{"id":693,"date":"2007-01-17T10:42:59","date_gmt":"2007-01-17T10:42:59","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/01\/17\/politica-per-loccidente-il-voto-onu-sulla-birmania-un-pasticcio\/"},"modified":"2007-01-17T10:42:59","modified_gmt":"2007-01-17T10:42:59","slug":"politica-per-loccidente-il-voto-onu-sulla-birmania-un-pasticcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/01\/17\/politica-per-loccidente-il-voto-onu-sulla-birmania-un-pasticcio\/","title":{"rendered":"POLITICA: Per l&#8217;Occidente, il voto Onu sulla Birmania &egrave; un pasticcio"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 17 gennaio 2007 (IPS) &#8211; Come unico organo operativo delle Nazioni Unite politicamente influente, il Consiglio di sicurezza Onu &egrave; considerato il vero &#039;giudice&#039; dell&rsquo;organizzazione internazionale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza &#8211; che se adottate, sono vincolanti &#8211; hanno bisogno di almeno nove voti a favore e nessun veto per essere approvate.<\/p>\n<p>Cos&igrave;, quando la scorsa settimana una risoluzione congiunta di Usa e Gran Bretagna, che condannava la giunta militare del Myanmar (Birmania), ha ricevuto nove voti favorevoli, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno dichiarato la vittoria morale, nonostante un raro doppio veto di Russia e Cina, che ne ha impedito l&rsquo;approvazione.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;ambasciatore britannico Emyr Jones Parry, i nove voti (su 15) sono un risultato importante, e il blocco della risoluzione, a causa dei due veti, &egrave; stato deplorevole.<\/p>\n<p>&ldquo;Sono addolorato che il Consiglio non abbia potuto prendere una decisione nonostante i nove voti a favore della risoluzione&rdquo;, ha detto Parry ai giornalisti. &ldquo;Ma il parere positivo &egrave; ci&ograve; che ha unito il Consiglio&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Parry ha voluto anche sottolineare che la risoluzione contro il Myanmar &ldquo;&egrave; stata sostenuta dalla maggioranza del Consiglio&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;La lezione dovrebbe essere che nonostante la protezione da ci&ograve; che definirei un &lsquo;veto ideologico&rsquo;, il desiderio espresso dai membri del Consiglio di sicurezza &egrave; stato di fatto piuttosto chiaro e compatto&rdquo;.<\/p>\n<p>Dello stesso parere l&rsquo;ambasciatore Usa Alejandro Wolff, che ha dichiarato ai giornalisti: &ldquo;Purtroppo, la risoluzione non &egrave; passata, ma ha ottenuto il sostegno della maggioranza dei membri del Consiglio&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma un diplomatico arabo ha fatto notare all&rsquo;IPS che questa argomentazione non viene mai impugnata, n&eacute; dagli Usa n&eacute; dalla Gran Bretagna, quando &egrave; Washington ad essere in minoranza o quando esercita il suo unico veto contro le risoluzioni del Consiglio di sicurezza che vogliono imporre delle limitazioni a Israele, e che pure hanno ricevuto nove voti a favore o anche di pi&ugrave;.<\/p>\n<p>Ha poi sottolineato che Usa e Gran Bretagna sono noti da sempre per interpretare le decisioni del Consiglio di sicurezza secondo i loro capricci e le loro fantasie.<\/p>\n<p>&rdquo;Ovviamente, non possono averla vinta su tutto. Nove voti a favore rappresentano un&rsquo;opinione maggioritaria solo quando pare a loro, a prescindere dai veti. Ed &egrave; anche legittimo che un singolo veto prevalga sugli altri nove quando &egrave; nel loro interesse che sia cos&igrave;. Non &egrave; altro che un pasticcio politico&rdquo;, ha commentato.<\/p>\n<p>La risoluzione della scorsa settimana, che sollecitava il governo del Myanmar a porre fine agli attacchi militari contro i civili, e ad avviare un sostanziale dialogo politico, aveva anche ricevuto tre astensioni (di Congo, Indonesia e Qatar). I nove pareri favorevoli venivano da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Belgio, Ghana, Slovacchia, Panama e Per&ugrave;.<\/p>\n<p>Stephen Zunes, docente di scienze politiche all&rsquo;Universit&agrave; di San Francisco che ha studiato a fondo i sistemi di voto nel Consiglio di sicurezza, osserva che, dal 1970, gli Stati Uniti hanno posto il veto a 86 risoluzioni del Consiglio di sicurezza; &ldquo;pi&ugrave; di tutti i veti espressi dagli altri membri del Consiglio di sicurezza nell&rsquo;insieme&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Perci&ograve;, dichiarando una vittoria morale l&rsquo;aver ottenuto la maggioranza dei voti al Consiglio di sicurezza nella risoluzione sulla Birmania &#8211; nonostante i veti di Russia e Cina &#8211; in sostanza si riconosce che queste 86 risoluzioni bocciate dagli Usa, tutte sostenute da almeno nove voti a favore, erano vittorie morali anche per i sostenitori di quelle risoluzioni&rdquo;, ha detto Zunes all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>In 63 delle 86 risoluzioni, ha segnalato Zunes, gli Stati Uniti avevano espresso l&rsquo;unico voto sfavorevole, e pi&ugrave; di 40 riguardavano violazioni del diritto internazionale da parte degli israeliani.<\/p>\n<p>Tra le altre risoluzioni, vi erano la domanda del Vietnam di entrare a far parte delle Nazioni Unite (1975); la condanna dell&rsquo;invasione Usa di Grenada (1983); gli appelli per porre fine agli attacchi Usa contro il Nicaragua (1985); gli appelli per aderire al decreto della Corte internazionale di giustizia contro gli attacchi Usa sul Nicaragua (1986); e la condanna dell&rsquo;invasione Usa di Panama (1990).<\/p>\n<p>Secondo Zunes, le ultime due risoluzioni, bloccate proprio dal veto degli Usa, avrebbero ottenuto pi&ugrave; dei nove voti necessari nel Consiglio di sicurezza.<\/p>\n<p>Nel luglio 2006, una risoluzione  del Consiglio di sicurezza che chiedeva di fermare l&rsquo;offensiva militare israeliana a Gaza non &egrave; passata nonostante i 10 voti a favore, con quattro astensioni, e il veto degli Usa.<\/p>\n<p>A novembre 2006, nel voto che condannava l&rsquo;attacco israeliano a Gaza, durante il quale erano rimasti uccisi 18 civili, &egrave; successo lo stesso: 10 voti a favori, un veto e quattro astensioni.<\/p>\n<p>Phyllis Bennis, alto membro dell&rsquo;Institute for Policy Studies, ha dichiarato che dal 1967 gli Stati Uniti sono ricorsi al veto come componente chiave della loro tenace difesa di Israele.<\/p>\n<p>Durante la Guerra fredda, quando Israele era un &lsquo;burattino&rsquo; nelle mani della strategia militare Usa, non solo in Medio Oriente ma in tutto il mondo (in paesi fuori mano come Angola, Mozambico, Guatemala e Nicaragua), l&rsquo;appoggio diplomatico di Washington nelle Nazioni Unite ha rafforzato il sostegno economico e militare del suo alleato, ha detto Bennis all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>Dopo la Guerra fredda, anche se l&rsquo;importanza dei legami degli Usa con Israele era diventata meno evidente, il sostegno dell&rsquo;Onu &egrave; rimasto un elemento fondamentale della strategia Usa.<\/p>\n<p>&rdquo;Dopo gli attacchi dell&rsquo;11 settembre 2001, i legami Usa-Israele si sono nuovamente rafforzati, e gli Usa hanno continuato ad impedire che Israele venisse accusata di violazioni del diritto internazionale&rdquo;, ha proseguito Bennis, autrice di un libro di prossima pubblicazione, &ldquo;Understanding the Palestinian-Israeli conflict: A Primer&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Bennis, nell&rsquo;Assemblea generale di 192 membri, il voto pi&ugrave; frequente di condanna a Israele &egrave; di almeno 160 paesi favorevoli, mentre Usa e Israele sono sostenuti solo da due o tre piccoli stati insulari che dipendono totalmente dagli Usa (come la Micronesia, le isole Solomon e un paio d&rsquo;altri) e la cui indipendenza, perci&ograve;, rimane assai dubbia.<\/p>\n<p>Senza un veto nell&rsquo;Assemblea generale, la risoluzione passa; ma troppo spesso, secondo Bennis, gli Stati Uniti usano ancora il loro schiacciante potere strategico e diplomatico per impedirne l&rsquo;attuazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 17 gennaio 2007 (IPS) &#8211; Come unico organo operativo delle Nazioni Unite politicamente influente, il Consiglio di sicurezza Onu &egrave; considerato il vero &#039;giudice&#039; dell&rsquo;organizzazione internazionale.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[22,1,30,25,32],"tags":[],"class_list":["post-693","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/693","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=693"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/693\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=693"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=693"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=693"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}