{"id":441,"date":"2005-11-30T20:21:15","date_gmt":"2005-11-30T20:21:15","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/11\/30\/brasile-le-megalopoli-si-svuotano\/"},"modified":"2005-11-30T20:21:15","modified_gmt":"2005-11-30T20:21:15","slug":"brasile-le-megalopoli-si-svuotano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/30\/brasile-le-megalopoli-si-svuotano\/","title":{"rendered":"BRASILE: Le Megalopoli si svuotano"},"content":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 30 novembre 2005 (IPS) &#8211; &Egrave; difficile credere che metropoli brasiliane come Rio de Janeiro e San Paolo, con i loro milioni di abitanti e le strade congestionate dai veicoli, stiano sperimentando un declino nella densit&agrave; della popolazione, che aggrava i loro problemi e ostacola le soluzioni.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ma questo &egrave; ci&ograve; che assicurano gli urbanisti, preoccupati di invertire una tendenza centrifuga della popolazione, che accumula squilibri, inquinamento, violenza e irrazionalit&agrave; nelle grandi citt&agrave; brasiliane.<\/p>\n<p>Secondo Sergio Magalhaes, architetto che ha avuto un ruolo importante nel municipio locale ed &egrave; noto per aver promosso negli anni &rsquo;90 il programma favela-quartiere, di urbanizzazione degli insediamenti precari, la parte meridionale di Rio de Janeiro rappresenta gi&agrave; dal 1960 un caso grave di densit&agrave; della popolazione, che minaccia la sostenibilit&agrave; urbana, per il deterioramento dei servizi e la qualit&agrave; della vita.<\/p>\n<p>Nel corso di 75 anni, fino al 1955, l&rsquo;allora capitale brasiliana ha ampliato la propria area urbana sei volte, ma i suoi abitanti si sono moltiplicati per dieci, raggiungendo i tre milioni. Dagli anni &rsquo;60, per&ograve;, la macchia occupata dalla citt&agrave; &egrave; aumentata di oltre il triplo, ma la popolazione non &egrave; riuscita a raddoppiare.<\/p>\n<p>Lo &ldquo;svuotamento&rdquo; di Rio, che conta adesso sei milioni di abitanti, &egrave; dovuto a un insieme di fattori, a cominciare dai veicoli su ruote e una legge del 1942 che ha incoraggiato la costruzione di una &ldquo;casa propria&rdquo; familiare, dove prima dominavano appartamenti in affitto, ha commentato Magalhaes a Tierramerica.<\/p>\n<p>Senza fondi per costruire in aree urbanizzate e care, la popolazione si &egrave; sempre pi&ugrave; allontanata dal centro. Due fattori congiunti, le famiglie, sempre meno numerose ma occupando le stesse abitazioni di prima, e la dottrina della citt&agrave; estesa, hanno contribuito a ridurre la densit&agrave;. <\/p>\n<p>L&rsquo;espansione verso ovest, lontano dalla bella Baia di Guanabara intorno a cui si erano strutturate la citt&agrave; e la regione metropolitana, ha impoverito l&rsquo;infrastruttura e i servizi pubblici (pavimentazione, trasporto, acqua e fognature, elettricit&agrave; e reti telefoniche), proprio mentre Rio stava perdendo la sua vitalit&agrave; economica per mano di San Paolo, e il suo ruolo di capitale nazionale, con la fondazione di Brasilia nel 1960.<\/p>\n<p>In queste condizioni, &egrave; diventato impossibile mantenere l&rsquo;offerta di attrezzature e servizi urbani per tutti, secondo l&rsquo;architetto urbanista. <\/p>\n<p>La citt&agrave; meridionale di San Paolo ha avuto una maggiore densit&agrave; di popolazione negli anni &rsquo;30, quando aveva un centro ben definito e strutturato, intorno al quale si concentrava la popolazione.<\/p>\n<p>Negli anni seguenti c&rsquo;&egrave; stata una forte dispersione, con il trasporto che &egrave; passato dai treni e i tram alle automobili e gli autobus, ha riferito a Tierramerica Renato Cymbalista, urbanista del Instituto Polis, non governativo.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;esperto, la facolt&agrave; di spostarsi &ldquo;verso qualsiasi posto lontano&rdquo; in veicoli su gomma ha reso possibile il movimento verso la periferia, in cerca di terre pi&ugrave; economiche per costruire. Questa &ldquo;scelta del modello di citt&agrave; pavimentata&rdquo; e l&rsquo;impoverimento della popolazione sono i due fattori principali della dispersione urbana.<\/p>\n<p>Nel 2002, la citt&agrave; di San Paolo si estendeva per 873 chilometri quadrati, di cui il 57 per cento (esattamente 500 chilometri quadrati) occupati tra il 1930 e il 1962, secondo i dati della Empresa Paulista de Planificaci&oacute;n Metropolitana.<\/p>\n<p>I poveri, senza le condizioni per assicurarsi aree urbanizzate e pi&ugrave; care, hanno dovuto costruire le loro case in quartieri popolari lontani, &ldquo;pi&ugrave; densi, con meno infrastrutture, pi&ugrave; violenza e meno scuole&rdquo;, ha sintetizzato Cymbalista.<\/p>\n<p>Il risultato &egrave; una citt&agrave; di 10,8 milioni di abitanti &ldquo;squilibrata&rdquo;, con una maggiore concentrazione umana dove c&rsquo;&egrave; meno occupazione e meno scuole, ospedali e centri sanitari, il che amplifica le disuguaglianze sociali e la necessit&agrave; di trasporti su lunga distanza, ha aggiunto.<\/p>\n<p>La conseguente congestione del transito e l&rsquo;inquinamento atmosferico sono aggravati dalla prevalenza dei veicoli a motore.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;urbanista, la soluzione &egrave; applicare lo Statuto della citt&agrave; e promuovere il trasporto collettivo, con treni sotterranei e autobus su percorsi riservati. Il regolamento, adottato nel 2001, esorta alla pianificazione con la partecipazione popolare, e al recupero della densit&agrave; urbana mediante misure che gravano sui terreni inattivi, impediscono l&rsquo;espansione in mancanza di infrastrutture e permettono di imporre la costruzione su lotti non edificati.<\/p>\n<p>A Rio de Janeiro, lo spostamento di una parte della classe media in ascesa verso Barra da Tijuca, un quartiere sulla spiaggia ad ovest, preoccupa Magalhaes. Oltre a svuotare la citt&agrave;, fa parte di un movimento per dequalificare il centro storico e i suoi simboli, minacciando l&rsquo;identit&agrave; urbana, con la pretesa di costruire un nuovo centro.<\/p>\n<p>La Barra &egrave; stato costruito negli ultimi trent&rsquo;anni secondo la dottrina urbanistica del modernismo, di rifiuto delle vecchie citt&agrave;, in favore di nuovi centri con edifici alti e isolati che conservano il paesaggio dall&rsquo;&ldquo;aria campestre&rdquo;. Non a caso il piano iniziale era di L&uacute;cio Costa (1902-1998), l&rsquo;urbanista che ha progettato Brasilia.<\/p>\n<p>Il &ldquo;mito da distruggere&rdquo; &egrave; che il nuovo quartiere sia &ldquo;il futuro della citt&agrave;&rdquo;, ha proclamato Magalhaes, perch&eacute; &egrave; un movimento perverso, a favore di una minoranza che attira il grosso degli investimenti pubblici e privati a discapito della zona nord, dove vive la maggioranza della popolazione povera.<\/p>\n<p>Rio &egrave; una metropoli minacciata perch&eacute; ha perso peso economico e non &egrave; pi&ugrave; la capitale. Per salvarsi, deve recuperare la qualit&agrave; della vita e &ldquo;democratizzarsi&rdquo;, ampliando le infrastrutture e la fama di citt&agrave; vivibile, ha sostenuto Magalhaes.<\/p>\n<p>Tre misure sono fondamentali: rendere sotterranea l&rsquo;estesa rete ferroviaria che attraversa le aree pi&ugrave; popolate; urbanizzare le favelas, e decontaminare la Baia di Guanabara, ha raccomandato.<\/p>\n<p>Il recupero della qualit&agrave; dell&rsquo;acqua della baia, e perci&ograve; delle sue spiagge, ristabilirebbe il prestigio del centro e dei quartieri oggi dequalificati. In questo modo, la baia e i treni sarebbero di nuovo gli assi agglomeranti della citt&agrave;, per il beneficio di tutti, ha concluso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 30 novembre 2005 (IPS) &#8211; &Egrave; difficile credere che metropoli brasiliane come Rio de Janeiro e San Paolo, con i loro milioni di abitanti e le strade congestionate dai veicoli, stiano sperimentando un declino nella densit&agrave; della&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/30\/brasile-le-megalopoli-si-svuotano\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,38,5,11,1,27,25,33],"tags":[],"class_list":["post-441","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-sviluppo","category-america-latina","category-columnas","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/441\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}