{"id":575,"date":"2006-06-30T15:25:14","date_gmt":"2006-06-30T15:25:14","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/06\/30\/media-america-latina-per-la-stampa-la-povert-non-un-problema-cos-urgente\/"},"modified":"2006-06-30T15:25:14","modified_gmt":"2006-06-30T15:25:14","slug":"media-america-latina-per-la-stampa-la-povert-non-un-problema-cos-urgente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/06\/30\/media-america-latina-per-la-stampa-la-povert-non-un-problema-cos-urgente\/","title":{"rendered":"MEDIA-AMERICA LATINA: Per la stampa, la povert&agrave; non &egrave; un problema cos&igrave; urgente"},"content":{"rendered":"<p>BOGOTA, 30 Giugno 2006 (IPS) &#8211; La lotta contro la povert&agrave;, che chiede uno sforzo in diverse direzioni per contrastare fame, ingiustizia ed emarginazione sociale, &egrave; un problema urgente in America Latina. Tuttavia, sembra che la stampa non lo consideri tale. In Colombia, dove circa la met&agrave; della popolazione vive nella povert&agrave;, El Tiempo, unico quotidiano nazionale, dedica alla questione lo 0,8 per cento del suo spazio.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Le cifre arrivano da una ricerca commissionata dallo stesso quotidiano, coordinata dall&rsquo;ex difensore civico Germ&aacute;n Rey. <\/p>\n<p>Lo studio &egrave; stato condotto nel 2003, ma i risultati sono validi ancora oggi. E, secondo Rey, la stessa situazione vale per tutta l&rsquo;America Latina. <\/p>\n<p>&rdquo;Quando vengono pubblicati nuovi articoli sulla povert&agrave;, il 70 per cento di questi appare in forma isolata, e solitamente nelle pagine di economia&rdquo;, riferisce Rey durante il seminario &ldquo;Sifting Through the News: Poverty, Development and the Environment. The Millennium Development Goals in Newspaper Coverage in the Andean Region&rdquo;, che ha riunito giornalisti da Bolivia, Colombia, Ecuador, Per&ugrave; e Venezuela. <\/p>\n<p>Il seminario, organizzato dall&rsquo;agenzia di stampa internazionale IPS (Inter Press Service) con il supporto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), aveva l&rsquo;obiettivo di aumentare la consapevolezza di giornalisti e media circa l&rsquo;importanza delle notizie relative a sviluppo e povert&agrave;. <\/p>\n<p>Inoltre, &ldquo;Quasi tutte le notizie riportate si basano su dichiarazioni di funzionari di governo ed esperti che lavorano per organizzazioni attive su quel fronte. I poveri, in quanto attori, sono praticamente scomparsi. La conseguenza &egrave; che non arrivano informazioni reali, ma solo opinioni di esperti. La stampa non va in giro a cercare i poveri&rdquo;, afferma Rey.<\/p>\n<p>&rdquo;I veri protagonisti sono ignorati e, nella maggior parte dei casi, i giornalisti attingono i propri racconti da un&rsquo;unica fonte&rdquo;. &rdquo;Di fatto, prosegue Rey, le notizie sulla povert&agrave; vengono pubblicate pi&ugrave; in altri paesi che negli stessi paesi poveri&rdquo;. <\/p>\n<p>Secondo le cifre ufficiali relative alla regione Andina e distribuite al seminario per una valutazione dei progressi di ciascun paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) approvati dalle Nazioni Unite nel 2000, in Venezuela i poveri costituiscono circa il 40 per cento della popolazione, in Per&ugrave; il 49 per cento, in Ecuador il 61 per cento e in Bolivia il 67 per cento. <\/p>\n<p>Ma &egrave; possibile richiamare l&rsquo;attenzione dei media sulle questioni legate alla povert&agrave;? L&rsquo;esperto dell&rsquo;UNDP Fernando Herrera ritiene di s&igrave;, e ritiene che un buon punto di partenza sarebbe informare adeguatamente i giornalisti sull&rsquo;ampiezza e l&rsquo;impatto del problema. <\/p>\n<p>In Colombia, per esempio, l&rsquo;UNDP offre un seminario on-line ai giornalisti locali. <\/p>\n<p>Il primo MDG intende dimezzare entro il 2015, rispetto ai livelli del 1990, il numero di persone nel mondo che vive in condizioni di fame e povert&agrave;. <\/p>\n<p>Secondo Herrera, per raggiungere quell&rsquo;obiettivo non basta il contributo di governi e organizzazioni non governative, ma occorre anche la partecipazione del settore privato, e quindi dei media. Ci&ograve; significa, secondo il funzionario, che la stampa non pu&ograve; distogliere lo sguardo dal fenomeno della povert&agrave;. <\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; responsabilit&agrave; del giornalista seguire gli sviluppi tanto quanto le criticit&agrave;&rdquo;, continua Herrera. &ldquo;Dovete essere voi a verificare se le statistiche riflettono o meno la realt&agrave; dei fatti&rdquo;. <\/p>\n<p>La stampa deve inoltre riportare le critiche della societ&agrave; civile sulle modalit&agrave; con cui la comunit&agrave; internazionale intende combattere la povert&agrave;, e su come gli stessi MDG sono stati formulati. <\/p>\n<p>&rdquo;Riteniamo che raggiungere gli MDG non baster&agrave; a sradicare la povert&agrave;, la cui origine non &egrave; economica, ma politica e ideologica. Metteremo fine alla povert&agrave; quando i poveri saranno riconosciuti come persone con dei diritti&rdquo;, ha dichiarato Alberto Yepes, coordinatore della campagna &ldquo;No Excuses 2015: Colombia Without Poverty&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;attivista rappresenta anche l&rsquo;Appello mondiale all&rsquo;azione contro la povert&agrave; (GCAP, Global Call to Action against Poverty), un&rsquo;alleanza globale di organizzazioni non governative e movimenti sociali che chiede ai leader mondiali il rispetto degli impegni presi in tema di giustizia commerciale, maggiori aiuti e di migliore qualit&agrave;, e la cancellazione totale del debito. Pretende inoltre trasparenza e affidabilit&agrave; da parte di tutti i governi nei loro programmi per eliminare la povert&agrave; e raggiungere gli MDG. <\/p>\n<p>&rdquo;Gli MDG non mettono in dubbio i modelli di sviluppo basati sul mercato e sul profitto&rdquo;, sostiene Yepes. &ldquo;La riduzione della povert&agrave; non si ottiene solo aumentando il prodotto interno lordo&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;La stampa evidenzia i risultati importanti nella crescita delle esportazioni e degli investimenti esteri, ma il fatto che le disuguaglianze permangano, o siano peggiorate, non fa notizia&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Pochi grandi giornalisti hanno approfondito i temi della povert&agrave; e della emarginazione, ma non sono stati in molti a seguirne l&rsquo;esempio. <\/p>\n<p>Jimmy Breslin, esponente centrale del &ldquo;new journalism&rdquo; negli Stati Uniti, ha pubblicato nel 2002 il libro &ldquo;The Short Sweet Dream of Eduardo Guti&eacute;rrez&rdquo;, la storia di un giovane migrante messicano che ha attraversato il confine Usa &ndash; Messico a piedi inseguendo l&rsquo;&ldquo;american dream&rdquo;. <\/p>\n<p>Guti&eacute;rrez &egrave; morto per un incidente in un cantiere edile nella citt&agrave; di New York. Breslin ha ripercorso il difficile viaggio di questo diciottenne partito dal suo villaggio di San Mat&iacute;as, in Messico, per fare il muratore a New York. <\/p>\n<p>Attraverso la storia di Guti&eacute;rrez, Breslin fornisce un resoconto dello sfruttamento subito negli Stati Uniti dai lavoratori latino-americani privi di documenti. <\/p>\n<p>Un altro giornalista noto a livello internazionale, il polacco Ryszard Kapuscinski, scrive su guerra, povert&agrave; estrema e corruzione. Tuttavia, per farlo non si rivolge a funzionari di governo, esperti, Ong o capi militari, ma alla gente che subisce sulla propria pelle gli effetti di quei fenomeni.    Kapuscinski insiste sul fatto che i giornalisti debbano imparare ad essere umili e a parlare dei problemi con la gente. <\/p>\n<p>Secondo Rey, invece, sono gli economisti le fonti che i giornalisti di El Tempo consultano principalmente. Il suo studio sostiene che il 95 per cento della scarna copertura giornalistica su questioni legate alla povert&agrave; si sofferma sul lato economico del problema. <\/p>\n<p>Un giornalista non deve essere Breslin o Kapuscinski per offrire pezzi di qualit&agrave; su questioni come povert&agrave;, ambiente o diritti umani. <\/p>\n<p>Prima di tutto &egrave; necessario sapere cos&rsquo;&egrave; la povert&agrave;, e l&rsquo;economista Alfredo Sarmiento, direttore del Programma nazionale dei diritti umani (PNDH) della Colombia, lo ha spiegato durante il seminario. <\/p>\n<p>Sarmiento ha riassunto le definizioni di povert&agrave; date da Adam Smith e Thomas Malthus, che la descrivono in relazione alla crescita economica e allo sviluppo. Tuttavia, ha detto ai giornalisti presenti, &ldquo;la povert&agrave; non &egrave; solo un   problema di reddito, e non dovrebbe essere misurata come tale&rdquo;.<\/p>\n<p>Alcuni enti internazionali, ha proseguito, definiscono la povert&agrave; come fortemente legata al reddito, per proiettare un&rsquo;immagine di successo della lotta al problema.<\/p>\n<p>Invece, prosegue Sarmiento, la povert&agrave; &egrave; legata alle concezioni culturali e alle possibilit&agrave; materiali di una specifica societ&agrave; in una data era. &Egrave; una misura multidimensionale, e include la negazione dei diritti sociali, economici e politici, come ha sottolineato l&rsquo;economista e premio Nobel indiano Amartya Sen.<\/p>\n<p>Questa corrente di pensiero ha preso forma nell&rsquo;Indice di sviluppo umano dell&rsquo;UNDP, il primo tentativo di racchiudere queste diverse dimensioni, prendendo in considerazione le aspettative di vita, il livello di istruzione e il reddito.<\/p>\n<p>Sarmiento ha inoltre menzionato l&rsquo;Indice delle condizioni di vita adottato in Colombia, che definisce la povert&agrave; come il mancato raggiungimento di &ldquo;condizioni socialmente desiderabili e materialmente possibili&rdquo;. <\/p>\n<p>&rdquo;Il livello di povert&agrave; non pu&ograve; essere determinato semplicemente sulla base di reddito o propriet&agrave; inferiori&rdquo;, sostiene l&rsquo;economista. &ldquo;La definizione deve tener conto anche del soggetto come vittima di deprivazione o esclusione sociale inaccettabili&rdquo;. <\/p>\n<p>Egli ha citato l&rsquo;ex presidente sudafricano Nelson Mandela: &ldquo;Come la schiavit&ugrave; e l&rsquo;apartheid, la povert&agrave; non esiste in natura. Essa &egrave; creata dall&rsquo;uomo e pu&ograve; essere superata e sradicata solo attraverso le scelte degli esseri umani&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Sarmento, la povert&agrave; &egrave; inoltre l&rsquo;espressione di un ordine economico ingiusto, basato su rapporti commerciali che favoriscono i paesi ricchi. <\/p>\n<p>Egli evidenzia che, mentre il budget per la difesa globale ammonta a 800 miliardi di dollari all&rsquo;anno, per sfamare i bambini affamati nel mondo sarebbero necessari solo 16 miliardi. <\/p>\n<p>&rdquo;Queste ingiustizie dovrebbero fare notizia&rdquo;, prosegue Sarmiento. &ldquo;Bisognerebbe dire che lo sviluppo nazionale non favorisce le regioni povere, e che i prestiti bancari, la propriet&agrave; e la sicurezza sociale non sono imparziali&rdquo;. <\/p>\n<p>&rdquo;In altre parole, bisognerebbe riferire che non c&rsquo;&egrave; uno sviluppo economico etico, perch&eacute; i poveri sono esclusi dalla crescita&rdquo;.<\/p>\n<p>L&#039;inclusione di questi problemi nelle agende dei media dovrebbe essere parte del processo formativo di giornalisti e redattori. <\/p>\n<p>&rdquo;I media hanno speso molte energie a ridisegnare la propria veste grafica, ma non hanno pensato a ridisegnare i loro contenuti. L&rsquo;informazione &egrave; esclusivamente reattiva&rdquo;, ha dichiarato Rey. <\/p>\n<p>&rdquo;Non &egrave; etico ignorare le grandi questioni di povert&agrave; e disuguaglianza, e noi lo abbiamo capito&rdquo;, ha detto, citando poi l&rsquo;autore colombiano e premio Nobel per la letteratura Gabriel Garc&iacute;a M&aacute;rquez: &ldquo;Il giornalismo ha dimenticato il mondo&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BOGOTA, 30 Giugno 2006 (IPS) &#8211; La lotta contro la povert&agrave;, che chiede uno sforzo in diverse direzioni per contrastare fame, ingiustizia ed emarginazione sociale, &egrave; un problema urgente in America Latina. 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