{"id":314,"date":"2005-06-25T11:46:09","date_gmt":"2005-06-25T11:46:09","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/06\/25\/america-latina-le-donne-imprenditrici-arrivano-oltreconfine\/"},"modified":"2005-06-25T11:46:09","modified_gmt":"2005-06-25T11:46:09","slug":"america-latina-le-donne-imprenditrici-arrivano-oltreconfine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/06\/25\/america-latina-le-donne-imprenditrici-arrivano-oltreconfine\/","title":{"rendered":"AMERICA LATINA: Le donne imprenditrici arrivano oltreconfine"},"content":{"rendered":"<p>MONTEVIDEO, 25 giugno 2005 (IPS) &#8211; Elbe &ldquo;Beba&rdquo; Luberto viveva una vita tranquilla nella campagna uruguaiana, con il marito, tre figli, cinque nipoti e una casa a cui dedicava tutto il suo tempo. Ma le cose sono cambiate quando, 18 anni fa, con un gruppo di altre donne della comunit&agrave;, decisero di creare una cooperativa agricola.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il mondo di Luberto si limitava all&rsquo;esteso paesaggio verde della provincia meridionale di Canelones. Ma il nuovo progetto e la forza che la donna riusc&igrave; a mantenere, soprattutto dopo la morte del marito, hanno aperto nuove prospettive per lei e le sue compagne.<\/p>\n<p>Queste donne decisero di non restarsene con le mani in mano quando, negli anni &rsquo;90, croll&ograve; la produzione di barbabietola da zucchero nella localit&agrave; di Tapia, a 80 chilometri da Montevideo, lasciando moltissimi uomini senza lavoro.<\/p>\n<p>Di fronte alle avversit&agrave;, capirono che bisognava riconvertire le fattorie della zona e trovare nuove entrate. Fondarono cos&igrave; la cooperativa Calma&ntilde;ana, per la produzione di erbe aromatiche e frutta secca biologica.<\/p>\n<p>&ldquo;Oggi noi donne del campo lavoriamo con erbe e spezie, ma abbiamo anche la responsabilit&agrave; della casa, dei figli. Dobbiamo farlo, per ricavare, e con molti sacrifici, altre entrate per la famiglia. Siamo cresciute, tra molti sacrifici, nell&rsquo;ambiente rurale e lontane da ogni cosa&rdquo;, ha raccontato Luberto all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>La Calma&ntilde;ana, oggi composta da 25 donne, &egrave; pioniera in Uruguay nella produzione biologica, senza uso di sostanze agrochimiche. I suoi prodotti, con l&rsquo;etichetta &ldquo;CampoClaro&rdquo;, si vendono nei supermercati locali e si esportano in Spagna e in Italia.<\/p>\n<p>Adesso sperano di ampliare ulteriormente i loro orizzonti, grazie alla rete internazionale delle donne imprenditrici Winner (Women into the New Network for Entrepreneurial Reinforcement).<\/p>\n<p>Questa rete, creata dall&rsquo;Associazione internazionale Devnet (che fornisce in tutto il mondo servizi di assistenza in tecnologia dell&rsquo;informazione e gestione aziendale alle micro, piccole e medie imprese), insieme al Fondo delle Nazioni Unite (Onu) per le donne (Unifem) e al Programma Onu per lo sviluppo (UNDP), aiutano le imprenditrici donne in diverse aree del mondo a vendere i loro beni e servizi in modo efficace e competitivo sul mercato locale, nazionale e internazionale. <\/p>\n<p>La rete Winner, finanziata dalla Cooperazione Italiana, riunisce imprese e organizzazioni o fondazioni di donne, ha spiegato la scorsa settimana a Montevideo la coordinatrice per l&rsquo;Uruguay, Mar&iacute;a de los Angeles Torres, in occasione del lancio della nuova fase di espansione della rete, con la creazione di nuovi uffici in diversi paesi dell&rsquo;America Latina.<\/p>\n<p>La rete offre anche dei corsi di gestione imprenditoriale, scambi internazionali, commercio equo e nuove tecnologie, mediante corsi tradizionali o via Internet, ha segnalato Torres.<\/p>\n<p>Al lancio erano presenti il ministro dell&rsquo;industria e dell&rsquo;energia dell&rsquo;Uruguay, Jorge Lepra, e il rappresentante del presidente del UNDP in Uruguay, Pablo Mandeville.<\/p>\n<p>La rete Winner &egrave; nata come progetto pilota nel 1999, all&rsquo;epoca solo con la partecipazione di Albania, Ecuador, Filippine, Nepal e Romania, a cui si sono poi aggiunte altre nazioni di tutti i continenti.<\/p>\n<p>Oggi la rete registra 7000 imprese e 4000 opportunit&agrave; aziendali, oltre a una dozzina di uffici di assistenza per l&rsquo;accesso alle tecnologie dell&rsquo;informazione e della comunicazione, in tutto il globo.<\/p>\n<p>Attraverso il sito Internet di Winner vengono offerti beni e servizi di ogni tipo: alimenti, articoli di pelletteria, artigianato (compresa arte indigena), tappeti, ceramiche, erbe medicinali, fiori, semi, prodotti chimici, attrezzi per l&rsquo;agricoltura, articoli per imballaggi, farmaceutici, stampa e pubblicazione di libri, programmi di computer, servizi di microfinanza, formazione e consulenza, gestione di risorse umane e indumenti.<\/p>\n<p>&Egrave; stato inoltre lanciato di recente sul web un progetto, &ldquo;Electronic Market Space&rdquo;, che offre prodotti e servizi per la formazione delle donne nelle imprese, e un forum per interagire con altre imprenditrici dei paesi industrializzati.<\/p>\n<p>&ldquo;Spesso, quando una donna avvia una piccola impresa e cerca una soluzione ai problemi economici, si sente molto isolata. Cos&igrave;, il lavoro nella rete, il lavoro interattivo, &egrave; un&rsquo;esperienza fondamentale&rdquo;, ha detto Torres all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo offrire loro una formazione, mostrare loro che &egrave; possibile superare i confini del loro paese, attraverso un sito web, per esempio&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Questo &egrave; proprio ci&ograve; di cui aveva bisogno Luberto. &ldquo;Abbiamo cominciato a lavorare insieme per fare qualcosa come donne. Volevamo cambiare il nostro sistema di vita. La donna rurale &egrave; molto isolata, come lo eravamo noi. Volevamo poter scambiare idee con altre donne&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&ldquo;Per le donne, la cultura imprenditoriale si costruisce a partire da un&rsquo;identificazione lucida di alternative specifiche per combattere la disoccupazione, la discriminazione di genere, la povert&agrave; e le disuguaglianze. &Egrave; uno strumento di cambiamento sociale e culturale, perch&eacute; &egrave; in grado di ispirare molte altre donne&rdquo;, ha detto Mandeville all&rsquo;incontro.<\/p>\n<p>I responsabili sottolineano che simili iniziative promuovono l&rsquo;uguaglianza di genere, in accordo con gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), concordati dai paesi membri dell&rsquo;Onu nel 2000.<\/p>\n<p>Questi obiettivi si propongono, entro il 2015, di dimezzare la percentuale di popolazione mondiale indigente e affamata rispetto al 1990, universalizzare l&rsquo;istruzione di base e realizzare progressi sostanziali nella lotta contro l&rsquo;Aids e altre malattie.<\/p>\n<p>Il terzo degli otto obiettivi &egrave; la promozione della parit&agrave; di genere nell&rsquo;educazione e il rafforzamento del potere della donna. Sebbene sia l&rsquo;unico obiettivo che menziona in modo specifico la prospettiva di genere, i funzionari dell&rsquo;Onu segnalano che essa deve essere incorporata a tutti i traguardi, per garantire il suo raggiungimento.<\/p>\n<p>La cooperativa agricola Calma&ntilde;ana si &egrave; avvicinata a Winner grazie alla Rete di educazione popolare tra le donne (Repem, Red de Educaci&oacute;n Popular Entre Mujeres), organizzatrice di un concorso che si tiene in otto paesi dell&rsquo;America Latina per premiare le donne imprenditrici.<\/p>\n<p>&ldquo;Tutto ci&ograve; che si potr&agrave; fare con questo legame inter-istituzionale &egrave; molto importante, perch&eacute; favorisce molto le imprenditrici, che spesso sono sole, isolate, in posti molto lontani o in piccoli villaggi&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Iliana Pereira Sarti, di Repem.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;attivit&agrave; della microimpresa richiede molta dedizione, che per la donna si somma al ruolo tradizionale della cura della casa e l&rsquo;attenzione al nucleo familiare. Perci&ograve;, tutto ci&ograve; che sia uscire al di fuori, i contatti, i vincoli, sono un&rsquo;enorme difficolt&agrave;, e questo va contro il successo dell&rsquo;impresa&rdquo;, ha proseguito.<\/p>\n<p>Luberto ha vinto il premio di Repem ed &egrave; potuta andare a Caracas, dove ha conosciuto le altre sette vincitrici di diversi paesi latinoamericani. Qui ha potuto comprovare che, al di l&agrave; di Tapia, le altre realt&agrave; non erano poi tanto differenti.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; stato molto positivo avere questo scambio di idee con le donne di altri paesi. Ho capito che i problemi delle donne di luoghi remoti nel mondo sono gli stessi dei nostri&rdquo;, ha concluso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MONTEVIDEO, 25 giugno 2005 (IPS) &#8211; Elbe &ldquo;Beba&rdquo; Luberto viveva una vita tranquilla nella campagna uruguaiana, con il marito, tre figli, cinque nipoti e una casa a cui dedicava tutto il suo tempo. 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