{"id":195,"date":"2004-12-17T03:23:59","date_gmt":"2004-12-17T03:23:59","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/12\/17\/cambiamento-climatico-un-caldo-da-morire\/"},"modified":"2004-12-17T03:23:59","modified_gmt":"2004-12-17T03:23:59","slug":"cambiamento-climatico-un-caldo-da-morire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/12\/17\/cambiamento-climatico-un-caldo-da-morire\/","title":{"rendered":"CAMBIAMENTO CLIMATICO: Un caldo da morire"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 17 dicembre 2004 (IPS) &#8211; Essere poveri in un paese povero &egrave; uno dei maggiori pericoli che dovr&agrave; affrontare un essere umano nel prossimo secolo, quando si prevede un aumento minimo di due gradi nella temperatura del pianeta.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Questo &egrave; ci&ograve; che ha dichiarato Bill Hare, direttore di politica climatica dell&rsquo;Ong ecologista Greenpeace International, nel descrivere gli effetti del surriscaldamento globale sulla popolazione mondiale, durante la decima conferenza dell&rsquo;Onu sul cambiamento climatico, a Buenos Aires.<\/p>\n<p>Hare ha spiegato con dati ed esempi perch&eacute; i paesi pi&ugrave; poveri sono e saranno i pi&ugrave; vulnerabili alle alterazioni del clima provocate dall&rsquo;inquinamento umano.<\/p>\n<p>&ldquo;Un aumento di due gradi minaccia decine di milioni di persone, sottoposte al maggior rischio di soffrire la fame per la siccit&agrave;, le inondazioni, e altri impatti&rdquo;, ha detto.<\/p>\n<p>Centinaia di milioni di persone, secondo Hare, saranno esposte alla malaria e pi&ugrave; di 1 miliardo di individui potrebbero essere colpiti da inondazioni e mancanza di acqua potabile.<\/p>\n<p>L&rsquo;attivista ha parlato in uno dei molti incontri della Decima Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP-10), che si concluder&agrave; oggi nella capitale argentina e a cui hanno partecipato le delegazioni di 180 governi e centinaia di organizzazioni non governative.<\/p>\n<p>Le preoccupazioni di Greenpeace scaturiscono dalla relazione elaborata da diverse agenzie dell&rsquo;Onu, da istituzioni finanziarie multilaterali e dall&rsquo;Unione europea (Ue), intitolata &ldquo;Povert&agrave; e cambiamento climatico&rdquo;.<\/p>\n<p> Lo studio avverte che il surriscaldamento della temperatura non far&agrave; altro che aggravare la povert&agrave; estrema, in cui vivono 1 miliardo di persone in tutto il mondo.<\/p>\n<p>&ldquo;Il cambiamento climatico &ndash; si legge nel testo &ndash; costituisce una seria minaccia allo sradicamento della povert&agrave;. Ciononostante, le attuali strategie per lo sviluppo tendono a sottovalutare questo rischio&rdquo;.<\/p>\n<p>Il surriscaldamento del clima &egrave; dovuto, secondo la maggior parte degli scienziati, al pesante rilascio di gas come il biossido di carbonio, che catturano il calore del sole nell&rsquo;atmosfera (perci&ograve; si chiama &ldquo;effetto serra&rdquo;) e che sono prodotti soprattutto dalla combustione di petrolio, gas e carbone.<\/p>\n<p>L&rsquo;aumento della temperatura non permetter&agrave; di raggiungere uno degli otto Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), fissati dall&rsquo;Onu a settembre 2000, con una scadenza prevista per il 2015.<\/p>\n<p>Il primo degli MDG &egrave; ridurre della met&agrave; la popolazione indigente nel mondo, e a questo scopo &egrave; prevista l&rsquo;adozione di strategie nazionali. <\/p>\n<p>&ldquo;Il cambiamento climatico &ndash; dice il rapporto &ndash; mette in pericolo i traguardi e gli obiettivi, anche a livello nazionale, per sradicare la povert&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>Se non saranno adottate misure concrete e urgenti per ridurre la vulnerabilit&agrave; dei pi&ugrave; poveri e aumentare la loro capacit&agrave; di adattamento, potrebbe essere difficile raggiungere questo obiettivo entro il 2015&rdquo;, avverte.<\/p>\n<p>Ma l&rsquo;impatto del cambiamento climatico &ndash; segnala ancora il documento &ndash; non &egrave; una sfida futura, bens&igrave; un fenomeno gi&agrave; tangibile in alcune regioni.<\/p>\n<p>Nei Caraibi, ad esempio, le tormente tropicali sono pi&ugrave; intense e frequenti; nell&rsquo;Argentina dell&rsquo;est le inondazioni sono aumentate a causa delle piogge di maggiore portata degli ultimi 30 anni; in Asia si sciolgono i ghiacciai, e piccoli paesi insulari dell&rsquo;oceano Pacifico vedono il livello del mare innalzarsi pericolosamente.<\/p>\n<p>Tutte queste catastrofi si ripercuotono con maggiore intensit&agrave; tra i poveri delle zone costiere, che vivono in alloggi precari e senza un accesso sicuro all&rsquo;assistenza sanitaria o all&rsquo;acqua potabile. Ma anche tra gli agricoltori e, in generale, in quei paesi che non hanno sviluppato infrastrutture per prevenire i disastri naturali.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;interesse dei pi&ugrave; poveri in qualsiasi parte del mondo &egrave; che, a lungo termine, il limite dell&rsquo;aumento globale della temperatura rimanga al di sotto di due gradi&rdquo;, ha avvertito l&rsquo;attivista di Greenpeace.<\/p>\n<p>Ma questo scenario &egrave; difficile da raggiungere, secondo i dati degli scienziati che da oltre 10 anni partecipano alla Convenzione sul cambiamento climatico, per la certezza sul rapporto tra attivit&agrave; umana e aumento del calore.<\/p>\n<p>Secondo il Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC, la sigla in inglese), la temperatura del pianeta &egrave; aumentata in media di 0,6 gradi dalla fase della prima rivoluzione industriale, alla fine del XIX secolo, mentre nel 2100 l&rsquo;incremento sar&agrave; tra 1,4 e 5,8 gradi, per le emissioni dei gas-serra.<\/p>\n<p>Oltre all&rsquo;inquinamento da combustibili fossili, l&rsquo;attivit&agrave; agricola e zootecnica rilascia gas metano, e anche la deforestazione su larga scala, come quella registrata in Argentina e Brasile, contribuisce all&rsquo;effetto serra, poich&eacute; limita la capacit&agrave; dei boschi di assorbire carbonio.<\/p>\n<p>Il caldo scioglier&agrave; i ghiacciai, e presto si innalzer&agrave; il livello dei mari, fenomeno che potrebbe raggiungere i 100 metri entro il 2100.<\/p>\n<p>Vi saranno inoltre inondazioni in alcune regioni e siccit&agrave; in altre, piogge e tormente tropicali pi&ugrave; intense e frequenti, con la relativa sequela di danni umani.<\/p>\n<p>&ldquo;Solo nel delta del Nilo (Egitto) &ndash; ha avvertito Hare &ndash; si stima che entro il 2080 l&rsquo;aumento della temperatura provocher&agrave; inondazioni delle coste che colpiranno 3,8 milioni di persone&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;obiettivo di un aumento di due gradi,  come sostengono alcuni paesi, &ldquo;non &egrave; sicuro&rdquo; per controllare l&rsquo;innalzamento del livello del mare, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Hare ha ammesso che gli impatti del cambiamento climatico non saranno ripartiti equamente nel pianeta. Si amplier&agrave; il divario economico tra paesi ricchi e poveri, laddove la maggior parte dei primi beneficer&agrave; dei cambiamenti del clima, mentre i secondi assisteranno ai suoi peggiori effetti.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;IPCC, che lavora con modelli di proiezione su larga scala, il calore migliorer&agrave; la resa dei raccolti dei paesi del Nord, mentre colpir&agrave; duramente quelli del Sud, tradizionali fornitori di cibo per il mercato globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 17 dicembre 2004 (IPS) &#8211; Essere poveri in un paese povero &egrave; uno dei maggiori pericoli che dovr&agrave; affrontare un essere umano nel prossimo secolo, quando si prevede un aumento minimo di due gradi nella temperatura del pianeta.<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,4,5,8,22,1,26,28,30,25],"tags":[],"class_list":["post-195","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-ambiente","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-europa","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-medioriente","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/195","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=195"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/195\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}