{"id":215,"date":"2005-01-25T15:38:30","date_gmt":"2005-01-25T15:38:30","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/01\/25\/popolazione-indonesia-lautonomia-regionale-limita-i-diritti-delle-donne\/"},"modified":"2005-01-25T15:38:30","modified_gmt":"2005-01-25T15:38:30","slug":"popolazione-indonesia-lautonomia-regionale-limita-i-diritti-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/01\/25\/popolazione-indonesia-lautonomia-regionale-limita-i-diritti-delle-donne\/","title":{"rendered":"POPOLAZIONE-INDONESIA: L&#8217;autonomia regionale limita i diritti delle donne"},"content":{"rendered":"<p>JAKARTA, 24 gennaio 2005 (IPS) &#8211; Quando l&rsquo;Indonesia raggiunse l&rsquo;autonomia regionale, quattro anni fa, le donne &#8211; che rappresentano oltre il 50 per cento della popolazione del paese &#8211; pensarono di poter esercitare un ruolo determinante nelle decisioni. Tuttavia, negli anni, si sono viste sempre pi&ugrave; emarginate e vittime di discriminazioni.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;Con l&rsquo;attuazione dell&rsquo;autonomia regionale, le amministrazioni locali hanno dato vita a diverse leggi speciali che umiliano le donne&rdquo;, ha dichiarato all&rsquo;IPS Adriana Venny, direttrice esecutiva della Women&#039;s Journal Foundation. <\/p>\n<p>I risultati dei casi di studio condotti dalla fondazione in otto distretti, o &ldquo;reggenze&rdquo;, hanno dimostrato che l&rsquo;attuazione massiccia e drastica dell&rsquo;autonomia regionale ha incoraggiato le amministrazioni locali a emettere leggi che limitano i diritti delle donne. <\/p>\n<p>L&rsquo;autonomia regionale lascia solo cinque competenze fondamentali nelle mani del governo centrale, ovvero le relazioni diplomatiche, la difesa nazionale, l&rsquo;autorit&agrave; fiscale e monetaria, il sistema giudiziario e gli affari religiosi. <\/p>\n<p>A Padang, Sumatra occidentale, dove la societ&agrave; &egrave; stata a lungo di tipo &ldquo;matriarcale&rdquo;, il governo locale ha emesso un ordinamento che proibisce alle donne di uscire la notte senza un accompagnatore. Ma c&rsquo;&egrave; una forte resistenza pubblica all&rsquo;applicazione di tale norma. <\/p>\n<p>Le autorit&agrave; locali hanno sottolineato che la legge che impedisce alle donne di uscire la notte tra le 22,00 e le 4,00 &egrave; intesa a frenare l&rsquo;aumento della prostituzione in citt&agrave;. <\/p>\n<p>&rdquo;Sulle strade di Padang, a partire dalle 19,00, si vedono molti veicoli agitarsi&rdquo;, ha spiegato il politico locale Marfendi, riferendosi alle attivit&agrave; di commercio del sesso che hanno luogo all&rsquo;interno delle automobili. <\/p>\n<p>Protestando contro l&rsquo;applicazione di tale norma, la Coalizione delle donne indonesiane ha evidenziato che, per limitare la prostituzione in citt&agrave;, si dovrebbero fornire mezzi di sostentamento alternativi, anzich&eacute; proibire alle donne di uscire la sera. <\/p>\n<p>In aree dilaniate dal conflitto come Poso, il Sulawesi centrale, Ambon e Maluku, il decentramento ha portato all&rsquo;attuazione di politiche che provvedono unicamente alle necessit&agrave; dell&rsquo;uomo. <\/p>\n<p>&rdquo;Per esempio, le amministrazioni locali di Poso e Ambon danno priorit&agrave; alla distribuzione di sigarette agli uomini anzich&eacute; di assorbenti alle donne. Ci&ograve; &egrave; molto usuale nelle aree divise dal conflitto e accade anche nella provincia di Aceh&rdquo;, ha dichiarato Gadis Arivia, direttore della Women&#039;s Journal Foundation, un&rsquo;organizzazione non governativa locale. <\/p>\n<p>Lo tsunami del 26 dicembre ha colpito molto duramente Aceh e il tributo di morte ha superato le 166.000 vittime, sebbene la cifra reale non sar&agrave; mai nota. Pi&ugrave; di 6000 persone sono disperse. Solo ad Aceh e nel nord di Sumatra si stimano 800.000 senzatetto. <\/p>\n<p>&rdquo;Distribuire assorbenti alle donne nei campi profughi non &egrave; la preoccupazione principale dei governi locali, eppure &egrave; molto importante soprattutto per le donne durante il ciclo&rdquo;, ha detto Arivia in un&rsquo;intervista. <\/p>\n<p>A Jember, nell&rsquo;est di Java, le autorit&agrave; locali hanno avviato retate contro le donne che escono la sera, ritenendo che lavorino come prostitute. <\/p>\n<p>Nell&rsquo;ovest di Java, a Cianjur, Ciamis e Tasikmalaya, le autorit&agrave; si stanno preparando ad instaurare leggi islamiche che impongono alle donne il velo e abiti islamici, anche se non musulmane, poich&eacute; esse &ldquo;mostrandosi, inducono ad ogni tipo di peccato&rdquo;. <\/p>\n<p>Anche il reggente di Tasikmalaya ha emesso una circolare che obbliga i gestori di piscine pubbliche a stabilire orari diversi per uomini e donne, e a fornire agli studenti che ricevono lezioni di nuoto istruttori dello stesso sesso. <\/p>\n<p>&rdquo;Nella maggior parte dei casi, le politiche locali, rese possibili dal potere conferito all&rsquo;autonomia regionale, sono state definite senza il coinvolgimento delle donne e si basano sulla legge islamica&rdquo;, ha dichiarato Arivia. <\/p>\n<p>Purtroppo &#8211; secondo l&rsquo;analista politico Dewi Fortuna Anwar &#8211; nell&rsquo;Indonesia dominata dall&rsquo;islamismo molte persone interpretano rigidamente l&rsquo;Islam e vorrebbero che la legge islamica, nota come &ldquo;sharia&rdquo;, venisse applicata in tutto il paese. <\/p>\n<p>&rdquo;La richiesta di istituire la &lsquo;sharia&rsquo; &egrave; in aumento nelle province&rdquo;, ha detto Anwar all&rsquo;IPS. <\/p>\n<p>Diversi partiti politici &#8211; come il Partito della Prosperit&agrave; e della Giustizia, riformista e di ispirazione islamica e guidato un tempo da Hidayat Nur Wahid, portavoce della potente Assemblea consultiva del popolo; e il Partito della luna crescente, cui appartiene il Segretario di Stato Yusril Ihza ahendra &#8211; hanno fatto pressione, perch&eacute; in Indonesia venga istituita la &#8220;sharia&#8221;. <\/p>\n<p>Anche prima della sua elezione, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyon si era detto a favore delle leggi islamiche nel paese, cosa che ha successivamente negato. <\/p>\n<p>Nel 1945, i padri fondatori dell&rsquo;Indonesia hanno scritto una costituzione per un governo secolare che promuovesse la tolleranza religiosa tra maggioranza islamica e cristiani, buddisti, induisti e altre minoranze. <\/p>\n<p>I governi successivi hanno eluso tutti gli appelli a trasformare l&rsquo;Indonesia in un paese musulmano. Nel 2002, i legislatori hanno respinto le pressanti richieste di modificare la costituzione per includere la legge islamica. Anche il maggiore gruppo islamico del paese, Nahdlatul Ulama e Muhammadiyah, si &egrave; ripetutamente opposto ad applicare la &lsquo;sharia&rsquo; come legge dello stato. <\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;Indonesia &egrave; un paese secolare e la sua popolazione non &egrave; fatta di soli uomini. Le leggi si dovrebbero basare sulle esigenze di tutti i sessi&rdquo;, ha commentato Arivia. <\/p>\n<p>Per molto tempo, in Indonesia &#8211; dove l&rsquo;85 per cento della popolazione di 215 milioni di persone &egrave; musulmana e il sistema patriarcale &egrave; profondamente radicato &#8211; sono state commesse discriminazioni contro le donne. <\/p>\n<p>&rdquo;I genitori in Indonesia sono i primi a perpetuare la discriminazione di genere&rdquo;, ha proseguito Anwar. <\/p>\n<p>Anwar ha evidenziato che i genitori fanno il &ldquo;lavaggio del cervello&rdquo; ai figli sin dalla prima infanzia, per convincerli che le ragazze devono occuparsi dei lavori di casa. <\/p>\n<p>Anche se il loro ruolo le ha sempre viste culturalmente confinate in casa come mogli e madri, le restrizioni alle attivit&agrave; delle donne non erano mai state legittimate fino al decentramento del potere e dell&rsquo;autorit&agrave; dal governo centrale ai governi locali, avvenuta nel gennaio del 2001. <\/p>\n<p>Nella regione di Aceh, devastata dallo tsunami e lacerata dal conflitto, le donne indossavano il velo gi&agrave; prima della concessione dell&rsquo;autonomia nel 2002. Tuttavia, con l&rsquo;introduzione del suo statuto speciale, questa provincia prevalentemente musulmana ha emesso una legge locale detta &ldquo;qanun&rdquo;, che obbliga tutte le donne, anche le non musulmane e le turiste in visita, a indossare abiti adeguati secondo la legge islamica. <\/p>\n<p>L&rsquo;anno scorso a Banda Aceh, capitale della provincia, la polizia locale ha inflitto una multa di 75.000 rupie (8 dollari) ad un&rsquo;attivista, perch&eacute; non indossava il velo detto &ldquo;jilbab&rdquo;. <\/p>\n<p>Il paragrafo di una delle leggi locali sancisce che visitatori e turisti provenienti da altre regioni o dall&rsquo;estero adattino il loro comportamento, le attivit&agrave; e gli abiti ai costumi islamici degli abitanti di Aceh. <\/p>\n<p>&rdquo;A tutte le donne: non invitate gli uomini a peccare con il vostro corpo scoperto&rdquo;, recitava un cartello nell&rsquo;ufficio dell&rsquo;Agenzia Statistica Centrale (BPS) di Banda Aceh, prima che lo tsunami del 26 dicembre devastasse la citt&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>JAKARTA, 24 gennaio 2005 (IPS) &#8211; Quando l&rsquo;Indonesia raggiunse l&rsquo;autonomia regionale, quattro anni fa, le donne &#8211; che rappresentano oltre il 50 per cento della popolazione del paese &#8211; pensarono di poter esercitare un ruolo determinante nelle decisioni. 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