{"id":205,"date":"2005-01-10T18:41:00","date_gmt":"2005-01-10T18:41:00","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/01\/10\/sviluppo-il-commercio-equo-utile-ma-insufficiente\/"},"modified":"2005-01-10T18:41:00","modified_gmt":"2005-01-10T18:41:00","slug":"sviluppo-il-commercio-equo-utile-ma-insufficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/01\/10\/sviluppo-il-commercio-equo-utile-ma-insufficiente\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Il Commercio equo &egrave; utile ma insufficiente"},"content":{"rendered":"<p>MADRID, 4 gennaio 2005 (IPS) &#8211; Il Commercio equo cresce in Spagna (ora anche con l&rsquo;appoggio del governo) ed &egrave; molto utile per promuovere lo sviluppo, anche in vista del raggiungimento degli Obiettivi del millennio. Ma non pu&ograve; contrastare gli squilibri degli scambi globali, soggetti agli ostacoli di dazi e monopoli.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il commercio equo &egrave; un sistema commerciale alternativo, basato sul principio della cooperazione e non del lucro, che offre a produttori emarginati del Sud un accesso diretto ai mercati del Nord, in condizioni lavorative e di scambio eque. <\/p>\n<p>In attesa dei risultati delle vendite di Natale e di fine anno, l&rsquo;organizzazione non governativa (Ong) Intermon Oxfam, che coordina altre 70 entit&agrave; di sostegno a questa attivit&agrave; in Spagna, ha segnalato che all&rsquo;inizio di dicembre le operazioni ammontavano gi&agrave; a pi&ugrave; del 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2003. <\/p>\n<p>Una novit&agrave; &egrave; l&rsquo;appoggio del governo del socialista Jos&eacute; Luis Zapatero, che ha espresso questo sostegno simbolicamente comprando i regali di fine anno nei negozi del Commercio equo. <\/p>\n<p>Zapatero stima che il 2005 sar&agrave; un anno vitale per la cooperazione internazionale. In un incontro con i dirigenti di Ong alla vigilia di Natale, si &egrave; impegnato a portare avanti una politica estera orientata verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG). <\/p>\n<p>Gli otto obiettivi del millennio, da raggiungere entro il 2015, stabiliti dall&rsquo;Onu, si propongono come una piattaforma globale di sviluppo per porre fine alla povert&agrave;, la fame e le disuguaglianze. <\/p>\n<p>Tra gli altri annunci, Zapatero ha ribadito l&rsquo;intenzione di promuovere la conversione del debito estero in investimenti nell&rsquo;educazione e la convocazione di una Conferenza sulla cooperazione nel primo semestre 2005, a cui parteciperanno rappresentanti di governo e di organizzazioni non governative, sindacali e imprenditoriali. <\/p>\n<p>Nel 2004, le reti del Commercio equo in Spagna hanno venduto per quattro milioni e mezzo di Euro (circa 6 milioni di dollari), con prodotti provenienti da Africa, Asia e America Latina. <\/p>\n<p>Questo sistema &egrave; uno strumento utile ma insufficiente per sostenere uno sviluppo equo, ha dichiarato all&rsquo;IPS il sacerdote cattolico Angel Garc&iacute;a, presidente di &ldquo;Mensajeros de la Paz&rdquo;, prima di partire in Sri Lanka per coordinare gli aiuti alle vittime del maremoto abbattutosi il 26 dicembre sui paesi dell&rsquo;oceano Indiano. <\/p>\n<p>&ldquo;Senza mettere da parte il Commercio equo, bisogna affrontare allo stesso tempo e con forza la lotta per eliminare le cattive pratiche del commercio internazionale e per aprire i mercati del Nord ai paesi del Terzo mondo&rdquo;, ha detto Garc&iacute;a. <\/p>\n<p>Marta L&oacute;pez, dirigente di &ldquo;Acci&oacute;n contra el hambre&rdquo;, appoggia il Commercio equo come un &ldquo;modo per dare impulso alla produzione di artigiani e piccoli imprenditori dei paesi in via di sviluppo&rdquo;. Tuttavia, ha avvertito, &ldquo;alcuni prodotti hanno l&rsquo;etichetta del Commercio equo ma sono di imprese che pensano solo ai propri guadagni&rdquo;. <\/p>\n<p>L&oacute;pez ha spiegato all&rsquo;IPS che il Commercio equo &egrave; minoritario e ha prezzi poco competitivi. &ldquo;Il grande problema &egrave; nei mercati dei paesi industrializzati, che non aprono le loro porte&rdquo;, ha detto concordando con Garc&iacute;a. <\/p>\n<p>Un esempio &egrave; l&rsquo;America Centrale, &ldquo;una regione che produce frutta di alta qualit&agrave; e basso costo, ma che non pu&ograve; essere esportata liberamente verso l&rsquo;Unione europea (Ue) e gli Usa, che hanno le loro porte bloccate dai dazi&rdquo;, ha aggiunto L&oacute;pez. <\/p>\n<p>Il punto centrale dell&rsquo;attuale serie di negoziati dell&rsquo;Organizzazione mondiale del commercio &egrave; lo smantellamento delle sovvenzioni milionarie che le potenze industriali applicano alle loro produzioni agricole, poich&eacute; alterano il commercio agricolo mondiale e colpiscono principalmente gli agricoltori del Sud. Ma il dialogo &egrave; ancora fermo. <\/p>\n<p>Lourdes Berges, di Intermon Oxfam, ha detto all&rsquo;IPS che il Commercio equo &egrave; un&rsquo;altra forma di cooperazione, che non esclude le altre. &ldquo;Appoggiando la produzione di comunit&agrave; contadine e gruppi artigianali, si aiuta il loro sviluppo&rdquo;, ha sottolineato. <\/p>\n<p>Una componente importante di questo scambio &egrave; il prefinanziamento della produzione. Le Ong coinvolte anticipano fino al 50 per cento dell&rsquo;importo dei prodotti che dopo si preoccuperanno di commercializzare in Spagna e in altri paesi del Nord. <\/p>\n<p>Grazie a questo finanziamento, le comunit&agrave;, associazioni e cooperative di produttori possono sviluppare le loro attivit&agrave; senza indebitarsi. Esempi di questo meccanismo sono i prodotti importati come la bibita brasiliana Guaranito, o le stoffe intessute e i prodotti artigianali del laboratorio Tejemujeres, dell&rsquo;Ecuador, che coordina il lavoro di 3500 artigiane. <\/p>\n<p>In ogni caso, secondo Acci&oacute;n contra el hambre, il problema degli squilibri commerciali deve essere affrontato globalmente, poich&eacute; &ldquo;esistono tre attori o soggetti che dirigono l&rsquo;economia globale: produttori, distributori o intermediari e consumatori&rdquo;. <\/p>\n<p>Coloro che producono di pi&ugrave; per il mercato mondiale sono quelli che guadagnano meno, circa 2 miliardi di lavoratori dei paesi in sviluppo, con salari da uno a tre dollari al giorno. L&rsquo;altro estremo della catena, il Nord industriale, concentra l&rsquo;80 per cento dei consumi, afferma l&rsquo;Ong. <\/p>\n<p>Tra le azioni di cooperazione non comprese nella rete del Commercio equo, rientra l&rsquo;assistenza dell&rsquo;agenzia governativa spagnola di cooperazione internazionale (AECI), a piccoli e medi imprenditori di paesi del Sud, che prevede il finanziamento, la formazione e l&rsquo;appoggio tecnico per progetti produttivi. <\/p>\n<p>In Spagna si vendono ad esempio prodotti come La Orquidea, cioccolato al latte con kiwicha, di Agroindustrias Mayo SA, peruviane. <\/p>\n<p>Sull&rsquo;etichetta del cioccolato si specifica che l&rsquo;alimento vegetale kiwicha si consumava pi&ugrave; di 3000 anni fa sulle Ande dell&rsquo;America del Sud, e che ha un alto contenuto di proteine, fibre, carboidrati e vitamine. <\/p>\n<p>La AECI ha anche distribuito durante le feste anacardi del Mozambico, coltivati da un&rsquo;associazione di 227 cooperative con oltre 6000 donne contadine delle aree suburbane di Maputo, capitale del paese; pepe nero (di un progetto integrale per Sao Tom&eacute; e Principe); il caff&egrave; Tima (della Sierra Nevada in Colombia) e Chimor&eacute;, un&rsquo;insalata di palma coltivata a Cochabamba, Bolivia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MADRID, 4 gennaio 2005 (IPS) &#8211; Il Commercio equo cresce in Spagna (ora anche con l&rsquo;appoggio del governo) ed &egrave; molto utile per promuovere lo sviluppo, anche in vista del raggiungimento degli Obiettivi del millennio. 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