{"id":233,"date":"2005-02-21T13:27:42","date_gmt":"2005-02-21T13:27:42","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/02\/21\/salute-kenya-rompere-con-la-tradizione-per-avere-nascite-pi-sicure\/"},"modified":"2005-02-21T13:27:42","modified_gmt":"2005-02-21T13:27:42","slug":"salute-kenya-rompere-con-la-tradizione-per-avere-nascite-pi-sicure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/02\/21\/salute-kenya-rompere-con-la-tradizione-per-avere-nascite-pi-sicure\/","title":{"rendered":"SALUTE-KENYA: Rompere con la tradizione per avere nascite pi&ugrave; sicure?"},"content":{"rendered":"<p>NAIROBI, 21 febbraio 2005 (IPS) &#8211; &ldquo;Io uso rasoio, forbici e filo&rdquo;, racconta l&rsquo;ostetrica locale tradizionale Peris Machanja parlando della sua attivit&agrave; di far nascere i bambini. &ldquo;A volte uso i guanti, che poi disinfetto e riutilizzo, se non sono strappati. Altrimenti, ne cerco un paio nuovi&rdquo;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Machanja &egrave; una donna di cinquantacinque anni che vive nella zona a basso reddito di Kayole, alla periferia della capitale keniota Nairobi, e assiste a circa cinque nascite al mese, che nei periodi di maggior lavoro possono anche raddoppiare. La sua tariffa &egrave; di 6,5 dollari a parto.<\/p>\n<p>Ma se il Kenya vuole raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), riducendo la mortalit&agrave; infantile di tre quarti entro i prossimi dieci anni, le autorit&agrave; devono mettere fine al lavoro di queste ostetriche tradizionali. Se lasciamo che svolgano il loro lavoro indisturbate, osserva il Ministero della salute kenyota, corriamo rischi troppo alti.<\/p>\n<p>Secondo un sondaggio su demografia e salute del Kenya, condotto nel 2003 da Ministero della salute e Ufficio centrale di statistica, il tasso di mortalit&agrave; materna in questo paese dell&rsquo;Africa orientale si aggira attualmente intorno a 414 decessi su 100.000 nascite. (&Egrave; l&rsquo;ultimo sondaggio su questo tema effettuato in Kenya).<\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; una grande differenza rispetto al tasso medio &#8211; di 920 decessi ogni 100.000 nascite &#8211; stimato dall&rsquo;Organizzazione mondiale della sanit&agrave; (OMS) nell&rsquo;Africa subsahariana (per cui la regione conta il tasso di mortalit&agrave; materna pi&ugrave; alto al mondo).<\/p>\n<p>Ma in ogni caso non c&rsquo;&egrave; confronto con le percentuali registrate nei paesi sviluppati, di circa 20 morti materne ogni 100.000 nascite. Ci&ograve; &egrave; dovuto, in parte, al fatto che molte donne muoiono nelle mani delle ostetriche tradizionali, a cui mancano le competenze per gestire le eventuali complicazioni che possono sorgere durante il parto.<\/p>\n<p>Il 28 per cento delle nascite in Kenya vengono assistite dalle levatrici tradizionali, secondo l&rsquo;ultima inchiesta demografica del 2003.<\/p>\n<p>&ldquo;A volte le cose si complicano, e appena lo capisco faccio in modo che la paziente venga portata di corsa alla struttura sanitaria pi&ugrave; vicina&rdquo;, racconta Machanja.<\/p>\n<p>Tuttavia, sostiene Josephine Kibaru, a capo dei servizi sanitari riproduttivi del Ministero della salute del Kenya, spesso questa decisione viene presa troppo tardi: &ldquo;Quando le donne arrivano ai centri sanitari per le cure specializzate, sono gi&agrave; morte&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli sforzi del governo per educare le levatrici tradizionali e ridurre il numero di morti materne hanno avuto scarso successo, aggiunge Kibaru. &ldquo;Adesso, non abbiamo scelta. Se vogliamo raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio e ridurre la mortalit&agrave; materna entro il 2015, dobbiamo disfarci delle assistenti al parto tradizionali (TBA, la sigla in inglese).<\/p>\n<p>Il governo spera invece che le ostetriche informino la popolazione su altri aspetti legati alla nascita e alla sessualit&agrave;, come l&rsquo;uso di metodi contraccettivi e per prevenire la trasmissione dell&rsquo;Hiv.<\/p>\n<p>Alcuni sostengono che in Kenya in realt&agrave; mancano gli ospedali, le cliniche e il personale medico per permettere a tutte le donne incinta di partorire nelle strutture istituzionali.<\/p>\n<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; carenza di personale medico, e la cosa pi&ugrave; pratica &egrave; tentare di lavorare con ci&ograve; che abbiamo. Per questo stiamo incorporando le TBA nei nostri programmi&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Roselyn Gichira, del Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne.<\/p>\n<p>Anche Kibaru ammette che la scarsit&agrave; di personale &egrave; un problema serio nelle strutture sanitarie del Kenya.<\/p>\n<p>&ldquo;Il governo sta dando formazione alle levatrici ma non d&agrave; lavoro&rdquo;, osserva. &ldquo;Il mio ministero ha fatto pressioni. Abbiamo scritto delle lettere al governo chiedendo di riconoscere il bisogno di occupazione, perch&eacute; il Ministero della salute deve salvare vite; ma non &egrave; stato fatto niente di sostanziale, a parte minimi e sporadici interventi&rdquo;.<\/p>\n<p>Altri sottolineano che il problema della mortalit&agrave; materna deve essere affrontato pi&ugrave; a monte, aiutando le donne ad evitare le gravidanze indesiderate, che costringono molte di loro a fare figli nonostante condizioni non certo adeguate. Si tratta, in pratica, di assicurare che tutte le donne keniote abbiano accesso agli anticoncezionali.<\/p>\n<p>Il mese scorso, il ministro della sanit&agrave; Charity Ngilu ha riconosciuto che il suo paese deve ancora fare molti passi avanti in questo campo.<\/p>\n<p>Durante il lancio di un rapporto che valuta i progressi della comunit&agrave; internazionale nell&rsquo;attuazione degli MDG, intitolato &ldquo;Investire nello sviluppo: un programma pratico per raggiungere gli Obiettivi del millennio&rdquo;, Ngilu ha parlato della necessit&agrave; di &ldquo;riabilitare le strutture sanitarie e migliorare la disponibilit&agrave; di contraccettivi&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma questo significherebbe investire di pi&ugrave; nei servizi sanitari in Kenya.<\/p>\n<p>Al momento, solo il 7,5 per cento della spesa pubblica viene destinato alla sanit&agrave; pubblica, anche se il Kenya si &egrave; unito ad altri paesi africani impegnandosi ad assegnare il 10 per cento del bilancio a questo settore. L&rsquo;impegno &egrave; stato preso nel 2000 in Nigeria, durante il &ldquo;Vertice africano su Hiv\/Aids, tubercolosi e altre malattie infettive correlate&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel 2000, i leader mondiali hanno concordato otto MDG, nel corso del Vertice del millennio delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Oltre a ridurre la mortalit&agrave; materna, gli obiettivi si propongono di porre fine alla fame e alla povert&agrave;, raggiungere l&rsquo;educazione primaria universale, promuovere l&rsquo;uguaglianza di genere, ridurre di due terzi la mortalit&agrave; infantile e invertire la diffusione dell&rsquo;Aids e di altre malattie che contano molte vittime nel mondo in sviluppo.<\/p>\n<p>Gli MDG definiscono inoltre delle strategie per garantire la sostenibilit&agrave; ambientale e per una partnership globale nell&rsquo;affrontare i problemi delle barriere commerciali, il debito del Terzo mondo e altri temi. Il 2015 &egrave; la scadenza stabilita per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAIROBI, 21 febbraio 2005 (IPS) &#8211; &ldquo;Io uso rasoio, forbici e filo&rdquo;, racconta l&rsquo;ostetrica locale tradizionale Peris Machanja parlando della sua attivit&agrave; di far nascere i bambini. &ldquo;A volte uso i guanti, che poi disinfetto e riutilizzo, se non sono&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/02\/21\/salute-kenya-rompere-con-la-tradizione-per-avere-nascite-pi-sicure\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,11,13,15,16,1,27,25,34],"tags":[],"class_list":["post-233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-columnas","category-cooperazione","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-salute"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}