{"id":223,"date":"2005-02-08T22:51:58","date_gmt":"2005-02-08T22:51:58","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=223"},"modified":"2017-10-28T22:55:47","modified_gmt":"2017-10-28T22:55:47","slug":"forum-sociale-mondiale-i-rischi-del-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/02\/08\/forum-sociale-mondiale-i-rischi-del-successo\/","title":{"rendered":"FORUM SOCIALE MONDIALE: I rischi del successo"},"content":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 8 febbraio 2005 (IPS) &#8211; Il Forum Sociale Mondiale (FSM) potrebbe rivelarsi vittima del suo stesso successo. L\u2019ansia di \u201cazione\u201d e di risultati concreti minaccia di produrre divisioni e frustrazioni. <!--more-->Lo scrittore portoghese Jos\u00e9 Saramago ha espresso questo contrasto, sottolineando la necessit\u00e0 che il Forum si trasformi \u201cin uno strumento d\u2019azione\u201d con proposte consensuali, per evitare che diventi una semplice \u201cmecca\u201d di pellegrinaggio del mondo della sinistra per discussioni e dibattiti \u201cutopici\u201d.<\/p>\n<p>Alla sua prima partecipazione all\u2019incontro, conclusosi lo scorso 31 gennaio, il Premio Nobel della letteratura si \u00e8 unito ad altre 18 personalit\u00e0 fortemente legate al FSM per divulgare il \u201cManifesto di Porto Alegre\u201d, la citt\u00e0 brasiliana sede e culla di tre edizioni passate del Forum e dell\u2019incontro di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Il Manifesto traccia 12 proposte \u201cche nell\u2019insieme danno un senso alla costruzione di un altro mondo possibile\u201d.<\/p>\n<p>Pur riconoscendo di \u201cnon parlare a nome del Forum\u201d, ma a titolo strettamente personale, i 19 intellettuali sintetizzano le \u201cinnumerevoli proposte\u201d presentate, in 12 punti che, \u201cse venissero attuati, permetterebbero infine ai cittadini di riappropriarsi del proprio futuro\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto che la maggior parte dei firmatari siano noti protagonisti del FSM sin dalla sua nascita, e molti siano membri del Consiglio internazionale organizzatore, potrebbe far confondere il Manifesto con una posizione comune adottata dal movimento. Sembrerebbe anche che il Forum, negando la sua stessa natura, sia diventato una sorta di \u201cpolitburo\u201d.<\/p>\n<p>tra i firmatari del documento ci sono l\u2019argentino Adolfo P\u00e9rez Esquivel (Premio Nobel per la pace 1980); il sociologo portoghese Boaventura de Souza Santos; il francese Bernard Cassen (direttore di Le Monde Diplomatique); l\u2019economista egiziano Samir Amin; il sociologo statunitense Immanuel Wallerstein e lo scrittore pachistano Tariq Ali.<\/p>\n<p>Sette proposte sono di carattere economico: \u201cCancellare il debito pubblico ai paesi del Sud\u201d; tassare le transazioni finanziarie e la vendita d\u2019armi; raggiungere la piena occupazione e la protezione sociale; smantellare i paradisi fiscali; adottare il commercio equo; sovranit\u00e0 e sicurezza alimentare promovendo la piccola agricoltura; proibire i brevetti sulla conoscenza e sugli esseri viventi e la privatizzazione dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Gli altri cinque punti riguardano: \u201cDemocratizzare in profondit\u00e0 le organizzazioni internazionali\u201d, \u201cgarantire il diritto all\u2019informazione e il diritto a informare\u201d, smantellare le basi militari straniere, lottare per politiche pubbliche contro ogni forma di discriminazione, e mettere fine alla distruzione dell\u2019ambiente, soprattutto nel quadro del cambiamento climatico.<\/p>\n<p>Tra gli altri firmatari del Manifesto, Walden Bello, direttore dell\u2019organizzazione non governativa tailandese Focus on the Global South, aveva gi\u00e0 affermato in un dibattito che il Forum dovrebbe adottare posizioni politiche. \u201cNon \u00e8 sufficiente che sia uno spazio aperto\u201d perch\u00e9 rimanga significativo, ha osservato.<\/p>\n<p>Molti chiedono che il FSM scelga tre o quattro temi, al massimo, su cui concentrare i propri sforzi, sostenendo che la pluralit\u00e0 di idee e proposte rischia di indebolirne l\u2019efficacia.<\/p>\n<p>Il FSM, tuttavia, non \u00e8 altro che un forum, uno \u201cspazio aperto di dibattito per riflettere, \u2026formulare proposte, per il libero scambio di esperienze e per fare rete in vista di azioni concrete\u201d contro il modello neoliberista del libero mercato, e non \u201cvuole essere un\u2019entit\u00e0 rappresentativa della societ\u00e0 civile mondiale\u201d, come dice la sua Carta dei principi adottata dal Consiglio internazionale a giugno del 2001.<\/p>\n<p>Uno dei quattordici punti della Carta, il sesto, dice chiaramente che \u201cgli incontri del FSM non hanno carattere deliberativo\u201d e che \u201cnessuno \u00e8 autorizzato a manifestare &#8211; a nome del Forum -posizioni che possano essere attribuite a tutti i partecipanti\u201d, n\u00e9 questi devono essere mai chiamati a prendere decisioni.<\/p>\n<p>Il Forum \u201cnon si costituisce pertanto come entit\u00e0 dotata di un potere che i suoi partecipanti si contendano\u201d, conclude il sesto punto della Carta dei principi.<\/p>\n<p>Tali principi, secondo gli organizzatori, esprimono chiaramente la natura del FSM e servono spesso come uno strumento usato dalle organizzazioni per resistere alle diverse pressioni. Sono gli enti e i movimenti sociali che devono articolarsi in gruppi o reti e prendere decisioni, non il Forum.<\/p>\n<p>Ma questo incontro di migliaia di organizzazioni e movimenti sociali ha avuto crescenti ripercussioni sin dalla sua prima edizione nel 2001, sebbene a volte venga sopravvalutata la sua importanza quanto alla capacit\u00e0 di introdurre tematiche sociali nell\u2019agenda mondiale, dimenticando le grandi conferenze delle Nazioni Unite (Onu) degli anni \u201990.<\/p>\n<p>\u00c8 una tentazione sempre pi\u00f9 forte, usare la forza simbolica e di mobilitazione del FSM nella lotta per \u201cun altro mondo possibile\u201d e contro \u201cil neoliberismo\u201d. Il successo si trasforma cos\u00ec in un veleno che pu\u00f2 togliere al Forum la sua forza innovatrice: l\u2019orizzontalit\u00e0, l\u2019assenza di gerarchie e la diversit\u00e0 di partecipanti ed esperienze.<\/p>\n<p>Le incomprensioni sulla natura del Forum emergono ad esempio nella proposta del presidente brasiliano Luiz In\u00e1cio Lula da Silva, che cerca di promuovere un dialogo tra i \u201cmondi\u201d di Porto Alegre e di Davos, la citt\u00e0 svizzera sede del Forum Economico Mondiale.<\/p>\n<p>L\u2019idea ha suscitato disagi e dissensi nel FSM, che non ha leader n\u00e9 portavoce per un simile dibattito, non essendo un\u2019organizzazione in s\u00e9.<\/p>\n<p>Alcuni membri del Consiglio internazionale hanno ammesso la possibilit di partecipare a questo dialogo come dirigenti delle loro rispettive organizzazioni, ma riconoscono che sarebbe impossibile evitare di apparire quali rappresentanti del Forum sociale mondiale.<\/p>\n<p>Sarebbe difficile anche mantenere l\u2019unit\u00e0 del Forum, intesa come adesione generale, senza dissidenze.<\/p>\n<p>E\u2019 quanto \u00e8 accaduto al Forum sociale europeo, tenutosi a Londra lo scorso ottobre come un incontro regionale del FSM, e chiusosi con delle divisioni. Gruppi insoddisfatti si sono riuniti separatamente, accusando le autorit\u00e0 locali e i partiti politici di imporre regole \u201cmediante il controllo sul bilancio dell\u2019evento\u201d.<\/p>\n<p>Le decisioni relative all\u2019organizzazione non sono neutre. Per quanto i forum sociali rifiutino le gerarchie e le dispute per il potere interno, il Consiglio internazionale e i comitati organizzatori sono di fatto terreno di scontro.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile decidere, ad esempio, se il Forum Sociale delle Americhe del prossimo anno si terr\u00e0 in Venezuela, come vorrebbero il presidente di questo paese Hugo Ch\u00e1vez e i suoi sostenitori, o no. L\u2019incontro della societ\u00e0 civile risulterebbe distorto, se venisse identificato con una manifestazione politica di sostegno a un governo nazionale.(FINE\/2005) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 8 febbraio 2005 (IPS) &#8211; Il Forum Sociale Mondiale (FSM) potrebbe rivelarsi vittima del suo stesso successo. 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