{"id":278,"date":"2005-05-10T18:20:21","date_gmt":"2005-05-10T18:20:21","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/05\/10\/ambiente-raggiunto-laccordo-per-un-sistema-di-allarme-preventivo-anti-tsunami\/"},"modified":"2005-05-10T18:20:21","modified_gmt":"2005-05-10T18:20:21","slug":"ambiente-raggiunto-laccordo-per-un-sistema-di-allarme-preventivo-anti-tsunami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/05\/10\/ambiente-raggiunto-laccordo-per-un-sistema-di-allarme-preventivo-anti-tsunami\/","title":{"rendered":"AMBIENTE: Raggiunto l&#8217;accordo per un sistema di allarme preventivo anti-tsunami"},"content":{"rendered":"<p>PORT-LOUIS, Mauritius, 10 maggio 2005 (IPS) &#8211; Le nazioni donatrici hanno raggiunto un&rsquo;intesa sull&rsquo;installazione di un sistema preventivo di allarme contro gli tsunami del valore di 5,5 milioni di dollari in 27 paesi dell&rsquo;Oceano indiano; il sistema sar&agrave; operativo entro i prossimi sei mesi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Finlandia, India, Belgio, Norvegia, Australia, Germania, Cina, Italia e Stati Uniti si sono accordati per concedere il finanziamento.<\/p>\n<p>L&#039;impegno &egrave; stato preso durante un incontro dell&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#039;educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) tenutosi il mese scorso a Grand-Baie, Mauritius.<\/p>\n<p>Nel meeting, i delegati di 34 paesi hanno ricordato che lo tsunami del 26 dicembre 2004 ha ucciso pi&ugrave; di 200.000 persone nel sud-est asiatico lungo le coste dell&rsquo;Oceano indiano. Cercando di prevenire simili perdite di vite e di propriet&agrave;, i 200 partecipanti hanno deciso di installare un sistema d&rsquo;allarme preventivo anti-tsunami nelle nazioni dell&rsquo;Oceano indiano.<\/p>\n<p>Il primo passo per realizzare tale sistema, ha dichiarato Patricio Bernal, segretario esecutivo della Commissione oceanografica intergovernamentale dell&rsquo;Unesco, dovrebbe essere di identificare in ciascun paese il punto focale da cui ricevere informazioni sismiche per i terremoti.<\/p>\n<p>Ogni paese ricever&agrave; informazioni istantanee sugli tsunami dai due centri IOC di Hawaii (Stati Uniti) e Tokyo (Giappone); le informazioni, ha aggiunto, saranno trasmesse via radio ogni 10-15 minuti.<\/p>\n<p>Il passo successivo consister&agrave; nel disporre dei rilevatori di maree per monitorare i cambiamenti nel livello del mare, e comunicare i relativi dati a intervalli di cinque minuti. Tale sistema &egrave; stato montato il mese scorso a Port-Louis e Rodrigues, nelle Isole Mauritius, e si prevede che servir&agrave; per tutta l&rsquo;Africa orientale.<\/p>\n<p>&rdquo;Un impianto di questo tipo, con le capacit&agrave; scientifiche e tecnologiche disponibili, pu&ograve; costare da uno a 20-30 milioni di dollari, per sistemi pi&ugrave; sofisticati. Ma l&rsquo;investimento maggiore sar&agrave; formare personale qualificato in ciascun paese, per un&rsquo;operativit&agrave; 24 ore su 24, sette giorni alla settimana, ogni giorno dell&rsquo;anno, cos&igrave; da individuare gli tsunami in arrivo e avvertire in tempo la popolazione&rdquo;, ha spiegato Bernal.<\/p>\n<p>Il funzionario ha riferito che l&rsquo;efficacia di tale sistema dipende molto dagli stessi paesi. Le sfide saranno, comunque, enormi, &ldquo;perch&eacute; non si pu&ograve; prevedere il momento di arrivo degli tsunami&rdquo;, ha avvertito.<\/p>\n<p>&rdquo;Vogliamo proteggere questi paesi, perch&eacute; le conseguenze economiche degli tsunami sono disastrose, e la ricostruzione impiega anni, con danni pi&ugrave; gravi delle crisi economiche. Non &egrave; qualcosa che possiamo prendere alla leggera&rdquo;, ha proseguito Bernal.<\/p>\n<p>Secondo lui, non avere protezione globale contro gli tsunami &egrave; come non avere assicurazione, nonostante i grandi tsunami siano rari. Di solito si limitano a un&rsquo;estensione di 100 chilometri lungo la costa, e colpiscono solo la popolazione locale. In Indonesia ci sono stati otto tsunami tra il 1992 e il 2000, che hanno ucciso circa 5.000 persone, ha precisato Bernal.<\/p>\n<p>Bernal ha sollecitato governi e gruppi di sostegno a formare la consapevolezza degli abitanti rispetto allo tsunami, in modo che possano capire cosa fare in situazioni di emergenza. Anche gli ospedali, ha affermato, devono essere preparati a tali disastri, essendosi mostrati notevolmente inadeguati nello tsunami del 26 dicembre in Asia.<\/p>\n<p>Secondo gli esperti, ci sono due possibili origini di tsunami sulle coste dei paesi dell&rsquo;Oceano indiano. Una &egrave; nell&rsquo;area sismica indonesiana, lunga 4.000 chilometri; l&rsquo;altra &egrave; nel Makran, vicino al Pakistan.<\/p>\n<p>Australia, Indonesia, Malesia e Tailandia stanno gi&agrave; estendendo la loro tecnologia per individuare, analizzare e dare l&rsquo;allarme per tsunami che nascono nella zona indonesiana. India, Iran e Pakistan monitoreranno la regione del Makran.<\/p>\n<p>Dal Pacifico, l&rsquo;area pi&ugrave; a rischio di tsunami, Laura Kong, direttrice del Pacific Tsunami Early Warning System, ha dichiarato che fornir&agrave; le competenze ai paesi dell&rsquo;Oceano indiano, dando loro inizialmente un elenco di istruzioni, cos&igrave; che possano sapere come comportarsi in caso di emergenza.<\/p>\n<p>Il presidente dell&rsquo;IOC, Francois Scindele, ha riferito all&rsquo;IPS che al meeting dell&rsquo;UNESCO tenutosi in marzo a Parigi, i delegati hanno richiesto che venissero istituiti nei paesi dell&rsquo;Oceano indiano centri nazionali di allarme. &ldquo;Le stazioni meteorologiche di questi paesi avranno la responsabilit&agrave; di ricevere i dati e informare la popolazione&ldquo;, ha detto. In ogni caso, ha aggiunto, la decisione se evacuare o meno le popolazioni lungo la costa sar&agrave; presa dalle autorit&agrave; locali.<\/p>\n<p>Nella loro dichiarazione, i delegati hanno ribadito che l&rsquo;impegno regionale dovrebbe servire a rafforzare la cooperazione internazionale, creando un sistema globale di allarme per i diversi rischi di catastrofe naturale. Hanno inoltre approvato i progetti dei paesi sull&rsquo;Oceano indiano per migliorare la loro capacit&agrave; di raccogliere adeguatamente informazioni e avvertimenti rispetto agli tsunami.<\/p>\n<p>L&rsquo;IOC attende tutte le valutazioni perch&eacute; i sistemi sostenibili di allarme preventivo possano essere ultimati da ciascun paese entro giugno, il che sar&agrave; seguito da adeguati piani strategici nazionali.<\/p>\n<p>I partecipanti hanno inoltre richiesto all&rsquo;IOC che al meeting in programma dal 21 al 30 giugno a Parigi venga approvata una risoluzione per realizzare un Sistema di allarme anti-tsunami nell&rsquo;Oceano indiano e un ente coordinatore intergovernamentale.<\/p>\n<p>Per i mauriziani, che non sono stati colpiti n&eacute; dallo tsunami del 26 dicembre, n&eacute; da quello del 28 marzo del 2004 a Sumatra, in Indonesia, le decisioni prese all&rsquo;incontro dell&rsquo;UNESCO fanno ben sperare.<\/p>\n<p>Rajesh Guttea, un abitante di Trou-aux-Biches, villaggio sul mare nel nord dell&rsquo;isola, ha ricordato: &ldquo;Noi non abbiamo sentito quasi nulla il 26 dicembre, ma nella notte del 28 marzo, migliaia di abitanti della costa e di turisti erano terrorizzati. Li ho visti aggirarsi come matti, fuggendo all&rsquo;ultimo piano alle 3 del mattino, mentre i turisti venivano evacuati dagli alberghi: un panico generale mai verificatosi prima sull&rsquo;isola&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Fortunatamente -&shy; ha raccontato Guttea all&rsquo;IPS &#8211; lo tsunami non &egrave; mai arrivato, ma &egrave; stata una buona esercitazione. Ora i mauriziani sanno cosa fare e quali precauzioni prendere in caso di allarme&rdquo;. Il terremoto ha ricordato a tutti che un altro tsunami potrebbe arrivare in ogni momento, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Il direttore generale dell&rsquo;UNESCO, Koichiro Matsuura, ha concluso: &ldquo;I rischi dello tsunami sono reali; non possiamo permetterci di farci trovare impreparati nel caso in cui un disastro di tale portata ci colpisca nuovamente. La natura ci ha avvertiti&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PORT-LOUIS, Mauritius, 10 maggio 2005 (IPS) &#8211; Le nazioni donatrici hanno raggiunto un&rsquo;intesa sull&rsquo;installazione di un sistema preventivo di allarme contro gli tsunami del valore di 5,5 milioni di dollari in 27 paesi dell&rsquo;Oceano indiano; il sistema sar&agrave; operativo entro&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/05\/10\/ambiente-raggiunto-laccordo-per-un-sistema-di-allarme-preventivo-anti-tsunami\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,6,8,1,25],"tags":[],"class_list":["post-278","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-apocalisse-tsunami","category-asia-e-oceania","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=278"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}