimenticare\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[5,14,15,19,1],"tags":[],"class_list":["post-73","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-america-latina","category-cultura","category-diritti-umani","category-educazione","category-headlines"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}