{"id":350,"date":"2005-08-17T11:02:44","date_gmt":"2005-08-17T11:02:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/08\/17\/sviluppo-lafrica-vacilla-sugli-obiettivi-di-sicurezza-alimentare\/"},"modified":"2005-08-17T11:02:44","modified_gmt":"2005-08-17T11:02:44","slug":"sviluppo-lafrica-vacilla-sugli-obiettivi-di-sicurezza-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/08\/17\/sviluppo-lafrica-vacilla-sugli-obiettivi-di-sicurezza-alimentare\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: L&#8217;Africa vacilla sugli obiettivi di sicurezza alimentare"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 17 agosto 2005 (IPS) &#8211; Secondo uno studio recente, l&rsquo;Africa sub-sahariana &egrave; la sola regione nel mondo in via di sviluppo dove la carenza di cibo negli ultimi trent&rsquo;anni &egrave; &ldquo;sostanzialmente peggiorata&rdquo;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Di conseguenza, dichiara l&rsquo;Istituto internazionale di ricerca sulle politiche alimentari (IFPRI) con sede a Washington, l&rsquo;Africa non riuscir&agrave; a soddisfare i tanto propagandati Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG, Millennium Development Goals), che si propongono lo &ldquo;sradicamento di fame e povert&agrave; estreme&rdquo; entro il 2015. <\/p>\n<p>&rdquo;Il fatto che le nazioni in via di sviluppo, soprattutto l&rsquo;Africa, non siano sulla buona strada per realizzare questi obiettivi non sorprende nessuno&rdquo;, riferisce il rapporto di 60 pagine diffuso la settimana scorsa. <\/p>\n<p>Malgrado la percentuale degli individui malnutriti nell&rsquo;Africa sub-sahariana sia ferma al 33-35 per cento dal 1970, il numero assoluto &egrave; cresciuto sostanzialmente con l&rsquo;aumento della popolazione: dai circa 88 milioni del 1970 ai 200 milioni nel 1999-2001. <\/p>\n<p>&rdquo;Questo primato &egrave; in assoluto contrasto con quello di altre regioni in via di sviluppo, come il sud e l&rsquo;est asiatico, che, nello stesso arco temporale, hanno compiuto passi da gigante nella lotta alla malnutrizione&rdquo;, rivela il rapporto intitolato &ldquo;Guardare avanti: progetti a lungo termine per lo sviluppo agricolo e la sicurezza alimentare in Africa&ldquo;.<\/p>\n<p>Molte delle sfide del settore agricolo africano hanno alcune cause di fondo, come la scarsa autorit&agrave; politica ed economica, l&rsquo;insufficienza dei finanziamenti destinati all&rsquo;agricoltura, la gestione inadeguata delle risorse idriche, il disinteresse per la ricerca e lo sviluppo. <\/p>\n<p>Altre sfide che l&rsquo;Africa affronta nella costruzione della sicurezza alimentare comprendono: clima, geografia e limitata assegnazione di risorse; fattori socio-economici come Hiv\/Aids, povert&agrave;, disuguaglianza di genere e scarso potere alle donne; disponibilit&agrave; dell&rsquo;acqua insufficiente. <\/p>\n<p>Il mese scorso, durante una conferenza stampa alle Nazioni Unite, l&rsquo;ambasciatore pakistano Munir Akram, presidente del Consiglio economico e sociale (ECOSOC), ha sottolineato che i problemi del debito crescente stanno ostacolando sempre pi&ugrave; la lotta contro fame e povert&agrave; in Africa.     L&rsquo;ambasciatore ha dichiarato che il debito totale africano supera i mille miliardi di dollari, di cui circa 40 miliardi sono stati recentemente cancellati per decisione dei donatori occidentali. Secondo Akram, ci&ograve; avrebbe alleggerito il debito di 18 nazioni gravate pesantemente, per un totale di circa 1,5 miliardi di dollari all&rsquo;anno. &rdquo;Per i paesi interessati, &egrave; stato un progresso sostanziale&rdquo;, ha dichiarato, ricordando che &ldquo;circa altri 30 stati sono ancora oppressi dall&rsquo;incombente peso dei debiti&rdquo;.<\/p>\n<p>Alla domanda relativa all&rsquo;impatto dell&rsquo;indebitamento crescente in Africa, Mark W. Rosegrant, principale autore dello studio dell&rsquo;IFPRI, ha ammesso che &ldquo;il peso del debito pu&ograve; limitare l&rsquo;ammontare dei finanziamenti per investimenti produttivi sullo sviluppo in Africa&rdquo;. &rdquo;40 miliardi di dollari in aiuti sono un&rsquo;ottima fonte di finanziamenti che, se ben investiti, potrebbero dare un impulso significativo all&rsquo;agricoltura e alla sicurezza alimentare&rdquo;, ha detto Rosegrant all&rsquo;IPS. &ldquo;Le priorit&agrave; chiave identificate dal nostro studio comprendono ricerca agricola, strade rurali, irrigazione, istruzione, acqua pulita e sanit&agrave;&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Interrogato sulle ulteriori decisioni che i leader mondiali potrebbero prendere (all&rsquo;imminente vertice Onu di settembre) per risolvere il problema della sicurezza alimentare in Africa, Rosegrant ha risposto: &ldquo;Il vertice di settembre dovrebbe cercare di rispettare gli impegni sia fuori che dentro l&rsquo;Africa, e garantire i fondi di investimento necessari a realizzare seriamente agli Obiettivi di sviluppo del millennio&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Rosegrant, sarebbe un importante passo avanti considerare prioritario il finanziamento di investimenti ad alto impatto come quelli identificati dallo studio dell&rsquo;IFPRI, e realizzare gli obiettivi per l&rsquo;erogazione dei finanziamenti. <\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;impegno per la liberalizzazione del mercato, che, secondo quanto abbiamo dimostrato, potrebbe produrre annualmente in Africa 5 miliardi di dollari in pi&ugrave; nei profitti, dovrebbe essere realizzato e portato avanti dai negoziati dell&rsquo;Organizzazione mondiale per il commercio (OMC)&rdquo;, puntando a un accesso delle esportazioni dal terzo mondo verso le nazioni industrializzate esente da dogana e da quote, ha dichiarato Rosegrant, che &egrave; anche direttore della divisione dell&rsquo;IFPRI per l&rsquo;ambiente e le tecnologie produttive. <\/p>\n<p>Nello studio, l&rsquo;IFPRI chiede se sia davvero possibile per l&rsquo;Africa soddisfare gli MDG per dimezzare fame e povert&agrave;; e se s&igrave;, come. <\/p>\n<p>Le priorit&agrave; elencate nello studio comprendono: <\/p>\n<p>&#8211; Primo: riforma di politiche, commercio e tariffe agricole. Gli alti costi di esportazione per l&rsquo;Africa limitano l&rsquo;accesso degli agricoltori ai mercati internazionali. Inoltre, i sussidi nazionali, le tariffe protettive e altre barriere commerciali imposte dalle nazioni ricche danneggiano gli agricoltori africani e di altre nazioni povere in via di sviluppo.<\/p>\n<p>&#8211; Secondo: necessit&agrave; di investimenti in infrastrutture rurali, istruzione e patrimonio sociale. Un potenziamento significativo degli investimenti in infrastrutture rurali aiuterebbe a migliorare produzione e consumo del cibo, diminuendo la malnutrizione e ampliando la sicurezza alimentare.<\/p>\n<p>&#8211; Terzo: miglioramento degli input e della gestione di raccolti, terreni, acqua. La crescita della produttivit&agrave; sostenibile &egrave; una delle chiavi per aumentare la sicurezza alimentare. Pertanto, input agricoli e tecnologie per il raccolto dovrebbero concentrarsi sul terreno e sulla salvaguardia delle risorse naturali, e incrementare contemporaneamente la produttivit&agrave; agricola.<\/p>\n<p>&#8211; Quarto: aumento significativo degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo agricolo, necessario per il successo di qualunque programma per la nutrizione e la sicurezza alimentare in Africa. <\/p>\n<p>&#8211; Infine, maggiori investimenti per le donne. L&rsquo;evoluzione dello status femminile pu&ograve; avere influenza su nutrizione e sicurezza alimentare perch&eacute; nell&rsquo;Africa sub-sahariana le donne forniscono dal 70 all&rsquo;80 per cento della produzione alimentare domestica.  <\/p>\n<p>Nonostante i terreni agricoli coltivati dalle donne abbiano una rendita inferiore dal 20 al 40 per cento rispetto a quelli lavorati da uomini, &egrave; stato dimostrato che quando le donne ricevono gli stessi livelli di istruzione, esperienza e input agricoli degli uomini, la produzione pu&ograve; aumentare del 22 per cento. <\/p>\n<p>Secondo lo studio, l&rsquo;imminente vertice dell&rsquo;Assemblea Generale dell&rsquo;Onu &egrave; un&rsquo;occasione di risarcimento rispetto alle promesse fatte cinque anni fa, quando gli MDG sono stati introdotti. &rdquo;La nuova ricerca &egrave; la prova che &#039;gli affari innanzitutto&#039; &egrave; un principio che non funziona, e offre ai politici la possibilit&agrave; di realizzare questi importanti Obiettivi (di sviluppo del millennio)&rdquo;, conclude lo studio. <\/p>\n<p>Gli MDG prevedono di ridurre povert&agrave; e fame del 50 per cento; assicurare l&rsquo;istruzione primaria universale; abbassare di due terzi la mortalit&agrave; infantile, e di tre quarti la mortalit&agrave; materna; promuovere l&rsquo;uguaglianza di genere; fermare la diffusione di Hiv\/Aids, malaria e altre malattie; incoraggiare lo sviluppo sostenibile; creare una partnership globale Nord-Sud per lo sviluppo.<\/p>\n<p>189 leader mondiali, in un incontro al vertice nel settembre 2000, si sono impegnati a soddisfare questi obiettivi entro il 2015. Tuttavia, la loro realizzazione dipende sostanzialmente dall&rsquo;aumento degli aiuti allo sviluppo da parte dei donatori occidentali. <\/p>\n<p>Un secondo incontro al vertice, previsto a New York dal 14-16 settembre, analizzer&agrave; i progressi compiuti finora e stabilir&agrave; l&rsquo;agenda di sviluppo mondiale per i prossimi dieci anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 17 agosto 2005 (IPS) &#8211; Secondo uno studio recente, l&rsquo;Africa sub-sahariana &egrave; la sola regione nel mondo in via di sviluppo dove la carenza di cibo negli ultimi trent&rsquo;anni &egrave; &ldquo;sostanzialmente peggiorata&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,11,13,18,1,27,25],"tags":[],"class_list":["post-350","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-columnas","category-cooperazione","category-economia","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=350"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/350\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}