{"id":419,"date":"2005-11-04T00:12:13","date_gmt":"2005-11-04T00:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=419"},"modified":"2017-10-30T00:13:38","modified_gmt":"2017-10-30T00:13:38","slug":"cultura-lunesco-difende-la-diversita-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/04\/cultura-lunesco-difende-la-diversita-culturale\/","title":{"rendered":"CULTURA: L&#8217;UNESCO difende la diversit\u00e0 culturale"},"content":{"rendered":"<p>PARIGI, 4 novembre 2005 (IPS) &#8211; L\u2019organo culturale delle Nazioni Unite ha recentemente approvato un trattato internazionale per proteggere la diversit\u00e0, segnando quella che gli esperti chiamano una prima ma importante vittoria morale nella lunga battaglia per preservare la ricchezza culturale del mondo. <!--more-->Dopo pi\u00f9 di tre anni di dibattiti, non privi di contrasti, la Conferenza generale dell\u2019UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;educazione, la scienza e la cultura), riunita al quartier generale di Parigi, ha approvato con maggioranza schiacciante la Convenzione per la protezione della diversit\u00e0 dei contenuti culturali e delle espressioni artistiche. <\/p>\n<p>Nella votazione, 148 paesi si sono espressi a favore, due \u2013 Stati Uniti e Israele \u2013 hanno votato contro, e quattro si sono astenuti. Le nuove regole entreranno in vigore tre mesi dopo la ratifica da parte di 30 stati. <\/p>\n<p>Nonostante il trattato venga considerato un trionfo dai paesi europei e in via di sviluppo che lottano per preservare le singole identit\u00e0 culturali dalla dominazione della cosiddetta \u201cindustria dello spettacolo\u201d, stile Hollywood, per molti esperti \u00e8 solo un primo passo. <\/p>\n<p>\u201dL\u2019approvazione di questa convenzione \u00e8 una vittoria morale, ma il vero test \u00e8 se i paesi in via di sviluppo resisteranno alla pressione Usa che chiede loro di affidare i servizi audiovisivi e di informazione ai trattati commerciali\u201d, ha detto all\u2019IPS Sasha Costanza-Chock, esperto di media per la Coalizione dei Diritti di comunicazione nella societ\u00e0 dell\u2019informazione (CRIS). <\/p>\n<p>Secondo Costanza-Chock, che ha seguito questi dibattiti all\u2019UNESCO sin dalla fine del 2003, quando sono stati avviati, il governo Usa ha irretito i paesi in via di sviluppo facendo loro firmare accordi commerciali bilaterali nei quali rinunciano al diritto di conservare e sostenere i loro stessi servizi audiovisivi e di informazione, che comprendono cinema, televisione e musica. <\/p>\n<p>Durante le discussioni, la delegazione Usa all\u2019UNESCO ha dichiarato che, essendo i beni culturali oggetto di commercio internazionale, l\u2019agenzia Onu non ha l\u2019autorit\u00e0 per stabilire regole vincolanti globali al riguardo. <\/p>\n<p>Il governo Usa \u00e8 rimasto contrario alla convenzione fino alla fine dei dibattiti all\u2019UNESCO sulla diversit\u00e0 culturale. <\/p>\n<p>\u201dIn realt\u00e0, questa convenzione riguarda il commercio\u2026 \u00e8 evidentemente aldil\u00e0 del mandato UNESCO\u201d, ha dichiarato durante uno dei dibattiti Richard Martin, co-responsabile della delegazione Usa, giudicando il testo della convenzione \u201cprofondamente errato e sostanzialmente incompatibile con l\u2019impegno (dell\u2019agenzia) a promuovere la libera circolazione di idee utilizzando parole e immagini\u201d.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori hanno dichiarato che le riflessioni di Martin dimostrano che gli Stati Uniti considerano i beni culturali mera mercanzia \u2013 visione del tutto opposta, secondo loro, a quella condivisa da quasi tutto il resto del mondo. <\/p>\n<p>Martin ha aggiunto che la convenzione \u201cpotrebbe indebolire diritti e doveri sanciti da altri accordi internazionali e incidere negativamente sulle prospettive di successo del Doha Round\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sta lottando per raggiungere il consenso sui negoziati globali, che prendono il nome dalla capitale del Qatar dove sono stati avviati nel 2001. I ministri del commercio di tutto il mondo si incontreranno a Hong Kong a dicembre per quello che \u00e8 da tutti considerato lo sforzo finale per salvare il Doha Round. <\/p>\n<p>Nonostante la forte opposizione Usa, la convenzione in favore della diversit\u00e0 culturale ha conquistato un sostegno massiccio, anche da parte di quegli stati che precedentemente, nelle discussioni UNESCO, sembravano al fianco degli Stati Uniti. Paesi come Giappone, India, Brasile e Messico \u2013 molto forti nell\u2019esportazione di film, musica, radio, libri, programmi televisivi e altri beni culturali nazionali \u2013 hanno approvato il nucleo centrale della convenzione, secondo cui questi diversi beni prodotti nel mondo non sono semplicemente merce, ma espressione delle ricche specificit\u00e0 individuali e identit\u00e0 culturali. Proprio per questa ragione, hanno dichiarato, i beni culturali meritano di essere preservati e sostenuti, anche finanziariamente, dagli stati. <\/p>\n<p>Nel suo primo articolo, il trattato riafferma il diritto sovrano degli stati di elaborare politiche culturali \u201cper proteggere e promuovere la diversit\u00e0 delle espressioni culturali\u201d e \u201ccreare le condizioni perch\u00e9 le culture fioriscano e interagiscano liberamente in maniera reciprocamente vantaggiosa\u201d.<\/p>\n<p>Nel suo Principio guida, la convenzione garantisce che tutte le misure finalizzate alla protezione e promozione della diversit\u00e0 delle espressioni culturali non impediscano il rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali, \u201ccome la libert\u00e0 di espressione, informazione e comunicazione, e la capacit\u00e0 degli individui di scegliere&#8230;\u201d. <\/p>\n<p>Nel suo Principio di apertura e imparzialit\u00e0, la convenzione assicura inoltre che quando gli stati adottano misure in favore della diversit\u00e0 culturale, \u201cdevono cercare di promuovere, in maniera adeguata, l\u2019apertura verso altre culture del mondo\u201d.<\/p>\n<p>Malgrado queste dichiarazioni di principio, molti esperti considerano la convenzione solo il primo passo di una lunga lotta per garantire la sopravvivenza delle eredit\u00e0 culturali del mondo. <\/p>\n<p>David Kessler, gi\u00e0 consulente per le politiche culturali dell\u2019ex primo ministro francese Lionel Jospin, ha salutato la convenzione come un \u201cprogresso importante\u201d nella valorizzazione dei beni culturali di fronte alle regole internazionali. <\/p>\n<p>Tuttavia, ha dichiarato, \u201cla convenzione non pu\u00f2 decidere in merito alla futura difficolt\u00e0 reale, ovvero, come questo nuovo strumento giuridico verr\u00e0 trattato nelle discussioni dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio\u201d. \u201dSar\u00e0 considerato un\u2019eccezione nella struttura dell\u2019OMC\u201d, ha proseguito Kessler, \u201coppure la gente dir\u00e0, &#8216;\u00c8 stato firmato all\u2019UNESCO, ma non riguarda il nostro lavoro\u2019. Questo sar\u00e0 il nucleo delle battaglie a venire.\u201d <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, secondo l\u2019esperto, la convenzione sar\u00e0 uno strumento utile per quegli stati che cercano di resistere alle pressioni per firmare accordi commerciali bilaterali. \u201cDomani, le autorit\u00e0 nazionali in tutto il mondo potranno dire: &#8216;Questa convenzione \u00e8 uno strumento che riconosce il nostro diritto a preservare la nostra cultura, e ci permetter\u00e0 di affermare che i nostri beni culturali non possono essere trattati come altri settori commerciali\u201d.<\/p>\n<p>Alcuni esperti hanno poi evidenziato quelli che considerano ulteriori pregi del trattato. <\/p>\n<p>Da una parte, la convenzione, se ratificata da 30 stati, avr\u00e0 lo stesso valore legale di tutti gli altri sistemi internazionali di regole. \u201cQuesta disposizione, se usata adeguatamente, pu\u00f2 indebolire il potere dell\u2019OMC relativo all\u2019accordo generale sui servizi\u201d, sostiene Mohamed Lotfi M&#8217;rini, professore di commercio internazionale all\u2019Universit\u00e0 di Laval, in Canada. <\/p>\n<p>Tuttavia, secondo M&#8217;rini, ci\u00f2 non sarebbe applicabile a diritti e doveri cui si sono impegnati gli stati con trattati commerciali bilaterali o multilaterali, come gli accordi di libero scambio nordamericano e centroamericano (NAFTA e CAFTA), nei quali gli Stati Uniti hanno un ruolo centrale. <\/p>\n<p>M&#8217;rini ha poi denunciato altre gravi lacune della convenzione: ad esempio, il suo meccanismo di contestazione non ha una reale legittimazione giuridica. Inoltre, la cosiddetta clausola indiana, aggiunta nell\u2019ultima fase dei dibattiti dal governo indiano, consente ai paesi che non hanno ratificato la convenzione di ignorarne la validit\u00e0. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che, nonostante l\u2019esistenza della convenzione in favore della differenza culturale, l\u2019impianto legale dell\u2019OMC rimarr\u00e0 la sola struttura valida per la risoluzione delle dispute commerciali relative ai beni culturali. <\/p>\n<p>\u00c8 una realt\u00e0 che sicuramente metter\u00e0 alla prova la forza di convinzione degli stati che hanno approvato il trattato a Parigi. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PARIGI, 4 novembre 2005 (IPS) &#8211; L\u2019organo culturale delle Nazioni Unite ha recentemente approvato un trattato internazionale per proteggere la diversit\u00e0, segnando quella che gli esperti chiamano una prima ma importante vittoria morale nella lunga battaglia per preservare la ricchezza&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/04\/cultura-lunesco-difende-la-diversita-culturale\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[7,11,12,14,15,27,25],"tags":[],"class_list":["post-419","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte-e-divertimento","category-columnas","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-cultura","category-diritti-umani","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=419"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":420,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/419\/revisions\/420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}