{"id":1800,"date":"2013-05-21T19:11:04","date_gmt":"2013-05-21T19:11:04","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2013\/05\/21\/per-gli-ambientalisti-i-semi-sono-la-chiave-di-una-riforma-dellagricoltura\/"},"modified":"2013-05-21T19:11:04","modified_gmt":"2013-05-21T19:11:04","slug":"per-gli-ambientalisti-i-semi-sono-la-chiave-di-una-riforma-dellagricoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2013\/05\/21\/per-gli-ambientalisti-i-semi-sono-la-chiave-di-una-riforma-dellagricoltura\/","title":{"rendered":"Per gli ambientalisti, i semi sono la chiave di una riforma dell&#8217;agricoltura"},"content":{"rendered":"<p>FIRENZE, 21 mag 2013 (IPS) &#8211; Di fronte alle sfide sempre maggiori dell&rsquo;agricoltura globale, come riformare e migliorare questo settore resta un tema delicato e controverso. Terra Futura, la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilit&agrave; appena conclusa a Firenze (17-19 maggio) ha riportato il dibattito alle sue radici: i semi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1926\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1926\" class=\"size-full wp-image-1926\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/2013-05-17-13.59.53.jpg\" alt=\"Silvia Giannelli\/IPS Silvia Giannelli\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1926\" class=\"wp-caption-text\">Silvia Giannelli\/IPS<br \/>Silvia Giannelli\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Alla sua X edizione quest&rsquo;anno, <A href=\"http:\/\/www.terrafutura.it\/\" target=\"_blank\">Terra Futura<\/A> riunisce annualmente a Firenze istituzioni, associazioni e societ&agrave; civile per condividere idee ed esperienze su uno sviluppo ambientale, economico e sociale alternativo e sostenibile. <\/p>\n<p>La scienziata e attivista ambientalista indiana Vandana Shiva ha presentato qui una serie di <A href=\"http:\/\/seedfreedom.in\/\" target=\"_blank\">iniziative<\/A> per la difesa dei semi e delle colture locali tradizionali. Iniziative che uniscono i temi della terra, la sovranit&agrave; alimentare, la biodiversit&agrave; e l&rsquo;ambiente. <\/p>\n<p>Tra queste, la campagna &ldquo;La Legge del Seme&rdquo;, sulla propriet&agrave; intellettuale e i brevetti controllati dai giganti dell&rsquo;agribusiness, un progetto che vuole riaffermare la centralit&agrave; delle norme biologiche e naturali contro la logica del settore dell&rsquo;agribusiness, tutta incentrata sugli organismi geneticamente modificati (OGM), le monocolture e l&rsquo;agricoltura intensiva. <\/p>\n<p>&ldquo;Il nostro obiettivo &egrave; capovolgere la logica che sta dietro alla criminalizzazione dei semi comuni e tutelare il diritto degli agricoltori di coltivare i loro semi&rdquo;, ha detto Shiva all&rsquo;IPS. <\/p>\n<p>Eppure, oggi la tendenza sembra andare nella direzione opposta, laddove le multinazionali vogliono imporre l&rsquo;uso di semi brevettati e geneticamente modificati con conseguenze disastrose per i coltivatori locali, in particolare nei paesi in via di sviluppo. <\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo gi&agrave; visto cosa ha comportato al settore del cotone in India l&rsquo;ingresso della Monsanto [una multinazionale di biotecnologia agricola proprietaria di semi GM]&rdquo;, ha spiegato Shiva. <\/p>\n<p>&ldquo;La Monsanto &#8211; ha aggiunto &#8211; &egrave; proprietaria e controlla il 95 per cento dei semi del cotone, e questo fa s&igrave; che gli agricoltori siano costretti a indebitarsi per pagare i diritti&rdquo;.<\/p>\n<p><b>Basta con gli OGM<\/b><\/p>\n<p>Secondo Beppe Croce, responsabile nazionale del settore agricoltura di <A href=\"http:\/\/www.legambiente.it\/\" target=\"_blank\">Legambiente<\/A>, l&rsquo;Europa &egrave; riuscita finora a tenere gli OGM fuori dai propri confini: &ldquo;dal punto di vista legislativo, la produzione locale &egrave; protetta&rdquo;, ha detto. <\/p>\n<p>Il problema sono le importazioni nei paesi europei, spiega Croce all&rsquo;IPS. &ldquo;Quasi tutto il mangime dei nostri animali &egrave; integrato da prodotti importati, come soia e mais, e pi&ugrave; della met&agrave; del mais coltivato nel mondo &egrave; transgenico&rdquo;, dice. &ldquo;Per questo dobbiamo rafforzare e uniformare il sistema di monitoraggio dei prodotti importati in Europa&rdquo;. <\/p>\n<p>Anche Giovanni Fabris, coordinatore nazionale del movimento contadino italiano per la sovranit&agrave; alimentare Altragricoltura, &egrave; altrettanto critico circa la politica europea sulle importazioni. Durante un workshop sull&rsquo;accesso alla terra nell&rsquo;agricoltura italiana, ha osservato che &ldquo;l&rsquo;Europa &egrave; preoccupata soprattutto di garantire ai propri cittadini il cibo pi&ugrave; economico possibile, a prescindere dalla sua provenienza&rdquo;. <\/p>\n<p>A detta di Fabris, questa politica sta compromettendo il sistema produttivo di diversi paesi che, come l&rsquo;Italia, &ldquo;devono sostenere la concorrenza di sistemi agro-industriali non europei, ovviamente meno costosi dei nostri&rdquo;. <\/p>\n<p>In queste circostanze, le probabilit&agrave; che le coltivazioni OGM non entrino in Europa appaiono sempre meno concrete. <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;argomentazione &egrave; sempre la stessa: la popolazione mondiale aumenta e servono gli OGM per poter soddisfare la futura domanda di cibo&rdquo;, dice Croce. &ldquo;La verit&agrave; &egrave; che la produzione non pu&ograve; essere gonfiata ovunque in modo indiscriminato e, soprattutto, non deve essere fatto necessariamente con gli OGM&rdquo;. Ma le lobby dell&rsquo;agribusiness trovano sempre nuovi modi per farla franca. Il 6 maggio, la Commissione europea ha avanzato una nuova proposta di legge che impedisce agli agricoltori di utilizzare sementi proprie. <\/p>\n<p>&ldquo;La proposta &egrave; un esempio di criminalizzazione dell&rsquo;alternativa agli OGM&rdquo;, ha detto Shiva all&rsquo;IPS. &ldquo;Vorrebbero avere solo semi brevettati, diritti tutelati, agricoltori senza libert&agrave; di scegliere cosa coltivare e consumatori senza libert&agrave; di scegliere cosa mangiare&rdquo;. <\/p>\n<p><b>Il potere della gente<\/b><\/p>\n<p>Ma i cittadini stanno riscoprendo il valore del buon cibo, come dimostrano fenomeni e movimenti quali lo Slow Food, i gruppi di acquisto solidale, o gli orti urbani. Dopo 50 anni di dominio dell&rsquo;industria, &ldquo;la popolazione sta sperimentando nuove soluzioni per avere pi&ugrave; controllo su ci&ograve; che mangia&rdquo;, osserva Shiva. <\/p>\n<p>Altre iniziative come &ldquo;Semi del Futuro&rdquo; e &ldquo;Giardini della Speranza&rdquo;, promosse dall&rsquo;organizzazione non profit di Shiva <A href=\"http:\/\/www.navdanya.org\" target=\"_blank\">Navdanya International<\/A> vanno nella stessa direzione: ai bambini delle scuole elementari di Firenze sono state distribuite piantine di specie locali da piantare nei loro giardini. <\/p>\n<p>&ldquo;Non parliamo solo di educazione. Stiamo parlando del fatto che loro sono i custodi&rdquo;, ha spiegato Shiva.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma siamo tutti bambini in questo campo&rdquo;, ha aggiunto. &ldquo;Gli agricoltori sono stati resi bambini, nel senso che sono stati portati a dimenticare di essere loro i guardiani e i selezionatori dei semi. I consumatori sono stati portati a dimenticare che il cibo comincia dove finisce il seme. Perci&ograve; in un certo senso questa &egrave; educazione per tutti, &egrave; educazione per la vita&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE, 21 mag 2013 (IPS) &#8211; Di fronte alle sfide sempre maggiori dell&rsquo;agricoltura globale, come riformare e migliorare questo settore resta un tema delicato e controverso. 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