{"id":689,"date":"2007-01-10T16:23:01","date_gmt":"2007-01-10T16:23:01","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/01\/10\/politica-sudan-resto-perch-questa-casa-mia\/"},"modified":"2007-01-10T16:23:01","modified_gmt":"2007-01-10T16:23:01","slug":"politica-sudan-resto-perch-questa-casa-mia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/01\/10\/politica-sudan-resto-perch-questa-casa-mia\/","title":{"rendered":"POLITICA-SUDAN: Resto, perch&eacute; questa &egrave; casa mia"},"content":{"rendered":"<p>KHARTOUM, 10 gennaio 2007 (IPS) &#8211; Nelle ultime settimane, la violenza &egrave; nuovamente esplosa nella regione del Darfur, nel Sudan occidentale, imponendo la pi&ugrave; imponente evacuazione di operatori umanitari dal 2004, quando iniziarono le operazioni di aiuto nell&rsquo;area dilaniata dalla guerra.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il mese scorso, oltre 400 impiegati delle Nazioni Unite e di organizzazioni non governative (Ong) sono stati trasferiti dalle zone di guerra a causa della crescente insicurezza. Tra questi, anche impiegati del gruppo umanitario irlandese GOAL. <\/p>\n<p>&rdquo;Per tre anni abbiamo supplicato la comunit&agrave; internazionale di inviare una forza di pace per proteggere i civili innocenti e mantenere aperti i canali di aiuto&rdquo;, ha detto il fondatore di GOAL, John O Shea, in una dichiarazione alla stampa dopo il ritiro. &ldquo;&Egrave; ovvio che la comunit&agrave; internazionale non tiene conto della vita dei quattro milioni di abitanti della regione, per i quali &egrave; indispensabile la protezione della comunit&agrave; internazionale&ldquo;. <\/p>\n<p>Sono stati evacuati operatori internazionali e sudanesi provenienti da regioni diverse dal Darfur: &ldquo;Quando si recluta qualcuno dal Sudan, la responsabilit&agrave; di rimandarlo indietro &egrave; enorme&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Mark Blackett, direttore regionale di GOAL Sudan. <\/p>\n<p>Alcuni degli operatori umanitari locali sono rimasti nella regione, cercando di mantenere le proprie mansioni e di operare al meglio. <\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; sbagliato pensare che la situazione &egrave; troppo pericolosa per gli operatori internazionali, e che questi ultimi vengono evacuati per lasciare solo quelli locali&#8221; ha detto Alun McDonald, portavoce della Ong Oxfam. &ldquo;Non &egrave; questo il caso. Il punto &egrave; che hanno famiglie, mogli e figli. Non possiamo evacuare anche tutte le famiglie&rdquo;.<\/p>\n<p>La maggior parte dei locali rimasti non hanno voluto rilasciare dichiarazioni circa la decisione di continuare a lavorare dopo il ritiro degli altri operatori, citando la politica delle Ong che consente domande ai soli portavoce delle agenzie. Secondo i funzionari umanitari, questa politica serve a prevenire attacchi contro lo staff locale. <\/p>\n<p>Tuttavia, alcuni hanno dichiarato all&rsquo;IPS che continuare con l&rsquo;aiuto umanitario in Darfur &egrave; una responsabilit&agrave; verso la loro regione d&rsquo;origine, oltre a rappresentare un&rsquo;opportunit&agrave; di lavoro meglio retribuita rispetto ad altre. <\/p>\n<p>Abdallah, originario della citt&agrave; di Nyala, sud-Darfur, e che chiede di essere identificato solo con il suo nome di battesimo, ha perso il lavoro presso il Consiglio norvegese per i rifugiati dopo che la Ong &egrave; stata mandata via dal Darfur meridionale. &Egrave; accaduto in novembre, dopo una sospensione delle attivit&agrave; di due mesi voluta dal governo sudanese, che &ndash; tra l&rsquo;altro &#8211; accusa l&rsquo;agenzia di diffondere disinformazione. <\/p>\n<p>&rdquo;La perdita del lavoro &egrave; un grande problema&rdquo;, ha detto Abdallah. &ldquo;A casa ho sei bambini. Sto cercando un altro impiego, ma rimango perch&eacute; questa &egrave; casa mia e voglio aiutare gli abitanti del Darfur&rdquo;.<\/p>\n<p>A Gereida, dove si trova il pi&ugrave; grande campo profughi del Darfur, gli operatori di Oxfam rimasti stanno portando combustibile per pompare l&rsquo;acqua dai fori di sonda, ma la portavoce dell&rsquo;agenzia Caroline Nursey, ha detto all&rsquo;IPS che l&rsquo;operazione non pu&ograve; continuare a lungo senza lo staff al completo. <\/p>\n<p>Gruppi umanitari hanno denunciato la frustrazione crescente provocata dalla spirale di violenza nel Darfur, una minaccia per la pi&ugrave; imponente missione umanitaria del mondo che dovrebbe aiutare circa quattro milioni di persone. <\/p>\n<p>Oxfam ha interrotto le operazioni a Gereida alla fine del mese scorso, dopo il furto di cinque dei sei veicoli dell&rsquo;organizzazione da parte di sconosciuti armati che hanno rubato anche denaro e strumenti per le comunicazioni. <\/p>\n<p>&rdquo;Siamo in prima linea, per questo siamo stati colpiti cos&igrave;&rdquo;, ha detto Nursey. &ldquo;Abbiamo dovuto mettere al primo posto la sicurezza dello staff &ldquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Fino a poco tempo fa c&rsquo;era rispetto per gli operatori umanitari, non rappresentavano un obiettivo. Ma negli ultimi due mesi c&rsquo;&egrave; stato un grave inasprimento del conflitto e la violenza &egrave; aumentata&rdquo;.<\/p>\n<p>Tredici operatori umanitari, tutti sudanesi, sono stati assassinati dalla firma dell&rsquo;accordo di pace per il Darfur, in maggio. <\/p>\n<p>Gli operatori umanitari sostengono che gli impiegati sudanesi sono pi&ugrave; a rischio per due ragioni. La natura pi&ugrave; pericolosa delle loro mansioni, ovvero lavorare come guardie e autisti, e il maggior numero dei sudanesi che lavorano nell&rsquo;area. <\/p>\n<p>&rdquo;La maggioranza della gente uccisa, &egrave; vittima di assalti sul proprio veicolo&rdquo;, ha detto Nursey. <\/p>\n<p>Le circostanze di estrema insicurezza possono tuttavia provocare anche il ritiro di lavoratori locali. La causa dell&rsquo;evacuazione &egrave; uguale sia per gli impiegati stranieri che per i sudanesi: &ldquo;Quando non puoi pi&ugrave; garantire aiuto, chiunque si sente frustrato &ndash; locali e internazionali&rdquo;, ha detto il direttore regionale di Oxfam, Mark Blackett. <\/p>\n<p>La firma dell&rsquo;accordo di maggio era stata inizialmente accolta come una svolta verso la fine del conflitto nel Darfur; ma dopo il rifiuto della maggior parte dei ribelli, oggi il trattato &egrave; considerato ampiamente inutile. <\/p>\n<p>Solo una fazione dell&rsquo;Esercito di liberazione del Sudan (SLA), guidato dal comandante Minni Minnawi, ha siglato l&rsquo;accordo. Una parte dello SLA, insieme al Movimento ribelle di giustizia ed uguaglianza, ha dichiarato che l&rsquo;accordo non soddisfa le loro richieste di base, relative alla divisione della ricchezza e del potere. In particolare, dicono i ribelli, risulta insufficiente l&rsquo;offerta del Sudan di 30 milioni di dollari come compenso per i circa tre milioni di vittime del lungo conflitto. <\/p>\n<p>A settembre, le autorit&agrave; hanno lanciato un&rsquo;offensiva militare contro l&rsquo;opposizione dei ribelli nel Darfur settentrionale, provocando la fuga forzata di altri civili dalle proprie case. <\/p>\n<p>Gli osservatori denunciano il governo per aver distrutto villaggi di civili con i bombardamenti aeri, e accusano le milizie arabe note come janjaweed &ndash; che significa &ldquo;diavoli a cavallo&rdquo; &ndash; di continuare impunemente a uccidere, stuprare e saccheggiare. <\/p>\n<p>I funzionari sono ritenuti colpevoli di sfruttare le tensioni inter-etniche tra arabi nomadi e agricoltori con altri gruppi etnici, che hanno a lungo combattuto per la terra e le risorse idriche, e di armare i janjaweed in una guerra su procura a nome del governo.    Il conflitto, che sta entrando nel suo quarto anno, &egrave; iniziato quando i ribelli del Darfur hanno attaccato le posizioni del governo nella regione. Questi imputavano il mancato sviluppo dell&rsquo;interno del Darfur alla negligenza di Khartoum. <\/p>\n<p>Ad agosto, il Consiglio di Sicurezza dell&rsquo;Onu ha approvato l&rsquo;invio nella regione di un contingente di oltre 20.000 uomini per la missione di pace, a sostegno delle forze dell&rsquo;Unione africana (Ua) gi&agrave; sul posto (la missione Ua &egrave; stata dilaniata da enormi problemi e da un mandato debole che non consente una protezione adeguata dei civili). <\/p>\n<p>Il Sudan aveva inizialmente rifiutato la forza Onu, accusandola di voler ri-colonizzare il paese. Il mese scorso, il presidente Omar el-Bashir ha dato il proprio consenso all&rsquo;inizio delle operazioni con un programma in tre fasi con forze miste Onu e Ua, ma pare che successivamente egli abbia dichiarato che questa forza allargata possa essere costituita di sole truppe africane, che operino con il supporto tecnico dell&rsquo;Onu. <\/p>\n<p>L&rsquo;Onu avverte che il conflitto nel Darfur, esteso al vicino Ciad e alla Repubblica dell&rsquo;Africa centrale, minaccia di travolgere l&rsquo;intera regione e di mettere a rischio circa sei milioni di persone. Dall&rsquo;inizio della violenza nel Darfur, i morti sono oltre 200.000 e i profughi circa due milioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>KHARTOUM, 10 gennaio 2007 (IPS) &#8211; Nelle ultime settimane, la violenza &egrave; nuovamente esplosa nella regione del Darfur, nel Sudan occidentale, imponendo la pi&ugrave; imponente evacuazione di operatori umanitari dal 2004, quando iniziarono le operazioni di aiuto nell&rsquo;area dilaniata dalla&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/01\/10\/politica-sudan-resto-perch-questa-casa-mia\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":167,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,11,15,1,27,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-689","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-columnas","category-diritti-umani","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/167"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=689"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/689\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}