{"id":68,"date":"2004-03-12T04:15:21","date_gmt":"2004-03-12T04:15:21","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/03\/12\/popolazione-india-una-nazione-senza-donne\/"},"modified":"2004-03-12T04:15:21","modified_gmt":"2004-03-12T04:15:21","slug":"popolazione-india-una-nazione-senza-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/03\/12\/popolazione-india-una-nazione-senza-donne\/","title":{"rendered":"POPOLAZIONE: India, una nazione senza donne"},"content":{"rendered":"<p>NUOVA DEHLI, 12 marzo (IPS) &#8211; Sposata giovanissima, Kalki &egrave; costretta ad avere rapporti sessuali con tutti gli uomini della famiglia del marito. A causa del sistematico feticidio femminile, nel villaggio di Bihar, infatti, non ci sono donne<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Vittima, notte dopo notte, di un vero e proprio stupro di gruppo, Kalki (&ldquo;apocalisse&rdquo; in italiano) fugge con l&rsquo;unico uomo che la tratta con rispetto e amore, Raghu, il domestico di casta inferiore.<\/p>\n<p>L&rsquo;avvenimento innesca una sanguinosa guerra di casta tra il marito e gli uomini della famiglia di Raghu che finir&agrave; per coinvolgere l&rsquo;intero villaggio, mentre Kalki d&agrave; alla luce una bambina, nata dalle continue violenze di uomini preoccupati solo di affermare presunti diritti sul corpo di lei. <\/p>\n<p>Non &egrave; una consolazione il fatto che Kalki sia solo il personaggio  di &ldquo;Matrubhoomi (&lsquo;madrepatria&rsquo;): una nazione senza donne&rdquo;, il film che verr&agrave; presentato alla fine del mese, prodotto da India e Francia e ambientato in un ipotetico futuro.<\/p>\n<p>Il premio Nobel per l&rsquo;economia Amartya Sen e altri osservatori parlano di almeno 35 milioni di ragazze &lsquo;scomparse&rsquo; in India negli ultimi dieci anni. La causa sembra essere l&rsquo;incontro fra antichi valori patriarcali e le moderne tecnologie che svelano il sesso del nascituro, in base al quale si pratica l&rsquo;aborto sessualmente selettivo.<\/p>\n<p>Ogni giorno, i quotidiani indiani propongono storie di donne stuprate impunemente dai familiari del marito.<\/p>\n<p>A gennaio, una ragazza che con coraggio non ha accordato una dote pi&ugrave; alta di quella stabilita, sembra sia stata aggredita dal marito e dal suocero, un chirurgo ortopedico, che le hanno staccato a morsi un dito e parte del volto.<\/p>\n<p>Jyoti Chandra, la giovane moglie, &egrave; riuscita a rifugiarsi in una stanza ma la figlia di quattro anni non &egrave; stata cos&igrave; fortunata ed &egrave; stata stuprata dal padre e dal nonno. Per madre e figlia &egrave; stato necessario un intervento chirurgico.<\/p>\n<p>In India, picchiare la moglie &egrave; socialmente accettato. Una legge in difesa delle donne, proposta al parlamento nel 2001, &egrave; rimasta deliberatamente vaga sulla definizione di violenza domestica e di fatto permette al marito di ricorrere alla violenza se questa &egrave; &ldquo;necessaria per difesa personale o per proteggere i propri o gli altrui beni&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo uno studio sulla violenza domestica condotto tra il 1997 e il 1999 dal Clinical Epidemiologists Network, circa il 50% di donne indiane sono vittime di violenza fisica da parte dei mariti o dei familiari del marito.<\/p>\n<p>Per decenni, le associazioni per i diritti delle donne hanno combattuto ogni forma di discriminazione, la mancanza di adeguata alimentazione, scolarizzazione, assistenza sanitaria e diritti sul patrimonio familiare.<\/p>\n<p>Il censimento del 2001 ha mostrato un crollo preoccupante nel rapporto femmine maschi in India. Nel 1981 c&rsquo;erano 978 donne ogni mille uomini, 927 nel 2001. Una delle principali cause &egrave; stato l&rsquo;avvento nelle aree rurali di  macchinari facilmente trasportabili che determinano in modo veloce ed economico il sesso del nascituro. <\/p>\n<p>L&rsquo;aborto &egrave; una pratica comune in un paese che conta pi&ugrave; di un miliardo di persone, la cui preoccupazione &egrave; limitare la crescita demografica. <\/p>\n<p>In base ai dati del censimento, il governo ha avviato misure per fermare, se non invertire, la tendenza demografica che gi&agrave; mostra risultati particolarmente negativi negli stati di Haryana, Punjab e Delhi dove, in alcune aree, il rapporto femmine maschi, nella fascia d&rsquo;et&agrave; 0-6 anni, &egrave; di 770 bambine ogni mille bambini.<\/p>\n<p>La legge sulla diagnostica prenatale (Pre-conception and Pre-natal Diagnostic &#8211; Prohibition of Sex Selection &#8211; Act) introdotta il 14 febbraio del 2003, non ha fatto altro che rendere l&rsquo;aborto una pratica clandestina. Molti credono che medici e cliniche private si arricchiscano svelando ai genitori il sesso del nascituro. <\/p>\n<p>Prasanna Kumar Hota, responsabile dei programmi di assistenza alle famiglie, ha invocato la pena capitale per i dottori che istigano o praticano il feticidio femminile.<\/p>\n<p>&ldquo;Questa pratica &egrave; una sfida alle radici della nostra societ&agrave;, &egrave; una vergogna che ci siano medici complici di questa perversione&rdquo;, ha affermato.<\/p>\n<p>A ottobre il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) in collaborazione con il  Ministero della Salute e Benessere della famiglia e l&rsquo;ufficio del Census Commissioner ha pubblicato un opuscolo, &ldquo;Mapping the Adverse Sex Ratio in India&rdquo;, per sensibilizzare l&rsquo;opinione pubblica.<\/p>\n<p>Contemporaneamente il governo ha inaugurato la campagna &ldquo;Save the Girl Child&rdquo;, che ha visto come testimonial la giovane vincitrice di Wimbledon Sanya Mirza, un esempio di ragazza &lsquo;di successo&rsquo;. <\/p>\n<p>Ha fatto molto riflettere l&rsquo;esperienza di Kalpana Chawla, una delle sette vittime del disastro del Columbia del 2003, nata a Kamal, nello stato di Haryana, dove il rapporto femmine maschi &egrave; sceso a 871 donne ogni mille uomini.<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi lo stato di Haryana ha conosciuto una serie di casi, simili a quello di Kalki, in cui alcune donne sono state sottratte alle famiglie che le avevano comprate in regioni lontane come Orissa e Assam,  per sopperire all&rsquo;assenza di donne da sposare.<\/p>\n<p>L&rsquo;opuscolo dell&rsquo;UNFPA avverte che &ldquo;arriver&agrave; presto il momento in cui sar&agrave; difficile, se non impossibile, ritrovare le ragazze scomparse&rdquo;.<\/p>\n<p>Questo &egrave; lo scenario di un futuro non lontano che Matrubhoomi ha ritratto in maniera cos&igrave; scioccante ed efficace da essere acclamato alle mostre internazionali di Venezia, Kozlin, Tessalonica e Firenze.<\/p>\n<p>Punkej Kharbanda, coproduttore del film, ha affermato che la madre e la sorella di Tulip Joshi, l&rsquo;attrice che interpreta Kalki, si rifiutano di parlare con lui.<\/p>\n<p>&ldquo;Pensano che abbiamo fatto vivere a Tulip ci&ograve; che accade a Kalki nel film, e questo non me lo perdonano&rdquo;.<\/p>\n<p>Alla prima del film, questa settimana, l&rsquo;autore e regista Manish Jha, ha dichiarato che voleva scioccare il pubblico riproducendo &ldquo;l&rsquo;instabilit&agrave; che pu&ograve; insinuarsi nella societ&agrave; a causa dell&rsquo;assenza fisica, emotiva o psicologica delle donne&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;esperienza cinematografica di Kalki, oggetto di una guerra di casta, vuole essere metafora di come la politica utilizzi i corpi delle donne per raggiungere i propri scopi nell&rsquo;India moderna. Una nazione che deve ancora fare i conti con gli stupri avvenuti durante i pogrom anti-musulmani nello stato occidentale di Gujarat.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NUOVA DEHLI, 12 marzo (IPS) &#8211; Sposata giovanissima, Kalki &egrave; costretta ad avere rapporti sessuali con tutti gli uomini della famiglia del marito. 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