{"id":573,"date":"2006-06-27T14:35:25","date_gmt":"2006-06-27T14:35:25","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/06\/27\/uruguay-in-prima-linea-per-gli-obiettivi-del-millennio\/"},"modified":"2006-06-27T14:35:25","modified_gmt":"2006-06-27T14:35:25","slug":"uruguay-in-prima-linea-per-gli-obiettivi-del-millennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/06\/27\/uruguay-in-prima-linea-per-gli-obiettivi-del-millennio\/","title":{"rendered":"URUGUAY: In prima linea per gli obiettivi del millennio"},"content":{"rendered":"<p>MONTEVIDEO, 27 Giugno 2006 (IPS) &#8211; Parallelamente agli incontri e agli sforzi di governi e agenzie<br \/>\ninternazionali per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del<br \/>\nmillennio delle Nazioni Unite, anonimi eroi di diverse regioni dell&rsquo;Uruguay<br \/>\nsono quotidianamente in prima linea nella lotta contro la povert&agrave;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Non partecipano generalmente a seminari o conferenze, e spesso non hanno nessun appoggio ufficiale. Sono solo persone che fanno ci&ograve; che possono per far fronte ai problemi sociali, dedicando il loro tempo e le loro energie per trovare soluzioni che possano fare la differenza.<\/p>\n<p>Ma per una volta, il ruolo delle comunit&agrave; locali nel raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs) &egrave; stato messo in luce in un incontro internazionale su &ldquo;Cooperazione e sviluppo in Uruguay: la sfida dello sviluppo locale&rdquo;, organizzato dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) nella capitale uruguayana.<\/p>\n<p>Gli MDGs, adottati dall&rsquo;Assemblea generale dell&rsquo;Onu nel 2000, puntano a dimezzare l&rsquo;estrema povert&agrave; e la fame, raggiungere l&rsquo;educazione universale primaria, promuovere la parit&agrave; di genere e l&rsquo;empowerment femminile, ridurre di tre quarti la mortalit&agrave; materna e di due terzi quella infantile, e combattere Aids\/Hiv, malaria e altre malattie. Il 2015 &egrave; la scadenza fissata per il raggiungimento degli obiettivi specifici, a partire dalla data di riferimento del 1990.<\/p>\n<p>&ldquo;Le comunit&agrave; locali sono il luogo in cui le strategie per combattere la povert&agrave; si concretizzano, mediante l&rsquo;azione concertata di diverse agenzie multilaterali e dei governi nazionali e municipali&rdquo;, ha detto Pablo Mandeville, rappresentante nazionale dell&rsquo;UNDP in Uruguay.<\/p>\n<p>Una delle persone in prima linea nella lotta alla povert&agrave; &egrave; Mar&iacute;a Elena Curbelo, un medico che lavora come volontaria a Las L&aacute;minas, una baraccopoli alla periferia della citt&agrave; uruguayana settentrionale di Bella Uni&oacute;n.<\/p>\n<p>Questo slum abitato da 180 famiglie, &egrave; da molti considerato l&rsquo;apice della povert&agrave;, in questo paese di 3,3 milioni di persone che nel 2002 ha visto crollare la propria economia, dopo tre anni di recessione. Il colpo finale &egrave; arrivato con la crisi finanziaria della fine del 2001 che ha scosso la vicina Argentina, da cui l&rsquo;Uruguay dipende per un terzo del suo commercio.<\/p>\n<p>Grazie agli sforzi di Curbelo e di altre dodici persone che hanno lavorato con lei, a Las L&aacute;minas si &egrave; raggiunta una significativa riduzione della mortalit&agrave; infantile, indipendentemente da ogni organizzazione locale o autorit&agrave; ufficiale.<\/p>\n<p>L&rsquo;Uruguay, che ha tradizionalmente un forte stato sociale, si &egrave; allarmato quando, nel 2003, sono venute alla luce le condizioni di povert&agrave; estrema del quartiere di Bella Uni&oacute;n, a seguito dell&rsquo;esplosione di un&rsquo;epidemia di epatite. I media si sono improvvisamente interessati al flagello delle persone che vivono in questa periferia della citt&agrave;, situata a 615 chilometri a nord della capitale e a pochi passi dal confine brasiliano.<\/p>\n<p>Allora, il tasso di mortalit&agrave; infantile di Bella Uni&oacute;n era di 55 ogni 1000 nati vivi, rispetto al tasso nazionale di 15 ogni 1000. E il peso medio dei bambini in quel quartiere raggiunse quello dei bambini di alcuni paesi africani.<\/p>\n<p>L&rsquo;attenzione dei media sulla situazione della zona non suscit&ograve; nessuna particolare reazione del governo uruguayano dell&rsquo;epoca, guidato dal conservatore Jorge Batlle (2000-2005), ma la societ&agrave; civile reag&igrave; con forza. La citt&agrave; fu presto sommersa di donazioni, provenienti da sindacati, scuole e famiglie sparse in tutto il paese.<\/p>\n<p>La comunit&agrave; di Las L&aacute;minas us&ograve; le donazioni per organizzare la consegna regolare di ceste di cibo, per un anno, nelle case dei bambini pi&ugrave; denutriti. Grazie all&rsquo;iniziativa, la mortalit&agrave; infantile &egrave; scesa a 17 su  1000 nati vivi.<\/p>\n<p>Il secondo degli otto Obiettivi del millennio punta ad &ldquo;assicurare che tutti i ragazzi e ragazze completino l&rsquo;intero ciclo dell&rsquo;istruzione primaria&rdquo;, ma in molte parti del Sud in via di sviluppo ci&ograve; &egrave; reso impossibile dagli alti tassi di povert&agrave;.<\/p>\n<p>Il novanta per cento dei bambini di Las L&aacute;minas sono o sono stati denutriti; il 99 per cento soffre di anemia e pi&ugrave; del 90 per cento abbandona la scuola.<\/p>\n<p>&ldquo;Il problema &egrave; che i bambini che sono denutriti prima dei due anni di et&agrave;, subiscono danni irreversibili nella crescita e una deficienza nello sviluppo cerebrale, che non possono recuperare. Quando raggiungono i tre anni, &egrave; gi&agrave; troppo tardi. Anche se vanno a scuola, continueranno a fallire&rdquo;, ha spiegato Curbelo all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>Per rispondere al problema, la comunit&agrave; di Las L&aacute;minas ha aperto lo scorso gennaio un centro di soccorso per l&rsquo;infanzia, che si occupa di 25 bambini in et&agrave; prescolare nati prematuri o sottopeso fornendo loro fisioterapia, cibo e medicine.<\/p>\n<p>Il centro &egrave; stato istituito grazie alle donazioni raccolte attraverso un programma televisivo locale. Le medicine sono state donate da un ospedale locale, e il lavoro di infermieri e dottori, tra cui Curbelo, &egrave; totalmente volontario.<\/p>\n<p>Un altro MDG &egrave; volto a &ldquo;ridurre di tre quarti il tasso di mortalit&agrave; materna&rdquo;.<\/p>\n<p>La settimana scorsa, gli abitanti di Las L&aacute;minas hanno inaugurato una clinica, insieme al ministero della sanit&agrave;, grazie ai fondi donati da uruguayani residenti all&rsquo;estero. Sar&agrave; disponibile tra breve un servizio di ginecologia per le numerosissime ragazze madri del quartiere. Ed &egrave; prevista una serie di colloqui per fornire informazioni sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate.<\/p>\n<p>L&rsquo;obiettivo numero 11 degli MDGs parla di &ldquo;raggiungere un miglioramento sostanziale nella vita di almeno 100 milioni di abitanti delle baraccopoli, entro il 2020&rdquo;.<\/p>\n<p>A Las L&aacute;minas, ha detto Curbelo, gli alloggi e l&rsquo;accesso ad acqua e elettricit&agrave; sono ancora problemi gravi: &ldquo;Il governo si &egrave; offerto di trasferire i residenti, ma loro vogliono continuare a vivere qui&rdquo;.<\/p>\n<p>Un totale di 153.000 uruguayani vive in 412 insediamenti irregolari, di cui 300 si trovano alla periferia di Montevideo, secondo gli ultimi dati dell&rsquo;Istituto nazionale di statistica risalenti al 1998.<\/p>\n<p>Ci sono poi altri esempi di sforzi individuali nella lotta contro la povert&agrave; del paese, come l&rsquo;esperienza di autogestione della cooperativa che vive e lavora nella &ldquo;Comunit&agrave; del Sud&rdquo;, fondata nel 1955.<\/p>\n<p>Un gruppo di sei famiglie possiede collettivamente 17 ettari di terreno alla periferia di Montevideo; coltivano la terra e vendono le eccedenze, riservando i profitti per la stessa comunit&agrave;.<\/p>\n<p>Il problema degli alloggi lo hanno risolto da soli, grazie alla solidariet&agrave; reciproca, costruendo le loro case con legno, fango e paglia, ha spiegato all&rsquo;IPS Rub&eacute;n Prieto, un membro della comunit&agrave;.<\/p>\n<p>Il lavoro viene diviso tra i diversi componenti della cooperativa: alcuni si occupano di cucina e pulizie, altri della produzione agricola, altri ancora dell&rsquo;educazione dei bambini in et&agrave; prescolare e della formazione dei giovani nel lavoro dei campi.<\/p>\n<p>Secondo Prieto, la maggiore sfida nella lotta contro la povert&agrave; &egrave; riuscire a cambiare la mentalit&agrave; della gente.<\/p>\n<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; bisogno di una trasformazione personale, per essere in grado di auto-sostenersi e di creare relazioni di solidariet&agrave;, in una societ&agrave; dove ci insegnano che ognuno deve battersi per i propri interessi. &Egrave; necessaria una visione pi&ugrave; cooperativa e una sensibilit&agrave; speciale.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MONTEVIDEO, 27 Giugno 2006 (IPS) &#8211; Parallelamente agli incontri e agli sforzi di governi e agenzie internazionali per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite, anonimi eroi di diverse regioni dell&rsquo;Uruguay sono quotidianamente in prima linea&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/06\/27\/uruguay-in-prima-linea-per-gli-obiettivi-del-millennio\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,5,11,13,15,19,1,27,25,33,34],"tags":[],"class_list":["post-573","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-america-latina","category-columnas","category-cooperazione","category-diritti-umani","category-educazione","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione","category-salute"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=573"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}