{"id":2043,"date":"2018-10-30T17:41:39","date_gmt":"2018-10-30T17:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/?p=2043"},"modified":"2019-03-21T15:31:16","modified_gmt":"2019-03-21T15:31:16","slug":"i-migranti-senegalesi-rimpatriati-diventano-narratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2018\/10\/30\/i-migranti-senegalesi-rimpatriati-diventano-narratori\/","title":{"rendered":"I migranti senegalesi rimpatriati diventano narratori"},"content":{"rendered":"<p><strong>DAKAR, SENEGAL<\/strong>, ottobre 2018 (IPS)<strong> &#8211;<\/strong> Khoudia Ndiaye e Ndeye Fatou Sall installano uno smartphone sul treppiede per iniziare a girare una video-intervista con Daro Thiam a Hann Bel-Air, un quartiere di Dakar, la capitale senegalese.<\/p>\n<p><!--more-->Hann Bel-Air \u00e8 il punto di partenza per molti migranti che lasciano la citt\u00e0 e il paese lungo rotte illegali \u2013 barconi per la Spagna, attraverso il deserto del Sahara per il Mediterraneo o verso i paesi vicini.<\/p>\n<p>Thiam, madre di quattro figli, \u00e8 tornata da poco dalla Mauritania, dove non \u00e8 riuscita a trovare un lavoro per mantenere i suoi figli.<\/p>\n<p>Tre donne senegalesi su una terrazza soleggiata vicina alla spiaggia hanno qualcosa in comune: sono tutte migranti. Ognuna di loro ha lasciato la propria terra d\u2019origine per migliorare la propria vita e sostenere la famiglia. Ma questo pomeriggio \u00e8 dedicato alla storia di Thiam.<\/p>\n<p>Ndiaye e Fatou Sall sistemano un microfono sul vestito di Thiam e poi si mettono dietro la telecamera per dare il via alla prima domanda. \u201cPerch\u00e9 hai deciso di lasciare la tua casa e dove eri diretta?\u201d, chiedono a Thiam.<\/p>\n<p>Thiam risponde nella loro lingua madre, il wolof. Le donne annuiscono; tra loro, un senso di complicit\u00e0 \u00e8 palpabile.<\/p>\n<p>L\u2019intervista va avanti, proseguendo con le domande dell\u2019applicazione mobile creata per intervistare i migranti: \u201cQuali familiari o conoscenti volevi sostenere?\u201d, \u201cCome ha reagito la tua famiglia quando sei tornata?\u201d.<\/p>\n<p>Le donne cominciano a conoscersi meglio. E dopo questa intervista, anche loro condivideranno la propria storia con Thiam.<\/p>\n<p>La campagna di sensibilizzazione Migrants as Messengers (MaM), portata avanti dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.iom.int\/\">Organizzazione Internazionale\u00a0per\u00a0le Migrazioni (OIM)<\/a>, usa tecnologie mobili innovative che offrono ai migranti i mezzi per condividere le loro esperienze e per creare una piattaforma che dia la possibilit\u00e0 ad altri di fare lo stesso.<\/p>\n<p>Lo scopo della campagna \u00e8 quello di sensibilizzare i potenziali migranti e le loro famiglie sui rischi della migrazione irregolare, registrando e condividendo video sulle esperienze migratorie su <u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/MigrantsAsMessengers\/\">Facebook<\/a><\/u>. Propone inoltre delle alternative alle rotte pericolose che attraversano il deserto o il Mediterraneo, e che spesso portano a luoghi di detenzione a tempo indefinito in paesi nordafricani come la Libia.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Women as Influencers\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/64u8fefMJPI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Il MaM, fondato dal governo olandese, \u00e8 un progetto regionale attivo in Senegal, Guinea-Conakry e Nigeria, che si occupa di formazione per i migranti rimpatriati, come Ndiaye e Fatou Sall, in videografia, interviste, reportage sui migranti e patrocinio online, perch\u00e9 possano diventare \u2018cittadini giornalisti\u2019 su base volontaria o, pi\u00f9 precisamente, \u2018migranti messaggeri\u2019. Fino ad ora, l\u2019OIM ha formato 80 migranti, definiti \u2018funzionari volontari sul campo\u2019, nei tre paesi aderenti. In Senegal, un terzo di questi volontari sono donne.<\/p>\n<p><strong>I migranti rimpatriati diventano narratori<\/strong><\/p>\n<p>Ndiaye, studentessa di giurisprudenza, \u00e8 rimpatriata dal Marocco, e Fatou Sall \u00e8 madre di cinque bambini e ha vissuto e lavorato come domestica in Arabia Saudita per nove anni. Ndiaye e Fatou Sall sono tornate in Senegal rispettivamente nel 2013 e nel 2017. Di recente, hanno seguito dei corsi di formazione insieme ad altre quattro donne \u2013 Maty Sarr, Aissatou Senghor e Fatou Guet Ndiaye \u2013 e a quattro ragazzi, per diventare migranti messaggeri.<\/p>\n<p>Fatou Sall ha vissuto nove anni molto difficili in Arabia Saudita ed \u00e8 pronta a raccontare agli altri come si viveva, per condividere una genuina ed accorata storia della sua esperienza.<\/p>\n<p>\u201cTutto quello che dir\u00f2 viene dal cuore perch\u00e9 \u00e8 un\u2019esperienza che ho vissuto e che voglio condividere con gli altri. Prima di tutto voglio dire loro \u2018non andate senza documenti regolari perch\u00e9 non \u00e8 facile da quelle parti\u2019\u201d.<\/p>\n<p>Fatou \u00e8 felice di far parte del programma MaM e dice di sentirsi \u201csoddisfatta di partecipare a questa formazione, che metter\u00f2 in pratica per sensibilizzare sui viaggi [irregolari] quando la mia associazione avvier\u00e0 le sue attivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Dopo il suo ritorno nel 2017 ha fondato un\u2019associazione per donne lavoratrici precedentemente emigrate in Arabia Saudita chiamata \u2018Associazione di donne senegalesi ex residenti in Arabia Saudita\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/MigrantsAsMessengers\/videos\/707358599616225\/\">https:\/\/www.facebook.com\/MigrantsAsMessengers\/videos\/707358599616225\/<\/a><\/p>\n<p><strong>Donne influencer<\/strong><\/p>\n<p>Fatou racconta che nonostante la sua paga fosse di 700 dollari americani, contro i 200 dollari che avrebbe guadagnato come lavoratrice domestica nel suo paese, non \u00e8 valsa la pena emigrare clandestinamente. Dice di essere stata fortunata ad avere un datore di lavoro che le pagava le spese mediche in caso di malattia, ma che alla fine le venivano detratte dal salario.<\/p>\n<p>\u201cSe vuoi andare all\u2019estero, fai in modo di avere tutti i documenti in regola, di procurarti un contratto firmato e legalizzato e di comprare un\u2019assicurazione sanitaria. Se non puoi avere tutto ci\u00f2, resta a casa e cerca qualsiasi tipo di lavoro, anche nelle pulizie\u201d.<\/p>\n<p>Come donna che ha vissuto delle esperienze di vita difficili all\u2019estero, Fatou non vuole che altre donne attraversino momenti duri come i suoi.<\/p>\n<p>\u201cFuori dal tuo paese ti aspetta una vita solitaria e, come donna e come madre, la maggior parte delle volte ti ritrovi a pensare ai tuoi cari, specialmente quando tutto sembra crollarti addosso. Le agenzie di collocamento che operano a Dakar ci hanno venduto a quei padroni arabi come schiave e lavoravamo senza sosta 24 ore su 24, a volte senza essere pagate\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon voglio costringere le persone o le donne a restare in Senegal, ma se non hanno i documenti necessari e pensano che l\u00ec potranno avere tutto, si stanno solo illudendo\u201d.<\/p>\n<p>In Arabia Saudita predomina il razzismo verso i neri, e sono frequenti le incursioni della polizia nelle case degli stranieri, dice Fatou.<\/p>\n<p>Ndiaye, che ha viaggiato legalmente verso il Marocco con la speranza di trovare un lavoro in un call center, racconta una vicenda terribile di razzismo.<\/p>\n<p>\u201cHo assistito a molti accoltellamenti e pestaggi per mano di marocchini contro persone di colore e ho cominciato ad avere paura di uscire di casa. Gli arabi provocavano le persone di colore e poi le picchiavano, gli rubavano i cellulari in pieno giorno, e alle volte le accoltellavano. La vita \u00e8 molto dura in Nordafrica, soprattutto se non hai documenti\u201d, spiega la studentessa di legge.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 anche straziante vedere donne incinte che si imbarcano in un\u2019impresa cos\u00ec pericolosa per poi trovare solo sofferenze. Alla fine, ho pensato che tornare a casa sarebbe stata la scelta migliore. Le donne, specialmente se madri, dovrebbero rimanere a casa con i loro figli\u201d.<\/p>\n<p>Anche Fatou Guet, rimpatriata dalla Mauritania, che aveva cercato di raggiungere la Spagna su un battello di fortuna, si dice contraria a viaggiare clandestinamente per l\u2019Europa.<\/p>\n<p>\u201cIl nostro viaggio \u00e8 durato 10 giorni e poi abbiamo fatto naufragio a largo della Mauritania, dove alcune persone sono annegate e io mi sono ammalata e sono quasi morta. Non \u00e8 affatto positivo\u201d, ha raccontato all\u2019IPS sconvolta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/MigrantsAsMessengers\/videos\/217535472195014\/\">https:\/\/www.facebook.com\/MigrantsAsMessengers\/videos\/217535472195014\/<\/a><\/p>\n<p><strong>I risultati della campagna <\/strong><\/p>\n<p>Le esperienze di queste donne e di altri che hanno tentato la via dell\u2019immigrazione irregolare non sono passate inosservate.<\/p>\n<p>Ad oggi, l\u2019OIM ha quasi 23.000 follower sulla pagina Facebook del progetto MaM, di cui il 90 percento sono della Nigeria, Guinea-Conakry e Senegal.<\/p>\n<p>La studentessa universitaria Aminata Fall (23 anni), che segue la campagna MaM su Facebook, la definisce \u201cgeniale\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 una campagna molto emozionante, dove gente coraggiosa e audace racconta delle storie terribili. Devi essere un matto per viaggiare [irregolarmente] verso il Nordafrica dopo aver visto questi video. Beh, l\u00e0 \u00e8 sicuramente un inferno in terra\u201d, dice Fall all\u2019IPS.<\/p>\n<p>Marshall Patzana, manager digitale dell\u2019OIM, spiega all\u2019IPS che l\u2019OIM condivide nuovi video ogni giorno, per \u201criempire il web di esperienze vissute in prima persona nei viaggi e contrastare le idee che i trafficanti cercano di diffondere online\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI nostri video durano in genere tra 30 secondi e un minuto; i video postati fino alla settimana scorsa sono stati visualizzati per 30.590 minuti in totale. I nostri contenuti hanno raggiunto pi\u00f9 di 550.000 persone da quando abbiamo aperto la pagina Facebook a giugno\u201d, ha detto.<\/p>\n<p>Patzana spiega che Facebook offre una piattaforma dove i migranti rimpatriati possono interagire tra loro e condividere le migliori pratiche per far arrivare il messaggio alle loro comunit\u00e0 e promuovere la migrazione regolare.<\/p>\n<p>I contenuti prodotti da questi migranti vengono condivisi e caricati sulla pagina Facebook, per creare una biblioteca multimediale di testimonianze accessibile per tutti coloro che vogliono avere informazioni su questi viaggi.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo anche un gruppo chiuso dove i rimpatriati di diversi paesi condividono le loro storie personali e si aiutano a vicenda\u201d, spiega Patzana.<\/p>\n<p>L\u2019OIM pensa di estendere il progetto al 2019 e di diffonderlo in altri tre o quattro paesi dell\u2019Africa Occidentale.<\/p>\n<p>Mentre cercano di raggiungere pi\u00f9 persone con il loro messaggio, le donne che condividono le loro storie hanno anche delle speranze e dei progetti per il futuro.<\/p>\n<p>Fatou Sall spera che la sua associazione, nella citt\u00e0 senegalese di Rufisque, riceva pi\u00f9 finanziamenti e cominci ad essere operativa al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Ndiaye pensa che la sua vita non avrebbe avuto un futuro se non fosse tornata a casa. Presto, si laureer\u00e0 in legge. \u201cCinque anni dopo \u2013 racconta &#8211; sono qui, sto per concludere gli studi di legge. Finir\u00f2 il prossimo anno, una cosa impensabile se fossi rimasta in Marocco ad aspettare di trovare lavoro\u201d.<\/p>\n<p>[Editing a cura di Francesca Buffo]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DAKAR, SENEGAL, ottobre 2018 (IPS) &#8211; Khoudia Ndiaye e Ndeye Fatou Sall installano uno smartphone sul treppiede per iniziare a girare una video-intervista con Daro Thiam a Hann Bel-Air, un quartiere di Dakar, la capitale senegalese.<\/p>\n","protected":false},"author":577,"featured_media":2044,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,29],"tags":[],"class_list":["post-2043","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-africa","category-migrazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/577"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2043"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2107,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2043\/revisions\/2107"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}