{"id":509,"date":"2006-03-01T17:07:23","date_gmt":"2006-03-01T17:07:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/03\/01\/sviluppo-argentina-il-nord-dimenticato\/"},"modified":"2006-03-01T17:07:23","modified_gmt":"2006-03-01T17:07:23","slug":"sviluppo-argentina-il-nord-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/03\/01\/sviluppo-argentina-il-nord-dimenticato\/","title":{"rendered":"SVILUPPO-ARGENTINA: Il nord dimenticato"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 1 marzo 2006 (IPS) &#8211; Povert&agrave; e disoccupazione perdono terreno in Argentina, e con loro retrocede anche la mortalit&agrave; infantile. Resistono per&ograve; al nord, in un&rsquo;area dove &egrave; mancato lo sviluppo, ma ecco le statistiche.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;Dopo la crisi del 2001, la ripresa non &egrave; stata equa in tutto il paese. Nel nord argentino continuano ad accumularsi difficolt&agrave; che vengono da lontano, e serve uno sforzo politico molto forte e sostenuto nel tempo&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Liliana De Riz, responsabile del team che ha elaborato il Rapporto sullo sviluppo umano 2005.<\/p>\n<p>Lo studio, promosso dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD) si intitola &ldquo;L&rsquo;Argentina dopo la crisi. Un periodo di opportunit&agrave;&rdquo; e comprende due capitoli. Il primo, &ldquo;I territori della sfida&rdquo;, allude alle nove province pi&ugrave; arretrate, del nord, che rappresentano la &ldquo;regione critica&rdquo;.<\/p>\n<p>A Jujuy, Salta, Catamarca, Tucum&aacute;n, Santiago del Estero, Chaco, Misiones, Formosa e Corrientes vivono 7,5 milioni di argentini, il 20,8 per cento della popolazione totale del paese. Nel 2004, la povert&agrave; colpiva pi&ugrave; del 60 per cento della popolazione della regione, contro il 44 per cento dei poveri sul totale nazionale.<\/p>\n<p>Le condizioni di vita sono migliorate rispetto all&rsquo;apice della crisi sociale ed economica, nel 2002, quando la percentuale di poveri ha raggiunto l&rsquo;80 per cento in alcune di queste province, come a Formosa, al confine col Paraguay. &ldquo;Ma serve molto di pi&ugrave;&rdquo;, ha detto De Riz.<\/p>\n<p>&ldquo;Il federalismo in Argentina non &egrave; cooperativo&rdquo;, ha lamentato l&rsquo;esperta riferendosi all&rsquo;assenza di politiche federali di promozione delle aree depresse. <\/p>\n<p>Cos&igrave; la mortalit&agrave; infantile si aggira intorno al 16 per mille sul piano nazionale, mentre nella regione critica arriva a 22 morti per ogni mille nati vivi; una cifra che raddoppia nella regione meridionale della Patagonia.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto nel nord, &ldquo;con gli indici pi&ugrave; bassi di sviluppo umano e con il maggiore ritardo relativo&rdquo;, vive il 26 per cento dei minori fino ai quattro anni d&rsquo;et&agrave;, un&rsquo;ipoteca molto pesante per il futuro.<\/p>\n<p>Nella regione critica, il tasso di analfabetismo &egrave; del doppio rispetto alla nazione e, per essere una zona col tasso pi&ugrave; basso di popolazione urbanizzata, l&rsquo;accesso alla salute, all&rsquo;educazione e ad un alloggio dignitoso &egrave; molto pi&ugrave; scarso che nel resto del paese.<\/p>\n<p>Perch&eacute; quest&rsquo;area non ha tratto beneficio dalla ripresa economica cominciata nel 2003 e che si riflette su una crescita annuale del prodotto interno lordo (PIL) del nove per cento?<\/p>\n<p>Le ragioni sono diverse e molte sono strutturali. La crisi ha solo accentuato un isolamento che gi&agrave; esisteva.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;attuale dinamica produttiva di questa regione non &egrave; sufficiente per il suo sviluppo&rdquo;, segnala il rapporto. Il nord contribuisce ad appena il 10 per cento del PIL del paese, e se si misura la produzione per persona, il totale al nord ammonta alla met&agrave; dell&rsquo;indicatore sul piano nazionale.<\/p>\n<p>L&rsquo;investimento destinato a questa zona &egrave; di appena il 10 per cento di ci&ograve; che viene mobilitato in tutto il paese, e la sua partecipazione al commercio con l&rsquo;estero &egrave; dell&rsquo;otto per cento (un terzo delle esportazioni &egrave; rappresentata dai minerali della provincia di Catamarca), concentrato in poche imprese.<\/p>\n<p>Secondo il dossier &ldquo;le opportunit&agrave; di lavoro fuori dall&rsquo;ambito pubblico sono minime&rdquo;. Per ogni 1,2 impiegati nel settore privato ce n&rsquo;&egrave; uno nel settore pubblico, mentre in tutta l&rsquo;Argentina il rapporto &egrave; di tre a uno.<\/p>\n<p>Un&rsquo;alta percentuale di capofamiglia poveri sopravvive con i sussidi del governo nazionale. Quando l&rsquo;attivit&agrave; economica ha cominciato a rivivere, molte di queste persone sono entrate nel mondo del lavoro. Ma, ancora una volta, questo processo registra cifre quasi nulle nella regione pi&ugrave; critica. Mentre oggi nel resto dell&rsquo;Argentina sono soprattutto le donne a percepire questi sussidi, nel nord sono uomini giovani.<\/p>\n<p>Visto che la regione &egrave; caratterizzata da strutture produttive piccole, gli eventuali avanzamenti nello sviluppo dipenderanno dalla capacit&agrave; di espansione attraverso la connessione tra imprese che oggi sono isolate, per mettere insieme fornitori di tecnologia, servizi di logistica e trasporti, osserva il rapporto del PNUD.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il governo nazionale, lo studio segnala che non c&rsquo;&egrave; nessun ministero con un&rsquo;area destinata allo sviluppo delle regioni. Questi strumenti sono &ldquo;dispersi&rdquo;, non articolati e agiscono con &ldquo;una forte discontinuit&agrave;&rdquo;, in funzione dei cambi di governo e di politica.<\/p>\n<p>&ldquo;Servono politiche pubbliche concertate e sostenute nel lungo periodo&rdquo;, suggerisce il documento, che indica alcune strade per sviluppare alternative produttive nei settori agroalimentare, del turismo, minerario e forestale. Per questo, si legge, sono necessari investimenti e formazione delle risorse umane,.<\/p>\n<p>Secondo De Riz, il modello migliore per aiutare il nord a superare il ristagno &egrave; quello delle &ldquo;reti industriali&rdquo;, che esistono negli Stati Uniti, in India, Messico, Spagna, Gran Bretagna, Tanzania e Brasile. Si tratta di una concentrazione di servizi e fornitori che offre alle imprese e ai suoi dipendenti il beneficio della sinergia.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;industrializzazione &lsquo;reticolare&rsquo; &egrave; lo sforzo di collaborazione di gruppi di comunit&agrave; e industrie che mettono insieme le loro conoscenze, esperienze e motivazioni per aumentare i vantaggi concorrenziali&rdquo;, spiega il dossier. <\/p>\n<p>Esistono aree potenziali per lo sviluppo, oggi isolate, soprattutto nel campo agricolo e dell&rsquo;allevamento. Catamarca potrebbe diversificare la sua produzione con il noce, la paprica e i prodotti biologici. Corrientes dovrebbe svilupparsi nell&rsquo;allevamento del pesce conosciuto come pacu e di specie ornamentali.<\/p>\n<p>A Jujuy, che confina con la Bolivia, si raccomanda l&rsquo;attenzione per il turismo rurale e storico e la coltivazione su larga scala di mango, palta (avocado), fico e miele, oltre all&rsquo;allevamento di camelidi (lama) e all&rsquo;elaborazione di formaggi che permetterebbe lo sviluppo di un&rsquo;industria casearia diversa da quella dei bovini, presente nel centro dell&rsquo;Argentina.<\/p>\n<p>&ldquo;La grande maggioranza di queste opportunit&agrave; produttive sono state sperimentate localmente, e molte hanno gi&agrave; esperienza sufficiente per avanzare verso una espansione basata su miglioramenti tecnologici, innovazione e maggiore qualit&agrave;&rdquo;, sottolinea il rapporto.<\/p>\n<p>Secondo De Riz, &ldquo;se si vogliono porre le basi per costruire un paese realmente integrato serve uno sforzo maggiore e continuo del governo nazionale, delle province e del settore privato&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 1 marzo 2006 (IPS) &#8211; Povert&agrave; e disoccupazione perdono terreno in Argentina, e con loro retrocede anche la mortalit&agrave; infantile. Resistono per&ograve; al nord, in un&rsquo;area dove &egrave; mancato lo sviluppo, ma ecco le statistiche.<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,5,11,16,1,27,25,33],"tags":[],"class_list":["post-509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-america-latina","category-columnas","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}