{"id":430,"date":"2005-11-15T10:50:45","date_gmt":"2005-11-15T10:50:45","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/11\/15\/comunicazioni-gli-usa-vogliono-restare-gli-unici-webmaster\/"},"modified":"2005-11-15T10:50:45","modified_gmt":"2005-11-15T10:50:45","slug":"comunicazioni-gli-usa-vogliono-restare-gli-unici-webmaster","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/15\/comunicazioni-gli-usa-vogliono-restare-gli-unici-webmaster\/","title":{"rendered":"COMUNICAZIONI: Gli USA vogliono restare gli unici Webmaster"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 15 settembre 2005 (IPS) &#8211; Secondo alcuni osservatori, gli sforzi internazionali per superare il divario digitale cui i poveri del mondo devono far fronte potrebbero rivelarsi un boomerang, se i governi non riusciranno a risolvere le loro divergenze sul tema della governance di Internet.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Molti capi di Stato e tecnici esperti da tutto il mondo parteciperanno al Vertice delle Nazioni Unite per la societ&agrave; dell&rsquo;informazione (WSIS), che si terr&agrave; a Tunisi questa settimana, dove, tra le altre cose, tenteranno di negoziare il futuro tecnico e legale di Internet.<\/p>\n<p>Ma laddove gli Stati Uniti sono restii a ogni cambiamento nella rete che hanno contribuito a creare negli anni &rsquo;60, mentre altre nazioni vorrebbero cambiare l&rsquo;attuale sistema, c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che i negoziati si concludano senza un accordo concreto.<\/p>\n<p>La questione pi&ugrave; controversa in agenda a Tunisi &egrave; il ruolo di Washington nel monitorare la struttura degli indirizzi di Internet, nota come &ldquo;sistema di denominazione del dominio&rdquo; (domain name system, DNS), che permette a milioni di utenti in tutto il mondo di comunicare tra loro.<\/p>\n<p>Attualmente, il sistema &egrave; gestito dalla Organizzazione per l&rsquo;assegnazione di nomi e numeri (Icann, la sigla in inglese), un&rsquo;organizzazione privata con sede in California, che lavora per conto del Ministero per il commercio Usa.<\/p>\n<p>Sebbene con alcune differenze, sia il blocco del paesi in via di sviluppo guidato da Cina, India, Brasile e altri, sia l&rsquo;Unione europea, sottolineano che Internet dovrebbe essere governato a livello internazionale con molteplici partecipanti (multiple stakeholders) coinvolti nel processo decisionale.<\/p>\n<p>Mentre molti paesi in via di sviluppo chiedono che la governance di Internet sia controllata da un ente internazionale come l&rsquo;Onu, gli europei hanno proposto il cosiddetto &ldquo;modello di cooperazione&rdquo;, per gestire Icann. Il modello prevede un &ldquo;forum&rdquo; per consentire a governi, organizzazioni interessate e industria di discutere i temi che riguardano Internet.<\/p>\n<p>Ma Washington continua ad opporsi a tali proposte, sostenendo che &egrave; possibile mantenere la sicurezza e la stabilit&agrave; di Internet mediante gli attuali sistemi di controllo tecnico monitorati da Icann.<\/p>\n<p>&ldquo;Per quanto i dibatti sulla sicurezza di Internet siano importanti, nessuno creder&agrave; che a seguito di queste discussioni ci sar&agrave; un computer in pi&ugrave; o un telefono cellulare in pi&ugrave; nelle aree rurali dell&rsquo;Africa, Sud America, Asia o altrove&rdquo;, ha commentato David Gross, a capo della delegazione Usa nel precedente meeting Onu sulla tecnologia dell&rsquo;informazione.<\/p>\n<p>Il piano d&rsquo;azione adottato in conclusione del primo vertice Onu sulla societ&agrave; dell&rsquo;informazione (Ginevra, 2003) delineava chiari obiettivi per aumentare l&rsquo;accesso alle tecnologie dell&rsquo;informazione e della comunicazione (ICT) e la connessione a Internet in aree rurali, ospedali, biblioteche e universit&agrave; del mondo in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Il piano definiva poi dei traguardi per l&rsquo;accesso on-line dei governi locali, per la disponibilit&agrave; dei contenuti in tutte le lingue e per sviluppare i programmi di scuole primarie e secondarie nell&rsquo;ottica delle sfide della societ&agrave; dell&rsquo;informazione.<\/p>\n<p>Secondo i paesi in via di sviluppo, per raggiungere questi traguardi sono necessari dei cambiamenti nella governance della rete, ma gli Usa sostengono che l&rsquo;attuale sistema starebbe gi&agrave; producendo risultati positivi.<\/p>\n<p>&ldquo;Se guardiamo alla situazione nel mondo, credo ci siano stati moltissimi progressi in questo campo&rdquo;, ha detto Gross. &ldquo;Ma certamente c&rsquo;&egrave; ancora molto da fare&rdquo;.<\/p>\n<p>Bench&egrave; la grande maggioranza delle persone senza accesso a Internet viva nei paesi in via di sviluppo, ci sono anche milioni di persone nel mondo sviluppato che non possono connettersi alla rete per ragioni economiche.<\/p>\n<p>Nei recenti incontri dell&rsquo;Onu sui temi dell&rsquo;informazione, i diplomatici delle nazioni in via di sviluppo hanno dichiarato che la governance di Internet deve essere pi&ugrave; trasparente e inclusiva, per poter promuovere lo sviluppo economico e sociale.<\/p>\n<p>&ldquo;La governance di Internet non dovrebbe essere prerogativa di un gruppo di paesi o di partecipanti&rdquo;, ha detto Maria Luiza Viotti, una diplomatica brasiliana, in un recente forum tenutosi presso il quartier generale dell&rsquo;Onu a New York. &ldquo;I governi hanno un interesse in gioco, e le preoccupazioni dei paesi in via di sviluppo dovrebbero essere prese in considerazione&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma i funzionari dell&rsquo;Onu hanno contestato questa posizione, sostenendo che il coinvolgimento dei governi nella governance di Internet in alcuni paesi corroderebbe ulteriormente la libert&agrave; d&rsquo;espressione e l&rsquo;opinione politica indipendente.<\/p>\n<p>Michael Gallagher, consulente per Internet del presidente Usa George W. Bush, ritiene che i paesi che vogliono dei cambiamenti nella governance di Internet si stiano afferrando all&rsquo;unica parte &ldquo;centrale&rdquo; del sistema, nel tentativo di esercitare il controllo.<\/p>\n<p>&ldquo;Stanno cercando un pretesto, nella convinzione che il DNS sia il senso della vita&rdquo;, ha sostenuto. &ldquo;Ma il senso della vita si trova dentro i loro stessi confini e nelle politiche che loro stessi creano&rdquo;.<\/p>\n<p>Unione europea e Canada condividono molti dei timori degli Usa sul controllo da parte dei governi. Ma allo stesso tempo sembrano consapevoli del dominio di Washington sulla governance di Internet.<\/p>\n<p>Coloro che guardano da vicino al processo di negoziazione sostengono che sia troppo presto per ipotizzare un esito fallimentare del vertice, ma che ci sia in effetti la possibilit&agrave; che si concluda senza la firma di nessun accordo significativo. <\/p>\n<p>&ldquo;Sarebbe sconsiderato e irrealistico pensare che gli Usa non continueranno a svolgere un ruolo di primo piano nella futura governance di Internet&rdquo;, scrive Irmran Chaudhry, esperto di tecnologia dell&rsquo;informazione della George Mason University della Virginia.<\/p>\n<p>&ldquo;Sembra poco plausibile che gli Usa facciano qualche concessione all&rsquo;ente di regolamentazione sponsorizzato dall&rsquo;Onu&rdquo;, prosegue. &ldquo;In tal senso, &egrave; possibile che l&rsquo;attuale dibattito possa essere un esercizio di futilit&agrave;, poich&eacute; qualsiasi proposta definitiva che verr&agrave; presentata al segretario generale Kofi Annan sar&agrave; comunque soggetta de facto al veto degli Usa&rdquo;.<\/p>\n<p>Altri temono che un simile scenario possa portare Cina, Russia, Brasile e altre nazioni a lanciare una loro versione di Internet.<\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo avere una piattaforma in cui i leader mondiali possano manifestare le loro idee su Internet&rdquo;, ha detto al quotidiano Guardian Viviane Reding, la Commissaria europea per la tecnologia dell&rsquo;informazione.<\/p>\n<p>&ldquo;Se hanno l&rsquo;impressione che Internet sia dominato da una sola nazione e che non appartenga a tutte le nazioni, allora il risultato potrebbe essere che Internet cadr&agrave; a pezzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 15 settembre 2005 (IPS) &#8211; Secondo alcuni osservatori, gli sforzi internazionali per superare il divario digitale cui i poveri del mondo devono far fronte potrebbero rivelarsi un boomerang, se i governi non riusciranno a risolvere le loro divergenze&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/15\/comunicazioni-gli-usa-vogliono-restare-gli-unici-webmaster\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,5,8,12,22,1,26,28,30,25],"tags":[],"class_list":["post-430","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-europa","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-medioriente","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/430\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}