{"id":59,"date":"2004-02-20T21:38:44","date_gmt":"2004-02-20T21:38:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=59"},"modified":"2017-10-28T21:40:08","modified_gmt":"2017-10-28T21:40:08","slug":"guerre-armi-leggere-per-guerre-pesanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/02\/20\/guerre-armi-leggere-per-guerre-pesanti\/","title":{"rendered":"GUERRE: Armi leggere per guerre pesanti"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 20 febbraio (IPS) &#8211; Vladimiro Montesinos, mano destra dell\u2019ex presidente peruviano Fujimori (1990-2000), rischia una condanna a 20 anni di prigione per aver venduto armi alle guerriglie colombiane di sinistra. <!--more-->Secondo le accuse avanzate in Per\u00f9, alcuni collaboratori di Montesinos, spacciandosi per membri dell\u2019esercito peruviano, avrebbero procurato alla guerriglia 50.000 fucili d\u2019assalto Kalashnikov di fabbricazione sovietica provenienti dalla Giordania.<\/p>\n<p>Nel 1999, sono state lanciate con i paracadute circa 10.000 armi di questo tipo sul territorio controllato dalle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC).<\/p>\n<p>Questione fondamentale nel processo \u00e8 se si tratt\u00f2 di una vendita legale, da governo a governo, come sostengono le autorit\u00e0 giordane.<\/p>\n<p>Montesinos, allora consulente dell\u2019intelligence di Fujimori ma di fatto a capo dei servizi segreti del paese, nega ogni coinvolgimento nel caso. Lui afferma invece di aver scoperto una cospirazione volta ad armare i ribelli colombiani e di aver catturato i delinquenti.<\/p>\n<p>Il conflitto intermittente, cui prendono parte organizzazioni guerrigliere di sinistra, forze del governo, paramilitari di destra e narcotrafficanti, prosegue da oltre 40 anni. Dal 1990, sono circa 35.000 i civili che hanno perso la vita a causa di questa guerra intestina.<\/p>\n<p>Come altre guerre, anche quella colombiana ha avuto bisogno di un crescente rifornimento di armi per ogni fazione in lotta.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 aumentata dopo le guerre in Afghanistan (2001) e Iraq (2003), e la proliferazione di armi leggere \u00e8 ormai fuori controllo, come segnalano le organizzazioni umanitarie Amnesty International e Oxfam nel rapporto \u201cVite spezzate\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Amnesty, la \u201cguerra contro il terrorismo\u201d guidata dagli Stati Uniti doveva impedire che le armi finissero nelle mani sbagliate.<\/p>\n<p>Invece, \u201calcuni fornitori hanno ridotto i controlli per armare fiammanti alleati contro il \u2018terrorismo\u2019, senza preoccuparsi della mancata osservanza dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario\u201d, aggiunge.<\/p>\n<p>\u201cNonostante il danno che provocano \u2013 ha dichiarato l\u2019organizzazione \u2013 non esiste nessuna legge internazionale vincolante ed esaustiva per controllare l\u2019esportazione di armi convenzionali\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come l\u2019anticomunismo permise allora ad alcuni paesi l\u2019accesso alle armi occidentali, \u201coggi, una dichiarazione di lealt\u00e0 alla \u2018guerra contro il terrore\u2019 \u00e8 un\u2019ottima strategia per i regimi che comprano armi statunitensi\u201d, ha dichiarato Joel Wallman, della Fondazione Harry Frank Guggenheim che si occupa di studi sulla violenza.<\/p>\n<p>Le armi diventano spesso \u201cgli strumenti con cui si gestisce la repressione dell\u2019attivit\u00e0 politica all\u2019interno del proprio paese\u201d, ha detto Wallman all\u2019IPS in un\u2019intervista scritta.<\/p>\n<p>Phillip van Niekerk, nel rapporto \u201cL\u2019affare della guerra\u201d pubblicato nel 2002 dal Consorzio internazionale del giornalismo investigativo, segnala che la breccia ideologica tra superpotenze, che \u201cprima aveva dato una strana specie di ordine alle guerre nel mondo\u201d \u00e8 stata sostituita da \u201cimprenditori che vendono armi o servizi e appoggio militare\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, la riduzione delle forze armate con la fine della guerra fredda e dopo il crollo dell\u2019Unione sovietica \u201cha sommerso il mercato di armi in eccedenza e soldati addestrati in cerca di lavoro\u201d, ha indicato van Niekerk nel suo studio.<\/p>\n<p>Il rapporto di Amnesty e Oxfam ha identificato 1135 societ\u00e0 che fabbricano armi leggere e munizioni in almeno 98 paesi. Il fenomeno \u00e8 in crescita: tra il 1960 e il 1999, i paesi produttori sono raddoppiati, il numero delle imprese si \u00e8 moltiplicato per sei e le vendite autorizzate hanno raggiunto i 21.000 milioni di dollari l\u2019anno.<\/p>\n<p>Le armi leggere sono destinate all\u2019uso personale, e comprendono revolver e pistole, fucili e carabine, mitragliatori, fucili d\u2019assalto e mitragliatrici leggere. In tutto il mondo \u2013 secondo lo studio di Amnesty e Oxfam \u2013 ne circolano almeno 550 milioni, e sono le armi preferite nel 90 per cento dei conflitti.<\/p>\n<p>\u201cLa durata e l\u2019intensit\u00e0 di molte guerre locali si sono intensificate grazie alla presenza di queste armi\u201d, ha detto l\u2019esperta della Fondazione Guggenheim, Karen Colvard.<\/p>\n<p>Colvard ha sottolineato che la comunit\u00e0 Karamajong, nel nordest dell\u2019Uganda, era solita frustare il bestiame con le lance, mentre adesso lo fa \u201ccon pistole ottenute dai combattenti sudanesi e da molte altre parti\u201d. <\/p>\n<p>Non tutti i conflitti armati si alimentano direttamente dalla fabbricazione di armi leggere: moltissime armi in circolazione sono eccedenze riciclate da altre guerre e acquisite legalmente, ma che poi spariscono illegalmente.<\/p>\n<p>NUOVI CONFLITTI<\/p>\n<p>Lo scorso anno si sono conclusi diversi conflitti prolungati, ma ne sono cominciati molti altri.<\/p>\n<p>Nel 2002, Project Ploughshares, un centro per la pace istituito dal Consiglio canadese delle Chiese, ha elencato 37 conflitti armati in 29 paesi, e secondo il direttore del centro Ernie Regehr intervistato per posta elettronica, sembra che nel prossimo rapporto, che verr\u00e0 pubblicato a giugno, le cifre saranno analoghe.<\/p>\n<p>Gran parte dei conflitti segnalati da Project Ploughshares si registrano in Africa: l\u2019ultimo rapporto indica gli scontri tra il governo dell\u2019Algeria e il Gruppo Islamico Armato (GIA) dal 1991, e la lotta, scoppiata nel 1983, tra il regime arabo e islamico del Sudan e gli indipendentisti del sud del paese, in maggioranza neri e animisti, o cristiani.<\/p>\n<p>Le lotte tra fazioni rivali in Somalia non si sono fermate dopo la caduta del governo nel 1991.<\/p>\n<p>Sempre dal 1991, le forze governative della Repubblica democratica del Congo (RDC) si sono scontrate sul loro territorio contro le forze ruandesi e ugandesi e contro ribelli locali.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il governo della Liberia \u00e8 in guerra da circa 15 anni con i ribelli Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia (LURD), e quello dell\u2019Uganda combatte dal 1986 contro l\u2019Esercito di resistenza del signore (LRA), un gruppo fondamentalista cristiano.<\/p>\n<p>I conflitti di Ruanda, Guinea, Iran e Indonesia sono rimasti latenti lo scorso anno, e non figureranno nella nuova lista. Ma nuovi conflitti sono esplosi in Costa d\u2019Avorio e Tailandia.<\/p>\n<p>Gli scontri di frontiera tra Etiopia ed Eritrea sono terminati, come anche la guerra in Sierra Leone. Il governo e i ribelli di RDC e Sudan hanno firmato accordi di pace, e l\u2019ex presidente e capo dei ribelli Charles Taylor \u00e8 stato costretto all\u2019esilio. Alcuni di questi conflitti possono essere rimasti solo latenti, e non conclusi.<\/p>\n<p>In Sierra Leone, ha segnalato Colvard, \u201cnelle ricostruzioni storiche, il RUF (Fronte unito rivoluzionario) viene presentato come un gruppo di assoluti depravati e terroristi, mentre si minimizzano gli aspetti pi\u00f9 politici del conflitto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNumerosi giovani con esperienza militare non sanno che fare, e molte persone conducono una vita durissima come rifugiati, soprattutto le donne e i bambini\u201d, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Il tribunale speciale capeggiato dal procuratore David Crane, ha l\u2019obiettivo di \u201cpunire a ogni costo, non di ricostruire la societ\u00e0\u201d; e la Commissione per la verit\u00e0 e la riconciliazione, ha osservato Colvard, \u201c\u00e8 considerata relativamente inefficace\u201d. \u201cLa guerra potrebbe riattivarsi\u201d, ha avvertito.<\/p>\n<p>La Commissione per la verit\u00e0 e la riconciliazione della Sierra Leone fu creata con l\u2019accordo di pace di Lom\u00e9, nel 1999. L\u2019organismo ha il compito di realizzare un registro storico delle violazioni dei diritti umani. Il tribunale speciale fu istituito nel 2002.<\/p>\n<p>Il RUF, appoggiato dalla Liberia da Charles Taylor, tentava di rovesciare il governo della Sierra Leone ed assumere il controllo delle redditizie zone produttrici di diamanti del paese. Nel conflitto hanno perso la vita circa 75.000 persone.<\/p>\n<p>Nella RDC, i leader ribelli si sono uniti al governo provvisorio dopo un conflitto che ha provocato tre milioni di morti tra il 1998 e il 2003. Gli invasori sono stati quasi tutti espulsi, e presto ci saranno le elezioni; ma nell\u2019est del paese si protraggono decine di \u201cmicroguerre\u201d.<\/p>\n<p>I colloqui di pace fanno passi avanti in Somalia, ma \u201c\u00e8 sempre attuale il pericolo che la situazione si capovolga\u201d, ha segnalato Regehr.<\/p>\n<p>Lo studio di Project Ploughshares lascer\u00e0 nella lista l\u2019Angola, per il conflitto latente riemerso in Cabinda, una provincia del vicino Congo. <\/p>\n<p>Il Fronte per la liberazione dell\u2019enclave di Cabinda (FLEC) vuole che il territorio sia riconosciuto come Stato indipendente. La Cabinda, che produce circa la met\u00e0 del petrolio dell\u2019Angola, fu \u201caggiunta\u201d all\u2019Angola dai portoghesi, ed \u00e8 separata dal resto del paese da una frangia di territorio della RDC.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 possibile che la violenza in Angola abbia raggiunto livelli tali da poterlo definire un conflitto armato\u201d, ha osservato Regehr.<\/p>\n<p>Intanto, sono sorti nuovi conflitti intestini nella regione di Darfur, in Sudan, come anche in Etiopia. \u201cLo stesso pu\u00f2 dirsi della Costa d\u2019Avorio\u201d, ha affermato il direttore di Project Pkoughshares. <\/p>\n<p>Molte volte, i combattimenti si riaccendono e poi si spengono. \u201cIl risorgere degli scontri \u00e8 talvolta legato a nuove acquisizioni di armi e munizioni, mentre altre volte \u00e8 solo una questione di tattica\u201d, ha commentato.<\/p>\n<p>\u201cI conflitti sporadici rendono instabile l\u2019autorit\u00e0 e debilitano gradualmente la fiducia della popolazione nel governo e nelle sue istituzioni\u201d, ha aggiunto Regehr.<\/p>\n<p>Il rapporto di Ploughshares conclude che \u201ccome negli anni passati, quasi tutte le guerre attuali sono conflitti civili intestini\u201d. La guerra di Etiopia ed Eritrea e la guerra d\u2019Iraq sono eccezioni.<\/p>\n<p>\u201cIn alcuni casi\u2026 sono coinvolti paesi stranieri, ma si tratta di truppe che si inseriscono in una guerra civile\u201d, ha osservato ancora Regehr.<\/p>\n<p>\u201cIl conflitto nel Kashmir (uno scontro tra separatisti musulmani e governo indiano) viene considerato da alcuni come una guerra tra India e Pakistan, ma noi lo abbiamo caratterizzato come una guerra civile indiana, in cui una della parti ha l\u2019appoggio del Pakistan\u201d, ha spiegato.<\/p>\n<p>GUERRA E SOTTOSVILUPPO<\/p>\n<p>La proliferazione di armi \u00e8 l\u2019unica ragione di questo impaludamento.<\/p>\n<p>Su 40 guerre registrate nel 1999, la maggior parte riguarda paesi elencati in fondo alla lista dell\u2019Indice dello sviluppo umano pubblicata dall\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu).<\/p>\n<p>Secondo Ploughshares, i paesi poveri hanno tre volte maggiori probabilit\u00e0 di entrare in guerra di quelli ricchi.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 chiaro che i conflitti armati sono pi\u00f9 probabili in societ\u00e0 dove ampi settori della popolazione subiscono ingiustizie croniche e dove \u00e8 pi\u00f9 facile l\u2019accesso alle armi leggere\u201d, ha segnalato Regehr.<\/p>\n<p>Un modo per rompere questa spirale di violenza sarebbe \u201ccreare condizioni meno propizie per le ingiustizie croniche e la violenza\u201d, e ci\u00f2 vuol dire anche restrizioni sulla disponibilit\u00e0 delle armi, ha suggerito.<\/p>\n<p>\u201cIl dibattito \u00e8 in corso\u201d, ha detto. \u201cAlcuni gruppi e regioni di fornitori tentano di sviluppare norme comuni, mentre il programma d\u2019azione dell\u2019Onu sulle armi leggere ha stabilito in principio che il trasferimento di armi sia limitato dalle restrizioni vigenti nel diritto internazionale\u201d.<\/p>\n<p>La Rete d\u2019Azione Internazionale sulle armi leggere (IANSA) ha evidenziato il \u201cbisogno urgente di un trattato internazionale sul commercio d\u2019armi, che stabilisce principi comuni per regolare e controllare il trasferimento internazionale di armi\u201d.<\/p>\n<p>Tra le sue proposte per controllare il traffico illecito di armi, la cooperazione internazionale punta sul controllo degli intermediari, l&#8217;eliminazione di falsi certificati, la marcatura in fabbrica e la loro distruzione nei periodi di dopoguerra. <\/p>\n<p>IANSA, Amnesty International e Oxfam stanno realizzando una campagna per la firma del trattato. Ma \u201cse le leggi non potranno essere applicate, saranno inutili\u201d, ha avvertito Colvard.<\/p>\n<p>(*) Redattrice capo di IPS(FINE\/2004) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 20 febbraio (IPS) &#8211; Vladimiro Montesinos, mano destra dell\u2019ex presidente peruviano Fujimori (1990-2000), rischia una condanna a 20 anni di prigione per aver venduto armi alle guerriglie colombiane di sinistra.<\/p>\n","protected":false},"author":36,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,5,8,13,15,26],"tags":[],"class_list":["post-59","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-cooperazione","category-diritti-umani","category-iraq-e-asia-centrale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/36"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59\/revisions\/60"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}