{"id":37,"date":"2004-01-07T21:29:21","date_gmt":"2004-01-07T21:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=37"},"modified":"2017-10-28T21:35:22","modified_gmt":"2017-10-28T21:35:22","slug":"globalizzazione-quel-new-global-di-bush-jr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/01\/07\/globalizzazione-quel-new-global-di-bush-jr\/","title":{"rendered":"GLOBALIZZAZIONE: Quel new-global di Bush jr"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, gen (IPS) &#8211; L\u2019allontanamento degli Usa dal diritto internazionale in materia di commercio, difesa e diritti umani minaccia alla base il sistema economico che da oltre 50 anni sostiene il capitalismo imprenditoriale. Per le multinazionali, al contempo motore del sistema e sue beneficiarie, lo stato di diritto fornisce la capacit\u00e0 di previsione necessaria per prendere decisioni in tema di investimenti. In sua assenza, i paesi hanno gravi difficolt\u00e0 ad attirare capitali ed usufruire del regime mondiale di scambi e investimenti <!--more--><br \/>\nLa preoccupazione per le politiche unilateraliste del presidente George W. Bush e le sue relazioni con l\u2019ordine economico mondiale ha cominciato a manifestarsi alla fine del 2002, quando \u00e8 emerso chiaramente che Washington avrebbe lanciato la guerra contro l\u2019Iraq sulla base di una nuova dottrina sulla sicurezza nazionale che contemplava la \u201cguerra preventiva\u201d.<\/p>\n<p>Da allora, gli ex pianificatori politici si sono mostrati allarmati, come Jeffrey Garten, attuale decano della Facolt\u00e0 di amministrazione di Yale.<\/p>\n<p>\u201cIl problema principale \u00e8 la mancanza d\u2019attenzione per il diritto internazionale\u201d, ha avvertito Garten in un articolo pubblicato sulla rivista Business Week, esortando i capi delle grandi imprese ad opporsi alla linea del governo.<\/p>\n<p>Garten ha ricordato che \u201cla Carta delle Nazioni Unite impone limiti ristretti al diritto all\u2019autodifesa e prevede l\u2019uso della forza solo in caso di minacce imminenti d\u2019attacco\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl rischio \u00e8 che l\u2019allontanamento degli Usa dai trattati internazionali incoraggi il cinismo nei confronti di tutti gli accordi mondiali e prepari il terreno perch\u00e9 altri paesi seguano il suo stesso esempio\u201d, ha proseguito il decano di Yale.<\/p>\n<p>Ignorando il Consiglio di Sicurezza dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) e i capi di industria e finanza, Bush \u00e8 sceso comunque in guerra. E questo ha prodotto nuovi avvertimenti.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019incertezza \u00e8 l\u2019anatema dell\u2019investimento e della crescita\u201d, annunciava Bruce Nussbaum sull\u2019editoriale di Business Week, mentre i soldati statunitensi attraversavano la frontiera tra Kuwait e Iraq.<\/p>\n<p>\u201cI direttori d\u2019impresa sono preoccupati perch\u00e9 la globalizzazione \u00e8 incompatibile con una politica estera di prevenzione unilaterale\u201d, segnalava.<\/p>\n<p>\u201cLe imprese Usa avranno presto difficolt\u00e0 per funzionare in ambito economico multilaterale, se i suoi soci commerciali e governi stranieri ritengono che gli Stati Uniti agiscano al margine della legalit\u00e0 e delle istituzioni internazionali\u201d, ha avvertito Nussbaum. <\/p>\n<p>Ma l\u2019autoesclusione dal diritto internazionale da parte di Bush non \u00e8 stato l\u2019unico colpo contro gli interessi imprenditoriali mondiali.<\/p>\n<p>Anche i piani del governo per privatizzare l\u2019economia irachena, assegnando redditizi contratti di ricostruzione a imprese statunitensi, sono andati contro gli interessi del sistema capitalista mondiale, presumibilmente basato sulla trasparenza e l\u2019apertura.<\/p>\n<p>Paul McCulley, direttore amministrativo di PIMCO, principale fondo mondiale di investimento in bond, ha dichiarato: \u201cL\u2019imperialismo Usa \u00e8, per definizione, un\u2019anticamera del capitalismo mondiale e della mano invisibile dei mercati a favore di un ruolo pi\u00f9 dominante per il pugno visibile dei governi\u201d.<\/p>\n<p>Anche l\u2019impegno a ricompensare le imprese statunitensi (preferibilmente finanziatrici di campagne elettorali) in Iraq fa temere un nuovo mercantilismo, basato su un potere militare come quello che ha caratterizzato l\u2019imperialismo europeo, in contrapposizione con un mercato mondiale aperto.<\/p>\n<p>Questa preoccupazione \u00e8 aumentata lo scorso settembre, con il fallimento della V Conferenza mondiale del commercio (Omc) tenutasi a Canc\u00fan, Messico.<\/p>\n<p>Ma i timori hanno raggiunto l\u2019apice a dicembre 2003, quando il sottosegretario alla difesa Paul Wolfowitz ha annunciato che le imprese dei paesi contrari alla guerra in Iraq (compreso alleati di Washington come Francia, Germania e Canada) non avrebbero potuto partecipare alla ricostruzione irachena.<\/p>\n<p>Secondo alcuni esperti commerciali, questa decisione viola le norme dell\u2019Omc sulla contrattazione pubblica. Per di pi\u00f9, la misura \u00e8 stata annunciata lo stesso giorno dell\u2019incontro di Bush con l\u2019ex segretario di Stato James Baker, inteso a delineare una strategia per persuadere gli alleati Usa, anche quelli esclusi dagli accordi di ricostruzione, a condonare il debito estero dell\u2019Iraq, di 220 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Steven Schooner, esperto in legge internazionale di contrattazione pubblica all\u2019Universit\u00e0 George Washington, ha commentato: \u201c\u00c8 stata una cattiva idea, perch\u00e9 la reciprocit\u00e0 \u00e8 la base del commercio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cChiudendo il mercato degli acquisti governativi alle imprese straniere, gli Stati Uniti stanno facendo s\u00ec che gli altri governi escludano le imprese Usa dalle proprie opere pubbliche\u201d, ha avvertito. <\/p>\n<p>Charlene Barshefsky, rappresentante commerciale all\u2019epoca di Bill Clinton (1993-2001), ha ricordato che \u201cl\u2019apertura dei mercati e il libero ed equo accesso sono\u2026 il sangue delle multinazionali\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante queste preoccupazioni, Bush, che intende essere rieletto il prossimo novembre, ha sostenuto pubblicamente la decisione, con una dichiarazione che ha certamente turbato i direttori delle multinazionali.<\/p>\n<p>Interrogato da un giornalista sull\u2019eventualit\u00e0 che l\u2019esclusione di paesi stranieri nella ricostruzione dell\u2019Iraq violasse il diritto internazionale, il presidente ha risposto: \u201cDiritto internazionale&#8217; Sar\u00e0 meglio che chiami il mio avvocato. Non me ne aveva parlato\u201d.<\/p>\n<p>Ma secondo Robert Novak, editorialista del quotidiano The Washington Post, il governo sta considerando seriamente di annullare il divieto. La soppressione di questa misura sarebbe un segnale importante per le multinazionali che Bush \u00e8 disposto a moderare le sue politiche unilateraliste e nazionaliste a favore del mantenimento dell\u2019ordine multilaterale.<\/p>\n<p>Gli analisti come Garten, per\u00f2, non danno niente per scontato.<\/p>\n<p>\u201cSiamo arrivati al punto che la globalizzazione potrebbe avanzare verso una maggiore apertura e maggiore scambio commerciale\u2026 o il mondo potrebbe frammentarsi in blocchi di paesi e fare ritorno al nazionalismo e al protezionismo\u201d, ha ammonito.(FINE\/2004) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, gen (IPS) &#8211; L\u2019allontanamento degli Usa dal diritto internazionale in materia di commercio, difesa e diritti umani minaccia alla base il sistema economico che da oltre 50 anni sostiene il capitalismo imprenditoriale. 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