{"id":487,"date":"2006-02-02T16:25:37","date_gmt":"2006-02-02T16:25:37","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/02\/02\/infanzia-argentina-listruzione-non-un-miraggio\/"},"modified":"2006-02-02T16:25:37","modified_gmt":"2006-02-02T16:25:37","slug":"infanzia-argentina-listruzione-non-un-miraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/02\/02\/infanzia-argentina-listruzione-non-un-miraggio\/","title":{"rendered":"INFANZIA-ARGENTINA: L&#8217;istruzione non &egrave; un miraggio"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 2 febbraio 2006 (IPS) &#8211; Quasi la met&agrave; dei bambini argentini tra i tre e i cinque anni non ricevono un&rsquo;istruzione formale. Per rimediare parzialmente a questa situazione &egrave; nato il Progetto Oscarcito, con l&rsquo;obiettivo di promuovere lo sviluppo linguistico e cognitivo infantile in situazioni di povert&agrave; estrema.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Oscarcito &egrave; un programma sistematico di intervento pedagogico, elaborato da un&rsquo;equipe di ricercatrici del Consiglio nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica (Conicet) argentino. <\/p>\n<p>&rdquo;Crescendo nella povert&agrave;, ai bambini vengono a mancare alcune opportunit&agrave;&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS la ricercatrice e docente di didattica della lingua Beatriz Diuk, tra le ideatrici del programma.<\/p>\n<p>&rdquo;I bambini non hanno libri, per esempio, quindi non dispongono di tutte quelle forme linguistiche che si trasmettono, o che altri bambini ricevono, a partire dai testi, perch&eacute; i loro genitori non possono comprare questo genere di articoli&rdquo;, ha denunciato. <\/p>\n<p>&rdquo;Qualunque bambino di citt&agrave;, molto piccolo, sa cos&rsquo;&egrave; una gallina anche se non ne ha mai vista una, perch&eacute; ha libri dove sono rappresentate galline e anche dinosauri o coccodrilli. Mentre i bambini che non hanno queste possibilit&agrave;, non possono acquisire conoscenze specifiche&rdquo;, ha proseguito Diuk. <\/p>\n<p>&rdquo;Si calcola che un bambino di medie condizioni abbia partecipato fino a 6000 sessioni di lettura prima del suo ingresso nella scuola primaria, mentre coloro ai quali &egrave; destinato il programma, a nessuna&#8221;, riferisce un&rsquo;altra ideatrice, Celia Rosemberg, specialista in istruzione. <\/p>\n<p>Questa iniziativa riesce ad arrivare a bambine e bambini che non frequentano alcuna istituzione educativa, e anche a chi la frequenta, ma non riesce a sviluppare il proprio potenziale di apprendimento a causa delle scarse opportunit&agrave;. <\/p>\n<p>In Argentina,  la povert&agrave; riguarda il 55 per cento dei minori di 14 anni e, secondo le ultime cifre ufficiali che si riferiscono al primo semestre del 2005, questo indicatore cresce fino al 60 per cento nella zona metropolitana di Buenos Aires e a pi&ugrave; del 70 per cento nella regione nord-orientale del paese. <\/p>\n<p>&#8220;Le differenze di opportunit&agrave; che si stabiliscono in et&agrave; precoce sono alla base delle disuguaglianze&#8221;, sostengono le responsabili del progetto, avviando le proprie azioni in virt&ugrave; di questo principio. <\/p>\n<p>&Egrave; in base a questo che disegnano e distribuiscono i libri, riforniscono di quaderni e attrezzatura varia, danno pupazzi e giochi, e infine formano i maestri e orientano le famiglie. <\/p>\n<p>In definitiva, queste insegnanti promuovono la qualit&agrave;, ma &#8211; seguendo una metodologia non tradizionale &#8211; scrivono loro stesse il materiale di lettura. <\/p>\n<p>&#8220;Nella casa di Oscarcito&rdquo;  &egrave; il nome della collana di pubblicazioni del gruppo Conicet, disegnata specificamente sulla base di specifiche tecniche etnografiche. <\/p>\n<p>Decine di bambini sono stati videoregistrati per vari giorni durante le loro attivit&agrave; quotidiane, dentro e fuori casa. Sono state analizzate 12 ore di registrazione alla settimana per ogni bambino, a partire dalle quali sono stati concepiti i testi. <\/p>\n<p>&#8220;Vogliamo che i bambini amplino il loro repertorio linguistico, senza negare quello di cui sono gi&agrave; in possesso, ma capitalizzandolo&#8221;, ha detto all&rsquo;IPS Ana Mar&iacute;a Borzone, linguista, altra ideatrice nonch&eacute; direttrice del progetto. <\/p>\n<p>&#8220;Pensiamo sia molto importante che bambine e bambini possano vedere scritte le parole che usano quotidianamente e che i testi che leggono li riportino a una realt&agrave; conosciuta. I ragazzi si possono identificare con Oscarcito, e questo &egrave; positivo, sia dal punto di vista cognitivo che affettivo&#8221;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Si parla di Oscarcito, protagonista dei testi e colui che d&agrave; il nome a tutto il progetto, che gioca tra le pozzanghere d&rsquo;acqua piovana nei passaggi da una casa all&rsquo;altra &#8212; situazione tipica nei quartieri poveri ed emarginati &#8212; o che gioca a calcio in qualche spazio improvvisato, o che rincorre le galline. <\/p>\n<p>Dall&rsquo;inizio del programma, che risale a due anni fa, si &egrave; raggiunta la cifra di quasi 300 bambini nei quartieri urbani emarginati di Buenos Aires, comunemente detti &#8220;villa miseria&#8221;. <\/p>\n<p>La scena ha luogo in due panorami diversi: abitazioni e giardini comuni. <\/p>\n<p>Fondamentali per il programma sono considerate le maestre e le &#8220;mamme badanti&#8221; (signore della comunit&agrave; che anche senza titolo formale di maestre si occupano dell&rsquo;istruzione infantile) nei giardini, mentre le famiglie nelle abitazioni. <\/p>\n<p>Elena, mamma di Maribel, 5 anni, &egrave; tra coloro che partecipano con grande entusiasmo. La sua bambina non frequenta un asilo, e riferendosi al programma, ha detto all&rsquo;IPS che &ldquo;costituisce un&rsquo;opportunit&agrave; di apprendimento&rdquo; e ha raccontato orgogliosa che la piccola &ldquo;disegna, dipinge, sa scrivere il suo nome e il mio&rdquo;. <\/p>\n<p>Intanto, la bambina mostrava la sua ultima opera: il disegno dei cinque membri della sua famiglia. <\/p>\n<p>&rdquo;Nel nostro paese non c&rsquo;&egrave; nulla di simile, non esistono programmi che coinvolgano le famiglie. Noi lavoriamo con loro, mostriamo le strategie per favorire lo sviluppo del linguaggio nei bambini, offriamo materiali e insegniamo loro a usarli&rdquo;, ha commentato Rosemberg. <\/p>\n<p>Borzone, per evidenziare le qualit&agrave; della proposta, ha inoltre commentato: &ldquo;Questo modo di lavorare articola la ricerca e lo sviluppo educativo, e promuove il lavoro congiunto dei centri di ricerca e delle organizzazioni sociali, il che implica una grande differenza rispetto al tipico modo di operare&rdquo;. <\/p>\n<p>&#8220;Lo scopo a lungo termine &egrave; che questi bambini riescano a difendere i propri diritti e ad essere inseriti in una societ&agrave; con estremo bisogno di alfabetizzazione; e questo &egrave; solo l&rsquo;inizio &#8220;, ha riferito Diuk. <\/p>\n<p>La realizzazione del programma &egrave; stata possibile grazie all&rsquo;impegno della coppia tedesca formata dal famoso attore Horst Schroth e dalla psicologa Elke Rottgardt, particolarmente interessata all&rsquo;America Latina. <\/p>\n<p>Con offerte personali e collette nella loro cerchia di amici, sono arrivati a donare 49.000 euro (60.000 dollari) e ne hanno promessi altri 30.000 (37.000 dollari) entro l&rsquo;anno. <\/p>\n<p>&#8220;Non abbiamo figli, quindi non dobbiamo risparmiare per loro e possiamo permetterci di destinare i nostri soldi a progetti che consideriamo importanti&#8221;, ha detto Rottgardt all&rsquo;IPS durante una conversazione telefonica dalla Germania. <\/p>\n<p>Il piano prevede inoltre un progetto che in futuro potr&agrave; essere applicato in altre regioni povere dell&rsquo;Argentina.    &#8220;La situazione in Argentina &egrave; gravissima. Gli alti livelli di povert&agrave; sono legati alla mancanza di opportunit&agrave; adeguate nell&rsquo;apprendimento&#8221;, ha concluso Diuk.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 2 febbraio 2006 (IPS) &#8211; Quasi la met&agrave; dei bambini argentini tra i tre e i cinque anni non ricevono un&rsquo;istruzione formale. 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