{"id":656,"date":"2006-11-05T14:27:19","date_gmt":"2006-11-05T14:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/11\/05\/ambiente-marocco-la-vecchia-immagine-va-scomparendo\/"},"modified":"2006-11-05T14:27:19","modified_gmt":"2006-11-05T14:27:19","slug":"ambiente-marocco-la-vecchia-immagine-va-scomparendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/11\/05\/ambiente-marocco-la-vecchia-immagine-va-scomparendo\/","title":{"rendered":"AMBIENTE-MAROCCO: La vecchia immagine va scomparendo"},"content":{"rendered":"<p>CASABLANCA, 5 novembre 2006 (IPS) &#8211; Chi va in Marocco resta affascinato dalle immagini di paesaggi costellati dalle proverbiali palme sparse un po&rsquo; ovunque.  Ma oggi se ne vedono sempre meno, e a questo ritmo il turista del futuro potrebbe non trovarne nemmeno una.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>L&rsquo;immagine sta cambiando: il deserto del Sahara continua ad avanzare, ricoprendo le verdi distese di un tempo, e ogni anno, secondo i dati ufficiali, in Marocco spariscono 22.000 ettari di terra coltivabile.<\/p>\n<p>Oggi la desertificazione minaccia tutto il paese. Il ministro per l&rsquo;ambiente ha dichiarato che quasi il 93 per cento del Marocco &egrave; ormai composto da terre aride. <\/p>\n<p>Le palme da dattero sono le pi&ugrave; colpite dalla desertificazione. Alla fine del XIX secolo, secondo uno studio del geografo Ahmed Harrak, in Marocco c&rsquo;erano 15 milioni di palme da dattero, mentre oggi si sarebbero ridotte a circa 4,5 milioni.<\/p>\n<p>Senza queste palme, la popolazione locale &ldquo;perde la sua principale fonte di reddito, ed &egrave; costretta ad abbandonare la terra e partire&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS M. Achlif, membro del gruppo indipendente &ldquo;Associazione marocchina per lo sviluppo e la solidariet&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>Molti abitanti del Marocco pensano di non poter fare molto, poich&eacute; la causa principale della desertificazione che avanza sembra essere naturale. &ldquo;Il Nord Africa &egrave; una regione prevalentemente arida o semi-arida&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS il geografo Bouazza Zahir. &ldquo;In Marocco, 700 chilometri quadrati su 1000 sono costituiti da terre aride&rdquo;.<\/p>\n<p>La terra rischia ora di inaridirsi sempre pi&ugrave; rapidamente, nella misura in cui si riducono le fonti d&rsquo;acqua, ha segnalato Zahir. <\/p>\n<p>Ma la natura non sarebbe l&rsquo;unica responsabile: &ldquo;L&rsquo;eccessiva attivit&agrave; rurale e lo sfruttamento della terra sono anch&rsquo;essi fattori significativi&rdquo;, spiega Zahir. E aumentano le domande della popolazione sulla scomparsa delle aree verdi. <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;aumento medio annuale della popolazione nelle regioni aride &egrave; del 3,5 per cento&rdquo;, osserva Zahir. &ldquo;La terra viene sfruttata eccessivamente perch&eacute; la popolazione cerca di trarre il maggiore beneficio per s&eacute; nel minor tempo possibile&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel 2001 &egrave; stato lanciato un piano nazionale contro la desertificazione, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la struttura politica, legislativa e istituzionale del governo e di altri organismi, per combattere insieme la desertificazione.<\/p>\n<p>L&rsquo;intento sarebbe di limitare il ruolo del governo, coinvolgendo diverse agenzie. In base al piano, il governo ha accettato di &ldquo;prevedere nuove forme di organizzazione autonome e decentrate&rdquo;. I progetti per combattere la desertificazione &ldquo;dovrebbero essere redatti nel quadro di una struttura contrattuale che definisca gli obblighi di ogni intervento&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli accordi concettuali non sono molto efficaci sul campo nella maggior parte delle aree interessate.<\/p>\n<p>Secondo gli abitanti di Mhamid al-Ghouzlane, nella provincia meridionale di Zagora, l&rsquo;avanzare delle dune di sabbia starebbe soffocando le terre coltivate e le fonti d&rsquo;acqua. E la popolazione verrebbe lasciata alla propria sorte per risolvere come pu&ograve; queste difficolt&agrave;.<\/p>\n<p>Alcuni gruppi ambientalisti indipendenti si stanno intanto preparando in tutto il Marocco per combattere la desertificazione. Nel 1997 &egrave; stata fondata una rete formata da diversi gruppi per fronteggiare il problema.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma le associazioni non hanno abbastanza mezzi finanziari e logistici&rdquo;, sostiene Achlif, che abita a Mhamid al-Ghouzlane.<\/p>\n<p>Il piano d&rsquo;azione nazionale mira a rafforzare le capacit&agrave; delle associazioni. &ldquo;Ma questa azione non potr&agrave; essere efficace, se manca un programma vigoroso per diffondere una maggiore consapevolezza sul problema&rdquo;, ha detto Zahir.<\/p>\n<p>Ma sono necessari degli sforzi in questa direzione, ha sottolineato: &ldquo;&Egrave; essenziale un&rsquo;azione rivolta agli attori dello sviluppo locale. Troppo spesso le competenze imprenditoriali sono insufficienti, e ci&ograve; costituisce un serio ostacolo ai piani di sviluppo&rdquo;.<\/p>\n<p>Il piano del governo prevede oggi la formazione sia di funzionari pubblici che di rappresentanti locali, oltre che dei giovani agricoltori. Secondo le statistiche ufficiali, infatti, circa l&rsquo;81 per cento degli agricoltori delle terre aride e semi-aride sarebbe analfabeta.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il programma punta a promuovere la ricerca scientifica sulla desertificazione, e ad incoraggiare lo sviluppo di &ldquo;pacchetti tecnologici&rdquo; che aiuterebbero la popolazione locale a capire e ad affrontare meglio il problema.<\/p>\n<p>*Questo testo fa parte di una serie di articoli sullo sviluppo sostenibile prodotti dall&rsquo;IPS &#8211; Inter Press Service &#8211; e da IFEJ &#8211; International Federation of Environmental Journalists.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASABLANCA, 5 novembre 2006 (IPS) &#8211; Chi va in Marocco resta affascinato dalle immagini di paesaggi costellati dalle proverbiali palme sparse un po&rsquo; ovunque. 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