{"id":186,"date":"2004-12-01T05:44:08","date_gmt":"2004-12-01T05:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/12\/01\/salute-kenya-le-donne-prime-vittime-dellhiv\/"},"modified":"2004-12-01T05:44:08","modified_gmt":"2004-12-01T05:44:08","slug":"salute-kenya-le-donne-prime-vittime-dellhiv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/12\/01\/salute-kenya-le-donne-prime-vittime-dellhiv\/","title":{"rendered":"SALUTE-KENYA: Le donne, prime vittime dell&#8217;Hiv"},"content":{"rendered":"<p>NAIROBI, 1 dicembre 2004 (IPS) &#8211; I funzionari sanitari del Kenya commentano con preoccupazione i dati sulla diffusione dell&rsquo;Hiv\/Aids. Le donne dell&rsquo;Africa orientale sono pi&ugrave; vulnerabili degli uomini a contrarre l&rsquo;infezione, e il divario aumenta.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Durante la presentazione dell&rsquo;Aids Epidemic Update, l&rsquo;aggiornamento annuale pubblicato dal Programma congiunto delle Nazioni Unite per l&rsquo;Aids (UNAIDS), Patrick Orege, direttore del Consiglio Nazionale per il controllo dell&rsquo;Aids (NACC) ha affermato che &ldquo;sono ancora le donne a subire le conseguenze maggiori della malattia&rdquo;. <\/p>\n<p>Il NACC &egrave; l&rsquo;ente governativo che coordina gli sforzi nella riduzione dell&rsquo;incidenza dell&rsquo;Hiv in Kenya.<\/p>\n<p>Orege ha sottolineato che tra le donne nella fascia d&rsquo;et&agrave; 15-49 anni, il 9 per cento &egrave; affetto da Hiv, contro il 5 per cento degli uomini. La stessa discrepanza si rileva per la fascia d&rsquo;et&agrave; 15-24 anni: il 6 per cento delle donne &egrave; risultato siero positivo, rispetto a poco pi&ugrave; dell&rsquo;1 per cento degli uomini.<\/p>\n<p>La tendenza rilevata da Orege &egrave; comune ad altre aree del continente.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;Epidemic Update, donne e ragazze rappresentano circa il 57 per cento dei 25,4 milioni di casi di Hiv\/Aids dell&rsquo;Africa subsahariana. &ldquo;In molte altre regioni &#8211; si legge nel rapporto &#8211; in relazione ai dati di cinque anni fa, la popolazione femminile affetta da Hiv\/Aids &egrave; in crescita&rdquo;.  <\/p>\n<p>Tradizione, norme sociali e biologia sono i fattori che favoriscono la trasmissione dell&rsquo;Hiv tra le donne.<\/p>\n<p>&ldquo;Culturalmente, la donna in Africa non ha potere quando si tratta di questioni sessuali. Ancora oggi, una donna pu&ograve; essere percossa se decide di prendere la pillola anticoncezionale o se chiede al marito di usare il preservativo; anche se il marito ha dimostrato di essere infedele o &egrave; siero positivo&rdquo;, ha dichiarato in un&rsquo;intervista Bella Matabanadzo, membro della task force del segretario generale dell&rsquo;Onu su Donne e Aids. <\/p>\n<p>Come sottolineato nel rapporto, uno studio in Zambia ha rilevato che solo l&rsquo;11 per cento delle donne ritiene di avere il diritto di chiedere al marito di usare il preservativo.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;Aids non diminuir&agrave; finch&eacute; non diminuir&agrave; la violenza sulle donne, e gli stupri. Istituire ed attuare leggi contro lo stupro pu&ograve; significare molto nella lotta alla diffusione dell&rsquo;Hiv\/Aids&rdquo;, ha osservato Mark Stirling, direttore di un gruppo di sostegno regionale dell&rsquo;UNAIDS.<\/p>\n<p>Le parlamentari keniote hanno presentato una proposta di legge che prevede la castrazione per gli stupratori. La &ldquo;Sexual Offences Bill&rdquo; far&agrave; subito discutere, soprattutto alla luce degli ultimi dati rilasciati all&rsquo;inizio di novembre dalla polizia, secondo cui i casi di stupro sono aumentati da 1.675 nel 2000 a 2.013 nel 2002, fino a 2.308 nel 2003.<\/p>\n<p>Nei primi otto mesi dell&rsquo;anno sono stati denunciati 1.895 stupri.<\/p>\n<p>La forte prevalenza dell&rsquo;infezione da Hiv\/Aids tra le donne &egrave; stata anche attribuita alla irreperibilit&agrave; del preservativo femminile, dopo sette anni dalla sua introduzione sul mercato.<\/p>\n<p>&ldquo;Il preservativo femminile &egrave; anche molto pi&ugrave; costoso dell&rsquo;equivalente maschile e, nonostante la maggiore consapevolezza, rimane difficilmente reperibile e non accettato socialmente&rdquo;, rileva l&rsquo;Epidemic Update. In Kenya, un preservativo femminile costa 2,5 dollari, contro i 13 centesimi di quello maschile.<\/p>\n<p>Il rapporto sottolinea inoltre che &ldquo;il preservativo femminile offre protezione ad un numero crescente di donne, ma c&rsquo;&egrave; ancora bisogno di un certo grado di collaborazione da parte dell&rsquo;uomo&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Orege, il governo sta aumentando i propri sforzi per ridurre l&rsquo;Hiv\/Aids nella popolazione femminile &#8211; che al momento &egrave; del 7 per cento -, con l&rsquo;intensificazione delle campagne di sensibilizzazione pubblica sulle misure preventive, come l&rsquo;uso del preservativo da parte delle donne.<\/p>\n<p>&ldquo;Sebbene la consapevolezza e la conoscenza dell&rsquo;Hiv\/Aids siano relativamente diffuse &#8211; ha aggiunto Orege &#8211; le donne sessualmente attive che usano il preservativo sono ancora poche. Del 18 per cento di donne sessualmente attive che hanno rapporti a rischio, solo un quarto dichiara di usare il preservativo&rdquo;.<\/p>\n<p>Mentre il governo ha portato a 350 il numero dei Centri volontari di Assistenza e Controllo (VCT) (e spera di raddoppiarlo entro il 2005), cresce la preoccupazione che le donne non ricorrano a queste strutture.<\/p>\n<p>Il NACC afferma che il 54 per cento delle donne ha sentito parlare dei VCT ma che solo il 15 per cento si &egrave; sottoposto al test per l&rsquo;Hiv. Sembra che molte donne preferiscano ignorare il proprio stato &#8211; anche se ci&ograve; significa rinunciare alle cure adeguate &#8211; piuttosto che rischiare di essere abbandonate dal compagno se il test risultasse positivo.<\/p>\n<p>Alla luce di questi dati, il rapporto raccomanda l&rsquo;introduzione del trattamento delle malattie a trasmissione sessuale nelle strutture di pianificazione familiare: &ldquo;Integrando i due sistemi, le donne potrebbero superare la paura della censura sociale e avvicinarsi ai centri di assistenza. &Egrave; di fondamentale importanza anche ridurre lo stigma sociale prodotto dall&rsquo;Hiv&rdquo;.<\/p>\n<p>Quanto al trattamento dell&rsquo;Aids, Orege afferma che il governo dipende dall&rsquo;iniziativa &ldquo;Three by Five&rdquo; (Tre milioni entro il 2005) dell&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS), che punta a fornire i farmaci antiretrovirali (ARVs) a tre milioni di persone entro il 2005.<\/p>\n<p> &ldquo;Stiamo lavorando a questa iniziativa e finora siamo riusciti a portare gli ARV a 24.000 persone, rispetto alle 12.000 dell&rsquo;anno scorso &#8211; ha affermato Orege -. Il nostro obiettivo &egrave; procurare il trattamento a 95.000 persone entro la fine dell&rsquo;anno&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;Epidemic Update rileva che 5-6 milioni di persone hanno un bisogno urgente di farmaci ARV ma che solo il 7 per cento delle popolazioni dei paesi a basso-medio reddito ha accesso a queste cure.<\/p>\n<p>Stirling ha poi sottolineato quanto fosse imperativo per i governi di questi paesi dimostrare il loro impegno nella lotta contro l&rsquo;Aids, stanziando maggiori risorse per combattere l&rsquo;epidemia. &ldquo;Molti governi non hanno fatto nulla&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Molte persone affette da Aids in Kenya sono della stessa opinione.<\/p>\n<p>&ldquo;Il governo deve aumentare il proprio budget per l&rsquo;Aids. Non pu&ograve; vantarsi di aver fornito gli antiretrovirali a poche migliaia di persone, mentre 200.000 individui nel paese ne hanno un impellente bisogno&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS James Kamau, del Kenya Treatment Access Movement. In Kenya, pi&ugrave; di 2 milioni di persone convivono con l&rsquo;Aids.<\/p>\n<p>Il rapporto dell&rsquo;UNAIDS &egrave; stato pubblicato in occasione della Giornata mondiale dell&rsquo;Aids, oggi 1 dicembre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAIROBI, 1 dicembre 2004 (IPS) &#8211; I funzionari sanitari del Kenya commentano con preoccupazione i dati sulla diffusione dell&rsquo;Hiv\/Aids. 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