{"id":53,"date":"2004-02-09T21:35:27","date_gmt":"2004-02-09T21:35:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=53"},"modified":"2017-10-28T21:36:54","modified_gmt":"2017-10-28T21:36:54","slug":"sviluppo-argentina-immondizia-da-leggere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/02\/09\/sviluppo-argentina-immondizia-da-leggere\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Argentina, immondizia da leggere"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 9 febbraio (IPS) &#8211; Niente \u00e8 come dovrebbe essere, nella piccola casa editrice diventata uno dei maggiori successi culturali del 2003 in Argentina. Il locale sa di aglio e cipolla, non ci sono soldi per la stampa ed \u00e8 lo stesso editor a ritagliare le copertine dei libri fatte con cartoni recuperati nella spazzatura <!--more-->Ma nonostante quella precariet\u00e0, Elo\u00edsa Cartonera (da un\u2019idea dell\u2019editor-scrittore Washington Cucurto) ha gi\u00e0 pubblicato pi\u00f9 di 35 titoli di autori di diversi paesi, vari di loro originali. Hanno venduto circa un migliaio di libri in Argentina e all\u2019estero dallo scorso agosto, mese di inaugurazione del locale, che all\u2019inizio veniva utilizzato anche per la vendita di legumi ed altri viveri.<\/p>\n<p>Le pagine sono fotocopie, legate a copertine ottenute dai cartoni in disuso dei magazzini dei supermercati, che prima le usavano per contenere vuoti di bottiglie d\u2019olio o champagne, scatole di biscotti, alimenti in latta o altra merce. <\/p>\n<p>La variet\u00e0 di materiale raccolto dai cartoneros (\u201craccoglitori di cartoni\u201d), come vengono chiamati in Argentina coloro che frugano nei recipienti dei rifiuti per strada, e che danno il nome alla casa editrice, fa s\u00ec che ogni esemplare sia unico. Cos\u00ec il cliente pu\u00f2 scegliere la copertina che preferisce per uno stesso testo.<\/p>\n<p>Dopo aver consultato i propri lettori, il supplemento culturale del quotidiano locale P\u00e1gina 12, lo lanci\u00f2 come \u201cevento culturale dell\u2019anno\u201d nel 2003; e sono stati anche votati alcuni libri della casa editrice nella categoria \u201crivelazioni\u201d o \u201clibri ingiustamente ignorati\u201d. A tal punto che l\u2019inserto culturale del Clar\u00edn, il quotidiano di maggiore circolazione nel paese, ha definito l\u2019impresa della Elo\u00edsa Cartonera un \u201cboom editoriale\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 una casa editrice alternativa, piccola, una specie di altra via attraverso cui diffondere autori giovani, \u201csconosciuti\u201d, ha spiegato all\u2019IPS Washington Cucurto, in realt\u00e0 pseudonimo di Santiago Vega.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, la piccola impresa ha anche ottenuto che alcuni scrittori consacrati le cedessero racconti originali, diventati i suoi maggiori successi di vendita. Tra questi, gli illustri autori argentini Ricardo Piglia, C\u00e9sar Aira e Rodolfo Enrique Fogwill, pi\u00f9 noto solo per il cognome.<\/p>\n<p>Anche la famiglia del poeta brasiliano Haroldo de Campos (1929-2003) ha autorizzato la pubblicazione con Elo\u00edsa Cartonera di un libro postumo dell\u2019autore, ancora inedito in Brasile. Si tratta de \u201cEl \u00e1ngel izquierdo de la poes\u00eda\u201d (\u201cL\u2019angelo mancino della poesia\u201d), venduto in due volumi.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, Cucurto ha ottenuto l\u2019autorizzazione in Cile per lanciare gran parte dell\u2019opera dello scrittore cileno Enrique Lihn (1929-1988), che \u00e8 esaurito e non \u00e8 ancora stata fatta una seconda edizione.<\/p>\n<p>In Cile, come anche in Uruguay, i libri di Elo\u00edsa Cartonera si trovano gi\u00e0 nelle librerie, anche se un po\u2019 pi\u00f9 cari che nel locale del popoloso quartiere di Almagro, a Buenos Aires.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche qualcosa del peruviano Oswaldo Reynoso, che viene pubblicato senza permesso. \u201cNon sappiamo se \u00e8 in vita, non lo troviamo da nessuna parte. Ma va bene cos\u00ec\u201d, si giustifica Cucurto riferendosi al rinomato autore che vive a Lima.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 nata paradossalmente come conseguenza della violenta crisi economica e sociale che ha portato il paese alla rovina nel dicembre 2001, e la successiva rinuncia al governo di Fernando de la R\u00faa, appena a met\u00e0 del suo mandato iniziato nel 1999.<\/p>\n<p>La svalutazione del peso argentino nei confronti del dollaro che ne \u00e8 seguita ha reso impossibile importare carta dal Brasile o stampare in Cile, come facevano le case editrici negli anni \u201990, quando un peso della moneta locale equivaleva a un dollaro.<\/p>\n<p>La crisi non ha solo divorato alcune piccole case editrici, ma ha anche provocato un forte incremento di povert\u00e0 e disoccupazione, favorendo la presenza dei cartoneros per le strade delle grandi citt\u00e0 del paese, che raccolgono cartoni, carta e altri oggetti che abbiano un qualche valore per la loro precaria sussistenza.<\/p>\n<p>I fratelli Ramos, David di 20 anni e Alberto di 27, sono cartoneros che sono riusciti a specializzarsi nella fabbricazione di libri e hanno lasciato la strada per lavorare tutti i giorni nel laboratorio di Elo\u00edsa.<\/p>\n<p>Un altro aspetto curato dalla casa editrice \u00e8 il pagamento del prodotto acquistato da chi fruga nella spazzatura, che oggi ha un valore di oltre sette volte superiore a ci\u00f2 che si ottiene in altri posti.<\/p>\n<p>Il locale che utilizzano \u00e8 stato ceduto da Fernanda Laguna, un\u2019artista di arti plastiche e socia della casa editrice. Per attirare i vicini, all\u2019inizio si vendevano patate, cipolle, aglio e uova, ma poich\u00e9 con Elo\u00edsa Cartonera niente \u00e8 come ci si aspetta che sia, l\u2019impresa non ha funzionato, e oggi rimane ancora un po\u2019 d\u2019aglio e molti libri.<\/p>\n<p>Cucurto \u00e8 in piedi davanti ad una tavola larga poco pi\u00f9 di un metro, che funziona da tavolo di lavoro, sorretta da due cavalletti. Soffocato da un calore intenso, ritaglia le copertine mentre parla con IPS. Non pu\u00f2 perdere tempo perch\u00e9 ha appena ricevuto un\u2019ordinazione di 300 esemplari da distribuire nelle librerie.<\/p>\n<p>\u201cSoltanto di Aira, Piglia e il poeta Fabi\u00e1n Casas abbiamo venduto 800 libri\u201d, ha segnalato Cucurto, autore di \u201cCosa de negros\u201d (\u201cRoba da neri\u201d) e \u201cCuando me muera quiero que me toquen cumbia\u201d (\u201cQuando morir\u00f2 voglio che mi suonino la cumbia\u201d), due libri pubblicati da una casa editrice della concorrenza. \u201cSono libri cari\u201d, dice, sdegnando quelli che produce lui. <\/p>\n<p>L\u2019\u201cimmagine\u201d della casa editrice \u00e8 di competenza di Fabi\u00e1n Barilaro, un altro dei soci dell\u2019impresa, che ha altri quattro impiegati, tra cui i fratelli Ramos, e una decina di fornitori di cartoni per le copertine.<\/p>\n<p>La conversazione con Cucurto si interrompe quando entra nel locale Casas, uno degli autori di maggiore successo del momento e con diversi premi letterari alle spalle. \u201cSono qui per cercare alcuni libri da regalare, perch\u00e9 parto per C\u00f3rdoba\u201d, racconta mentre sceglie alcuni testi. Appare molto soddisfatto del progetto.<\/p>\n<p>\u201cNon credo che in Argentina ci siano molti scrittori capaci di vivere dei diritti d\u2019autore o di ci\u00f2 che pubblicano. Io vivo grazie al giornalismo e ad alcuni premi, quando li ho vinti, ma la mia soddisfazione \u00e8 nello scrivere, pubblicare, e che si legga ci\u00f2 che scrivo\u201d, ha dichiarato Casas all\u2019IPS.<\/p>\n<p>In tal senso, Elo\u00edsa Cartonera si sta rivelando un veicolo molto efficace per rendere popolare la sua opera, in particolare la poesia e alcuni racconti. \u201cMolti giovani vengono a comprarla, e poi mi mandano delle e-mail\u201d, assicura l\u2019autore, che tra i suoi premi vanta quello della cubana Casa de las Am\u00e9ricas.<\/p>\n<p>Anche Aira va spesso a comprare, mentre Piglia manda i suoi amici, che poi gli spediscono gli esemplari negli Stati Uniti, dove risiede.<\/p>\n<p>Da parte sua, Barilaro ha spiegato che \u201cgli obiettivi del progetto sono, oltre a diffondere la letteratura, dare lavoro alla gente, stimolare la voglia di fare, poter contribuire affinch\u00e9 i ragazzi cartoneros si rendano conto che possono fare qualcosa di pi\u00f9 che raccogliere cartone, dal momento che l\u2019educazione statale \u00e8 assente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo bisogno che il progetto funzioni commercialmente per poter continuare a fare libri, giacch\u00e9 non riceviamo nessun sussidio o credito, per cui se non si vende non si pu\u00f2 neanche produrre\u201d, ha aggiunto.<\/p>\n<p>\u201cVendiamo a prezzi bassi cos\u00ec che i libri possano circolare, vengano letti e all\u2019impresa tornino indietro i soldi. Nella nostra politica il prezzo basso \u00e8 fondamentale\u201d, ha annunciato con enfasi Barilaro all\u2019IPS.<\/p>\n<p>Per il momento, la casa editrice non ha guadagni, e vendendo ad una media di 1,3 dollari per libro riesce soltanto a coprire le spese, gli investimenti e i salari. <\/p>\n<p>Cucurto vive del suo salario da impiegato nella biblioteca comunale, situata nella vecchia casa dove visse il poeta Evaristo Carriego, oggi trasformata in museo. Ma il suo sogno \u00e8 che il progetto cresca.<\/p>\n<p>\u201cNon so dove andr\u00e0 a finire perch\u00e9 \u00e8 appena cominciato. Potrebbe essere un\u2019associazione civile, potrebbe essere acquisito dallo Stato, se si decidesse a competere con le case editrici, dando impiego ai cartoneros. Per adesso \u00e8 un progetto sociale, comunitario, che ha la cultura come asse portante\u201d, ha affermato Cucurto.<\/p>\n<p>Se riuscisse a sviluppare l\u2019idea originaria, gli piacerebbe che fossero gli stessi cartoneros a vendere i libri in un circuito alternativo di punti vendita per strada, e fare una campagna di alfabetizzazione con i libri pubblicati dalla casa editrice. Non disdegnerebbe neanche di lanciare libri scolastici o di cucina, se dovesse servire.<\/p>\n<p>\u201cPotremmo insegnare una professione ai cartoneros, formarli perch\u00e9 conoscano gli autori con cui lavoriamo\u2026.. Insomma, per ora ci\u00f2 che facciamo \u00e8 solo prendere qualcosa dalla spazzatura, ci\u00f2 che sta per strada e cui nessuno d\u00e0 valore, e rivalutarlo trasformando l\u2019immondizia in libri\u201d, conclude Cucurto.(FINE\/2004) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 9 febbraio (IPS) &#8211; Niente \u00e8 come dovrebbe essere, nella piccola casa editrice diventata uno dei maggiori successi culturali del 2003 in Argentina. 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