{"id":26,"date":"2003-12-09T10:34:59","date_gmt":"2003-12-09T10:34:59","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2003\/12\/09\/media-libert-di-stampa-in-ostaggio-il-caso-thailandia\/"},"modified":"2003-12-09T10:34:59","modified_gmt":"2003-12-09T10:34:59","slug":"media-libert-di-stampa-in-ostaggio-il-caso-thailandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2003\/12\/09\/media-libert-di-stampa-in-ostaggio-il-caso-thailandia\/","title":{"rendered":"MEDIA: Libert&agrave; di stampa in ostaggio: il caso-Thailandia"},"content":{"rendered":"<p>BANGKOK, DIC (IPS) &#8211; Per la gran parte dei giornalisti thailandesi, i tentativi di controllare i media negli ultimi due anni, sotto il governo del Primo ministro Thaksin Shinawatra, hanno aperto un nuovo fronte di battaglia mai sperimentato prima<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La recente acquisizione dell&#8217;11 per cento delle azioni di &#8220;The Nation Multimedia Group&#8221; (societ&agrave; di media indipendente) da parte dei familiari di un ministro di governo, ha allarmato molti giornalisti sulle sottili minacce alla libert&agrave; dei mezzi d&#8217;informazione, come la questione della propriet&agrave;. <\/p>\n<p>&#8220;La forza dei media nel sollevare dibattiti pubblici di verifica del potere statale si &egrave; esaurita di molto&#8221;, ha dichiarato Prasong Lertrattavisuth, redattore capo del gruppo del quotidiano thailandese &#8220;Matichon&#8221;, durante un incontro sulla riforma dell&#8217;informazione organizzato dalla &#8220;Thai Broadcasters Association&#8221; e dall&#8217;associazione thailandese dei giornalisti (TJA).<\/p>\n<p>Secondo Prasong, l&#8217;influenza economica dei politici &egrave; uno dei fattori principali dell&#8217;indebolimento dei media locali. L&#8217;importanza del denaro, attraverso il settore della pubblicit&agrave;, ha trasformato i media in un business, rivolto alla sopravvivenza dell&#8217;impresa e soggetto ai rischi delle conseguenze finanziarie, piuttosto che ai valori professionali della loro missione pubblica.<\/p>\n<p>Eppure, suggerisce Prasong, compito dei media dovrebbe essere quello di suscitare dibattiti di pubblico interesse, oltre che riferire fatti ed eventi.<\/p>\n<p>&#8220;I media possono stabilire l&#8217;agenda del dibattito pubblico, purch&eacute; lo facciano in modo professionale e non perch&eacute; qualcuno ha detto loro di fare cos&igrave;&#8221;, ha proseguito Prasong. &#8220;Chi lavora nei media sa che questo non &egrave; facile&#8221;.<\/p>\n<p>Si &egrave; infatti saputo che i familiari del ministro per le comunicazioni e i trasporti, Suriya Jungrungreungkij, hanno acquisito un&#8217;importante quota azionaria del &#8220;The Nation Multimedia Group&#8221;, una societ&agrave; a partecipazione mista.<\/p>\n<p>Alla Borsa Valori thailandese, alla fine di novembre, i familiari di Jungrungreungkij possedevano l&#8217;11,11 per cento delle azioni del gruppo, la cui principale testata &egrave; il quotidiano in lingua inglese &#8220;The Nation&#8221;.<\/p>\n<p>I media locali hanno riferito che la famiglia &egrave; adesso la maggiore azionaria, con quote che superano quelle dei due principali azionisti del gruppo: il presidente Thanachai Teerapatanawong (8,72 per cento) e il fondatore e giornalista Sutichai Yoon (8,19 per cento).<\/p>\n<p>Sia il ministro Suriya che la direzione di &#8220;The Nation&#8221; hanno sempre negato che ci fosse un&#8217;interferenza politica nell&#8217;acquisto delle azioni del giornale.<\/p>\n<p>Il ministro ha negato il proprio coinvolgimento nell&#8217;acquisizione, affermando che la questione riguardava decisioni individuali prese dai parenti senza che lui ne fosse a conoscenza. &#8220;Non ho mai pensato alle azioni dell&#8217;impresa n&eacute; a partecipare alla gestione del gruppo, ma se una societ&agrave; delle telecomunicazioni ha un buon futuro (come business), allora vale la pena acquisirlo&#8221;, ha dichiarato il ministro.<\/p>\n<p>Ma questo non ha rassicurato i giornalisti, che vedono nell&#8217;acquisizione della quota maggioritaria di &#8220;The Nation&#8221; da parte della famiglia di un politico al governo un segnale di influenza politica su un&#8217;istituzione dell&#8217;informazione un tempo nota per la sua posizione critica nei confronti del governo. <\/p>\n<p>Oltre a gestire il quotidiano &#8220;The Nation&#8221;, il gruppo controlla alcune pubblicazioni e un canale televisivo.<\/p>\n<p>A marzo dello scorso anno, il Dipartimento per l&#8217;emergenza militare ha intimato ad una radio di ritirare il notiziario di &#8220;The Nation&#8221; perch&eacute; troppo critico verso il governo.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, l&#8217;Ufficio antiriciclaggio ha richiesto la collaborazione di alcune banche commerciali per ottenere informazioni sui movimenti bancari di alcuni giornalisti del gruppo &#8220;The Nation&#8221;.<\/p>\n<p>Il governo ha negato di aver richiesto all&#8217;Ufficio antiriciclaggio un&#8217;indagine sul gruppo &#8220;The Nation&#8221;, sostenendo che la decisione era stata presa automaticamente da tale direzione governativa.<\/p>\n<p>Alcuni critici sostengono che dopo questo tipo di manovre per intimorire i media, adesso la minaccia si &egrave; estesa anche alla propriet&agrave;. <\/p>\n<p>Un editorialista ha espresso, sul settimanale in lingua thai &#8220;Siam Rath&#8221;, il suo giudizio sull&#8217;acquisizione da parte dei politici di importanti quote azionarie: &#8220;Questa manovra &egrave; una mossa interessante per tenere sotto controllo i professionisti dell&#8217;informazione. Questo perch&eacute; si sapeva che &#8220;The Nation&#8221; non era in buoni rapporti con il governo e che il governo aveva gi&agrave; tentato di tutto per interferire, ma senza riuscirci&#8221;.<\/p>\n<p>Nel suo rapporto annuale 2002, la TJA ha sottolineato che nel corso dell&#8217;anno il fenomeno della violenza fisica nei confronti dei giornalisti thailandesi si &egrave; ridotto, sostituito dalla pi&ugrave; sofisticata e sottile ingerenza politica.<\/p>\n<p>La TJA menziona le azioni intimidatorie di agenzie governative nei confronti di programmi radiofonici e televisivi che offrivano prospettive critiche sulle azioni del governo. I produttori dei programmi, sottolinea la TJA, sono stati costretti a mitigare i contenuti delle notizie per la sopravvivenza economica.<\/p>\n<p>Takeng Somsap, giornalista radio, lo ha ammesso, affermando che oggi diversi programmi si limitano a riferire le notizie, senza fornire opinioni critiche, per non correre rischi.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi, la radio thailandese, contrariamente al passato, non offre realmente una visione critica del governo&#8221;, ha proseguito. &#8220;Quasi tutti i programmi radio o televisivi riportano i fatti cos&igrave; come sono. Questo pu&ograve; essere utile almeno nell&#8217;attuale situazione politica&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo la TJA, i media thailandesi sono diventati pi&ugrave; vulnerabili alle pressioni economiche e ai processi scatenati dai politici. Per timore di rappresaglie, i media hanno ridotto la copertura di figure politiche influenti.<\/p>\n<p>Pragson ha deplorato che anche &#8220;la qualit&agrave; professionale dei lavoratori dei media sta diminuendo&#8221;. &#8220;Possiamo constatarlo anche dal ridotto numero dei programmi di critica&#8221;.<\/p>\n<p>In questo scenario, i lavoratori dei media guidati dalla TJA hanno chiesto una riforma dell&#8217;informazione pi&ugrave; rapida, secondo l&#8217;articolo 40 della Costituzione del 1997. Essa prevede infatti che le frequenze di radiodiffusione, possedute per decenni dallo Stato, vengano riassegnate sulla base dell&#8217;interesse pubblico.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, mentre i quotidiani nazionali e locali e le societ&agrave; d&#8217;informazione devono affrontare nuove minacce, i media alternativi stanno sviluppando una voce pi&ugrave; forte.<\/p>\n<p>Dal 2000, diversi gruppi hanno creato pi&ugrave; di 100 stazioni radio comunitarie in tutto il paese, grazie all&#8217;opportunit&agrave; fornita dalla Costituzione. Nelle province, centinaia di canali televisivi locali via cavo forniscono informazione alle popolazioni locali.<\/p>\n<p>Questo non vuol dire che i media alternativi non abbiano i loro problemi: le agenzie governative hanno cercato di far chiudere alcune stazioni comunitarie.<\/p>\n<p>Sebbene lo status legale della radio comunitaria e di alcuni canali televisivi locali via cavo sia ancora poco chiaro, gli esperti affermano che questa emerge come un&#8217;alternativa a mezzi d&#8217;informazione sempre pi&ugrave; vulnerabili al controllo.<\/p>\n<p>Boonsong Nimsritrakul, della &#8220;Thai Cable Television Association&#8221; (Associazione tailandese di televisione via cavo), ha osservato che &#8220;le televisioni locali via cavo hanno molta pi&ugrave; audience delle societ&agrave; di televisione via cavo. Forniscono anche notizie alternative che non trovano spazio nella televisione nazionale, e raggiungono aree nemmeno esplorate dai media nazionali di radiodiffusione&#8221;.<\/p>\n<p>Giornalisti ed esperti sembrano concordare sul fatto che la vecchia maniera di combattere la dittatura e le aperte minacce ai mezzi d&#8217;informazione non sono pi&ugrave; adeguate, data l&#8217;attuale natura del controllo politico. Si cominciano a cercare media e mezzi di comunicazione alternativi.<\/p>\n<p>&#8220;Una forte rete di lavoratori dei media in grado di auto-sostenersi, senza attaccamento al potere n&eacute; influenze, sicuramente aiuta&#8221;, ha dichiarato Takeng, della thailandese Broadcasters Association, che ha proseguito: &#8220;Questo &egrave; ci&ograve; che associazioni professionali come l&#8217;associazione dei giornalisti (TJA) o la thailandese Broadcasters Association stanno cercando di fare adesso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BANGKOK, DIC (IPS) &#8211; Per la gran parte dei giornalisti thailandesi, i tentativi di controllare i media negli ultimi due anni, sotto il governo del Primo ministro Thaksin Shinawatra, hanno aperto un nuovo fronte di battaglia mai sperimentato prima<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[8,12,14,1,32],"tags":[],"class_list":["post-26","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-asia-e-oceania","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-cultura","category-headlines","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}