{"id":642,"date":"2006-10-12T15:20:20","date_gmt":"2006-10-12T15:20:20","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/10\/12\/medioriente-missione-di-pace-in-coma-profondo\/"},"modified":"2006-10-12T15:20:20","modified_gmt":"2006-10-12T15:20:20","slug":"medioriente-missione-di-pace-in-coma-profondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/10\/12\/medioriente-missione-di-pace-in-coma-profondo\/","title":{"rendered":"MEDIORIENTE: Missione di pace in coma profondo"},"content":{"rendered":"<p>Gerusalemme, 12 ottobre 2006 (IPS) &#8211; Il ministro degli esteri del Qatar ha proposto un piano in sei punti per un governo di unit&agrave; nazionale Fatah-Hamas, che come soluzione al conflitto mediorientale prevede due stati. Il Segretario di Stato Usa si &egrave; recata in visita dal presidente palestinese Mahmoud Abbas e dal primo ministro israeliano Ehud Olmert, nel tentativo di resuscitare l&rsquo;agonizzante dialogo di pace.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La fuga di notizie riguardo un meeting tra Olmert e una figura &ldquo;molto importante&rdquo; del regime saudita arriva proprio quando sembra che i sauditi stiano attivamente tentando di rinnovare il dialogo di pace nella regione.  <\/p>\n<p>Pare che la diplomazia in Medio Oriente sia di fatto in grande fermento. La missione di pace nella regione &egrave; in coma profondo da diversi anni e tutte le recenti iniziative diplomatiche non hanno fatto niente per resuscitarla.    Con Abbas, capo del Fatah, confinato in un&#039;amara &ndash; e ultimamente sanguinosa &ndash; lotta per il potere con Hamas, e Olmert che combatte per sopravvivere nella scia della campagna militare avviata in Libano di cui gli israeliani lo ritengono colpevole di cattiva gestione, e con il governo Usa in tensione per le elezioni di met&agrave; mandato, non &egrave; certo un buon momento per cercare di mettere insieme israeliani e palestinesi intorno a un tavolo di negoziati.    Durante la sua recente visita a Gerusalemme e Ramallah, il Segretario di Stato Usa Condoleeza Rice ha mostrato preoccupazione per le condizioni economiche dei palestinesi, esprimendo la vaga speranza che &ldquo;non sia troppo lontano&rdquo; l&rsquo;incontro tra Olmert e Abbas. Dopo aver incontrato il leader palestinese, Rice ha dichiarato ai giornalisti che gli Stati Uniti avrebbero &ldquo;raddoppiato gli sforzi per migliorare le condizioni del popolo palestinese&rdquo;, ma senza specificare i passi previsti dal suo governo. <\/p>\n<p>Nel suo incontro con Olmert, l&rsquo;agenda si &egrave; concentrata meno sulla discussione per ridare vita al dialogo israelo-palestinese e pi&ugrave; sui timori di Israele circa le ambizioni nucleari iraniane. Tuttavia, in questi giorni Olmert &egrave; particolarmente afflitto dai problemi nazionali. La sua popolarit&agrave; sta notevolmente calando a seguito della guerra in Libano, e insieme al suo partner nella coalizione &ndash; il partito laburista &ndash; altrettanto indebolito, ha iniziato a studiare strategie per rafforzare il governo.    Oggi per Olmert appare pi&ugrave; importante approvare la finanziaria 2007 &ndash; il cui fallimento porterebbe alle elezioni anticipate &ndash; anzich&eacute; articolare un nuovo orizzonte diplomatico. A questo scopo, ha iniziato a flirtare con Avigdor Lieberman, capo del partito di destra Yisrael Beiteinu (Israele casa nostra), fortemente sostenuto dagli immigrati russi. Se Lieberman si unisse alla coalizione di governo sarebbe un ulteriore colpo per qualunque sforzo di pace futuro, dato che una delle sue richieste &egrave; che il governo non faccia evacuare gli insediamenti non autorizzati nella West Bank. <\/p>\n<p>A seguito del conflitto in Libano con Hezbollah, Olmert ha abbandonato il suo piano per un ritiro unilaterale dalla maggior parte della West Bank, che era stata la sua principale promessa pre-elettorale all&rsquo;inizio dell&rsquo;anno. In un&rsquo;intervista alla vigilia del Nuovo Anno ebraico, egli aveva dichiarato che un primo ministro &ldquo;non  deve svegliarsi ogni mattina con un&rsquo;agenda&rdquo; &#8211; commento che aveva lasciato perplessi gli osservatori esteri e che gli aveva procurato il biasimo degli editorialisti nazionali. <\/p>\n<p>N&eacute; si pu&ograve; dire che i palestinesi abbiano in mente un processo di pace. Dopo il recente fallimento delle consultazioni su un governo di unit&agrave; nazionale tra Abbas e il primo ministro di Hamas, Ismail Haniyeh, sono esplosi i combattimenti armati tra Fatah e il movimento islamico pi&ugrave; radicale; 10 persone sono rimaste uccise e decine ferite, nel peggior impeto di violenza palestinese degli ultimi anni. Con i palestinesi coinvolti in questa atroce violenza, era difficile che Rice potesse aspettarsi dalla sua visita qualcosa di costruttivo. <\/p>\n<p>Per settimane, Abbas e Haniyeh hanno discusso sul governo di unit&agrave; nazionale, con la speranza per i palestinesi di convincere i paesi occidentali a ritirare le paralizzanti sanzioni economiche imposte sull&rsquo;Autorit&agrave; palestinese dopo la recente formazione del governo di Hamas, che non riconosce a Israele il diritto di esistere. Le sanzioni, insieme all&rsquo;arresto da parte di Israele di decine di politici di Hamas a luglio, dopo il rapimento di un soldato israeliano da parte di militanti di un gruppo islamico, hanno reso quasi impossibile la vita di quel governo.    Le proteste anti-governative dei lavoratori pubblici ai quali per mesi non &egrave; stato pagato lo stipendio sono diventate all&rsquo;ordine del giorno a Gaza e nella West Bank. Inoltre, l&rsquo;impatto politico delle sanzioni sta diventando evidente: secondo un recente sondaggio, Fatah e Hamas hanno oggi uguale supporto dalla popolazione, mentre nelle elezioni politiche di gennaio il movimento islamico aveva di gran lunga sopraffatto il pi&ugrave; moderato Fatah. <\/p>\n<p>Per ritirare le sanzioni, i paesi occidentali chiedono un governo di unit&agrave; che riconosca Israele, e l&rsquo;accordo tra Fatah e Hamas, che chiede la cancellazione dello stato ebraico dalla carta geografica, si &egrave; dimostrato nullo. L&rsquo;ultimo sforzo di intermediazione per un governo di unit&agrave; palestinese &egrave; stato avviato luned&igrave; dal ministro degli esteri del Qatari, Sheikh Hamad bin Jassim al-Thani. La proposta include l&rsquo;approvazione della soluzione che prevede due stati con l&rsquo;obiettivo di risolvere il conflitto israelo-palestinese, una mossa che implicherebbe il riconoscimento di Israele.    Alla fine, al-Thani ha dichiarato che Fatah e Hamas devono ancora raggiungere un accordo di principio su un governo di unit&agrave;: proprio il grande scoglio, il riconoscimento di Israele.   Un assistente di Abbas, Yasser Abed Rabbo, si &egrave; mostrato pessimista, e ha dichiarato che non vi era accordo &#8220;sulle questioni fondamentali&rdquo;. Ha descritto l&rsquo;iniziativa del Qatar come &ldquo;l&rsquo;ultimo sforzo politico&rdquo; per creare un governo di unit&agrave;, aggiungendo che se fallir&agrave;, &ldquo;l&rsquo;alternativa sono le elezioni anticipate&rdquo;. La settimana scorsa, Abbas ha minacciato che potrebbe usare i suoi poteri presidenziali per avviare elezioni anticipate in caso di fallimento del dialogo sull&rsquo;unit&agrave;.    Se leader palestinesi e israeliani sono consumati dai rispettivi tormenti nazionali, gli sforzi degli inviati che arrivano nella regione con l&rsquo;aspirazione di resuscitare il processo di pace non troveranno certo ascoltatori attenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gerusalemme, 12 ottobre 2006 (IPS) &#8211; Il ministro degli esteri del Qatar ha proposto un piano in sei punti per un governo di unit&agrave; nazionale Fatah-Hamas, che come soluzione al conflitto mediorientale prevede due stati. 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