{"id":323,"date":"2005-07-07T11:20:33","date_gmt":"2005-07-07T11:20:33","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/07\/07\/nazioni-unite-la-riforma-non-una-questione-di-numeri\/"},"modified":"2005-07-07T11:20:33","modified_gmt":"2005-07-07T11:20:33","slug":"nazioni-unite-la-riforma-non-una-questione-di-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/07\/07\/nazioni-unite-la-riforma-non-una-questione-di-numeri\/","title":{"rendered":"NAZIONI UNITE: La riforma non &egrave; una questione di numeri"},"content":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 7 luglio 2005 (IPS) &#8211; Piuttosto che estendere il diritto di veto a pi&ugrave; paesi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha bisogno di una riforma qualitativa, che<br \/>\ntolga questo potere individuale ai suoi cinque membri permanenti, come condizione per un vero multilateralismo: &egrave; l&rsquo;opinione di alcuni esperti<br \/>\nlatinoamericani.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Un cambiamento solo quantitativo del Consiglio di Sicurezza, &ldquo;mantenendo lo stesso schema&rdquo; non risponde alla realt&agrave; attuale, ed &egrave; una ricetta che non risolverebbe la crisi del sistema internazionale, sostiene C&aacute;ndido Grzybowski, uno degli organizzatori del Forum sociale mondiale (FSM) e direttore dell&rsquo;Istituto brasiliano di analisi sociali ed economiche.<\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; bisogno di &ldquo;cambiamenti nel processo decisionale, per ottenere risoluzioni di migliore qualit&agrave;&rdquo;, concorda Juan Tokatli&aacute;n, direttore di Scienze politiche e relazioni internazionali dell&rsquo;Universit&agrave; di San Andr&eacute;s, di Buenos Aires.<\/p>\n<p>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Onu) &ldquo;&egrave; sempre stato un meccanismo oligarchico, non democratico&rdquo;, senza &ldquo;trasparenza nell&rsquo;informazione che gestisce&rdquo;, e nei rendiconti finanziari, ha detto all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>Tuttavia, ci&ograve; che &egrave; in discussione nel dibattito in corso sulla riforma dell&rsquo;Onu &egrave; solo la composizione del massimo organismo di sicurezza del forum mondiale, che ha 15 paesi membri, di cui dieci a rotazione e cinque permanenti con diritto di veto: Cina, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Russia.<\/p>\n<p>Un comitato di esperti nominato dal segretario generale dell&rsquo;Onu, Kofi Annan, ha presentato una serie di proposte di riforma, che prevedono iniziative di ampliamento del Congresso, ma senza modificare il diritto di veto delle cinque potenze mondiali.<\/p>\n<p>Germania, Brasile, Giappone e India reclamano a loro volta seggi permanenti per s&eacute; e per due nazioni africane nel quadro di un ampliamento dell&rsquo;organismo a 25 componenti.<\/p>\n<p>Il dibattito, cominciato all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;90 dopo la dissoluzione dell&rsquo;Unione Sovietica e la fine della guerra fredda, &egrave; degenerato in una controversia per i nuovi seggi, laddove molti paesi si oppongono alle pretese delle quattro potenze regionali e sostengono un sistema di rotazione.<\/p>\n<p>In America Latina, la candidatura brasiliana vede l&rsquo;opposizione di Argentina e Messico. Ma &ldquo;se si decide un allargamento del Congresso, l&rsquo;inclusione del Brasile &egrave; un dato di fatto&rdquo;, perch&eacute; &egrave; l&rsquo;unico paese nella regione con una vocazione di attore globale&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS l&rsquo;argentino Rosendo Fraga, direttore del Centro studi Nueva Mayor&iacute;a.<\/p>\n<p>L&rsquo;Argentina, che un secolo fa era &ldquo;l&rsquo;economia pi&ugrave; forte dell&rsquo;America del Sud&rdquo;, oggi ha un prodotto interno lordo equivalente a un quarto o un terzo di quelli del Brasile o del Messico, e perci&ograve; ha perso la &ldquo;massa critica&rdquo; a sostegno della sua presenza a rotazione in un seggio latinoamericano permanente nel Consiglio, ha ammesso Fraga.<\/p>\n<p>La leadership regionale del Brasile &ldquo;si impone come condizione naturale&rdquo;, per la sua economia, il territorio e la popolazione, &ldquo;mentre il Messico non ha questa vocazione, e Cile e Argentina non hanno una massa critica&rdquo;, ha sintetizzato Fraga.<\/p>\n<p>Il Brasile aspira da molti anni ad un seggio nel Consiglio, e lo avvalora con la sue partecipazione attiva in missioni per il mantenimento della pace, come quella che sta guidando ad Haiti, ha dichiarato il diplomatico messicano Andr&eacute;s Rozental.<\/p>\n<p>Il Brasile non ha mai rifiutato &#8211; come ha fatto il Messico &#8211; di assumersi le sue responsabilit&agrave; come paese dominante nella regione dal punto di vista geografico, economico, demografico e politico&rdquo;, ha segnalato Rozental, in un articolo del Consiglio messicano non governativo per gli affari internazionali, che presiede.<\/p>\n<p>Il Messico &egrave; ancora intrappolato in &ldquo;un dibattito sterile, se convenga o meno occupare il posto che spetterebbe anche a noi per dimensioni, forza economica e popolazione. Fino ad oggi, questa schizofrenia nazionale rimaneva sempre una discussione teorica, senza effetti pratici, perch&eacute; una effettiva riforma della Carta dell&rsquo;Onu sembrava una possibilit&agrave; remota&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>L&rsquo;ex diplomatico ha deplorato che le autorit&agrave; del suo paese non abbiano &ldquo;detto chiaramente che anche il Messico aspira al nuovo seggio nel Consiglio di Sicurezza, poich&eacute; non accetteremmo una decisione presa senza un processo di consultazione e senza nemmeno un dibattito sul merito di tutte le candidature&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma &egrave; poco probabile che il Brasile e altri aspiranti riescano a raggiungere lo status delle cinque potenze con potere di veto, in nome della modernizzazione e della democratizzazione del Consiglio. Gli aspiranti al seggio devono fronteggiare, tra gli altri ostacoli, l&rsquo;opposizione di vicini forti, come accade tra Cina e Giappone e tra Argentina e Brasile.<\/p>\n<p>Il Consiglio di Sicurezza, creato per mantenere la pace e la sicurezza mondiali, comprende competenze militari e diplomatici. Come potrebbe accettare come membro permanente la Germania o il Giappone, che &ldquo;non controllano la loro stessa sicurezza&rdquo;, visto che sul loro territorio hanno basi statunitensi?, si &egrave; chiesto l&rsquo;argentino Tokatli&aacute;n.<\/p>\n<p>Il Brasile non ha credenziali decisive per realizzare la sua ambizione, ossia un potere militare capace di intervenire velocemente all&rsquo;estero &ldquo;per imporre la pace&rdquo; e non solo per mantenerla, ha osservato il ricercatore Geraldo Cavagnari, del Nucleo di studi strategici dell&rsquo;Universit&agrave; di Campinas ed ex ufficiale dell&rsquo;esercito brasiliano.<\/p>\n<p>Questo &egrave; &ldquo;un profilo che manca ancora al Brasile&rdquo;, e che esige risorse sofisticate, rischi e costi elevati, anche umani, dal momento che comporta &ldquo;l&rsquo;interporsi tra forze in conflitto&rdquo;, ha spiegato.<\/p>\n<p>I militari brasiliani cominciano a vivere questa situazione ad Haiti, dove comandano una missione di pace dell&rsquo;Onu senza molto successo, ha detto.<\/p>\n<p>L&rsquo;ambizione del Brasile &egrave; &ldquo;una follia&rdquo;, un prodotto del &ldquo;vecchio militarismo nazionalista e del sogno di grande potenza&rdquo;, che probabilmente sta provocando effetti negativi come i contrasti con l&rsquo;Argentina e con altri vicini, oltre a concessioni commerciali e politiche alla Cina, ha sostenuto Grzybowski.<\/p>\n<p>Questa pretesa influisce anche sulla politica nucleare nazionale, con le pressioni per riattivare un programma per nuove centrali nucleari, &ldquo;nonostante le posizioni contrarie delle autorit&agrave; energetiche&rdquo;, ha osservato.<\/p>\n<p>Il Consiglio di Sicurezza deve persistere in una riforma dell&rsquo;Onu, ma &ldquo;ridefinendo la sovranit&agrave; nazionale, in nome della quale si praticano genocidi&rdquo;, e facendo prevalere i diritti umani; non omettendoli laddove vengano perpetrati &ldquo;crimini contro l&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;, come quelli commessi in Ruanda nel 1994, ha proseguito.<\/p>\n<p>&Egrave; pi&ugrave; democratico adottare la rotazione dei membri del Consiglio, e un veto che sia possibile solo se collettivo, cio&egrave; sostenuto da un minimo di voti dell&rsquo;organismo, di &ldquo;un terzo, per esempio&rdquo;, ha proposto Grzybowski.<\/p>\n<p>Anche la necessit&agrave; di decisioni rapide suggerisce una composizione assai numerosa, come la proposta di 25 membri, ha segnalato. La quantit&agrave; renderebbe difficile il consenso, ha detto Tokatli&aacute;n.<\/p>\n<p>Entrambi gli esperti considerano &ldquo;molto preoccupante&rdquo; la scarsa partecipazione della societ&agrave; in questo dibattito.<\/p>\n<p>Nel FSM, che si riunisce annualmente in incontri di massa sin dal 2001, si discute la riforma dell&rsquo;Onu nell&rsquo;ambito del tanto ricercato &ldquo;nuovo ordine democratico internazionale&rdquo;, ha ricordato Grzybowski, membro del Consiglio Internazionale del Forum.<\/p>\n<p>Le proposte ufficiali di riforma dell&rsquo;istituzione mondiale attualmente in discussione sono deplorevoli, ha commentato. L&rsquo;agenda dello sviluppo si limita agli Obiettivi del millennio, che sono &ldquo;traguardi di compensazione minimi&rdquo; che non affrontano le cause della povert&agrave;.<\/p>\n<p>Gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) si propongono, tra gli altri obiettivi, di arrivare al 2015 con una percentuale di indigenti e affamati del 50 per cento in meno rispetto a quella del 1990.<\/p>\n<p>Secondo Grzybowski e molti attivisti del FSM, serve un cambiamento molto diverso.<\/p>\n<p>Ad esempio, mettere l&rsquo;Organizzazione mondiale del commercio (OMC\/WTO), il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale sotto il controllo dell&rsquo;Onu, affermare il predominio dei diritti umani e promuovere la sicurezza umana, rafforzando alcune commissioni e consigli del forum mondiale che oggi sono solo consultivi.<\/p>\n<p>*Contributi di Marcela Valente (Argentina) e Diego Cevallos (Messico).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 7 luglio 2005 (IPS) &#8211; Piuttosto che estendere il diritto di veto a pi&ugrave; paesi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha bisogno di una riforma qualitativa, che tolga questo potere individuale ai suoi cinque membri&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/07\/07\/nazioni-unite-la-riforma-non-una-questione-di-numeri\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,5,8,22,1,26,28,30,25,32],"tags":[],"class_list":["post-323","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-europa","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-medioriente","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/323","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=323"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/323\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=323"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=323"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=323"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}