{"id":580,"date":"2006-07-07T20:03:13","date_gmt":"2006-07-07T20:03:13","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/07\/07\/iraq-una-storia-che-lips-non-avrebbe-mai-voluto-raccontare\/"},"modified":"2006-07-07T20:03:13","modified_gmt":"2006-07-07T20:03:13","slug":"iraq-una-storia-che-lips-non-avrebbe-mai-voluto-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/07\/07\/iraq-una-storia-che-lips-non-avrebbe-mai-voluto-raccontare\/","title":{"rendered":"IRAQ: Una storia che l&#8217;IPS non avrebbe mai voluto raccontare"},"content":{"rendered":"<p>SAN FRANCISCO, California, 7 Luglio 2006 (IPS) &#8211; Il corrispondente dell&#039;IPS Alaa Hassan &egrave; stato ucciso mentre si recava al lavoro mercoled&igrave; scorso. Aveva 35 anni, e lascia la madre, cinque fratelli, cinque sorelle e la moglie, incinta del loro primo figlio.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Alaa non &egrave; stato ucciso perch&eacute; era un giornalista. Aveva in realt&agrave; cominciato da poco tempo a collaborare con l&#039;IPS. Quando i militari lo hanno sorpreso sparando contro la sua autovettura, era perch&eacute; si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato: una delle tante persone che vengono uccise ogni giorno in Iraq senza ragioni apparenti.<\/p>\n<p>Lo stesso giorno in cui &egrave; stato ucciso Alaa, l&rsquo;agenzia Reuters ha riportato altri 11 incidenti violenti in Iraq, tra cui lo scoppio di un&rsquo;automobile che trasportava alcuni lavoratori giornalieri a Baquba, a 50 chilometri a nord-est di Baghdad, e di un altro veicolo con a bordo dei civili nel distretto di Shia Qadamiya nella capitale.<\/p>\n<p>Almeno quattro poliziotti iracheni e un soldato Usa sarebbero morti negli attacchi in diverse zone del paese. A Baquba, l&rsquo;esercito Usa ha ammesso di aver ucciso un &ldquo;non combattente&rdquo; durante un raid contro una casa di civili.<\/p>\n<p>Quasi tutte le persone uccise il 28 giugno (insieme alle decine di migliaia di civili iracheni deceduti negli ultimi tre anni) non saranno che numeri. Poich&eacute; conoscevamo bene Alaa, noi possiamo raccontare la sua storia.<\/p>\n<p>Alaa viveva nel quartiere di al-Tajiyyat, nella zona nord-orientale di Baghdad. Lavorava in una cartoleria del celebre mercato dei libri di Mutanabe Street a Baghdad.<\/p>\n<p>Abitava vicino al fiume Tigri, in uno degli alloggi che, durante la presidenza di Saddam Hussein, erano riservati agli impiegati del ministero dell&rsquo;industria.<\/p>\n<p>La sua casa si trovava accanto a ci&ograve; che era un tempo una fabbrica di elettronica, e di fronte all&rsquo;Istituto arabo nazionale di studi sul petrolio. Entrambi gli edifici erano stati saccheggiati dopo l&rsquo;invasione americana, e in seguito trasformati in basi militari dal governo Usa. Perci&ograve;, il quartiere di Alaa subiva regolarmente attacchi da parte degli ribelli.<\/p>\n<p>L&rsquo;unico modo per raggiungere da l&igrave; il centro di Baghdad era attraversando il ponte di al-Muthana, sul fiume Tigri, un luogo soggetto a ripetuti attacchi: la presenza di un checkpoint della polizia irachena e di una curva proprio in quel punto, costringe infatti ogni macchina di passaggio a rallentare, e ogni settimana sono molte le persone uccise.<\/p>\n<p>Quando Alaa ha attraversato il fiume il 28 giugno scorso, un cecchino ha sparato sei colpi di mitragliatrice contro la sua automobile, che &egrave; esplosa uccidendolo. Un secondo passeggero &egrave; rimasto gravemente ferito.<\/p>\n<p>Il giorno della sua morte, Alaa si era detto preoccupato di attraversare il ponte. Un suo caro amico, Abu Laith, era stato ucciso da poco proprio in quel punto. &ldquo;Stava tornando a casa dal lavoro e qualcuno &egrave; apparso all&rsquo;improvviso, ha sparato e lo ha ucciso&rdquo;, aveva raccontato Alaa.<\/p>\n<p>&ldquo;So che &egrave; pericoloso uscire di casa&rdquo;, aveva detto per telefono al fratello Salam. &ldquo;Ma cosa posso fare? Bisogna continuare ad andare avanti&rdquo;.<\/p>\n<p>Alaa viveva in una situazione difficile. &ldquo;Gli americani hanno costruito una base che si trova davanti casa mia, un ex istituto governativo, e ce n&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra dall&rsquo;altra parte della strada&rdquo;, aveva riferito al fratello.<\/p>\n<p>Adesso, quando usciamo, gli americani sono proprio l&igrave;, davanti all&rsquo;ingresso di casa. Il muro della base americana &egrave; proprio di fronte a casa. Adesso &egrave; pericoloso anche solo raggiungere da casa la strada principale, ad appena mezzo chilometro di distanza&rdquo;.<\/p>\n<p>Alaa Hassan era nato vicino all&#039;antica Babilonia, ed era uno di 11 figli. Suo padre era impiegato al palazzo di giustizia, e sua madre casalinga. Da ragazzo, si era trasferito in una zona appena fuori Baghdad, e aveva lavorato come programmatore informatico presso il ministero dell&rsquo;industria. Si era sposato nel 2000.<\/p>\n<p>Sotto il regime di Saddam, non ci si poteva sposare (n&eacute; aprire un negozio o un&rsquo;attivit&agrave;) senza prima aver ottenuto un permesso di sicurezza. Ma sembra che Alaa si fosse sposato senza seguire le procedure richieste. Dopo il matrimonio lui e la moglie ebbero infatti delle difficolt&agrave;, e alla fine qualcuno rifer&igrave; al governo del matrimonio illegale. Alaa venne preso e detenuto in un centro di tortura per nove mesi nel 2000.<\/p>\n<p>&ldquo;La famiglia dovette pagare per ritrovarlo&rdquo;, ricorda il fratello Salam. &ldquo;Veniva tenuto in un magazzino vicino alla facolt&agrave; di legge. Lo avevano picchiato sulle mani e sul corpo, e aveva ematomi su tutto il corpo&rdquo;.<\/p>\n<p>Salam ricorda una visita ad Alaa mentre era detenuto. &ldquo;Era un grande magazzino con tantissime stanze nella soffitta. I prigionieri venivano torturati in uno spazio aperto, cos&igrave; che tutti gli altri potessero vedere. Alla fine, lo hanno portato in tribunale, e lo hanno condannato a 25 anni di prigione. Ma dopo aver accettato di pagare una tangente, la sua pena &egrave; stata ridotta a tre anni&rdquo;.<\/p>\n<p>Alaa scont&ograve; la pena nel famigerato carcere di Abu Ghraib, tra criminali incalliti e prigionieri politici. Rimase l&igrave; fino a poco prima dell&rsquo;invasione Usa nel 2003, quando Saddam Hussein annunci&ograve; l&rsquo;amnistia generale per tutti i prigionieri.<\/p>\n<p>Alaa usc&igrave; di prigione traumatizzato. Divorzi&ograve; dalla moglie e fece ritorno a Babilonia.<\/p>\n<p>Torn&ograve; a vivere con la famiglia per tre mesi dopo la caduta di Saddam, ma alla fine decise di cercare un nuovo lavoro. Quando un cugino gli trov&ograve; un impiego presso una cartoleria di Mutinabe street, si trasfer&igrave; nuovamente a Baghdad.<\/p>\n<p>Si era risposato tre mesi prima della sua morte, e aveva appena saputo che la moglie era incinta.<\/p>\n<p>Come per molti dei morti iracheni, &egrave; stato difficile per la famiglia di Alaa piangere la sua salma. Quando uno dei fratelli ha chiamato l&rsquo;obitorio di Baghdad per recuperare il corpo, un impiegato gli ha consigliato di non andarci, poich&eacute; l&rsquo;area circostante l&rsquo;edificio era controllata dai ribelli.<\/p>\n<p>Cos&igrave;, la famiglia e gli amici, armati, si sono diretti insieme verso l&rsquo;obitorio, facendosi largo tra gli spari e, quando sono arrivati, hanno dovuto cercare tra i cadaveri per recuperare il corpo di Alaa.<\/p>\n<p>Alaa &egrave; stato sepolto nella citt&agrave; santa di Najaf mercoled&igrave;. I familiari hanno dovuto affrontare un viaggio difficile, per via della pericolosit&agrave; delle strade, ma sono riusciti ad ottenere la scorta dalle guardie dell&rsquo;esercito Mehdi del leader religioso sciita Muqtada al-Sadr, che li hanno accompagnati sull&rsquo;autostrada per Najaf e garantito la sicurezza durante il funerale.<\/p>\n<p>La famiglia di Alaa, che adesso sta lasciando Baghdad, osserver&agrave; il tradizionale lutto di 40 giorni nella casa di Babilonia. <\/p>\n<p>&ldquo;Se questa situazione continuer&agrave; per altri tre o quattro anni, ogni singola famiglia irachena sar&agrave; colpita direttamente dalla guerra&rdquo;, ha detto il fratello di Alaa, Salam. &ldquo;(La guerra cambier&agrave; irrimediabilmente il nostro futuro, e difficilmente l&#039;Iraq torner&agrave; ad essere un paese pacifico&rdquo;.<\/p>\n<p>* Insieme al collega Alaa Hassan, Aaron Glantz ha raccontato le crescenti violenze e le divisioni settarie che stanno dilaniando Bassora, nel sud dell&rsquo;Iraq; la storia taciuta di Haditha, colpita dai raid dall&rsquo;esercito Usa l&#039;anno scorso; e le reazioni locali alla morte di Abu Musab al-Zarqawi, il leader giordano di al-Qaeda in Iraq.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SAN FRANCISCO, California, 7 Luglio 2006 (IPS) &#8211; Il corrispondente dell&#039;IPS Alaa Hassan &egrave; stato ucciso mentre si recava al lavoro mercoled&igrave; scorso. 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