{"id":448,"date":"2005-12-10T01:30:21","date_gmt":"2005-12-10T01:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/12\/10\/diritti-umani-la-schiavit-non-un-problema-del-passato\/"},"modified":"2005-12-10T01:30:21","modified_gmt":"2005-12-10T01:30:21","slug":"diritti-umani-la-schiavit-non-un-problema-del-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/12\/10\/diritti-umani-la-schiavit-non-un-problema-del-passato\/","title":{"rendered":"DIRITTI UMANI: La schiavit&ugrave; non &egrave; un problema del passato"},"content":{"rendered":"<p>LISBONA, 10 dicembre 2005 (IPS) &#8211; Donne africane, dell&rsquo;America Latina o dell&rsquo;est europeo che cercano una vita migliore nell&rsquo;Unione europea, bambini che lavorano nelle industrie di vestiti o scarpe del sud-est asiatico, giovani cui mancano professionalit&agrave; e formazione o a volte la stessa capacit&agrave; di leggere e scrivere: sono queste le facce della schiavit&ugrave; all&rsquo;inizio del XXI secolo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ogni anno, da mezzo milione a 700.000 donne e bambini rimangono vittime del traffico di esseri umani e sono costretti alla schiavit&ugrave; sessuale, denuncia l&rsquo;Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), con sede a Ginevra. Molti di coloro che riescono a fuggire riferiscono in seguito di essere stati letteralmente trascinati in questo destino da amici o parenti. <\/p>\n<p>La caduta dei governi socialisti nell&rsquo;Europa centrale e dell&rsquo;est all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;90 ha intrappolato nella prostituzione forzata nell&rsquo;Unione Europea (Ue) moltissime donne provenienti da questi paesi. Le cifre sono aumentate ulteriormente, in conseguenza delle guerre nella regione balcanica tra il 1995 e il 1999. <\/p>\n<p>Tra i fattori che hanno contribuito a questo fenomeno, l&rsquo;OIM indica le alte percentuali di impiego, i grandi flussi di migrazione e gli effetti della globalizzazione, compresa la crescita nei &ldquo;servizi personali&rdquo; offerta su Internet. <\/p>\n<p>Nel 2004, l&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#039;istruzione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha disposto una serie di attivit&agrave; ed eventi in occasione dell&rsquo;Anno internazionale per commemorare la lotta contro la schiavit&ugrave; e la sua abolizione. <\/p>\n<p>La dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 afferma che &ldquo;nessuno dovr&agrave; essere tenuto in schiavit&ugrave; o servit&ugrave;; la schiavit&ugrave; e il commercio di schiavi dovranno essere proibiti in ogni loro forma&rdquo;. <\/p>\n<p>Il 2  dicembre, Giornata internazionale per l&rsquo;abolizione della schiavit&ugrave;, si ricorda il giorno in cui nel 1949 l&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione per la soppressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione di altri da parte di terzi. <\/p>\n<p>La Convenzione &egrave; uno degli strumenti internazionali mirati a sradicare la schiavit&ugrave;, che sopravvive oggi nelle forme di schiavit&ugrave; del debito, lavoro forzato di adulti e bambini, sfruttamento sessuale di minori, traffico di esseri umani e matrimoni forzati. <\/p>\n<p>Il Brasile, ex colonia portoghese, &egrave; un esempio al riguardo. Non solo &egrave; stata la destinazione di milioni di schiavi trasportati dai portoghesi dalla costa africana occidentale, ma &egrave; tuttora vessata dalla schiavit&ugrave; contemporanea. <\/p>\n<p>Ad una conferenza nella citt&agrave; brasiliana di Curitiba, il parroco brasiliano Ricardo Rezende, attivista in favore dei contadini senza terra, ha elogiato la decisione, adottata l&rsquo;anno scorso dal presidente Luiz In&aacute;cio Lula da Silva, di creare una commissione interministeriale per combattere la schiavit&ugrave;.    Tuttavia, il problema persiste. &ldquo;I &#039;gatos&#039; (gatti), nome dato a intermediari assunti dai &#039;fazendeiros&#039; (grossi proprietari terrieri), hanno come obiettivo zone segnate da siccit&agrave; e disoccupazione, e offrono lavori di disboscamento della foresta, promettendo cure sanitarie e buoni salari&rdquo;, ha dichiarato Rezende. &ldquo;Danno anche un &#039;anticipo&#039; per persuadere i lavoratori a lasciare le loro famiglie&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Il giorno successivo viene loro comunicato che potranno lasciare la propriet&agrave; solo quando avranno finito di pagare i loro debiti: il costo del trasporto, il liquore che hanno bevuto durante il viaggio, i pasti e l&rsquo;anticipo dato. Viene inoltre chiesto loro di comprare arnesi di lavoro e cibo allo spaccio della piantagione&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;I debiti non vengono generalmente finiti di pagare perch&eacute; il periodo di lavoro concordato giunge al termine, e gli uomini vengono rilasciati senza ricevere alcun pagamento&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>I lavoratori non scappano perch&eacute; &ldquo;sono stati portati in queste enormi propriet&agrave; a tarda notte, gi&agrave; ubriachi (con il liquore dato loro durante il viaggio), non conoscono la strada per tornare a casa, non hanno parenti o amici, e temono di subire le stesse umiliazioni (o veri e propri abusi) inflitte a chi viene catturato cercando di fuggire&rdquo;, ha proseguito il prete. <\/p>\n<p>Discutendo precedenti tentativi di combattere la schiavit&ugrave;, il professore portoghese Jos&eacute; Moreira da Silva dell&rsquo;Universit&agrave; di Minho, nel nord del Portogallo, denuncia il fatto che &ldquo;non ci sia niente nella Bibbia che condanni tale pratica&rdquo; come uno degli ostacoli all&rsquo;eliminazione di tale pratica in Europa o nelle Americhe.<\/p>\n<p>I nemici pi&ugrave; grandi di chi ha combattuto la schiavit&ugrave; &ldquo;sono i cristiani, la grande maggioranza dei quali approvava la schiavit&ugrave;&rdquo;, ha rivelato Moreira da Silva. <\/p>\n<p>Per secoli, il commercio di schiavi &egrave; stata per il Portogallo fonte di inesauribile ricchezza. Nei secoli XV, XVI e XVII, si basava sulla cattura diretta degli africani in regioni costiere, e sullo scambio di prigionieri di guerra musulmani catturati dai portoghesi con schiavi africani provenienti dall&rsquo;interno forniti dai condottieri arabi rivali.    Gli schiavi di maggior valore venivano mandati in Brasile. I rimanenti gi&agrave; catturati venivano rapidamente acquistati da inglesi, francesi e olandesi; la &ldquo;mercanzia&rdquo; umana  veniva consegnata direttamente nelle loro colonie oppure prelevavano gli schiavi dalle isole portoghesi di Capo Verde e Sao Tom&eacute; e Principe, i pi&ugrave; grandi mercati di schiavi dell&rsquo;epoca. <\/p>\n<p>Tra il 1580 e il 1640, Spagna e Portogallo costituivano un unico regno, e il commercio di schiavi transatlantico era dominato dai portoghesi. <\/p>\n<p>Un saggio del gennaio 2002 dello scrittore portoghese Manuel L. Pontes, che vive a St. Louis, Missouri, rivela che il commercio di schiavi era un modo eccellente per ottenere profitti facili e veloci. <\/p>\n<p>Nel nome di Dio, prosegue Pontes, la cristianit&agrave; ha dato ai portoghesi il diritto di &ldquo;salvare&rdquo; piamente le anime degli africani distruggendo le loro vite, malgrado il Portogallo non avesse mai avuto motivo di dichiarare guerra alla popolazione africana. <\/p>\n<p>Lo scrittore ricorda che nel XVI secolo, Lisbona aveva il monopolio sul commercio grazie al Trattato di Tordesillas (1494), che aveva diviso tra Spagna e Portogallo il mondo extra-europeo. Anche il papa aveva  dato la sua benedizione al commercio di schiavi dall&rsquo;Africa occidentale, che venivano spediti in Europa prima di essere mandati in Brasile. <\/p>\n<p>Nel 1444, una nave portoghese aveva depositato 235 schiavi africani in un porto dell&rsquo;Algarve, regione meridionale del Portogallo &ndash; principio di un commercio che sarebbe durato pi&ugrave; di tre secoli. <\/p>\n<p>Pontes fa notare che, nonostante la schiavit&ugrave; non fosse una novit&agrave; in Europa, essendovi gi&agrave; esistita per secoli, il Trattato di Tordesillas le aveva dato una dimensione completamente nuova in Portogallo. <\/p>\n<p>Lo scrittore racconta che, dopo il 1444, mezzo secolo prima che Cristoforo Colombo approdasse nelle Americhe, la cattura di schiavi in Africa era diventata talmente barbara e disumana, che gli stessi paesi coinvolti furono costretti a prendere delle misure per rendere la pratica pi&ugrave; umana. <\/p>\n<p>Il commercio di uomini era divenuto gradualmente pi&ugrave; organizzato, con il consenso, il sostegno e la protezione dei regni interessati. Allo stesso tempo, il Portogallo inizi&ograve; a percepire la competizione con i commercianti di schiavi di Francia, Gran Bretagna e Olanda. La scoperta di nuove terre aveva espanso i loro imperi e la domanda di schiavi era pertanto cresciuta. <\/p>\n<p>Lisbona, tuttavia, continuava ad avere la meglio su gran parte del traffico. Anche oggi, piccole fortezze portoghesi note come &ldquo;entrepostos&rdquo; testimoniano gli orrori di questo commercio su tutta la costa del Golfo di Guinea, non solo nelle ex colonie portoghesi. <\/p>\n<p>Negli entrepostos, gli africani catturati o acquisiti tramite il commercio con gli arabi venivano legati con gioghi di legno stretti intorno alla nuca e le mani dietro la schiena. Prima che venissero scaricati, il vescovo di Angola li battezzava. <\/p>\n<p>Nel 1550, il cronista portoghese Crist&oacute;v&atilde;o de Oliveira riferiva che circa 10.000 persone, ovvero il 10 per cento della popolazione di Lisbona &#8211; la citt&agrave; pi&ugrave; ricca d&rsquo;Europa in quel momento &#8211; erano schiavi. <\/p>\n<p>Mentre la citt&agrave; cresceva, quella proporzione si riduceva, ma in termini assoluti, all&rsquo;inizio del XVIII secolo il numero di negri e mulatti a Lisbona arriv&ograve; a 30.000, e continu&ograve; a crescere fino al 1761, quando il Portogallo abol&igrave; la schiavit&ugrave;. <\/p>\n<p>Nonostante il Portogallo e il resto dei paesi del mondo lo abbia eliminato da tempo, il lavoro in schiavit&ugrave; esiste ancora in molti paesi, sotto forma di lavoro vincolato o forzato e anche di schiavit&ugrave; per discendenza, fa osservare l&rsquo;Anti-Slavery International, una delle pi&ugrave; antiche organizzazioni per i diritti umani nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LISBONA, 10 dicembre 2005 (IPS) &#8211; Donne africane, dell&rsquo;America Latina o dell&rsquo;est europeo che cercano una vita migliore nell&rsquo;Unione europea, bambini che lavorano nelle industrie di vestiti o scarpe del sud-est asiatico, giovani cui mancano professionalit&agrave; e formazione o a&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/12\/10\/diritti-umani-la-schiavit-non-un-problema-del-passato\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[5,11,15,22,1,27,25,33],"tags":[],"class_list":["post-448","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-america-latina","category-columnas","category-diritti-umani","category-europa","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/448","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=448"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/448\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}