{"id":636,"date":"2006-10-03T15:34:16","date_gmt":"2006-10-03T15:34:16","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/10\/03\/cile-il-rapporto-sullo-stato-dellambiente-conferma-le-preoccupazioni-degli-attivisti\/"},"modified":"2006-10-03T15:34:16","modified_gmt":"2006-10-03T15:34:16","slug":"cile-il-rapporto-sullo-stato-dellambiente-conferma-le-preoccupazioni-degli-attivisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/10\/03\/cile-il-rapporto-sullo-stato-dellambiente-conferma-le-preoccupazioni-degli-attivisti\/","title":{"rendered":"CILE: Il Rapporto sullo stato dell&#8217;ambiente conferma le preoccupazioni degli attivisti"},"content":{"rendered":"<p>SANTIAGO, 3 ottobre 2006 (IPS) &#8211; Nonostante gli sforzi dei settori pubblico e privato, il Cile sta dissipando le sue abbondanti risorse naturali, secondo esperti incaricati dal governo di produrre un rapporto sullo stato dell&rsquo;ambiente nel paese. Le organizzazioni ambientaliste fanno notare che questa conclusione conferma i timori che loro esprimono da anni.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&rdquo;I risultati dello studio dell&rsquo;Universit&agrave; del Cile, scritto da noti ricercatori, concordano con gli indicatori ambientali, con le convinzioni di tutti gli attori coinvolti, e con l&rsquo;opinione pubblica generale&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Rodrigo Pizarro, direttore esecutivo dell&rsquo;organizzazione non governativa Fundaci&oacute;n Terram.<\/p>\n<p>&rdquo;Il grave degrado ambientale degli ultimi anni ha provocato l&rsquo;esplosione di conflitti in diverse parti del paese, essendo le comunit&agrave; pi&ugrave; vulnerabili a pagarne il prezzo, e creato una situazione di disuguaglianza&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Pizarro si riferiva alle conclusioni del terzo &ldquo;Rapporto nazionale: Stato dell&rsquo;ambiente 2005&rdquo;, realizzato dall&rsquo;Istituto per gli affari pubblici dell&rsquo;Universit&agrave; del Cile e finanziato dalla Commissione nazionale per l&rsquo;ambiente (CONAMA), dalla Commissione economica per l&rsquo;America Latina e i Caraibi (ECLAC) e dal Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP).<\/p>\n<p>&rdquo;Il nostro paese &egrave; stato impoverito e continua ad esserlo. Abbiamo meno terra, meno foreste, meno acqua dolce, meno aria pulita, meno risorse marine&rdquo;, &egrave; la denuncia di Nicolo Gligo, accademico incaricato della ricerca, in occasione della recente presentazione del documento. <\/p>\n<p>&rdquo;Il bilancio &egrave; negativo&rdquo;, a dispetto degli sforzi compiuti dallo stato e dal settore privato, ha riferito l&rsquo;esperto all&rsquo;IPS. &ldquo;Quello che si sta facendo &egrave; importante, ma non pu&ograve; compensare le enormi pressioni che arrivano dall&rsquo;attuale modello economico&rdquo;, ha detto Gligo, curatore anche delle precedenti edizioni del rapporto per il Cile, pubblicate nel 1999 e nel 2002.<\/p>\n<p>Il documento di 371 pagine &egrave; suddiviso in tre capitoli: Macro pressioni sull&rsquo;ambiente, Stato dell&rsquo;ambiente ed eredit&agrave; naturale, Politiche e strumenti per la gestione ambientale.<\/p>\n<p>Il secondo capitolo contiene un&rsquo;analisi dettagliata, basata su dati di ricerca aggiornati, circa la condizione di aria, terreno e acqua superficiale, foreste naturali, biodiversit&agrave;, terreni, ecosistemi marini e costieri, minerali e idrocarburi, insediamenti umani ed energia.<\/p>\n<p>L&rsquo;intero spettro ambientale &egrave; peggiorato rispetto al rapporto precedente. Ricercatori che avevano lavorato al progetto attribuiscono la responsabilit&agrave; alle &ldquo;macro pressioni&rdquo; sull&rsquo;ambiente da parte del modello di sviluppo attuale.<\/p>\n<p>&rdquo;Siamo arrivati alla conclusione che l&rsquo;attivit&agrave; economica sia un fattore che esercita macro pressioni sull&rsquo;ambiente oltrepassando di molto la capacit&agrave; di risposta della comunit&agrave; e soprattutto del settore pubblico&rdquo;, ha dichiarato Gligo.<\/p>\n<p>La qualit&agrave; dell&rsquo;aria &egrave; il primo aspetto indagato dal rapporto. Le statistiche dimostrano che non sono stati rispettati i piani di decontaminazione per Santiago, una delle citt&agrave; pi&ugrave; inquinate del mondo in termini di smog, malgrado sia diminuita la quantit&agrave; totale di articolato fine (PM) trasportato dall&rsquo;aria.<\/p>\n<p>&rdquo;Mancano un approccio globale ai sistemi e un&rsquo;attuazione efficace di piani e programmi di decontaminazione, che vengono costantemente rimandati&rdquo;, ha ribadito l&rsquo;esperto.<\/p>\n<p>La situazione delle foreste naturali &egrave; ugualmente preoccupante, dato che la loro estensione &egrave; stata ridotta in tutto il paese. La sostituzione delle specie native con alberi come pini ed eucalipti &egrave; un fattore fondamentale, e una bozza di legge sull&rsquo;argomento &egrave; rimasta ferma al Congresso per 13 anni. <\/p>\n<p>Tra gli aspetti positivi, vi &egrave; la creazione del Sistema nazionale delle aree protette dello Stato (SNASPE), e il numero di aree verdi in mani private, come il Parco Pumal&iacute;n, situato nella regione meridionale di Los Lagos e mantenuto riserva naturale dal suo proprietario, il magnate americano Douglas Tompkins.<\/p>\n<p>La biodiversit&agrave; viene minacciata dalla deforestazione, dall&rsquo;estensione della frontiera agricola, dall&rsquo;espansione urbana e dallo sfruttamento di flora e fauna, a dispetto di una strategia nazionale attuata di recente per la conservazione e l&rsquo;utilizzo sostenibile della biodiversit&agrave;. I terreni del paese hanno subito un tale degrado fisico, biologico e chimico, che nemmeno i programmi di recupero e irrigazione sono stati in grado di invertire il fenomeno. Gligo ha evidenziato che l&rsquo;ultima valutazione globale dell&rsquo;erosione del terreno in Cile &egrave; stata fatta nel 1979. &ldquo;In questo paese vi &egrave; la tendenza ad evitare studi globali e aggregati sui problemi ambientali&rdquo;, ha riferito.<\/p>\n<p>La sola area che riporta risultati abbastanza positivi &egrave; quella dei minerali. L&rsquo;estrazione, soprattutto in volumi elevati, ha portato meno inquinamento grazie alla legislazione in vigore e alla certificazione delle compagnie, nonostante la preoccupazione circa il loro enorme consumo di acqua.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto, la qualit&agrave; della vita della popolazione cilena &egrave; salita in termini di acqua potabile, alloggi, sistemi fognari, e trattamento delle acque reflue, ma non ci sono ancora abbastanza aree verdi o buoni sistemi di trasporto. Tra le cause, vi &egrave; l&#039;espansione delle citt&agrave;, scarsamente pianificata e influenzata dall&rsquo;economia immobiliare.<\/p>\n<p>Il rapporto cita inoltre l&rsquo;imponente costo ecologico delle grandi dighe in Cile. Attualmente, diverse organizzazioni della societ&agrave; civile e ambientali stanno protestando contro i piani di Endesa, emissario locale di una compagnia spagnola, per la costruzione di quattro impianti idroelettrici su due fiumi a scorrimento veloce nella regione dell&rsquo;Ays&eacute;n, 2.000 chilometri a sud di Santiago, che distruggerebbero 10.000 ettari di natura vergine selvaggia.<\/p>\n<p>A dispetto dei desolanti risultati dello studio, il direttore esecutivo della CONAMA, Ana Lya Uriarte, non ha voluto ammettere che l&rsquo;ambiente in Cile &egrave; in cattivo stato. &ldquo;E&#039; fondamentale leggere attentamente e rigorosamente il rapporto, evitando una semplificazione eccessiva&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&rdquo;Il rapporto documenta progressi notevoli nel processo statale volto a istituzionalizzare e utilizzare strumenti di gestione ambientale&rdquo;, ha aggiunto Uriarte, rimarcando la volont&agrave; del governo di diffondere l&rsquo;informazione sull&#039;ambiente.<\/p>\n<p>Secondo Uriarte, il rapporto dimostra che &ldquo;il Cile si trova di fronte alla sfida per la protezione delle sue risorse nazionali, senza gli strumenti necessari per la crescita economica n&eacute; un&rsquo;adeguata protezione ambientale reciprocamente compatibile, che rappresenta la chiave della politica del governo&rdquo;.<\/p>\n<p>Tuttavia, l&rsquo;impegno per l&rsquo;ambiente della Presidente Michelle Bachelet, da quando ha assunto l&rsquo;incarico a marzo, non ha soddisfatto gli ambientalisti, soprattutto perch&eacute; &egrave; venuta meno a una delle promesse fondamentali della sua campagna.<\/p>\n<p>Nel novembre 2005, Bachelet aveva promesso che la sua amministrazione &ldquo;non avrebbe considerato l&rsquo;energia nucleare come una delle fonti di energia del paese&rdquo;. Tuttavia, all&rsquo;inizio di settembre la Presidente ha annunciato il finanziamento di studi di fattibilit&agrave; sull&rsquo;energia nucleare in Cile, nonostante avesse escluso la possibilit&agrave; che durante il suo mandato venisse costruita una centrale nucleare.<\/p>\n<p>La risposta delle organizzazioni ambientali e dei membri del parlamento appartenenti alla coalizione di governo di centro-sinistra e all&rsquo;opposizione di destra &egrave; stata di creare il 14 settembre un &ldquo;Fronte antinucleare&rdquo;, per contrastare la pressione sul Congresso delle industrie nucleari straniere, che dicono sia stata a lungo perpetrata.<\/p>\n<p>Il gruppo antinucleare porter&agrave; avanti campagne di informazione nelle municipalit&agrave; e scuole del paese, e promuover&agrave; fonti di energia pulita. <\/p>\n<p>&rdquo;Durante i sei mesi di lavoro di Bachelet, sono stati raggiunti alcuni risultati buoni e altri meno buoni&rdquo;, ha detto Pizarro. Uno dei grandi passi avanti, ha proseguito, &egrave; la presentazione in Parlamento da parte del governo di una bozza di legge che realizzerebbe una riforma importante, creando un Ministero per l&rsquo;ambiente.<\/p>\n<p>Ma gli ambientalisti hanno descritto come un passo indietro l&rsquo;annuncio fatto il mese scorso dal Ministro dell&rsquo;energia Karen Poniachik, che assicura opposizione spietata all&rsquo;approvazione di studi sull&rsquo;impatto ambientale dei progetti energetici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SANTIAGO, 3 ottobre 2006 (IPS) &#8211; Nonostante gli sforzi dei settori pubblico e privato, il Cile sta dissipando le sue abbondanti risorse naturali, secondo esperti incaricati dal governo di produrre un rapporto sullo stato dell&rsquo;ambiente nel paese. 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