{"id":220,"date":"2005-02-03T10:29:05","date_gmt":"2005-02-03T10:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/02\/03\/politica-allarme-onu-lafrica-ancora-devastata-dalle-crisi\/"},"modified":"2005-02-03T10:29:05","modified_gmt":"2005-02-03T10:29:05","slug":"politica-allarme-onu-lafrica-ancora-devastata-dalle-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/02\/03\/politica-allarme-onu-lafrica-ancora-devastata-dalle-crisi\/","title":{"rendered":"POLITICA: Allarme ONU, l&#8217;Africa ancora devastata dalle crisi"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 3 febbraio 2005 (IPS) &#8211; Quest&rsquo;anno i conflitti in corso in Africa continueranno ad avere un &ldquo;impatto devastante&rdquo; sui civili, &ldquo;come &egrave; stato per molti mesi e, in<br \/>\nalcuni casi, per molti anni&rdquo;. L&rsquo;allarme &egrave; stato lanciato da un alto funzionario dell&rsquo;Onu.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&rdquo;La combinazione &egrave; fatale: instabilit&agrave;, accesso limitato e imponenti esigenze umanitarie che continuano a crescere, mentre noi lottiamo per superarle&rdquo;, ha detto al Consiglio di Sicurezza Jan Egeland, sottosegretario generale per gli affari umanitari delle Nazioni Unite (Onu).<\/p>\n<p>Egeland, dipingendo un triste quadro delle crisi che dilagano in Africa, ha dichiarato che, su 15 appelli umanitari lanciati dalle Nazioni Unite  lo scorso anno, 13 riguardavano paesi africani. <\/p>\n<p>&rdquo;Spero davvero che questo Consiglio confermi il proprio impegno ad affrontare queste emergenze come ha fatto finora&rdquo; &#8211; ha aggiunto Egeland -, appellandosi alle 22 ricche nazioni donatrici del mondo perch&eacute; siano pi&ugrave; generose. <\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; molto preoccupante&rdquo;, ha detto, che lo scorso anno il Burundi abbia ricevuto aiuti internazionali solo per il 44 per cento circa delle sue necessit&agrave; di emergenza; la Costa d&rsquo;Avorio per il 34 per cento circa e la Liberia per il 48 per cento. <\/p>\n<p>Questi paesi, ha affermato Egeland, sono sull&rsquo;agenda del Consiglio di Sicurezza, &ldquo;e, malgrado ci&ograve;, i loro appelli sono stati estremamente sotto-finanziati&rdquo;. <\/p>\n<p>Se non ci sar&agrave; una risposta positiva della comunit&agrave; internazionale &#8211; ha proseguito -, l&rsquo;Africa dovr&agrave; affrontare enormi sfide umanitarie nel 2005 (in particolare nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), in Sudan, Somalia, Burundi, Liberia, Ciad, Guinea, Uganda, Costa d&rsquo;Avorio, Repubblica Centrafricana, Zimbabwe, Etiopia ed Eritrea). <\/p>\n<p>L&rsquo;agenzia umanitaria internazionale Oxfam ha segnalato di recente il conflitto nell&rsquo;Uganda del nord &#8211; dove l&rsquo;Esercito di resistenza del  Signore (Lord&#039;s Resistance Army,  LRA) &egrave; impegnato in una guerra civile ventennale contro il governo di  Kampala &#8211; come &ldquo;uno dei pi&ugrave; lunghi conflitti africani ancora aperti&rdquo;, con oltre 1,5 milioni di profughi. <\/p>\n<p>&rdquo;Il Consiglio di Sicurezza dell&rsquo;Onu ha dimostrato una terribile indifferenza rispetto al conflitto in Uganda, non approvando neanche una risoluzione al riguardo&rdquo;, ha affermato Emma Naylor, responsabile di Oxfam-Uganda. <\/p>\n<p>Naylor ha dichiarato che la guerra ha gi&agrave; avuto &ldquo;conseguenze orribili&rdquo; sulla popolazione e ha minato la fiducia nel processo di pace. <\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;Onu deve fare tutto il possibile per garantire che il recente insuccesso dei negoziati di pace non segni un ritorno alla guerra assoluta&rdquo;, ha detto Naylor in una recente dichiarazione. &ldquo;Mentre le notizie sullo tsunami e sull&rsquo;Iraq dominano lo scenario, l&rsquo;Uganda non deve diventare una vittima silenziosa&rdquo;. <\/p>\n<p>La Civil Society Organisations for Peace in Northern Uganda (CSOPNU), una coalizione di circa 40 organizzazioni non governative (Ong) nazionali e internazionali, ha dichiarato che il conflitto in Uganda &egrave; costato in totale circa 1,3 miliardi di dollari, il tre per cento del prodotto interno lordo (PIL) del paese, e circa 100 milioni di dollari all&rsquo;anno. <\/p>\n<p>Egeland ha detto al Consiglio di Sicurezza che, solamente nella RDC, l&rsquo;effetto globale del conflitto &egrave; sconcertante: oltre 3,8 milioni di  persone uccise dal 1998. <\/p>\n<p>&rdquo;Ci&ograve; equivale al bilancio di pi&ugrave; di una dozzina di tsunami&rdquo;, ha detto, alludendo al potente maremoto che ha ucciso pi&ugrave; di 250.000 persone nel sud e nel sud-est asiatico. <\/p>\n<p>Con circa 1000 morti ogni giorno nella RDC, la maggior parte a causa di malattie facilmente prevenibili e curabili, si raggiunge un bilancio di decessi delle stesse proporzioni dello tsunami quasi ogni sei mesi, ha affermato. <\/p>\n<p>&rdquo;Tutte le parti sono pesantemente armate, nonostante l&rsquo;embargo sulle armi imposto da questo Consiglio nel luglio scorso, e i combattimenti possono ancora aggravarsi&rdquo;, ha avvertito Egeland. <\/p>\n<p>Oltre ai conflitti militari in corso, anche le siccit&agrave; ricorrenti producono un pesante bilancio, in particolare nel Corno d&rsquo;Africa. <\/p>\n<p>Solo in Eritrea, circa 2,2 milioni di persone &#8211; su una popolazione di 3,8 milioni di abitanti  hanno bisogno di assistenza alimentare, e il tasso del 53 per cento di malnutrizione materna &egrave; tra i pi&ugrave; alti nel mondo, ha dichiarato il funzionario Onu. <\/p>\n<p>Anche in Somalia e in Etiopia, stagioni consecutive di siccit&agrave; hanno causato la perdita di risorse, bestiame, e  una grave instabilit&agrave;  alimentare in molte zone dei due paesi. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, sei milioni di persone in sei paesi dell&rsquo;Africa meridionale quest&rsquo;anno non potranno soddisfare il loro fabbisogno  alimentare, soprattutto a causa della &ldquo;triplice minaccia&rdquo; rappresentata da insicurezza alimentare, Hiv\/Aids e scarsa capacit&agrave; di governo. <\/p>\n<p>Il pi&ugrave; devastante &egrave; l&rsquo;impatto dell&rsquo;Hiv\/Aids, ha dichiarato Egeland. Solo lo scorso anno, l&rsquo;Aids ha causato quasi un milione di morti nella  regione. <\/p>\n<p>Nel Sud dell&rsquo;Africa, ci sono oggi quattro milioni di orfani solo a causa dell&rsquo; Hiv\/Aids, con un aumento del fenomeno dei &ldquo;bambini capo-famiglia&rdquo;, ossia di bambini lasciati soli, esclusi dai vicini, spesso sieropositivi, senza protezione o con uno scarso accesso ai mezzi di sopravvivenza. <\/p>\n<p>La situazione nel Darfur, dove i miliziani sudanesi sono accusati di genocidio, continua a peggiorare. La settimana scorsa, circa 10.000  sudanesi hanno abbandonato i loro villaggi nel Darfur del sud per cercare salvezza e assistenza. In un solo villaggio sono stati uccisi circa 100 civili, per lo pi&ugrave; donne e bambini. <\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;alto livello di instabilit&agrave;, soprattutto nel sud e nell&rsquo;ovest del Darfur, ci impone seri limiti nel raggiungere centinaia di migliaia di  persone la cui sopravvivenza dipende dal nostro aiuto&rdquo;, ha osservato Egeland. <\/p>\n<p>Nella sua recente pubblicazione intitolata &ldquo;Uno sguardo sulla politica africana per il 2005&rdquo;, l&rsquo;organizzazione Africa Action di Washington ha  accusato l&rsquo;amministrazione Bush di trascurare i problemi dell&rsquo;Africa. <\/p>\n<p>&rdquo;I reali interessi dell&rsquo;amministrazione Bush in Africa sono il petrolio e le alleanze geo-strategiche, e la misura dell&rsquo;impegno sar&agrave; giudicata quest&rsquo;anno dalle sue iniziative per la cancellazione del debito, per l&rsquo;Hiv\/Aids e il genocidio nel Darfur&rdquo;, ha dichiarato Salih Booker, direttore esecutivo di Africa Action. <\/p>\n<p>Nonostante sia stato garantito un nuovo interesse internazionale verso l&rsquo;Africa &#8211; ha concluso Booker &#8211; &ldquo;la triste realt&agrave; &egrave; che il 2005 rischia di essere un altro anno di penosa spettacolarizzazione, piuttosto che l&rsquo;anno della svolta radicale&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 3 febbraio 2005 (IPS) &#8211; Quest&rsquo;anno i conflitti in corso in Africa continueranno ad avere un &ldquo;impatto devastante&rdquo; sui civili, &ldquo;come &egrave; stato per molti mesi e, in alcuni casi, per molti anni&rdquo;. 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