{"id":1814,"date":"2014-01-23T18:10:43","date_gmt":"2014-01-23T18:10:43","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2014\/01\/23\/lamarezza-di-riad-potrebbe-pesare-sulla-scelta-del-nucleare-2\/"},"modified":"2014-01-23T18:10:43","modified_gmt":"2014-01-23T18:10:43","slug":"lamarezza-di-riad-potrebbe-pesare-sulla-scelta-del-nucleare-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2014\/01\/23\/lamarezza-di-riad-potrebbe-pesare-sulla-scelta-del-nucleare-2\/","title":{"rendered":"L&#8217;amarezza di Riad potrebbe pesare sulla scelta del nucleare"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, gen, 2014 (IPS) &#8211; L&rsquo;ostinata opposizione dell&rsquo;Arabia Saudita all&rsquo;accordo nucleare provvisorio siglato con l&rsquo;Iran ha sollevato un acceso dibattito sulle prospettive saudite di presenza militare in Medioriente.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1938\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1938\" class=\"size-full wp-image-1938\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Prince_Turki_bin_Faisal_Al_Saud400.jpg\" alt=\"cc by 2.0 cc by 2.0\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1938\" class=\"wp-caption-text\">cc by 2.0<br \/>cc by 2.0<\/p><\/div><\/div>\n<p>Come segnalato qualche tempo fa dal Wall Street Journal, c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che l&rsquo;Arabia Saudita interpreti il consenso internazionale ad un qualsiasi programma nucleare iraniano come una spinta a &ldquo;dotarsi di una propria capacit&agrave; nucleare semplicemente acquistando armamenti&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma acquistare da chi? Forse dal Pakistan, visto che l&rsquo;Arabia Saudita ha finanziato parte del suo programma nucleare.<\/p>\n<p>Questo sarebbe lo scenario peggiore, che potrebbe verificarsi in particolare se il rapporto politico e militare di lunga data tra Stati Uniti e Arabia Saudita continuasse a deteriorarsi. <\/p>\n<p>Il primo segnale delle ambizioni nucleari siriane risale al 2011, quando il principe Turki al- Faisal, un ex ambasciatore saudita negli Stati Uniti, avvert&igrave; che le minacce nucleari rappresentate da Israele e Iran avrebbero potuto portare l&rsquo;Arabia Saudita ad armarsi a sua volta.<\/p>\n<p>Durante un dibattito sulla sicurezza a Riad, Turki al-Faisal ha affermato &ldquo; &Egrave; nostro dovere nei confronti della nostra nazione e della nostra gente prendere in considerazione ogni alternativa possibile, compresa quella di entrare in possesso di queste armi&rdquo;.<\/p>\n<p>A decidere se la sua sia stata una vera minaccia o un bluff saranno anche le trattative in corso con l&rsquo;Iran sull&rsquo;eliminazione della dotazione di armi nucleari iraniana alla scadenza dell&rsquo;accordo provvisorio di sei mesi.<\/p>\n<p>Si tratta dell&rsquo;accordo tra l&rsquo;Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, pi&ugrave; la Germania (P5+1).<\/p>\n<p>Hillel Schenker, coredattore del Palestine-Israel Journal con sede a Gerusalemme, che ha monitorato gli sviluppi nelle attivit&agrave; nucleari in Medioriente, ha riferito all&rsquo;IPS che le critice dell&rsquo;Arabia Saudita si basano anche sulla sua idea che l&rsquo;accordo di Genova sia una pessima soluzione.<\/p>\n<p>Eppure, se questo accordo dovesse rivelarsi un punto di partenza importante verso la firma di un altro accordo per impedire all&rsquo;Iran di dotarsi di armi nucleari, allora Riad non riterrebbe necessario ottenere a sua volta armamenti nucleari, continua Schenker.<\/p>\n<p>Inoltre, ha aggiunto, &ldquo;cos&igrave; come Israele far&agrave; pressione affinch&eacute; nell&rsquo;accordo finale si affronti la questione dell&rsquo;appoggio iraniano alla milizia libanese Hezbollah e alla Jihad islamica , allo stesso modo l&rsquo;Arabia Saudita e gli stati del Golfo, a prevalenza sunnita, faranno pressione per ottenere garanzie dall&rsquo;America sulla loro sicurezza, contro le ambizioni degli sciiti iraniani nella regione&rdquo;.<\/p>\n<p>Quando gli &egrave; stato chiesto se l&rsquo;accordo potrebbe spingere gli altri stati mediorientali a sviluppare o acquisire armi nucleari, Shannon N. Kile, ricercatore a capo del Progetto per il controllo delle armi nucleari, disarmo e non- proliferazione dell&rsquo;Istituto di Ricerca per la Pace di Stoccolma (SIPRI), ha risposto: &ldquo;Penso che dipenda dalla forma che assumer&agrave; l&rsquo;accordo di lungo termine&rdquo;.<\/p>\n<p>Il nuovo accordo dovrebbe essere concluso entro la scadenza dell&rsquo;attuale patto provvisorio di sei mesi.<\/p>\n<p>Al momento, afferma Kile, non &egrave; chiaro fino a che punto l&rsquo;Iran intenda limitare o ridurre la sua delicata attivit&agrave; del ciclo del combustibile nucleare, in cambio di una riduzione delle sanzioni occidentali, o se gli Stati Uniti e i suoi alleati europei accetteranno di alleviare le sanzioni senza smantellare quasi tutte le infrastrutture nucleari iraniane.<\/p>\n<p>Supponendo che si riesca a raggiungere un accordo con significative limitazioni tecniche al programma nucleare iraniano, controlli intensificati da parte dell&rsquo;Agenzia Internazionale per l&rsquo;Energia Atomica (con particolare attenzione all&rsquo;accesso dell&rsquo;Iran al Protocollo Aggiuntivo) e quindi maggiori garanzie circa l&rsquo;assenza di attivit&agrave; nucleari non dichiarate in Iran, tutto questo dovrebbe calmare i timori di Stati Uniti, Israele e Arabia, rendendo pi&ugrave; difficile per l&rsquo;Iran costruire un&rsquo;arma nucleare, continua Kile.<\/p>\n<p>In questo modo si potrebbero ridurre gli incentivi alla proliferazione nucleare e le pressioni in Medioriente, aggiunge.<\/p>\n<p>Oltre al dibattito sull&rsquo;Arabia Saudita, si &egrave; discusso anche delle ambizioni nucleari di un altro paese mediorientale, l&rsquo;Egitto, in pieno tumulto politico.<\/p>\n<p>Schenker ha detto all&rsquo;IPS che anche se gli egiziani non sono contenti del possibile riavvicinamento dell&rsquo;Iran con l&rsquo;Occidente e si sentono in competizione con l&rsquo;Iran per l&rsquo;egemonia nella regione, al momento sono molto presi dai loro problemi nazionali.<\/p>\n<p>&ldquo;Se l&rsquo;accordo finale dovesse sembrare ragionevole agli egiziani, non c&rsquo;&egrave; nessuna probabilit&agrave; che decidano di costruirsi un armamento nucleare&rdquo;, sostiene.<\/p>\n<p>In ogni caso, sia il deposto presidente egiziano Mohamed Morsi che il decaduto regime militare che lo ha succeduto, si sono detti interessati a ripristinare il dormiente programma egiziano di costruzione di un piano energetico nucleare, forse come contrappunto al programma energetico nucleare iraniano.<\/p>\n<p>Inoltre, un solido accordo finale con gli iraniani servirebbe solo ad accrescere la determinazione degli egiziani a promuovere una zona libera da armi nucleari in Medioriente, e la volont&agrave; di mettere sul tavolo anche il programma nucleare israeliano, sottolinea.<\/p>\n<p>&ldquo;Credo che il pessimismo di Israele, Arabia Saudita e alcuni ambiti del Congresso statunitense verso il recente accordo tra Iran e i P5+1 sia comprensibile, vista la scarsa sincerit&agrave;, e in alcuni casi la totale falsit&agrave;, dell&rsquo;Iran riguardo le sue passate attivit&agrave; nucleari&rdquo;, riferisce KIle all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>L&rsquo;accordo costituisce comunque un importante passo avanti nel portare l&rsquo;interesse internazionale sul tema del programma nucleare iraniano e, come tale, dovrebbe essere accettato anche da chi &egrave; pi&ugrave; scettico sulle intenzioni nucleari di Tehran.<\/p>\n<p>L&rsquo;accordo raggiunto a Ginevra impone vincoli tecnici e requisiti di verifica tali da impedire all&rsquo;Iran di utilizzare le sue strutture nucleari per portare avanti la costruzione di un&rsquo;arma in questo periodo.<\/p>\n<p>Kile sostiene inoltre che l&rsquo;accordo aumenterebbe i tempi che servirebbero all&rsquo;Iran se decidesse di costruire un&rsquo;arma in futuro.<\/p>\n<p> &ldquo;Sono risultati importanti, che non devono essere sottovalutati o ignorati&rdquo;, conclude Kile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, gen, 2014 (IPS) &#8211; 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