{"id":491,"date":"2006-02-07T19:34:45","date_gmt":"2006-02-07T19:34:45","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/02\/07\/ambiente-argentina-il-potere-della-raccolta-alternativa-dei-rifiuti\/"},"modified":"2006-02-07T19:34:45","modified_gmt":"2006-02-07T19:34:45","slug":"ambiente-argentina-il-potere-della-raccolta-alternativa-dei-rifiuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/02\/07\/ambiente-argentina-il-potere-della-raccolta-alternativa-dei-rifiuti\/","title":{"rendered":"AMBIENTE-ARGENTINA: Il potere della raccolta &quot;alternativa&quot; dei rifiuti"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 7 febbraio 2006 (IPS) &#8211; Nella capitale argentina i &#8220;Cartoneros&#8221; &#8211; impegnati nella raccolta non ufficiale di rifiuti &#8211; sono stati i pionieri del riciclaggio di rifiuti, grazie al quale hanno vinto la miseria. Oggi rivestono un ruolo fondamentale per l&rsquo;ambizioso obiettivo &#8220;rifiuti zero&#8221; nella citt&agrave; entro il 2020.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Varata all&rsquo;inizio del mese, la Legge Rifiuti Zero stabilisce le quote del governo e dei tre milioni di residenti a Buenos Aires per la riduzione dei rifiuti e la promozione della raccolta differenziata e del riciclaggio.     Secondo i tempi previsti dalla legge, in 14 anni i materiali riciclabili non finiranno pi&ugrave; nei terrapieni, pratica che gli ambientalisti considerano fonte di inquinamento e simbolo di un modello che distrugge le risorse naturali, dato che, una volta sepolti, quei materiali non possono essere recuperati. <\/p>\n<p>I &ldquo;cartoneros&rdquo;, gli unici che attualmente lavorano nel riciclaggio dei rifiuti a Buenos Aires, sono al centro di questo obiettivo. Proprio grazie ai loro sforzi, il 10 per cento circa di tutti i rifiuti riciclabili prodotti dalla capitale viene riutilizzato. <\/p>\n<p>Secondo le ultime stime, ogni giorno Buenos Aires produce 4500 tonnellate di spazzatura. <\/p>\n<p>Leader in questo campo &egrave; la cooperativa El Ceibo, dal nome del fiore nazionale argentino. Negli ultimi sei anni, le 40 famiglie della cooperativa hanno raccolto rifiuti a Palermo, quartiere residenziale di Buenos Aires. <\/p>\n<p>&rdquo;Spieghiamo agli abitanti come devono separare i rifiuti, e programmiamo insieme a loro quando passare a ritirarli&rdquo;, ha detto a Tierram&eacute;rica Alfredo Ojeda, 21 anni, socio di El Ceibo. <\/p>\n<p>Il gruppo lavora &ldquo;porta a porta&rdquo; raccogliendo sistematicamente il materiale riciclabile dai residenti e portandolo al centro raccolta, dove i diversi contenuti vengono selezionati e venduti, e recupera ogni settimana cinque tonnellate di materiale riutilizzabile tra carta, cartone, vetro e plastica. <\/p>\n<p>Diverse le attivit&agrave; svolte dai soci, fra promozione, raccolta e selezione. I loro salari, che variano tra i 130 e i 300 dollari al mese, dipendono dalla mansione svolta nel processo. Malgrado siano considerati ancora bassi, i compensi ricevuti consentono loro di evitare la condizione di miseria del passato. <\/p>\n<p>&rdquo;Non avevamo nulla&rdquo;, ha detto in un&rsquo;intervista a Tierram&eacute;rica Cristina Lescano, fondatrice e coordinatrice di El Ceibo. Quando la cooperativa ha iniziato la sua attivit&agrave;, sei anni fa, era composta da un paio di dozzine di famiglie che cercavano il loro sostentamento fra i rifiuti. <\/p>\n<p>&rdquo;Non dimenticher&ograve; mai la prima volta in cui sono andata a &lsquo;cirujear&rsquo;: ero completamente camuffata, perch&eacute; mi vergognavo&rdquo;, ha raccontato. <\/p>\n<p>Il gruppo ha fondato la cooperativa nel 2001, nel cuore della peggiore crisi economica del paese. <\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; un cambiamento culturale, ma ci stiamo arrivando. Se per esempio un cittadino ti consegna 10 bottiglie, queste non appartengono a te, ma alla cooperativa. A volte questo &egrave; difficile da comprendere&rdquo;, riferisce Lescano. <\/p>\n<p>I minori non partecipano al lavoro, ha aggiunto, perch&eacute; &ldquo;i bambini non si possono portare per la strada&rdquo;, e la cooperativa lavora solo durante il giorno, non di notte come la maggior parte dei cartoneros. <\/p>\n<p>I soci indossano divise blu per riconoscersi come membri della cooperativa. &ldquo;In questo modo gli abitanti ci riconoscono e si fidano di noi. Diversamente, non ci avrebbero neanche aperto la porta&rdquo;, ha raccontato il giovane Ojeda. <\/p>\n<p>Secondo le cifre ufficiali, sono circa 7000 i cartoneros di Buenos Aires. Nonostante quasi 9000 persone siano registrate come cartoneros, si pensa che con la ripresa economica del paese, molti abbiano lasciato per dedicarsi ad altre attivit&agrave;. <\/p>\n<p>La nuova legge prevede la &ldquo;promozione e la partecipazione di cooperative e organizzazioni non governative nella raccolta e riciclaggio dei rifiuti&rdquo;. Si spera che la legislazione, colmando il vuoto legale sulla questione, faciliter&agrave; la regolamentazione e i controlli nel settore. <\/p>\n<p>&rdquo;Aiuteremo a formalizzare questa attivit&agrave;&rdquo;, ha detto a Tierram&eacute;rica Marcelo Vensentini, sottosegretario all&rsquo;ambiente nell&rsquo;amministrazione cittadina, osservando che la regolamentazione &egrave; fondamentale per proteggere il diritto dei cartoneros a un&rsquo;occupazione onesta e ben retribuita. <\/p>\n<p>&rdquo;Esistono mafie molto difficili da controllare. Ci sono intermediari che acquistano il materiale dai cartoneros a un prezzo miserabile, lo conservano in luoghi clandestini, per venderlo successivamente&rdquo;, sostiene Juan Manuel Velasco, presidente della Commissione di ecologia del Congresso Legislativo e autore, con Greenpeace, della Legge Rifiuti Zero. <\/p>\n<p>I soci della cooperativa sanno bene cosa siano la discriminazione, le pratiche abusive e le ingiustizie, ma sanno ancora meglio cos&rsquo;&egrave; la perseveranza. <\/p>\n<p>&rdquo;La gente ci chiede se lasceremo quest&rsquo;attivit&agrave; quando ne troveremo una migliore. Noi rispondiamo di no, perch&eacute; questo &egrave; un lavoro, ed &egrave; un lavoro onesto&rdquo;, ha dichiarato Lescano.<\/p>\n<p>(*Maricel Drazer &egrave; corrispondente dell&rsquo;IPS. Pubblicato originariamente il 28 gennaio dai quotidiani latinoamericani della rete Tierram&eacute;rica. Tierram&eacute;rica &egrave; un servizio di informazione specialistica prodotto da IPS con il sostegno del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite e del Programma delle Nazioni Unite per l&rsquo;Ambiente.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 7 febbraio 2006 (IPS) &#8211; Nella capitale argentina i &#8220;Cartoneros&#8221; &#8211; impegnati nella raccolta non ufficiale di rifiuti &#8211; sono stati i pionieri del riciclaggio di rifiuti, grazie al quale hanno vinto la miseria. 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