{"id":553,"date":"2006-05-12T11:13:38","date_gmt":"2006-05-12T11:13:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/05\/12\/forum-sociale-europeo-un-cocktail-di-rabbia\/"},"modified":"2006-05-12T11:13:38","modified_gmt":"2006-05-12T11:13:38","slug":"forum-sociale-europeo-un-cocktail-di-rabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/05\/12\/forum-sociale-europeo-un-cocktail-di-rabbia\/","title":{"rendered":"FORUM SOCIALE EUROPEO: Un cocktail di rabbia"},"content":{"rendered":"<p>ATENE, 12 Maggio 2006 (IPS) &#8211; Sabato scorso la rabbia ha invaso le strade di Atene, sede del Forum sociale europeo. Da una parte, i dimostranti no-global hanno attaccato la polizia e preso di mira le multinazionali, dall&rsquo;altra alcuni gruppi locali protestavano contro le ingiustizie verso i migranti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Le diverse proteste sono confluite al Forum sociale europeo (FSE), i cui partecipanti hanno organizzato una manifestazione per le strade della capitale greca sabato pomeriggio. La polizia aveva previsto disordini, ma &egrave; stata colta alla sprovvista.<\/p>\n<p>Folti gruppi di forze dell&rsquo;ordine hanno chiuso per tutto il pomeriggio il centro di Atene, e anche intorno alle sedi del governo e delle ambasciate di Stati Uniti e Gran Bretagna sono state attivate massicce misure di sicurezza.<\/p>\n<p>Si trattava di un piccolo gruppo che aveva partecipato alla manifestazione, presumibilmente anarchici. La polizia ha dichiarato in serata che due dei loro veicoli erano stati danneggiati da bombe molotov, e che lo stesso tipo di bombe avrebbe colpito anche l&rsquo;edificio della Citibank. <\/p>\n<p>Gli attacchi erano stati evidentemente preparati prima. Altri gruppi sono confluiti dalle vie laterali su Ermou street, la strada commerciale pi&ugrave; fashion di Atene, hanno attaccato i negozi, in particolare quelli delle catene multinazionali McDonald&rsquo;s e Lacoste, frantumando diverse vetrine lungo le strade della capitale.<\/p>\n<p>Gli anarchici no-global hanno puntato ai loro obiettivi consueti, ma la rabbia dei dimostranti &egrave; stata alimentata anche dalle politiche anti-immigrazione del governo, che hanno privato quasi un milione di persone, su una popolazione di 10 milioni, dei loro diritti e di uno status.<\/p>\n<p>La maggioranza dei migranti che vive in Grecia senza riconoscimento legale &egrave; composta da albanesi e pakistani, presenti in gran numero alla manifestazione di sabato scorso. <\/p>\n<p>&ldquo;Non abbiamo partecipato a nessun atto di violenza&rdquo;, ha detto un manifestante pakistano alla fine della marcia. &ldquo;Non sappiamo chi sia stato&rdquo;, ha aggiunto. Nessun altro pakistano del gruppo intervistato ha voluto parlare delle violenze.<\/p>\n<p>Secondo la legge greca &#8211; o piuttosto per la mancanza di una legge &#8211; quasi nessun migrante ha diritto alla cittadinanza, e neppure al permesso di residenza. I migranti sono diventati di fatto una forza lavoro vulnerabile e a basso costo, per impieghi che i greci non possono o vogliono svolgere.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;economia non funziona senza di noi&rdquo;, ha detto il giovane pakistano. &ldquo;Ma loro cosa ci danno? Niente&rdquo;.<\/p>\n<p>La questione dell&rsquo;illegalit&agrave; aspettava solo di poter esplodere al Forum sociale europeo.<\/p>\n<p> Secondo le cronache locali, la polizia ha arrestato Giusto Catania, membro del Parlamento europeo, Panayotis Lafanis, parlamentare della coalizione di sinistra Synaspismos, e l&rsquo;eminente avvocato per i diritti umani Ioanna Kourtovik, per aver condotto un gruppo di sostenitori del FSE in una stazione di polizia per protestare contro le condizioni disumane in cui versano gli immigrati clandestini.<\/p>\n<p>&Egrave; stato questo l&rsquo;argomento centrale del Forum. Diversi gruppi della societ&agrave; civile e di sinistra non direttamente impegnati sul problema immigrazione si sono uniti per sostenere le richieste dei gruppi di migranti, per chiedere giustizia per i migranti che hanno vissuto senza un riconoscimento legale per una intera generazione, e per le nuove generazioni cresciute senza uno status.<\/p>\n<p>L&rsquo;alta partecipazione di cittadini albanesi e pakistani tra i dimostranti ha dato vigore agli appelli per la giustizia, con lo slogan &ldquo;Un&rsquo;altra Europa &egrave; possibile&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo fare giustizia per i migranti, perch&eacute; nessun partito politico se ne sta occupando&rdquo;, ha detto una giovane manifestante, che portava un cartellone con la scritta: &ldquo;&Egrave; gi&agrave; troppo tardi; bisogna fare giustizia ora&rdquo;.<\/p>\n<p>Altri dimostranti sfilavano con manifesti contro il presidente Usa George W. Bush, mentre molti gridavano slogan contro la guerra in Iraq.<\/p>\n<p>Il sentimento di protesta contro la guerra ha trovato sostegno spontaneo tra i gruppi musulmani di pakistani e albanesi presenti alla manifestazione. Alcuni partecipanti hanno lanciato pietre contro l&rsquo;ambasciata britannica nel centro di Atene.<\/p>\n<p>Il FSE sembra aver concentrato un cocktail di rabbia: in parte, contro i governi di Grecia, Stati Uniti e Gran Bretagna per la guerra in Iraq; in parte alimentata dalle tradizionali proteste contro la globalizzazione, cominciate con il G8 (le otto nazioni industrializzate: Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Russia e Giappone), e infine, per la negazione dei diritti dei migranti che vivono in Grecia. <\/p>\n<p>Ma questo ha segnato un cambiamento per il FSE, concepito da alcuni come un incontro tra persone che la pensano allo stesso modo per parlare di cose gi&agrave; decise. La forte mobilitazione emersa in questo FSE potrebbe voler dire che il movimento del forum sociale &egrave; pronto ad andare oltre le parole, e non solo attraverso le dimostrazioni degli anarchici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ATENE, 12 Maggio 2006 (IPS) &#8211; Sabato scorso la rabbia ha invaso le strade di Atene, sede del Forum sociale europeo. 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