{"id":616,"date":"2006-09-04T10:57:53","date_gmt":"2006-09-04T10:57:53","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/09\/04\/nicaragua-assetati-e-al-buio\/"},"modified":"2006-09-04T10:57:53","modified_gmt":"2006-09-04T10:57:53","slug":"nicaragua-assetati-e-al-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/09\/04\/nicaragua-assetati-e-al-buio\/","title":{"rendered":"NICARAGUA: Assetati e al buio"},"content":{"rendered":"<p>MANAGUA, 4 settembre 2006 (IPS) &#8211; Una grave siccit&agrave; impedisce alle compagnie elettriche del Nicaragua di funzionare a pieno ritmo. La crisi energetica ha scatenato le proteste verso la fine di agosto, quando i tempi del razionamento elettrico hanno raggiunto le 15 ore al giorno.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Dopo quattro mesi di blackout, migliaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale per chiedere la rimozione della multinazionale Uni&oacute;n Fenosa, principale fornitore di energia elettrica nel paese, e a cui i residenti imputano la crisi del servizio.<\/p>\n<p>Nella citt&agrave; sudorientale di Masaya, nel corso delle manifestazioni, i dimostranti hanno lanciato pietre contro gli uffici della compagnia.<\/p>\n<p>L&rsquo;impresa, con sede in Spagna, e che dal 2000 ha un contratto per la fornitura in Nicaragua, ha voluto chiarire le proprie responsabilit&agrave; sostenendo che il deficit energetico del paese (valutato intorno ai 140 megawatt) sarebbe dovuto ai difetti di diversi generatori elettrici e all&rsquo;impennata nei prezzi del petrolio, ma in particolare agli scarsi livelli di acqua nei bacini idrici della diga di Apan&aacute;s.<\/p>\n<p>David Castillo, presidente dell&rsquo;Istituto energetico del Nicaragua, ha annunciato che l&rsquo;impresa idroelettrica statale Hidrogesa, che produce energia dal lago artificiale di Apan&aacute;s, aveva smesso di operare a causa della siccit&agrave;.<\/p>\n<p>La diga di Apan&aacute;s, nel dipartimento settentrionale di Jinotega, produce normalmente il 23 per cento dell&rsquo;elettricit&agrave; consumata in Nicaragua.<\/p>\n<p>Secondo Castillo, la prossima estate la centrale energetica potrebbe subire un collasso, a causa della mancanza d&rsquo;acqua.<\/p>\n<p>Il presidente Enrique Bola&ntilde;os ha avvertito che se non piover&agrave; nei prossimi giorni, la crisi energetica si aggraver&agrave;, insieme al malcontento pubblico.<\/p>\n<p>Alcuni esperti associano la penuria d&rsquo;acqua alla diffusa deforestazione, e ammoniscono che l&rsquo;abbattimento indiscriminato degli alberi deve essere fermato.<\/p>\n<p>&ldquo;Stiamo perdendo (l&rsquo;acqua) a ritmi vertiginosi. Nelle riserve abbiamo una media di 38.000 litri d&rsquo;acqua pro capite, ma i principali bacini sono colpiti dalla siccit&agrave; provocata dalla deforestazione&rdquo;, ha detto in un&rsquo;intervista a IPS-Tierram&eacute;rica Salvador Montenegro, direttore del Centro di ricerca sulle risorse idriche (CIRA) presso l&rsquo;Universit&agrave; nazionale autonoma del Nicaragua.<\/p>\n<p>La diga di Apan&aacute;s rifornisce 41.000 chilometri quadrati di area urbana, proprio dove nascono le fonti sotterranee che alimentano i due grandi laghi del paese: il Xolotl&aacute;n, inquinato da oltre 50 anni, e il Cocibolca, anch&rsquo;esso colpito dall&rsquo;inquinamento negli ultimi vent&rsquo;anni.<\/p>\n<p>Sebbene Montenegro non abbia dati precisi sulla quantit&agrave; d&rsquo;acqua che il Nicaragua avrebbe perso a causa della distruzione delle foreste, alcuni segnali rivelano una grave situazione ambientale nel paese.<\/p>\n<p>Nel 1964, il lago Apan&aacute;s ricopriva un&rsquo;area di 60 chilometri quadrati, che comprendeva boschi litorali. Oggi si &egrave; ridotto a 50 chilometri quadrati, a causa dell&rsquo;abbattimento degli alberi nell&rsquo;area circostante, che ha portato alla scomparsa del fiume Viejo de Jinotega, che alimentava il bacino.<\/p>\n<p>Secondo il segretario municipale per l&rsquo;ambiente di Jinotega, Mar&iacute;a Teresa Centino, il lago artificiale ha perso volume a seguito della deforestazione del suo bacino, e dell&rsquo;irrigazione incontrollata dei campi vicini.<\/p>\n<p>Gli studi del CIRA indicano che negli altopiani meridionali di Carazo, i pozzi stanno perdendo quasi un metro di portata ogni anno, mentre nelle catene montuose che circondano la capitale, le perdite sono state di quasi 10 metri negli ultimi otto anni.<\/p>\n<p>&ldquo;Se continuiamo cos&igrave;, saremo costretti a cambiare nome alla capitale. Si chiama Managua perch&eacute;, un tempo, da questa terra sgorgava l&rsquo;acqua perforando appena la superficie&rdquo;, ha osservato Montenegro.<\/p>\n<p>Gli esperti avvertono che la superficie vegetale del paese si &egrave; drammaticamente ridotta. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), in Nicaragua sarebbe scomparso l&rsquo;85 per cento delle foreste aride e il 65 per cento delle foreste pluviali.<\/p>\n<p>Il governo nicaraguense sostiene che questi dati sono &ldquo;approssimativi&rdquo;, e ha decretato lo stato d&rsquo;emergenza in diversi dipartimenti del paese, dove l&rsquo;esercito ha l&rsquo;ordine di ispezionare i veicoli che trasportano legname per prevenire il traffico illegale dei materiali boschivi.<\/p>\n<p>La misura &egrave; ancora in vigore, ed &egrave; stata rafforzata con la creazione di una legge sull&rsquo;ambiente che punisce i reati contro le foreste e le fonti idriche.<\/p>\n<p>Ma secondo Jaime Morales, presidente della Commissione per l&rsquo;ambiente dell&rsquo;Assemblea nazionale, queste misure giungono in ritardo.<\/p>\n<p>&ldquo;La maggior parte (l&rsquo;80 per cento) dei bacini del paese sono contaminati e in degrado. Ci&ograve; che possiamo fare &egrave; evitare che si continuino a perdere, e preservarli&rdquo;, ha affermato Morales.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MANAGUA, 4 settembre 2006 (IPS) &#8211; Una grave siccit&agrave; impedisce alle compagnie elettriche del Nicaragua di funzionare a pieno ritmo. 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