{"id":669,"date":"2006-11-28T15:32:46","date_gmt":"2006-11-28T15:32:46","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/11\/28\/media-iran-internet-accesso-negato\/"},"modified":"2006-11-28T15:32:46","modified_gmt":"2006-11-28T15:32:46","slug":"media-iran-internet-accesso-negato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/11\/28\/media-iran-internet-accesso-negato\/","title":{"rendered":"MEDIA-IRAN: Internet, accesso negato"},"content":{"rendered":"<p>TEHERAN, 28 novembre 2006 (IPS) &#8211; Alcuni funzionari iraniani non hanno gradito l&rsquo;etichetta affibbiata al loro paese da un&rsquo;organizzazione per la libert&agrave; di stampa che l&rsquo;ha definito uno dei 13 buchi neri del mondo, e hanno fatto sapere che continueranno a proteggere quelli che considerano i principi morali della loro societ&agrave;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In un rapporto diffuso all&rsquo;inizio del mese, Reporters sans fronti&egrave;res ha definito l&rsquo;Iran nemico di Internet, accanto a paesi come Cina, Bielorussia, Arabia Saudita e Corea del Nord, con l&rsquo;accusa di aver limitato l&rsquo;accesso alla rete e arrestato cyber-giornalisti e blogger.<\/p>\n<p>Come reazione, il segretario dell&#039;Informatics High Council iraniano ha dichiarato che questo paese stabilisce i propri valori diversamente dall&rsquo;occidente. &ldquo;Se la libert&agrave; di espressione &egrave; contro gli ideali culturali, la tutela &egrave; necessaria. Tutti i paesi del mondo esercitano un filtro perch&eacute; la libert&agrave; non si trasformi in prostituzione&rdquo;, cos&igrave; riferisce l&rsquo;Agenzia di stampa Iranian Labour News Agency riportando una dichiarazione del funzionario. <\/p>\n<p>Pi&ugrave; di un decimo dei 70 milioni di iraniani utilizzano Internet, e il numero sta crescendo molto rapidamente. I cyber-caf&egrave; hanno rappresentato per diversi anni un ritrovo popolare tra i giovani che utilizzano la rete per la chat, le novit&agrave; musicali e cinematografiche, e anche per notizie e ricerche. <\/p>\n<p>Ai governanti iraniani &egrave; ben chiara l&rsquo;influenza di Internet e data la popolarit&agrave; crescente della rete, hanno deciso oramai da diversi anni di controllare l&rsquo;accesso con un procedimento di filtro allargato. Una commissione istituita dal Consiglio supremo per la rivoluzione culturale del paese, e una commissione giudiziaria controllano meticolosamente ed emettono provvedimenti sui filtri.<\/p>\n<p>Un funzionario del ministero delle telecomunicazioni ha dichiarato che l&rsquo;Iran &egrave; tra i paesi pi&ugrave; liberi in termini di informazione. &ldquo;Nessuno dei siti di notizie viene filtrato. A parte i siti immorali, non sono pi&ugrave; di dieci gli indirizzi filtrati e questi portano a siti che contengono insulti alla fede osservata nel nostro paese&rdquo;, &egrave; la dichiarazione del vice ministro delle telecomunicazioni, Samad Momenbellah, riportata dall&rsquo;Agenzia di stampa Iranian Labour News Agency.   Tuttavia, il direttore generale dell&#039;Information Technology Network, Esmail Radakani, aveva dichiarato due mesi prima che le due commissioni erano state istituite per bloccare la visibilit&agrave; di circa 1.000 nuovi siti al mese, in aggiunta al filtro automatico applicato a siti porno e proxy server che danno accesso a indirizzi non consentiti. Il funzionario aveva riferito che in Iran vengono inibiti pi&ugrave; di 10 milioni di siti, il 90 per cento dei quali con contenuto considerato immorale.   Il paese ha recentemente bloccato le connessioni Internet a banda larga anche per gli utenti privati. Il veto serve a prevenire il download di prodotti della cultura occidentale come musica e film; la decisione &egrave; stata confermata dal vice del ministro delle telecomunicazioni, il quale ha dichiarato che &ldquo;la ragione del divieto era l&rsquo;uso illegale della rete a banda larga&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; vero che la maggior parte dei siti filtrati contiene materiale pornografico o immorale, ma il filtro viene applicato anche con maggiore rigidit&agrave; a siti con contenuti politici, sociali e religiosi non conformi&rdquo;, denuncia Arezoo (di cui viene omesso il cognome), studentessa di scienze politiche all&rsquo;Universit&agrave; di Tehran. <\/p>\n<p>&rdquo;Si provi a fare una ricerca su diritti umani, gruppi politici dissidenti e diritti dell&rsquo;individuo o delle donne, la risposta sar&agrave; sicuramente &lsquo;accesso negato&rsquo;. Neanche un portale di informazione o un sito affiliato a gruppi o partiti politici riformisti, o gestiti da dissidenti fuori dall&rsquo;Iran, &egrave; sopravvissuto al veto&rdquo;, prosegue la donna. <\/p>\n<p>&rdquo;Alcuni funzionari sostengono che il filtro si limita al materiale porno, ma Emrouz, portale di informazione riformista, non contiene alcun contenuto immorale, ed &egrave; bloccato da quasi tre anni. Lo stesso vale per Rooz, giornale sul web con sede in Europa. A seconda delle circostanze, anche siti di informazione conservatori possono essere inibiti. Un buon esempio &egrave; Entekhab, portale conservatore che da qualche tempo ogni tanto viene filtrato&rdquo;, ha aggiunto la studentessa.   Dopo la Cina, l&rsquo;Iran conta il pi&ugrave; elevato numero di blog. Anche il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha un suo blog. Molti dei blog politicamente orientati vengono filtrati e i blogger minacciati, fermati e a volte anche arrestati. <\/p>\n<p>Nel 2004, dieci cyber-giornalisti e blogger sono stati convocati da corpi dell&rsquo;intelligence. Successivamente, si riferisce che pi&ugrave; di venti siano stati torturati o arrestati. Alcuni sono stati costretti a scrivere lettere di scuse pubblicate poi da quotidiani, o a mostrarsi sulle televisione nazionali confessando di aver tentato di rovesciare il regime o crimini analoghi. <\/p>\n<p>I giornalisti rilasciati sono stati interrogati dalla Commissione di controllo per l&rsquo;attuazione della costituzione, istituita dall&rsquo;allora presidente Mohammad Khatami. Quasi tutti i casi sono stati chiusi, ne restano aperti quattro, gi&agrave; in stato avanzato. <\/p>\n<p>Il blogger Arash Sigarchi, condannato a 14 anni, &egrave; ancora in carcere. Sigarchi era stato in carcere due mesi all&rsquo;inizio del 2005. E&#039; stato nuovamente arrestato il 26 gennaio del 2006, quattro giorni dopo aver ricevuto la condanna di tre anni per &ldquo;insulto alla Guida Suprema&ldquo;, e &ldquo;propaganda contro il regime&rdquo;. <\/p>\n<p>&rdquo;Il filtro facilita il controllo sul cyber-giornalismo e i blogger, senza dover ricorrere a misure estreme come il carcere e la tortura: fa sembrare tutto pi&ugrave; pulito al mondo esterno e diminuisce la pressione da parte delle organizzazioni per i diritti umani&rdquo;, &egrave; la denuncia della studentessa. <\/p>\n<p>Internet &egrave; anche lo strumento di comunicazione preferito tra gli attivisti per i diritti delle donne. Tutte le pubblicazioni online di gruppi per i diritti femminili sono rigidamente filtrate, ma i militanti non si arrendono facilmente. &#039;Meydane Zanan&#039;, sito creato da un gruppo di attivisti per l&rsquo;abolizione della lapidazione, &egrave; stato recentemente inibito. &ldquo;Per raggiungere i nostri lettori abbiamo modificato l&rsquo;indirizzo, e lo cambieremo ancora se anche questo accesso sar&agrave; negato&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Mahboubeh Abbasgholizadeh, una delle organizzatrici della campagna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEHERAN, 28 novembre 2006 (IPS) &#8211; Alcuni funzionari iraniani non hanno gradito l&rsquo;etichetta affibbiata al loro paese da un&rsquo;organizzazione per la libert&agrave; di stampa che l&rsquo;ha definito uno dei 13 buchi neri del mondo, e hanno fatto sapere che continueranno&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/11\/28\/media-iran-internet-accesso-negato\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":205,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,12,15,1,27,28,25],"tags":[],"class_list":["post-669","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-diritti-umani","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-medioriente","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/205"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}