{"id":618,"date":"2006-09-06T11:25:35","date_gmt":"2006-09-06T11:25:35","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/09\/06\/salute-kenya-rompere-il-silenzio-sullaborto\/"},"modified":"2006-09-06T11:25:35","modified_gmt":"2006-09-06T11:25:35","slug":"salute-kenya-rompere-il-silenzio-sullaborto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/09\/06\/salute-kenya-rompere-il-silenzio-sullaborto\/","title":{"rendered":"SALUTE-KENYA: Rompere il silenzio sull&#8217;aborto"},"content":{"rendered":"<p>Joyce Mulama, 6 settembre 2006 (IPS) &#8211; Alle comunit&agrave; locali &egrave; stato chiesto di essere protagoniste del cambiamento, rompendo il silenzio sugli aborti illegali che favoriscono la mortalit&agrave; infantile in Kenya.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In Kenya l&rsquo;aborto &egrave; illegale, ed &egrave; consentito solo nel caso in cui la vita della donna sia a rischio.<\/p>\n<p>Nonostante la presenza di leggi che condannano tale pratica, l&rsquo;interruzione della gravidanza indesiderata &egrave; una pratica diffusa, e donne e ragazze continuano a morire per le complicazioni degli aborti insicuri.<\/p>\n<p>Uno studio nazionale del 2004 stima che ogni anno in Kenya vi sono 300.000 interruzioni di gravidanza, e circa 20.000 ricoveri in ospedale di donne e ragazze per complicazioni legate all&rsquo;aborto. <\/p>\n<p>L&rsquo;aborto viene effettuato in segreto, ma alle comunit&agrave; &egrave; stato chiesto di rompere il silenzio per cambiare i comportamenti negativi legati a questa pratica.<\/p>\n<p>&ldquo;Ogni volta che si parla di aborto, spesso ci sono dei pregiudizi. Coloro che praticano l&rsquo;aborto vengono chiamati in ogni modo, anche diavoli. Non sono diavoli, ma membri delle nostre comunit&agrave;. Le nostre donne e ragazze hanno delle gravidanze indesiderate e le portano a termine, e alcune di esse muoiono&rdquo;, ha riferito Joachim Osur, direttore dei programmi di assistenza presso la Family Health Options Kenya (FHOK).<\/p>\n<p>Il suo gruppo, un&rsquo;organizzazione non governativa (Ong) con sede a Nairobi, fornisce servizi per la salute riproduttiva in tutto il Kenya.<\/p>\n<p>&ldquo;Se si potessero incoraggiare le comunit&agrave; a parlare apertamente e fare in modo che ricevano le corrette informazioni sulla salute riproduttiva, anche su come gestire gli aborti insicuri, potremmo evitare i casi di mortalit&agrave; materna&rdquo;, ha osservato Osur.<\/p>\n<p>Le statistiche ufficiali mostrano che dal 30 al 50 per cento di tutte le morti materne sono direttamente attribuibili all&rsquo;aborto insicuro. Secondo il Sondaggio nazionale sulla salute demografica del 2003, la mortalit&agrave; materna in Kenya registra oggi 414 morti ogni 100.000 nati vivi. <\/p>\n<p>&ldquo;Per ottenere buoni risultati, bisogna sempre coinvolgere le comunit&agrave;. E anche per affrontare in modo adeguato il problema delle morti materne, le comunit&agrave; devono parlare. Sono loro che sanno cosa succede, dove e come. Per gestire questo problema (l&rsquo;aborto) hanno i loro metodi tradizionali&rdquo;, ha detto Josephine Moyo di Ipas, un gruppo finanziato dagli Usa che sostiene i diritti della salute riproduttiva delle donne.<\/p>\n<p>&ldquo;Alcuni di questi metodi possono essere pericolosi, ha proseguito. Per questo bisogna incoraggiare (le comunit&agrave;) a condividere le loro esperienze, cos&igrave; da poter avere una giusta informazione sulla salute riproduttiva, compresa la ricerca di assistenza medica in caso di complicazioni legate all&rsquo;aborto insicuro&rdquo;.<\/p>\n<p>Alcuni metodi tradizionali di operare l&rsquo;aborto prevedono l&rsquo;uso di erbe, radici e foglie che vengono inserite nella vagina per rimuovere il feto, per mano di erboristi o levatrici.<\/p>\n<p>Se effettuata con imprudenza, l&rsquo;overdose pu&ograve; risultare fatale per la donna o la ragazza. Le eventuali complicazioni, come una eccessiva perdita di sangue o la perforazione dell&rsquo;utero, che erboristi o ostetriche tradizionali non riescono a gestire, possono uccidere le pazienti. <\/p>\n<p>Mentre si intensifica la campagna per coinvolgere le comunit&agrave; ad affrontare il problema degli aborti insicuri, piano piano si comprende l&rsquo;efficacia di una simile iniziativa.<\/p>\n<p>Uno studio diffuso all&rsquo;inizio di questo mese evidenzia come la partecipazione della comunit&agrave; pu&ograve; aiutare a cambiare i comportamenti delle persone e la loro risposta al problema degli aborti insicuri.<\/p>\n<p>Lo studio, &ldquo;Sperimentare le strategie a livello comunitario per ridurre le gravidanze indesiderate e gli aborti insicuri nel Kenya occidentale&rdquo;, &egrave; il risultato di una ricerca condotta a Suba, un&rsquo;area remota del Kenya occidentale, tra il 1999 e il 2004, per capire se le comunit&agrave; potessero essere efficaci nel ridurre le morti legate all&rsquo;aborto.<\/p>\n<p>Dallo studio &egrave; emerso che le comunit&agrave; di Suba erano in grado di ridurre questo tasso di mortalit&agrave;. Questo in seguito ad un programma di educazione della popolazione, e di formazione della comunit&agrave; informale di operatori sanitari per le misure di primo soccorso alle donne che portassero a termine la gravidanza, da indirizzare tempestivamente alle cliniche pi&ugrave; vicine dotate di personale medico qualificato.<\/p>\n<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; stato un calo significativo nella mortalit&agrave; legata all&rsquo;aborto, dall&rsquo;87 per cento del 2001\/2002 al 13 per cento nel 2003\/2004&rdquo;, si legge nello studio, che &egrave; stato condotto dall&rsquo;ufficio regionale del Centre for the Study of Adolescents con sede negli Usa, il Pacific Institute for Women&rsquo;s Health degli Usa e il Kenya Medical and educational Trust, un&rsquo;organizzazione non governativa.<\/p>\n<p>Oltre ad affrontare le questioni dell&rsquo;aborto insicuro, gli esperti della salute riproduttiva hanno sottolineato l&rsquo;importanza di prevenire le gravidanze indesiderate mediante un maggiore uso dei contraccettivi.<\/p>\n<p>Il Kenya ha sofferto una carenza di contraccettivi, che &egrave; stata attribuita alla diffusa incidenza di aborti nel paese.<\/p>\n<p>I donatori, che prima finanziavano pacchetti di misure contraccettive in Kenya, hanno dirottato i fondi altrove. &ldquo;Tutta l&rsquo;attenzione &egrave; andata all&rsquo;Hiv\/UAids, e la pianificazione familiare &egrave; passata in secondo piano&rdquo;, ha osservato Solomon Orero, un ginecologo di Nairobi.<\/p>\n<p>L&rsquo;anno scorso, il governo del presidente Mwai Kibaki ha stanziato 2,7 milioni di dollari in misure anticoncezionali e altri servizi per la salute riproduttiva, per la prima volta nella storia del Kenya. Ma questo intervento, concesso per l&rsquo;anno finanziario 2005\/06, appare solo come una goccia in un oceano.<\/p>\n<p>Non &egrave; ancora chiara la somma che verr&agrave; spesa per la salute riproduttiva, in particolare per gli anticoncezionali.<\/p>\n<p>Secondo Osur, il FHOK, che da solo soddisfa il tre per cento dei servizi per la salute riproduttiva del paese, spende pi&ugrave; di 2,7 milioni di dollari all&rsquo;anno per misure contraccettive e altri servizi per la salute riproduttiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joyce Mulama, 6 settembre 2006 (IPS) &#8211; Alle comunit&agrave; locali &egrave; stato chiesto di essere protagoniste del cambiamento, rompendo il silenzio sugli aborti illegali che favoriscono la mortalit&agrave; infantile in Kenya.<\/p>\n","protected":false},"author":190,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,11,15,1,27,25,33,34],"tags":[],"class_list":["post-618","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-columnas","category-diritti-umani","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione","category-salute"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/190"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=618"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/618\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}