{"id":363,"date":"2005-09-08T18:54:56","date_gmt":"2005-09-08T18:54:56","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/09\/08\/ambiente-katrina-il-terzo-mondo-a-casa\/"},"modified":"2005-09-08T18:54:56","modified_gmt":"2005-09-08T18:54:56","slug":"ambiente-katrina-il-terzo-mondo-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/09\/08\/ambiente-katrina-il-terzo-mondo-a-casa\/","title":{"rendered":"AMBIENTE: Katrina: il &#8216;Terzo Mondo&#8217; &egrave; a casa"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 7 settembre 2005 (IPS) &#8211; Mentre migliaia di persone a New Orleans si avvicinavano al loro quinto giorno senza cibo, acqua o rifugio, i media e milioni di cittadini<br \/>\ncomuni si chiedevano come sia possibile che lo stato, e in particolare le autorit&agrave; federali, siano state cos&igrave; lente nel rispondere a uno dei<br \/>\npi&ugrave; grandi disastri naturali nella storia degli Usa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&rdquo;Avevo gi&agrave; visto queste scene, ma sempre per televisione e in luoghi lontani&rdquo;, ha scritto un giornalista del New York Daily News. &ldquo;Nel Terzo Mondo, non qui&rdquo;.<\/p>\n<p>Era questo il tipico commento che si sentiva la settimana scorsa, soprattutto da parte di anchorman delle emittenti nazionali di informazione via cavo, quando raccontavano l&rsquo;enorme devastazione e miseria umana inflitte dall&rsquo;uragano Katrina a quartieri, cittadine e grandi citt&agrave; sul golfo del Messico, da New Orleans, Louisiana a Mobile, Alabama.<\/p>\n<p>L&rsquo;ipotesi di base &shy; ovvero che il Terzo Mondo fosse un luogo &ldquo;lontano&rdquo; era evidentemente sbagliata. Ci&ograve; che Katrina ha messo a nudo di fronte al mondo intero, e a tutti i telespettatori americani che vedevano loro connazionali nel disperato bisogno di beni primari, &egrave; che gli Stati Uniti &shy; malgrado il loro status di unica superpotenza mondiale ed egemone globale &shy;hanno molto in comune con il Terzo Mondo, sempre di pi&ugrave;.<\/p>\n<p>Si consideri che:<\/p>\n<p>&#8212; Come nei disastri naturali nel mondo in via di sviluppo, le vittime di Katrina erano estremamente povere. Quasi un terzo della citt&agrave; di New Orleans, per esempio, vive sotto la soglia di povert&agrave;; Louisiana e Mississippi, i due stati maggiormente colpiti, hanno un tasso di povert infantile maggiore del 50 per cento, il pi&ugrave; alto della nazione.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;ultimo rapporto diffuso mercoled&igrave; scorso dall&rsquo;Ufficio censimento degli Stati Uniti, lo scorso anno i tassi di povert nazionale sono cresciuti per il quarto anno di seguito del 12,7 per cento.<\/p>\n<p>&#8212; Come in molti paesi in via di sviluppo, gli abitanti poveri degli Usa fanno parte con grande sproporzione di minoranze razziali ed etniche che hanno un passato di discriminazione e repressione.<\/p>\n<p>Come evidenziato dal Centro per il progresso americano (CAP), due terzi della popolazione di New Orleans &egrave; nera, e il Lower Ninth Ward, quartiere quasi completamente sommerso dall&rsquo;acqua e che si ritiene conti il maggior numero di vittime, era popolato per pi&ugrave; del 98 per cento da neri.<\/p>\n<p>&#8212; Come in molti paesi in via di sviluppo, il divario tra ricchi e poveri &egrave; molto grande negli Stati Uniti &shy; di fatto il pi&ugrave; grande dei paesi sviluppati &#8212;  e cresce velocemente. Il Parlamento, a maggioranza repubblicana, ha in programma di approvare in settimana un progetto di legge che abolirebbe definitivamente l&rsquo;imposta di successione, un passo che assicurerebbe al due per cento pi&ugrave; ricco del paese di trasmettere tutti i propri beni agli eredi, anzich&eacute; condividerne parte con il governo.<\/p>\n<p>L&rsquo;abrogazione coster&agrave; al tesoro pubblico&shy; &#8211; con i servizi che deve finanziare &shy;- circa mille miliardi di dollari in 10 anni.<\/p>\n<p>&#8212; Come in molti paesi in via di sviluppo, i membri pi&ugrave; poveri della societ&agrave; sono i pi&ugrave; dimenticati dai loro governi e viceversa circostanza resa ancor pi&ugrave; evidente dopo le dichiarazioni rilasciate gioved&igrave; scorso da Michael Brown, direttore dell&rsquo;Agenzia federale per la gestione delle emergenze (FEMA), secondo cui le vittime dell&rsquo;uragano sono le maggiori responsabili della loro stessa condizione.<\/p>\n<p>Commentando le stime relative a &ldquo;migliaia&rdquo; di abitanti poveri che potrebbero essere morti a New Orleans, Brown, amico di vecchia data del presidente Bush e gi&agrave; consigliere dell&rsquo;Associazione cavalli arabi, ha dichiarato: &ldquo;Purtroppo, la colpa &egrave; della popolazione che non ha ascoltato tutti gli avvertimenti fatti in anticipo (di evacuare)&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;unica cosa che la gente non sa&rdquo;, ha osservato il deputato del Mississippi Bennie Thompson, &ldquo;&egrave; che molte persone di colore qui non dispongono di mezzi di trasporto propri. Quando si dice &lsquo;evacuare&rsquo; a chi non possiede neanche una macchina, cosa si intende? La maggior parte di loro non poteva farlo&rdquo;. Di fatto, circa un terzo del mezzo milione di abitanti di New Orleans non possiede un&rsquo;automobile. Chi &egrave; rimasto a casa perch&eacute; privo di carta di credito o contanti o di un progetto chiaro elaborato dalla FEMA o da agenzie locali per la gestione del disastro, lo ha fatto &#8211; come ha detto il deputato Stephanie Tubbs Jones, &ldquo;perch&eacute; non sapeva dove andare&rdquo;.<\/p>\n<p>Chiaramente, &egrave; servito un disastro nazionale come Katrina per illustrare i fattori comuni tra le vittime dell&rsquo;uragano e le loro controparti nel Terzo Mondo, soprattutto perch&eacute;, come ha fatto notare un editorialista di colore del Washington Post, Eugene Robinson, l&rsquo;immagine popolare di New Orleans durante le festivit&agrave; del  Mardi Gras e il suo &ldquo;laissez les bons temps rouler&rdquo; (&ldquo;fate largo al divertimento&rdquo;) ha oscurato un&rsquo;altra realt&agrave;, quella di &ldquo;grande rabbia e risentimento&rdquo;.<\/p>\n<p>Nei loro servizi iniziali sulla crisi, i media principali erano restii ad affrontare tali questioni, se non per deplorare il &ldquo;saccheggio&rdquo; successivo alla tempesta, finch&eacute; gioved&igrave; scorso un giornalista della CNN, Jack Cafferty, ha rimproverato i suoi colleghi per aver ignorato quello che ha definito &ldquo;l&rsquo;elefante nella stanza&rdquo;, dichiarando che &ldquo;i media non si sono interrogati abbastanza su razza e classe economica della maggior parte delle vittime&rdquo;.<\/p>\n<p>Venerd&igrave; mattina, quando anche lo stesso Bush si &egrave; deciso a prendere la scena con il suo tour personale nella devastazione, &egrave; sembrato che almeno la discussione fosse stata finalmente avviata, se non altro chiedendosi se si possa chiamare &ldquo;saccheggio&rdquo; prendere da negozi abbandonati cibo e altri beni di prima necessit&agrave; che il governo non era palesemente riuscito a garantire.<\/p>\n<p>&rdquo;Vi &egrave; stata una consapevolezza crescente che la razza e la classe fossero discriminanti non dette nella selezione tra chi venisse tratto in salvo e di chi rimanesse bloccato&rdquo;, riportava un articolo in prima pagina del New York Times. &ldquo;Proprio come nei paesi in via di sviluppo, dove i fallimenti delle politiche rurali di sviluppo diventano estremamente chiari al momento di disastri naturali come alluvioni o siccit&agrave;, &#8230;alcune delle citt&agrave; pi&ugrave; povere degli Stati Uniti sono state lasciate prive di difesa dalle polizie federali&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Il vuoto di legalit&agrave; &egrave; compagno imprescindibile della povert&agrave; di massa&rdquo;, ha fatto osservare USA Today in un editoriale che metteva in risalto il fallimento del governo a comprendere la condizione dei poveri, paragonando le scene provenienti dai luoghi della sciagura a &ldquo;campi profughi del Terzo Mondo&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; triste, ma&#8230;non c&rsquo;&egrave; dubbio che quando alla fine New Orleans torner a un qualche tipo di normalit&agrave;, i suoi poveri diventeranno di nuovo invisibili&rdquo;, ha scritto il quotidiano. &ldquo;Almeno fino all&rsquo;arrivo del prossimo disastro&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 7 settembre 2005 (IPS) &#8211; Mentre migliaia di persone a New Orleans si avvicinavano al loro quinto giorno senza cibo, acqua o rifugio, i media e milioni di cittadini comuni si chiedevano come sia possibile che lo stato, e&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/09\/08\/ambiente-katrina-il-terzo-mondo-a-casa\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,1,30,25],"tags":[],"class_list":["post-363","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=363"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/363\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}