{"id":301,"date":"2005-06-10T13:39:49","date_gmt":"2005-06-10T13:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/06\/10\/diritti-rdc-unaltra-prova-del-paradosso-dellabbondanza\/"},"modified":"2005-06-10T13:39:49","modified_gmt":"2005-06-10T13:39:49","slug":"diritti-rdc-unaltra-prova-del-paradosso-dellabbondanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/06\/10\/diritti-rdc-unaltra-prova-del-paradosso-dellabbondanza\/","title":{"rendered":"DIRITTI-RDC: Un&#8217;altra prova del paradosso dell&#8217;abbondanza"},"content":{"rendered":"<p>JOHANNESBURG, 10 giugno 2005 (IPS) &#8211; Secondo un rapporto dell&rsquo;organizzazione Human Right Watch con sede a New York, la corsa all&rsquo;oro nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha comportato ampi abusi in questo paese dell&rsquo;Africa centrale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il rapporto, pubblicato all&rsquo;inizio di giugno e intitolato &ldquo;La maledizione dell&rsquo;oro&rdquo; (The Curse of Gold), afferma che le milizie tribali appoggiate da Uganda e Ruanda avrebbero combattuto per il controllo degli estesi depositi auriferi nel nord-est del paese, mentre la regione lottava per uscire dalla guerra civile.<\/p>\n<p>Tra il 2002 e il 2004, gli scontri per una delle pi&ugrave; importanti zone minerarie, Mongbwalu, hanno provocato circa duemila vittime civili e decine di migliaia di sfollati, mentre i militanti cercavano di fare fortuna con l&rsquo;oro, utilizzando i profitti anche per finanziare la guerra. Negli scontri per il prezioso metallo, si sono registrate anche uccisioni, torture e stupri a sfondo etnico.<\/p>\n<p>Human Rights Watch (HRW) parla delle milizie, il Fronte nazionalista e integrazionista (FNI) e l&rsquo;Unione dei Patrioti congolesi, come di &ldquo;gregari&rdquo; di Uganda e Ruanda, che hanno occupato il Congo-Kinshasa nella guerra durata cinque anni (1998-2003).<\/p>\n<p>Le indagini delle Nazioni Unite hanno rivelato che durante il conflitto, proprio l&rsquo;Uganda e il Ruanda avrebbero sfruttato illegalmente le risorse della RDC, appoggiando diversi gruppi ribelli.<\/p>\n<p>&ldquo;I soldati (dell&rsquo;Uganda) hanno assunto il controllo diretto delle aree ricche di oro, costringendo i minatori ad estrarre il metallo a loro vantaggio. Hanno malmenato e arrestato arbitrariamente chiunque opponesse resistenza ai loro ordini&rdquo;, osserva il rapporto di HRW, aggiungendo che nel corso della guerra, sembra che oro per il valore di nove milioni di dollari sia passato nelle mani dell&rsquo;Uganda.<\/p>\n<p>Il gruppo newyorchese per i diritti umani afferma che durante la guerra nella RDC, un grosso produttore di oro, la AngloGold Ashanti, avrebbe avviato operazioni nei pressi di Mongbwalu, dopo aver fornito &ldquo;supporto finanziario e logistico&rdquo; al FNI. E questo nonostante lo scarso impegno di questa sigla per i diritti umani e il fatto che sia rimasta al di fuori del processo di pace del Congo.<\/p>\n<p>La AngloGold Ashanti, una succursale del gruppo minerario internazionale Anglo American, sembra abbia pagato 8000 dollari al FNI. Dopo aver ottenuto i diritti per le concessioni di oro nella regione nel 1996, con lo scoppio della guerra la compagnia &egrave; stata costretta a ritirarsi dalla RDC fino alla fine del 2003.<\/p>\n<p>Sempre secondo HRW, l&rsquo;oro estratto sotto coercizione per conto dei gruppi armati continua a essere esportato verso l&rsquo;Uganda, da dove viene venduto sul mercato internazionale. Cos&igrave;, l&rsquo;oro &egrave; il terzo prodotto maggiormente esportato da questo paese dell&rsquo;Africa orientale, sebbene l&rsquo;Uganda non sia in grado di produrre localmente simili quantit&agrave; del metallo. <\/p>\n<p>&ldquo;Le statistiche ufficiali mostrano che la produzione di oro dell&rsquo;Uganda ammonta a meno dell&rsquo;uno per cento delle esportazioni ufficiali di oro. Di fronte alla nostra richiesta di spiegare tale discrepanza, i rappresentanti del ministero dell&rsquo;energia e dello sviluppo minerario non hanno voluto fare commenti&rdquo;, ha dichiarato in conferenza stampa all&rsquo;inizio di giugno Anneke Van Woudenberg, ricercatrice presso HRW.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;oro viene esportato illegalmente dal Congo e, quando arriva in Uganda, diventa legale. Poi viene emesso un certificato per l&rsquo;esportazione verso l&rsquo;Europa e altrove&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>L&rsquo;Uganda ha negato di essere coinvolta nel saccheggio delle risorse del Congo. Il governo di Kampala si &egrave; dapprima intromesso nella RDC per aiutare a destituire il dittatore Mobutu Sese Seko, per poi rivoltarsi contro il suo successore, Laurent Kabila.<\/p>\n<p>Quando Uganda e Ruanda hanno cominciato a sostenere i rivali di Kabila, il leader congolese e il suo successore &#8211; il figlio Joseph &#8211; hanno chiesto aiuto ad Angola, Namibia e Zimbabwe. Le Nazioni Unite hanno accusato anche lo Zimbabwe dello sfruttamento illegale delle risorse del Congo. Come nel caso dell&rsquo;Uganda, anche Ruanda e Zimbabwe hanno negato il proprio coinvolgimento.<\/p>\n<p>La AngloGold Ashanti, a sua volta, ha cercato di gettare acqua sul fuoco dopo il rapporto di HRW.<\/p>\n<p>In una conferenza stampa improvvisata tenutasi all&rsquo;inizio di giugno a Johannesburg, il direttore esecutivo dell&rsquo;impresa, Bobby Godsell, ha giudicato il documento &ldquo;ingiusto, parziale, inutile e lacunoso&rdquo;.<\/p>\n<p>Ciononostante, l&rsquo;impresa ha ammesso di aver pagato l&rsquo;FNI.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo riconosciuto il pagamento da parte della AngloGold Ashanti al FNI nel gennaio (2005) per una somma estorta di 8000 dollari, e altri importi per un totale di 1000 dollari lo scorso anno, in ragione di un accordo autorizzato relativo a un carico consegnato su una pista di atterraggio locale&rdquo;, ha dichiarato l&rsquo;impresa.<\/p>\n<p>&ldquo;La AngloGold Ashanti non sostiene e non sosterr&agrave; n&eacute; le milizie n&eacute; nessun altro gruppo le cui azioni costituiscano un attacco contro gli sforzi per il raggiungimento della pace e della democrazia (nella RDC)&rdquo;, ha aggiunto. &ldquo;Se ci trovassimo nella situazione di ricevere ancora pressioni sul nostro personale per estorcere delle richieste, lo riterremo un presupposto per il nostro ritiro dal progetto di perlustrazione&rdquo;.<\/p>\n<p>A quanto pare, gli attivisti per i diritti umani la considerano senz&rsquo;altro una strategia che si sarebbe dovuta attuare prima.<\/p>\n<p>&ldquo;Dal momento che un&rsquo;impresa si assume la responsabilit&agrave; sociale aziendale, la AngloGold Ashanti avrebbe dovuto aspettare prima di lavorare a Mongbwalu, senza dover interagire con signori della guerra illegali&rdquo;, ha dichiarato Van Woudenburg in un comunicato stampa di HRW diffuso il 1&deg; giugno.<\/p>\n<p>&ldquo;Il Congo ha un disperato bisogno di investimenti aziendali che aiutino a ricostruire il paese, ma tali possibili impegni non devono prevedere nessun supporto a gruppi armati responsabili di crimini contro l&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Un&rsquo;altra impresa di raffinazione dell&rsquo;oro con sede in Svizzera, la Metalor Technologies, viene menzionata nel rapporto di HRW, per aver acquistato oro probabilmente sospetto dall&rsquo;Uganda. Ma dopo le consultazioni con il gruppo per i diritti, la Metalor ha annunciato la sospensione degli acquisti del metallo dall&rsquo;Uganda. <\/p>\n<p>Van Woudenburg ritiene che lo spiegamento di operatori di pace delle Nazioni Unite e di truppe governative potrebbe tenere sotto controllo le milizie nel Congo nord-orientale, impedendo il traffico illecito di oro verso l&rsquo;Uganda.<\/p>\n<p>Ad oggi, un contingente di circa 17.000 operatori di pace &egrave; distribuito sull&rsquo;ampio territorio della RDC, nel tentativo di rendere governabili le regioni pi&ugrave; remote, in vista delle elezioni previste per il prossimo anno. Il Congo &egrave; attualmente amministrato da un governo di unit&agrave; nazionale ad interim, guidato da Joseph Kabila.<\/p>\n<p>Si ritiene che nella guerra civile del paese siano morte circa quattro milioni di persone, sia come diretta conseguenza del conflitto, sia per la fame e le malattie subite dalle comunit&agrave; a causa degli scontri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>JOHANNESBURG, 10 giugno 2005 (IPS) &#8211; Secondo un rapporto dell&rsquo;organizzazione Human Right Watch con sede a New York, la corsa all&rsquo;oro nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha comportato ampi abusi in questo paese dell&rsquo;Africa centrale.<\/p>\n","protected":false},"author":43,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,15,1,25],"tags":[],"class_list":["post-301","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-diritti-umani","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/43"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=301"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}