{"id":237,"date":"2005-03-01T19:43:28","date_gmt":"2005-03-01T19:43:28","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/03\/01\/diritti-basta-con-scuse-e-ritardi-il-messaggio-delle-donne-allonu\/"},"modified":"2005-03-01T19:43:28","modified_gmt":"2005-03-01T19:43:28","slug":"diritti-basta-con-scuse-e-ritardi-il-messaggio-delle-donne-allonu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/03\/01\/diritti-basta-con-scuse-e-ritardi-il-messaggio-delle-donne-allonu\/","title":{"rendered":"DIRITTI: Basta con scuse e ritardi, il messaggio delle donne all&#8217;Onu"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 1 marzo 2005 (IPS) &#8211; Migliaia di donne leader provenienti da tutto il mondo si sono riunite presso la sede dell&rsquo;Onu in un summit internazionale per valutare ci&ograve; che gli Stati membri dell&rsquo;Onu hanno fatto, negli ultimi 10 anni, per garantire pari diritti alle donne in tutti gli ambiti della vita.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nel corso del quarto vertice mondiale del 1995 tenutosi nella capitale cinese, Pechino, furono avanzate richieste specifiche per abrogare ogni legge che discriminasse le donne, e adottare politiche per promuovere l&rsquo;uguaglianza di genere nella vita pubblica.<\/p>\n<p>In che misura si &egrave; riusciti oggi a tradurre quelle parole in azioni? Secondo alti funzionari dell&rsquo;Onu e importanti organizzazioni non governative, le risposte sono ancora insufficienti.<\/p>\n<p>&ldquo;Non siamo soddisfatte&rdquo;, ha dichiarato Kyung-wha Kang, a capo della Commissione Onu sulla condizione delle donne (CSW), composta da 45 membri. &ldquo;C&rsquo;&egrave; ancora molto da fare&rdquo;.<\/p>\n<p>Carolyn Hannan, alto funzionario presso il Dipartimento affari economici e sociali dell&rsquo;Onu, &egrave; della stessa opinione: &ldquo;In alcuni settori ci sono stati dei progressi, in particolare nell&rsquo;istruzione delle ragazze e nei diritti legali per le donne. ..Ma ci sono molti indicatori negativi che richiedono interventi urgenti&rdquo;.<\/p>\n<p>Ad esempio, il protrarsi della violenza contro le donne, le scarse opportunit&agrave; economiche e una iniqua rappresentanza nelle prese decisionali, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri.<\/p>\n<p>A Pechino, i capi di governo avevno concordato l&rsquo;adozione di politiche per riservare alle donne il 30 per cento dei seggi parlamentari. Ma dieci anni dopo, solo il 15 per cento di tutti i parlamentari nel mondo sono donne.<\/p>\n<p>Esperti di sviluppo delle Nazioni Unite e leader della societ&agrave; civile suggeriscono che, seppure alcune tendenze dell&rsquo;economia mondiale abbiano avuto un impatto positivo sulla vita delle donne, ve ne sono altre che hanno indebolito la loro lotta per l&rsquo;uguaglianza economica e politica.<\/p>\n<p>Pur constatando un aumento delle opportunit&agrave; economiche e di relazioni, grazie ad un maggiore accesso alle tecnologie dell&rsquo;informazione, essi osservano che milioni di donne nel mondo impiegate nell&rsquo;agricoltura diventano sempre pi&ugrave; povere. Una situazione dovuta al passaggio dalla produzione alimentare alla coltivazione commerciale.<\/p>\n<p>Alcuni esperti sottolineano che, a parte queste tendenze di globalizzazione economica, anche la maggiore escalation militare compromette la lotta femminile per la parit&agrave; economica e politica.<\/p>\n<p>&ldquo;Considerando l&rsquo;enfasi posta dai governi sulle spese militari, le donne perdono terreno&rdquo;, osserva June Zeitlin, direttrice esecutiva della statunitense Organizzazione per l&rsquo;ambiente e lo sviluppo delle donne (WEDO), una vasta rete di centinaia di gruppi provenienti da ogni regione del mondo.<\/p>\n<p>Attualmente, pi&ugrave; di 900 miliardi di dollari all&rsquo;anno vengono spesi nelle forze armate. Ridurre della met&agrave; la povert&agrave; nel mondo entro i prossimi dieci anni, uno degli Obiettivi di sviluppo di millennio (MDG) dell&rsquo;Onu, costerebbe appena 50 miliardi di dollari all&rsquo;anno in aiuti allo sviluppo.<\/p>\n<p>Tra gli MDG vi sono: ridurre del 50 per cento fame e povert&agrave;; educazione primaria universale; ridurre di due terzi la mortalit&agrave; infantile e di tre quarti quella materna; promuovere l&rsquo;uguaglianza di genere; invertire la diffusione di Hiv\/Aids, malaria e altre malattie.<\/p>\n<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; molta retorica &#8211; sostiene Zeitlin &#8211; ma nessun miglioramento&rdquo;.<\/p>\n<p>Kang e altri funzionari dell&rsquo;Onu sembrano soddisfatti dei progressi nel campo giuridico che tutelano le donne dalla discriminazione e dalla violenza. Ma non &egrave; lo stesso per molti gruppi della societ&agrave; civile.<\/p>\n<p>Equality Now, un gruppo per la difesa dei diritti internazionali, sottolineava in un rapporto pubblicato l&rsquo;anno scorso che nonostante le promesse fatte a Pechino, pi&ugrave; di 40 paesi erano ancora riluttanti a cambiare le leggi per istituzionalizzare la discriminazione contro le donne.<\/p>\n<p>In molti paesi, segnala il rapporto, la violenza subita dalle donne &egrave; sancita dallo Stato, poich&eacute; la legge assolve pratiche quali &ldquo;il delitto d&rsquo;onore&rdquo;, lo stupro coniugale o le percosse sulla moglie.<\/p>\n<p>&ldquo;Cambiare la legge &egrave; solo un primo passo, verso un impegno nei confronti della violenza e discriminazione contro le donne&rdquo;, afferma Taina Bien-Aime, direttrice esecutiva di Equality Now. &ldquo;Come fanno i governi a dirsi impegnati per la parit&agrave; tra i sessi, quando non riescono ad eliminare neppure la pi&ugrave; lampante legge discriminatoria?&rdquo;.<\/p>\n<p>Due giorni prima dell&rsquo;incontro, il segretario generale dell&rsquo;Onu Kofi Annan ha sollecitato i governi a prendere in seria considerazione questo tema.<\/p>\n<p>&ldquo;Raddoppiare gli sforzi per combattere la violenza contro donne e bambine&rdquo; &#8211; ha dichiarato Annan &#8211; &ldquo;ci&ograve; significa autorit&agrave; nel mostrare, ad esempio, che quando si tratta di violenza contro donne o bambine, non c&#039;&egrave; alcun presupposto per essere tolleranti n&eacute; alcuna scusa plausibile&rdquo;.<\/p>\n<p>Annan ha pubblicato di recente un ampio rapporto, in cui 135 nazioni rispondono alle domande sui passi compiuti fino ad oggi per promuovere l&rsquo;uguaglianza di genere. Il rapporto valuta i progressi realizzati nell&rsquo;ambito di questo impegno a Pechino e in un successivo incontro di valutazione dell&rsquo;Assemblea Generale, tenutosi a New York cinque anni fa.<\/p>\n<p>Secondo alcuni funzionari dell&rsquo;Onu, il rapporto rappresenta un punto di partenza per i futuri dibattiti sull&rsquo;attuazione della Piattaforma d&rsquo;azione di Pechino. In esso si focalizzano temi centrali come povert&agrave;, educazione, salute, violenza, conflitti armati, opportunit&agrave; economiche, impiego flessibile e part-time, e lavoro in casa.<\/p>\n<p>Altri argomenti esaminati nel rapporto sono il traffico illecito di donne e bambine, Hiv\/Aids, donne indigene, tecnologie dell&rsquo;informazione, il ruolo di uomini e bambini e il confronto con gli MDG.<\/p>\n<p>A settembre di quest&rsquo;anno &egrave; previsto un incontro internazionale per valutare i progressi realizzati finora nel cammino per raggiungere gli MDG. Secondo i funzionari Onu, l&rsquo;esito delle discussioni delle prossime due settimane dovrebbe avere un impatto importante sul dibattito circa il futuro del progetto di base.<\/p>\n<p>&ldquo;Se non si raggiunger&agrave; l&rsquo;uguaglianza di genere, sar&agrave; impossibile realizzare questi obiettivi, che si tratti di povert&agrave; o di alfabetizzazione&rdquo;, ha detto Kang.<\/p>\n<p>L&rsquo;incontro durer&agrave; fino all&rsquo;11 marzo, quando i delegati dovrebbero rinnovare la loro adesione alla Piattaforma d&rsquo;azione di Pechino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 1 marzo 2005 (IPS) &#8211; Migliaia di donne leader provenienti da tutto il mondo si sono riunite presso la sede dell&rsquo;Onu in un summit internazionale per valutare ci&ograve; che gli Stati membri dell&rsquo;Onu hanno fatto, negli ultimi 10&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/03\/01\/diritti-basta-con-scuse-e-ritardi-il-messaggio-delle-donne-allonu\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,5,8,11,13,15,16,18,22,1,26,27,28,30,25,32],"tags":[],"class_list":["post-237","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-columnas","category-cooperazione","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-economia","category-europa","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-medioriente","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}