{"id":621,"date":"2006-09-12T00:29:14","date_gmt":"2006-09-12T00:29:14","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/09\/12\/u-s-a-911-secondo-i-sondaggi-diminuisce-la-fiducia-negli-interventi-militari\/"},"modified":"2006-09-12T00:29:14","modified_gmt":"2006-09-12T00:29:14","slug":"u-s-a-911-secondo-i-sondaggi-diminuisce-la-fiducia-negli-interventi-militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/09\/12\/u-s-a-911-secondo-i-sondaggi-diminuisce-la-fiducia-negli-interventi-militari\/","title":{"rendered":"U.S.A &#8211; 9\/11: Secondo i sondaggi diminuisce la fiducia negli interventi militari"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 11 settembre 2006 (IPS) &#8211; Cinque anni dopo l&rsquo;11 settembre, gli americani sono molto meno entusiasti degli interventi militare all&rsquo;estero: lo rivela un importante sondaggio effettuato di recente, il primo di una lunga serie di inchieste diffuse oggi, in occasione del quinto anniversario degli attacchi contro New York e il Pentagono.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Dal sondaggio, condotto dal Pew Research Centre for People and the Press degli Usa, emerge che i repubblicani sono sostanzialmente pi&ugrave; favorevoli ai dispiegamenti militari all&rsquo;estero rispetto ai democratici e agli indipendenti, che pensano &#8211; con un margine variabile da tre a uno &#8211; che gli Usa negli ultimi anni abbiano perso il rispetto del mondo.<\/p>\n<p>L&rsquo;inchiesta, eseguita su un campione di 1.500 adulti, ha inoltre rivelato che quasi la met&agrave; (il 46 per cento) degli intervistati ritiene che il sostegno Usa a Israele sia una &ldquo;ragione fondamentale&rdquo; dell&rsquo;accresciuto sentimento anti-Usa nel mondo, un aumento significativo rispetto al precedente sondaggio di Pew, 10 mesi fa.<\/p>\n<p>Questa opinione era condivisa da percentuali analoghe di individui che si autodefiniscono repubblicani e democratici i quali, su quasi tutte le altre questioni di politica estera, hanno mostrato nette differenze di parte.<\/p>\n<p>Il sondaggio, tuttavia, &egrave; stato condotto tra il 9 e il 13 agosto, poco prima del cessate il fuoco che ha fermato la guerra, durata un mese, tra Israele e Hezbollah, e al culmine delle pressioni internazionali su Washington per persuadere lo Stato ebraico ad interrompere i bombardamenti contro il Libano.<\/p>\n<p>Lo studio di Pew &egrave; stato pubblicato in coincidenza con una seconda inchiesta diffusa dalla CNN la scorsa settimana, che mostrava un diffuso scetticismo rispetto alle affermazioni dell&rsquo;amministrazione Bush, che sostiene che gli Usa stiano facendo progressi nella guerra in Iraq e che questa guerra sia legata alla pi&ugrave; ampia &ldquo;guerra globale al terrorismo&rdquo; lanciata dopo l&rsquo;11 settembre.<\/p>\n<p>Solo una su quattro persone intervistate per questo sondaggio, effettuato tra il 30 agosto e il 2 settembre, riteneva che Washington e i suoi alleati stessero vincendo la guerra, mentre il 13 per cento sosteneva una vittoria dei ribelli, e il 62 per cento dichiarava che la guerra sarebbe in sostanza ad un punto morto.<\/p>\n<p>Nonostante le ripetute e sempre pi&ugrave; frequenti affermazioni di Bush sulla guerra in Iraq come &ldquo;fronte principale&rdquo; nella guerra al terrorismo, una maggioranza del 53 per cento la considera invece &ldquo;un&rsquo;azione militare completamente distinta&rdquo;. Un&rsquo;ampia maggioranza (58 per cento) si &egrave; detta contraria alla guerra, mentre il 39 per cento favorevole; un margine rimasto sostanzialmente immutato negli ultimi mesi.<\/p>\n<p>La rivelazione pi&ugrave; importante dell&rsquo;ultimo sondaggio del Pew sembra essere il crescente disinganno rispetto agli interventi militari degli Usa.<\/p>\n<p>Con un margine del 45-32 per cento, gli intervistati hanno dichiarato che a loro parere il modo pi&ugrave; efficace per limitare la minaccia degli attacchi terroristici contro gli Usa fosse di &ldquo;ridurre&rdquo;, invece di &ldquo;aumentare&rdquo;, la presenza militare di Washington all&rsquo;estero.<\/p>\n<p>Come si osserva in un&rsquo;analisi affiancata del Pew Centre, questi dati marcano una &ldquo;netta inversione di tendenza&rdquo; rispetto alla posizione della popolazione nel primo anniversario degli attacchi dell&rsquo;11 settembre. All&rsquo;epoca, il 48 per cento delle persone dichiarava che l&rsquo;aumento delle truppe militari Usa all&rsquo;estero fosse il modo migliore per proteggersi contro futuri attacchi, mentre il 29 per cento chiedeva di limitare l&rsquo;impegno.<\/p>\n<p>Analogamente, secondo il sondaggio, il 43 per cento degli intervistati sostiene oggi che le &ldquo;incursioni militari&rdquo; contro altri paesi che tentino di sviluppare armi nucleari sia importante per ridurre il terrorismo in futuro: il 15 per cento in meno rispetto al sondaggio Pew condotto nell&rsquo;ottobre 2002, quando Bush cercava l&rsquo;approvazione del Congresso per una risoluzione che lo autorizzasse ad un&rsquo;azione militare contro l&rsquo;Iraq.<\/p>\n<p>L&#039;inchiesta indica poi un desiderio pi&ugrave; diffuso di limitare il coinvolgimento degli Usa in Medio Oriente, rispetto a quattro anni fa. Alla richiesta di identificare quale fosse un &ldquo;passo fondamentale&rdquo; per vincere il terrorismo, il 58 per cento degli intervistati ha scelto, tra cinque opzioni, l&rsquo;attacco alle armi nucleari. La seconda preferenza (53 per cento) indica l&#039;aumento della spesa per la difesa e la riduzione della dipendenza dal petrolio mediorientale, mentre il 32 per cento suggerisce di &ldquo;non intromettersi nei problemi di altri paesi&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel sondaggio pi&ugrave; recente, comunque, l&rsquo;attacco alle attrezzature nucleari &egrave; stata la terza scelta, con un ampio margine rispetto al ridurre la dipendenza dal Medio Oriente (67 per cento) e ad aumentare la spesa per la difesa (52 per cento) mentre, a soli due punti percentuali in meno, la scelta della non intromissione, che &egrave; salita al 41 per cento.<\/p>\n<p>L&rsquo;aumento di ci&ograve; che qualcuno definirebbe sentimento &ldquo;isolazionista&rdquo; rispecchia un altro sondaggio analogo condotto a novembre 2005 da Pew e dal Council on Foreign Relations, nel quale il 42 per cento degli intervistati sosteneva che Washington dovesse &ldquo;occuparsi dei propri affari sul piano internazionale e lasciare che gli altri paesi facessero ci&ograve; che potevano da soli&rdquo;, rispetto ad appena il 30 per cento che aveva preso questa posizione nel dicembre 2002.<\/p>\n<p>Gran parte di questi mutamenti d&rsquo;opinione sono da attribuire ai democratici e agli indipendenti. Nell&rsquo;estate 2002, ad esempio, i democratici, con un margine di otto punti, erano favorevoli ad aumentare la presenza militare all&rsquo;estero, mentre oggi preferiscono una minore presenza, con un margine da tre a uno. Anche tra gli indipendenti, &egrave; aumentato nettamente il sostegno per una minore presenza militare, di  circa 17 punti percentuali, raggiungendo ben il 49 per cento.<\/p>\n<p>Alla domanda perch&eacute; gli Usa abbiano perso il sostegno del resto del mondo, pi&ugrave; di due terzi degli intervistati hanno individuato nella guerra all&rsquo;Iraq una &ldquo;ragione fondamentale&rdquo;, mentre il 58 per cento lo ha attribuito alla &ldquo;ricchezza e potere degli Usa&rdquo;; il 49 per cento alla &ldquo;guerra al terrore mossa dagli Usa&rdquo;, e il 46 per cento al &ldquo;sostegno degli Stati Uniti ad Israele&rdquo;.<\/p>\n<p>I democratici hanno menzionato molto pi&ugrave; dei repubblicani la guerra all&rsquo;Iraq e al terrorismo, mentre i repubblicani erano molto pi&ugrave; propensi ad attribuire la perdita di consenso alla &ldquo;ricchezza e potere degli Usa&rdquo;.<\/p>\n<p>Il sondaggio ha poi mostrato un graduale aumento nell&rsquo;opinione che gli attacchi dell&rsquo;11 settembre possano significare l&rsquo;inizio di un grosso conflitto tra Occidente e mondo islamico: ad ottobre 2001, solo il 28 per cento degli intervistati condivideva questa prospettiva; ad agosto 2002, erano il 35 per cento; mentre, nel sondaggio pi&ugrave; recente, il 40 per cento.<\/p>\n<p>Al contrario, la percentuale di chi pensa che l&rsquo;11 settembre rappresenti solo un conflitto con un &ldquo;piccolo gruppo radicale&rdquo; &egrave; scesa dal 63 al 49 per cento, sempre negli ultimi cinque anni.<\/p>\n<p>E ancora, il 47 per cento degli intervistati sostiene oggi che gli attacchi dell&rsquo;11 settembre avrebbero la stessa gravit&agrave; dell&rsquo;incursione giapponese del 1941 contro Pearl Harbour, nelle Hawaii, che fece entrare in guerra gli Stati Uniti, mentre il 35 per cento li considera &ldquo;pi&ugrave; gravi&rdquo;. I pi&ugrave; giovani in particolare li ritengono &ldquo;pi&ugrave; gravi&rdquo; rispetto agli altri intervistati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 11 settembre 2006 (IPS) &#8211; Cinque anni dopo l&rsquo;11 settembre, gli americani sono molto meno entusiasti degli interventi militare all&rsquo;estero: lo rivela un importante sondaggio effettuato di recente, il primo di una lunga serie di inchieste diffuse oggi, in&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/09\/12\/u-s-a-911-secondo-i-sondaggi-diminuisce-la-fiducia-negli-interventi-militari\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,1,26,27,28,30,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-621","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-medioriente","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/621","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=621"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/621\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}