{"id":218,"date":"2005-01-28T17:39:37","date_gmt":"2005-01-28T17:39:37","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/01\/28\/forum-sociale-mondiale-linformazione-alla-portata-di-tutti\/"},"modified":"2005-01-28T17:39:37","modified_gmt":"2005-01-28T17:39:37","slug":"forum-sociale-mondiale-linformazione-alla-portata-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/01\/28\/forum-sociale-mondiale-linformazione-alla-portata-di-tutti\/","title":{"rendered":"FORUM SOCIALE MONDIALE: L&#8217;informazione alla portata di tutti"},"content":{"rendered":"<p>PORTO ALEGRE, Brasile, 28 gennaio 2005 (IPS) &#8211; Il dibattito sul controllo imposto dal sistema dominante, e la necessit&agrave; di elaborare azioni concrete, hanno segnato il I&deg; Forum Sociale Mondiale su Informazione e Comunicazione, tenutosi lo scorso marted&igrave; 25 in questa citt&agrave; meridionale del Brasile.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>L&rsquo;incontro si &egrave; svolto nel quadro delle attivit&agrave; preparatorie al quinto Forum sociale mondiale (FSM), anch&rsquo;esso in corso a Porto Alegre (26-31 gennaio), con l&rsquo;intento di colmare i grandi vuoti del passato tra l&rsquo;insieme delle organizzazioni partecipanti.<\/p>\n<p>Il forum su informazione e comunicazione era suddiviso in tre panel, coordinati rispettivamente da Mario Lubetkin, direttore generale dell&rsquo;agenzia di stampa internazionale IPS, Sean O&rsquo;Siochru, di Nexus Research, e Roberto Savio, segretario generale di Media Watch Global (MWG) e presidente emerito di IPS.<\/p>\n<p>Erano presenti al tavolo lo studioso francese Armand Matellard, Ignacio Ramonet, direttore di Le Monde Diplomatique e presidente di MWG, Adrie Papma, di Novib\/Oxfam-Olanda, Marcelo Furtado, direttore in Brasile dell&rsquo;organizzazione ambientalista Greenpeace, l&rsquo;italiano Giulietto Chiesa, deputato al Parlamento europeo, Andrew Calabrese, presidente dell&#039;Amarc (Associazione mondiale delle Reti Radiofoniche Comunitarie), e l&rsquo;accademico statunitense Steve Buckley.<\/p>\n<p>I partecipanti hanno concordato sul fatto che la copertura del FSM sia sempre stata passiva, senza preoccuparsi di trasmettere il suo messaggio ai grandi media.<\/p>\n<p>Il sociologo C&aacute;ndido Grzybowski, del comitato esecutivo del FSM, ha osservato che, mentre da un lato Internet &ldquo;ci ha permesso di entrare in contatto col mondo intero e il forum &egrave; stato possibile proprio grazie a questa tecnologia, essa allo stesso tempo ci distrugge perch&eacute; non raggiunge tutti ma solo le &eacute;lite&rdquo;.<\/p>\n<p>Per il FSM &egrave; una questione politica di primo piano, un problema che deve essere risolto &ldquo;per poter arrivare a tutte le comunit&agrave;, visto che adesso abbiamo pi&ugrave; confusione che diversit&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>3000 dei 5000 giornalisti accreditati, scrivono per pubblicazioni di organizzazioni non governative &ldquo;che si limitano a informare i propri utenti, senza esprimere messaggi globali comuni&rdquo;, ha sottolineato Mario Lubetkin.<\/p>\n<p>La proposta che ha ottenuto maggiori consensi &egrave; stata quella di creare un sistema di copertura dei temi del FSM che non si limiti ai cinque giorni di ciascuna edizione del forum: &egrave; necessario estendere l&rsquo;informazione sulle attivit&agrave; della societ&agrave; civile nel corso di tutto l&rsquo;anno, creando una rete di giornalisti che si occupino di questi temi.<\/p>\n<p>Esiste un &ldquo;vuoto deplorevole nell&rsquo;informazione esterna al FSM, perch&eacute; finora non c&rsquo;&egrave; mai stato un sistema attivo di copertura mediatica del processo in generale e delle sue molteplici attivit&agrave; annuali&rdquo;, ha detto il direttore generale di IPS.<\/p>\n<p>Un&rsquo;altra lacuna evidenziata con forza da tutti i partecipanti all&rsquo;incontro del 25 &egrave; quella denominata &ldquo;informazione del giorno dopo&rdquo;, per cui un FMS non viene percepito come la sintesi degli avvenimenti di un intero anno.<\/p>\n<p>&ldquo;Questo forum di comunicazione e informazione &egrave; un processo che deve costruire una maggiore capacit&agrave; del FSM di comunicare&rdquo;, ha detto Lubetkin.<\/p>\n<p>Ramonet, dal canto suo, ha affermato che nel mondo attuale, &ldquo;emerge un problema nuovo, che viene dai grandi media, che molte volte usano i loro stessi meccanismi per ostacolare la democrazia&rdquo;.<\/p>\n<p>I media statunitensi, considerati come i pi&ugrave; influenti, &ldquo;oggi non hanno la capacit&agrave; di frenare l&rsquo;atteggiamento bellicista di Washington, e non hanno neanche rispecchiato la diffusa condanna della societ&agrave; internazionale di fronte alle false argomentazioni addotte per scendere in guerra&rdquo;, ha commentato il presidente di MWG.<\/p>\n<p>L&rsquo;informazione, ha deplorato il giornalista francese, &ldquo;&egrave; diventata una merce, che circola secondo la domanda e l&rsquo;offerta sotto le leggi dello spettacolo, che si impone mediante la drammatizzazione e lo sfruttamento delle emozioni, invece di rispecchiare realt&agrave; concrete e aiutare a creare una conoscenza migliore della societ&agrave; per poterla modificare&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Ci troviamo di fronte ad un sistema complesso, molteplice, ma non affidabile, in cui i mezzi di comunicazione, che dovrebbero essere l&rsquo;espressione di settori sociali, nei grandi paesi sono controllati da tre o quattro grandi gruppi economici&rdquo;, ha concluso Ramonet.<\/p>\n<p>Anche Mattelard ha ribadito la propria convinzione che &ldquo;ci troviamo davanti a un mondo segnato dall&rsquo;offensiva di una cultura unica, nel senso di un ordine totale, mentre noi difendiamo la molteplicit&agrave; di culture e i loro attori&rdquo;.<\/p>\n<p>Questo pensiero unico, ha aggiunto, &ldquo;&egrave; tecnocratico e questa sar&agrave; una battaglia dura, perch&eacute; su tutto ci&ograve; che riguarda il tema dell&rsquo;informazione e della comunicazione &egrave; difficile mobilitare le persone, pur essendo una cosa che interessa la loro vita quotidiana&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli interventi della maggior parte dei partecipanti concordavano sul fatto che la privatizzazione dei mezzi di comunicazione non garantisce il pluralismo dell&rsquo;informazione, perch&eacute;, come ha sintetizzato il giornalista italiano Gianni Min&agrave;, &ldquo;oggi un imprenditore compra un mezzo per fare i propri interessi ed essere favorito dal governo&rdquo;.<\/p>\n<p>Un giornalista presente all&rsquo;incontro, non identificato, ha rilevato che &egrave; necessario fare breccia con l&rsquo;informazione che interessa la societ&agrave; civile nei grandi media, soprattutto audiovisivi, producendo materiale di buona qualit&agrave; che possa essere utilizzato dalle emittenti televisive, e ha citato il successo di Greenpeace in tal senso. <\/p>\n<p>Delle conclusioni al I&deg; Forum mondiale su Informazione e Comunicazione si &egrave; occupato Roberto Savio, ricordando che gli Stati considerano politicamente scorretto parlare di stampa, essendo una questione che riguarda il mercato, riducendo cos&igrave; tutto alla libert&agrave; di propriet&agrave;.<\/p>\n<p>La concentrazione proprietaria dei media si identifica oggi pi&ugrave; che mai con il pensiero unico, ma i temi di trent&rsquo;anni fa sul dibattito intorno al nuovo ordine dell&rsquo;informazione internazionale sono ancora attuali, ha detto.<\/p>\n<p>Savio si riferiva all&rsquo;autonomia sempre pi&ugrave; relativa dei giornalisti, visto che &egrave; l&rsquo;editore che determina la loro attivit&agrave; professionale attraverso la scelta dei temi vendibili secondo i criteri del mercato, dando la preferenza ai fatti, a scapito dei processi.<\/p>\n<p>Un altro aspetto preoccupante nel mondo dei media &egrave; l&rsquo;enorme interdipendenza tra politica e informazione, che oggi &#8211; ha sottolineato il presidente emerito di IPS &shy; viene utilizzata persino per inventare candidati.<\/p>\n<p>Savio ha evidenziato che, nonostante le migliaia di associazioni di difesa dei consumatori presenti nel mondo, non ce n&rsquo;&egrave; neanche una che si occupi dei diritti dei cittadini all&rsquo;informazione.<\/p>\n<p>Siamo ancora molto lontani dal momento in cui la societ&agrave; civile avr&agrave; un vero sistema di comunicazione. &Egrave; necessario creare un meccanismo permanente di diffusione di informazione per il FSM e lottare affinch&eacute; il diritto all&rsquo;informazione sia riconosciuto come uno dei diritti umani fondamentali, ha concluso Savio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PORTO ALEGRE, Brasile, 28 gennaio 2005 (IPS) &#8211; Il dibattito sul controllo imposto dal sistema dominante, e la necessit&agrave; di elaborare azioni concrete, hanno segnato il I&deg; Forum Sociale Mondiale su Informazione e Comunicazione, tenutosi lo scorso marted&igrave; 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