{"id":259,"date":"2005-04-05T18:38:24","date_gmt":"2005-04-05T18:38:24","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/04\/05\/argentina-la-crescita-economica-non-attenua-le-disuguaglianze-sociali\/"},"modified":"2005-04-05T18:38:24","modified_gmt":"2005-04-05T18:38:24","slug":"argentina-la-crescita-economica-non-attenua-le-disuguaglianze-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/04\/05\/argentina-la-crescita-economica-non-attenua-le-disuguaglianze-sociali\/","title":{"rendered":"ARGENTINA: La crescita economica non attenua le disuguaglianze sociali"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 5 aprile 2005 (IPS) &#8211; La stabile crescita dell&rsquo;economia argentina negli ultimi due anni ha fatto senz&rsquo;altro retrocedere disoccupazione e povert&agrave;, ma il motore che ha risollevato il paese dalla profonda crisi di fine 2001 &egrave; servito ben poco a ridurre il forte divario tra ricchi e poveri.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&rdquo;La nostra grande sfida &egrave; la ridistribuzione delle entrate&rdquo;, ha rivelato all&rsquo;IPS un&rsquo;alta fonte del governo di N&eacute;stor Kirchner che ha preferito rimanere anonima. &ldquo;C&rsquo;&egrave; un ampio dibattito nel governo su questo tema. Sappiamo che la crescita economica non basta, se non si mette in discussione il sistema di distribuzione del reddito&rdquo;, ha ammesso.<\/p>\n<p>Dopo il grave crollo del 2001, seguito a tre anni di recessione, &egrave; iniziato un lento processo di recupero dell&rsquo;economia, con un aumento del prodotto interno lordo (PIL) dell&rsquo;8,8 per cento nel 2003, e del 9 per cento nel 2004.<\/p>\n<p>Quest&rsquo;anno, il governo &egrave; riuscito a ristrutturare, con importanti condoni, pi&ugrave; del 70 per cento del debito pubblico &#8211; insoluto sin dal 2001 &#8211; con i detentori di titoli.<\/p>\n<p>La disoccupazione, nel frattempo, che aveva raggiunto il 24,1 per cento nel secondo semestre 2002, &egrave; scesa al 12,1 per cento alla fine del 2004; e la povert&agrave;, che affliggeva almeno il 57,5 per cento degli argentini all&rsquo;apice della crisi, &egrave; diminuita al 40,2 per cento alla fine di dicembre.<\/p>\n<p>La ripresa di industria e commercio si &egrave; anche riflessa in un aumento di esportazioni, consumi e investimenti. Ma il recupero economico non ha avuto un impatto analogo sulla distribuzione della ricchezza, che resta ancora molto ineguale in Argentina.<\/p>\n<p>Nel 1994, il 10 per cento della popolazione pi&ugrave; ricca guadagnava quasi 20 volte in pi&ugrave; rispetto al 10 per cento pi&ugrave; povero. Ma nel 2002, il rapporto salito a 30, con appena un lieve calo (29 volte) nel 2004.<\/p>\n<p>L&rsquo;economista Claudio Lozano, della Central de Trabajadores Argentinos, ha spiegato all&rsquo;IPS che il problema &egrave; che &ldquo;manca un progetto di reindustrializzazione e ridistribuzione del reddito&rdquo;, che includa anche riforme del sistema fiscale che vada a gravare maggiormente sui settori a pi&ugrave; alto reddito.<\/p>\n<p>Lozano sollecita una strategia di sviluppo che includa la societ&agrave; nel suo insieme e non solo determinati settori, che di fatto stanno crescendo a ritmi accelerati, senza che i benefici si &ldquo;ripercuotano sul resto della struttura produttiva&rdquo;, ha osservato.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, l&rsquo;economista Leonardo Gasparini, del Centro di studi sociali e su distribuzione e lavoro dell&rsquo;Universit&agrave; de La Plata, ha dichiarato all&rsquo;IPS che in Argentina la crescita economica, seppure con gli alti tassi di oggi, non riesce a invertire le profonde disuguaglianze.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;esperto, sono necessarie ulteriori misure in tema di educazione, lavoro e politica sanitaria, per eliminare la situazione di povert&agrave; di un&rsquo;ampia fascia della societ&agrave;, e tendere cos&igrave; verso un modello di sviluppo pi&ugrave; equo.<\/p>\n<p>Sono stati sollevati dubbi anche sulla solidit&agrave; della ripresa economica argentina, basata soprattutto su un incremento delle esportazioni agricole in uno scenario internazionale di aumento dei prezzi dei prodotti di base.<\/p>\n<p>Ma Felisa Miceli, presidente del Banco Naci&oacute;n, statale, ha suggerito che la crescita economica del paese dopo la crisi del 2001 &ldquo;&egrave; qualcosa di pi&ugrave; che un semplice effetto di rimbalzo&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Notiamo un&rsquo;economia energica e vitale su delle variabili fondamentali, come esportazioni, consumi e investimenti&rdquo;, ha detto la funzionaria a fine marzo in conferenza stampa.<\/p>\n<p>Ma Miceli prevede anche dei possibili &lsquo;colli di bottiglia&rsquo; che rischiano di ostruire il processo, come le scarse opere di infrastrutture nei trasporti, reti viarie e energia.<\/p>\n<p>Altre sfide da affrontare &#8211; ha segnalato &#8211; sono la scarsit&agrave; di manodopera qualificata, la concentrazione oligopolistica delle imprese produttrici di beni economici di base, l&rsquo;assenza di riforme fiscali e la distribuzione regressiva del reddito.<\/p>\n<p>Miceli, la prima donna a dirigere la principale banca argentina, ritiene che queste mancanze siano strutturali e difficili da risolvere in tempi brevi, ma assicura che rientrano nelle preoccupazioni del governo.<\/p>\n<p>Il problema argentino dell&rsquo;iniqua distribuzione del reddito rispecchia uno scenario comune a tutta l&rsquo;America Latina, che &egrave; l&rsquo;area con il maggiore divario tra ricchi e poveri nel mondo.<\/p>\n<p>Nell&rsquo;insieme, la regione ha delle difficolt&agrave; a ridurre la povert&agrave; estrema al ritmo richiesto per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio, stabiliti dall&rsquo;Onu nel 2000 per la comunit&agrave; internazionale.<\/p>\n<p>Il primo obiettivo prevede di ridurre della met&agrave; la percentuale della popolazione mondiale povera e affamata entro il 2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 5 aprile 2005 (IPS) &#8211; 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