{"id":568,"date":"2006-06-14T18:25:48","date_gmt":"2006-06-14T18:25:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/06\/14\/sviluppo-costa-davorio-tagliata-lacqua-nella-zona-in-mano-ai-ribelli\/"},"modified":"2006-06-14T18:25:48","modified_gmt":"2006-06-14T18:25:48","slug":"sviluppo-costa-davorio-tagliata-lacqua-nella-zona-in-mano-ai-ribelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/06\/14\/sviluppo-costa-davorio-tagliata-lacqua-nella-zona-in-mano-ai-ribelli\/","title":{"rendered":"SVILUPPO &#8211; COSTA D&#8217;AVORIO: Tagliata l&#8217;acqua nella zona in mano ai ribelli"},"content":{"rendered":"<p>BOUAKE, 15 Giugno 2006 (IPS) &#8211; A casa di Namizata Timite, in questa cittadina al centro della Costa d&rsquo;Avorio, il rubinetto &egrave; asciutto da due mesi. Non ci sono scorte d&rsquo;acqua potabile n&eacute; per bere, n&eacute; per cucinare.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Per questo motivo, tutti i giorni prima dell&rsquo;alba, Timite e le sue figlie camminano quasi per un chilometro con dei secchi in equilibrio sul capo per raccogliere l&rsquo;acqua da un pozzo vicino alla loro citt&agrave;, quartier generale di Forces Nouvelles, il gruppo ribelle che controlla la zona settentrionale di questo paese produttore di cocco. <\/p>\n<p>La Costa d&rsquo;Avorio &egrave; divisa in due da circa quattro anni. La crisi &egrave; scoppiata il 19 settembre 2002, dopo un colpo di stato fallito. Gli insorti hanno preso le armi per combattere presunte discriminazioni contro gli abitanti del nord, e da quel momento hanno occupato la parte settentrionale del paese. <\/p>\n<p>Timite, proprietaria di un ristorante in un quartiere proletario di Bouake, noto come Dar-es-Salaam, per cucinare usa l&rsquo;acqua del pozzo. <\/p>\n<p>&rdquo;Quando porto l&rsquo;acqua dal pozzo, la lascio riposare un po&rsquo;, in modo che i germi e le foglie (di alberi e piante) si depositino. Poi la filtro, e la utilizzo. &Egrave; l&rsquo;unico modo per continuare a gestire il mio ristorante&rdquo;, ha raccontato all&rsquo;IPS. &ldquo;Rubinetti e serbatoi sono asciutti, non ho altra scelta&rdquo;.<\/p>\n<p>Da circa due mesi sono state tagliate le scorte d&rsquo;acqua nella zona dei ribelli. Secondo i funzionari della compagnia idrica, la gente del nord non paga le bollette dall&rsquo;inizio del conflitto, circa quattro anni fa.<\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;importo cumulativo dovuto nelle zone ribelli arriva a quasi sei miliardi di franchi CFA (circa 14 milioni di dollari). Le bollette sono state inviate dopo le trattative con i rappresentanti di Forces Nouvelles e sono per noi un mancato reddito&rdquo;, ha dichiarato Marcel Zady Kessi, presidente della compagnia nazionale che fornisce l&rsquo;acqua.<\/p>\n<p>&rdquo;Abbiamo bisogno di questi soldi per gestire gli impianti nelle varie citt&agrave; a nord e ovest del paese (controllate da Forces Nouvelles)&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>La carenza di acqua potabile inizia a costituire una minaccia sanitaria. In un rapporto settimanale dell&rsquo;Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), pubblicato a marzo, si legge: &ldquo;Dal 26 febbraio 2006, sono stati riportati casi di diarrea seguiti da vomito, soprattutto nella parte occidentale del paese, dovuti all&rsquo;acqua inquinata&rdquo;.<\/p>\n<p>In tutto, i casi registrati sono dodici, di cui tre donne e cinque bambini sotto i cinque anni. Non sono stati ancora segnalati decessi. <\/p>\n<p>Nel 2004, poco prima dell&rsquo;operazione militare in cui l&rsquo;esercito nazionale aveva tentato di riconquistare il nord del paese, all&rsquo;inizio del digiuno musulmano del Ramadan, le citt&agrave; controllate dai ribelli hanno subito per due settimane un blackout elettrico e un&rsquo;interruzione dell&rsquo;erogazione dell&rsquo;acqua. <\/p>\n<p>Il Fondo delle Nazioni Unite per l&rsquo;infanzia (UNICEF) ha chiesto alle autorit&agrave; di &ldquo;ripristinare immediatamente&rdquo; acqua ed elettricit&agrave; nel nord del paese. &ldquo;Senza questi servizi, la salute della popolazione &egrave; estremamente vulnerabile e pu&ograve; seriamente peggiorare in brevissimo tempo, forse anche pochi giorni&rdquo;, ha dichiarato Rima Salah, direttrice regionale dell&rsquo;UNICEF per l&rsquo;Africa occidentale e centrale.  <\/p>\n<p>&rdquo;Il mancato accesso all&rsquo;acqua potabile aumenta sensibilmente il rischio di contrarre malattie che si trasmettono tramite l&rsquo;acqua, come il colera e altre, che provocano la diarrea&rdquo;, ha osservato Salah. <\/p>\n<p>Tuttavia, gli analisti ritengono che la mancata erogazione dell&rsquo;acqua sia uno stratagemma del governo per esercitare pressione su Forces Nouvelles, perch&eacute; il gruppo abbandoni velocemente le armi e si risolva la crisi umanitaria nel nord del paese, nell&rsquo;impossibilit&agrave; di raggiungere un accordo. I ribelli sono sollecitati anche dagli abitanti che si trovano sotto il loro controllo, ai quali manca l&rsquo;acqua potabile. <\/p>\n<p>&rdquo;Bisogna innanzitutto togliere loro tutti i servizi, a cominciare dall&rsquo;acqua, e far s&igrave; che i ribelli si arrendano il pi&ugrave; rapidamente possibile&rdquo;, riportava all&rsquo;inizio del mese Soir-Info, quotidiano della Costa d&rsquo;Avorio. <\/p>\n<p>La compagnia nazionale di distribuzione di acqua ed elettricit&agrave;, CIE-SODECI, appartiene al potente gruppo francese Bouygues, il cui contratto sarebbe dovuto scadere nel dicembre 2005. Secondo gli analisti di Abidjan, snodo commerciale della Costa d&rsquo;Avorio, il governo del presidente Laurent Gbagbo aveva in un primo momento rifiutato di rinnovare il contratto, preferendo cedere la concessione a un gruppo sudafricano. <\/p>\n<p>Gli analisti ritengono che Parigi stia cercando di approfittare della rivolta nel nord del paese per esercitare pressione sul governo della Costa d&rsquo;Avorio circa il rinnovo del contratto. <\/p>\n<p>Gerard Dago Lezou, professore di filosofia all&rsquo;Universit&agrave; di Cocody-Abidjan, considera un errore politicizzare il dibattito. &ldquo;Parliamo di una compagnia privata che ha funzionato come ente umanitario per quattro anni, fornendo gratuitamente acqua ed elettricit&agrave;. Oggi chiede ci&ograve; che le spetta. Vogliamo pagare questo conto, o preferiamo che continui ad operare in perdita?&rdquo;, chiede Lezou. <\/p>\n<p>Per ridurre la crisi idrica, i funzionari pubblici delle citt&agrave; settentrionali hanno in programma dei fori di sonda nei loro villaggi. &ldquo;Abbiamo chiesto che venga fatto uno studio per rifornirci di acqua pulita&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS N&#039;Golo Coulibaly, capo del consiglio della citt&agrave; settentrionale di Korhogo. <\/p>\n<p>&rdquo;Saranno effettuati al pi&ugrave; presto 215 fori di sonda con l&rsquo;aiuto di organizzazioni non governative e della Banca islamica per lo sviluppo&rdquo;, ha aggiunto l&rsquo;amministratore locale. <\/p>\n<p>Tuttavia, le popolazioni urbane sotto il controllo di Forces Nouvelles dicono di essere &ldquo;arrivate al limite&rdquo;, e preferiscono trattare con la compagnia idrica. <\/p>\n<p>Sidiki Konate, portavoce di Forces Nouvelles, ha dichiarato a una radio locale che all&rsquo;inizio del mese &egrave; stata ripristinata l&rsquo;acqua potabile per parte della popolazione. Il motore del sistema per il trattamento dell&rsquo;acqua &egrave; stato riparato, su richiesta del governo. Ma c&rsquo;&egrave; ancora molto da fare per assicurare un buon rifornimento idrico alla popolazione del nord.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BOUAKE, 15 Giugno 2006 (IPS) &#8211; A casa di Namizata Timite, in questa cittadina al centro della Costa d&rsquo;Avorio, il rubinetto &egrave; asciutto da due mesi. 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