{"id":617,"date":"2006-09-05T10:57:12","date_gmt":"2006-09-05T10:57:12","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/09\/05\/iraq-un-futuro-incerto-per-kirkuk\/"},"modified":"2006-09-05T10:57:12","modified_gmt":"2006-09-05T10:57:12","slug":"iraq-un-futuro-incerto-per-kirkuk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/09\/05\/iraq-un-futuro-incerto-per-kirkuk\/","title":{"rendered":"IRAQ: Un futuro incerto per Kirkuk"},"content":{"rendered":"<p>KIRKUK, 5 settembre 2006 (IPS) &#8211; Rahman Aziz, 37 anni, ride ad alta voce insieme all&rsquo;amico Rahman, seduti di fronte all&rsquo;antica cittadella di questa citt&agrave; dell&rsquo;Iraq del nord, che ha un gran bisogno delle loro risate.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Rahman &egrave; kurdo, mentre l&rsquo;amico, Sa&rsquo;ad, 34 anni, turkmeno. &ldquo;Siamo stati grandi amici per anni&rdquo;, racconta Rahman, che adesso &egrave; proprietario di un piccolo negozio in citt&agrave;. &ldquo;La nostra amicizia non verr&agrave; mai compromessa dalla politica&rdquo;.<\/p>\n<p>Tuttavia, essa &egrave; a rischio. Kirkuk &egrave; stata rivendicata dai kurdi. Ospita per&ograve; una numerosa popolazione araba, insediatasi dai tempi di Saddam Hussein. E anche una vasta popolazione turkmena, ossia iracheni di origine turca.<\/p>\n<p>I kurdi di Kirkuk sono stati fortemente perseguitati sotto Saddam Hussein. Le truppe di Saddam costrinsero la famiglia di Rahman a lasciare la loro casa nel quartiere di Kirkuk a prevalenza kurda Imam Qasim, dieci anni fa. Portarono con s&eacute; solo alcuni dei loro averi.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo la partenza, la loro casa fu abbattuta. La famiglia si trasfer&igrave; a Sulaimaniya, 120 chilometri a est di Kirkuk.<\/p>\n<p>Durante i suoi 35 anni di governo in Iraq, il partito Baath ha espulso decine di migliaia di kurdi e di turkmeni da Kirkuk, sull&rsquo;onda della sua politica di &ldquo;arabizzazione&rdquo;. Migliaia di famiglie arabe provenienti dalle regioni arabe centrali e meridionali furono incoraggiate a trasferirsi a Kirkuk, per consolidare l&rsquo;influenza del governo sui campi petroliferi della regione.<\/p>\n<p>Oggi molti rifugiati kurdi hanno cominciato a rientrare a Kirkuk, nella speranza di una vita migliore.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo tutti bisogno di ricominciare da capo&rdquo;, commenta Rahman; tuttavia, aggiunge, bisogna evitare il conflitto. &ldquo;Se non vogliamo combatterci l&rsquo;uno con l&rsquo;altro, nessuno pu&ograve; costringerci a farlo&rdquo;.<\/p>\n<p>Nonostante questi sentimenti, la situazione non sembra promettente. Citt&agrave; relativamente sicura per mesi, dopo la fine della guerra nel maggio 2003, Kirkuk sta sperimentando ora una nuova ondata di uccisioni.<\/p>\n<p>I funzionari della citt&agrave; attribuiscono gran parte delle violenze ad al-Qaeda e ai gruppi suoi affiliati, ma non chiariscono se dietro alle violenze vi siano motivazioni settarie.<\/p>\n<p>Le crescenti violenze stanno complicando le cose, e risvegliando le tensioni tra le diverse comunit&agrave;. L&rsquo;intricata struttura sociale di Kirkuk &#8211; dove convivono kurdi, arabi (sia sciiti che sunniti), turkmeni e cristiani &#8211; portano alcuni circoli di diplomatici e di media a ipotizzare che questa citt&agrave; potrebbe costituire il punto di partenza di una guerra civile.<\/p>\n<p>La maggioranza della popolazione di Kirkuk non sembra credere per&ograve; che ci&ograve; accadr&agrave;. Molti sostengono che chi parla di guerra civile avrebbe in realt&agrave; degli interessi a scatenare una guerra.<\/p>\n<p>&ldquo;Se doveva esserci una guerra civile, sarebbe scoppiata nella situazione di caos creatasi subito dopo la caduta del regime di Saddam&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Jawad al-Janabi, membro arabo del consiglio provinciale di Kirkuk. &ldquo;Credo che le origini storiche comuni e i legami sociali tra le diverse nazionalit&agrave; di Kirkuk impediranno una possibile guerra&rdquo;.<\/p>\n<p>I funzionari kurdi di Kirkuk sostengono che in citt&agrave; non ci sono scontri etnici. &ldquo;Da tre anni c&rsquo;&egrave; chi dice che Kirkuk &egrave; una bomba a orologeria&rdquo;, ha detto Hasib Rojbayani, un consigliere provinciale kurdo di Kirkuk. &ldquo;Ma queste affermazioni sono ben lontane dalla realt&agrave;. Qui la situazione &egrave; sotto controllo&rdquo;.<\/p>\n<p>Al di l&agrave; delle diffuse teorie sulla possibile guerra civile a Kirkuk, la maggior parte della popolazione sogna semplicemente migliori condizioni di vita. &ldquo;Abbiamo solo bisogno di respirare un&rsquo;aria di pace, e di dimenticare l&rsquo;infelice passato&rdquo;, ha detto un abitante cristiano.<\/p>\n<p>La nuova costituzione dell&rsquo;Iraq ha istituito una roadmap su tre fasi, per normalizzare la situazione a Kirkuk. L&rsquo;articolo 140 consente il rientro dei rifugiati kurdi e turkmeni in citt&agrave;, e chiede che gli arabi portati qui dal regime di Saddam ricevano un compenso per lasciare la citt&agrave;.<\/p>\n<p>Il secondo passo previsto &egrave; il censimento della popolazione, al quale dovrebbe seguire un referendum provinciale entro la fine del 2007, per decidere se Kirkuk dovr&agrave; rimanere una regione federale autonoma o essere incorporata alla regione del Kurdistan.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>KIRKUK, 5 settembre 2006 (IPS) &#8211; Rahman Aziz, 37 anni, ride ad alta voce insieme all&rsquo;amico Rahman, seduti di fronte all&rsquo;antica cittadella di questa citt&agrave; dell&rsquo;Iraq del nord, che ha un gran bisogno delle loro risate.<\/p>\n","protected":false},"author":189,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,15,1,26,27,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-617","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-diritti-umani","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/189"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=617"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/617\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}